{"id":64970,"date":"2017-06-27T16:49:24","date_gmt":"2017-06-27T14:49:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64970"},"modified":"2017-11-03T15:11:22","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:22","slug":"iran-terrore-insorti-isis-interferenze-saudite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/iran-terrore-insorti-isis-interferenze-saudite\/","title":{"rendered":"Iran: terrore, insorti, Isis, interferenze saudite"},"content":{"rendered":"<p>Il 7 giugno, il sedicente Stato islamico, l\u2019Isis, o Daesh, ha rivendicato il suo primo attacco in Iran: gli attentatori erano tutti di nazionalit\u00e0 iraniana. Le autorit\u00e0 della Repubblica islamica non hanno divulgato l\u2019etnia dei terroristi, ma almeno quattro sarebbero curdi iraniani.<\/p>\n<p>In Iran, solo il 51% della popolazione \u00e8 persiana: storicamente, il pluralismo identitario non ha per\u00f2 indebolito la costruzione della nazione. Tuttavia, le minoranze etniche (curdi, arabi, baluci), anche sunnite, rimangono ai margini della vita politica, tra diseguaglianze socio-economiche e spinte irredentiste, nelle quali anche i Paesi arabi del Golfo provano a infilarsi.<\/p>\n<p><b>Identit\u00e0 transnazionali e minoranze<\/b><br \/>\nLa competizione egemonica fra Arabia Saudita e Iran e la \u2018variabile Daesh\u2019 hanno alimentato il settarismo: tali dinamiche non possono che impattare sulla dialettica fra uno Stato ibrido perch\u00e9 duale come Teheran (semipresidenziale e teocratico), le periferie e i movimenti armati.<\/p>\n<p>Non \u00e8 una coincidenza che gruppi dell\u2019insorgenza armata iraniana, come i baluci di Jaysh al-Adl (gi\u00e0 Jundullah) e i curdi del Pjak, abbiano intensificato gli attacchi contro le forze di sicurezza. In Medio Oriente, le identit\u00e0 transnazionali pesano ormai pi\u00f9 dei confini statuali, mettendo sotto pressione i tradizionali meccanismi di cooptazione e\/o coercizione.<\/p>\n<p>In Iran, le linee di faglia sono tre: confessionale (70% sciiti, 5-10% sunniti), linguistica e soprattutto etnica. La minoranza araba (3%) si concentra nell\u2019ovest (Khuzestan, dove c\u2019\u00e8 il 90% delle risorse petrolifere) e nella fascia costiera meridionale.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2912\" target=\"blank\"><b><u>I curdi<\/u><\/b><\/a>(7%) abitano le terre montuose del nord-ovest. I baluci (2%) popolano la regione orientale del Sistan Baluchistan, terra frontaliera e di contrabbando con l\u2019Af-Pak.<\/p>\n<p>Il presidente HassanRohani, pur proseguendo le politiche repressive e di persianizzazione (specie nei confronti degli arabi), ha aperto ai sunniti d\u2019Iran, nominandone uno vice-ministro del petrolio. Alle elezioni presidenziali del 19 maggio, le minoranze hanno massicciamente partecipato e votato per Rohani.<\/p>\n<p><b>I gruppi armati e le influenze saudite<\/b><br \/>\nAnsar al-Furqan, movimento armato balucio, si rivolge agli sciiti con il termine dispregiativo di\u00a0<i>rafidah<\/i>, lo stesso usato dai jihadisti. I nazionalisti curdi del Pjak, attivi sul confine irano-iracheno, sono un\u2019emanazione del Pkk. Il Movimento arabo di lotta per la liberazione di Ahvaz (Asmla), capoluogo del Khuzestan, ha spesso sabotato le infrastrutture energetiche e ha contatti con la Fratellanza Musulmana siriana. Nel 2013, Asmla ha annunciato un coordinamento politico con Jaysh al-Adl e Pjak.<\/p>\n<p>Il salafismo \u00e8 in crescita tra i sunniti d\u2019Iran, propagato anche da canali satellitari (come Global Kalameh Network che trasmette da Medina e Dubai) e internet. L\u2019Iran denuncia il sostegno dei Paesi arabi del Golfo ai gruppi dell\u2019insorgenza sunnita interna. Tuttavia, Teheran ha spesso tollerato la propagazione del salafismo tra i curdi in chiave anti-sinistra e anti-nazionalista: i salafiti curdi si oppongo a uno Stato curdo indipendente.<\/p>\n<p>Le verosimili ?interferenze competitive? di Riad, Doha e Abu Dhabi in Iran non hanno finora raggiunto il livello di operativit\u00e0, nonch\u00e9 di visibilit\u00e0, della rete transnazionale delle milizie sciite. Sauditi ed emiratini sosterrebbero i baluci di Jaysh al-Adl: il confinantePakistan \u00e8 un alleato storico dell\u2019Arabia Saudita, che l\u00ec finanzia molte scuole coraniche. Gli arabi di Asmla riceverebbero finanziamenti da segmenti della diaspora iraniana di Abu Dhabi.<\/p>\n<p><b>Daesh s\u2019incunea dal confine iracheno<\/b><br \/>\nL\u2019Iran combatte sul campo il sedicente califfato, anche con il lancio di missili. Finora, la strategia di Teheran contro Daesh si \u00e8 focalizzata sulla difesa dei confini: tra l\u2019altro, le minoranze iraniane si concentrano lungo il perimetro geografico dell\u2019Iran (arabi con Iraq, curdi con Turchia e Iraq, baluci con Pakistan).<\/p>\n<p>Adesso, alcuni jihadisti sono per\u00f2 penetrati e si muovono nel Paese, a dispetto della profonda securizzazione dello stato iraniano: i salafiti curdi e il confine iracheno (epicentro Kermanshah) sono gli attori e i luoghi pi\u00f9 esposti alle sirene dell\u2019autoproclamato Califfato, che dopo la ritirata da Mosul si sta riorganizzando proprio tra Al-Anbar e Diyala, quest\u2019ultima al confine con l\u2019Iran.<\/p>\n<p>Teheran \u00e8 oggi un obiettivo primario: ecco perch\u00e9 il recente video di Daesh in persiano e la traduzione della rivista Rumiyah, nonch\u00e9 la creazione di una \u2018Brigata farsi\u2019 a Diyala, con curdi, baluci e arabi iraniani.<\/p>\n<p><b>Largo ai falchi<\/b><br \/>\nLa polarizzazione mediorientale incentiva settarismo e radicalizzazione. L\u2019offerta di dialogo intra-Golfo, avanzata da Rohani, con il viaggio di gennaio tra Kuwait e Oman, \u00e8 stata duramente respinta da Mohammed bin Salman, neo-erede al trono saudita.<\/p>\n<p>In Iran, conservatori e pasdaran proveranno a capitalizzare, a spese dei riformatori, l\u2019attacco di Daesh, i toni aggressivi dei sauditi e la postura anti-iraniana dell\u2019Amministrazione Trump. Questo contesto pu\u00f2 ridimensionare, da subito, le promesse riformiste del rieletto presidente, che dovr\u00e0 innanzitutto confrontarsi con l\u2019ala dura del regime: proprio quei pasdaran che, inasprendo la repressione delle minoranze sunnite, offrirebbero un formidabile\u00a0<i>assist<\/i>\u00a0ai reclutatori jihadisti. Lungo le due rive del Golfo, l\u2019ascesa dei \u2018falchi\u2019 \u00e8 un cattivo presagio in pi\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 7 giugno, il sedicente Stato islamico, l\u2019Isis, o Daesh, ha rivendicato il suo primo attacco in Iran: gli attentatori erano tutti di nazionalit\u00e0 iraniana. Le autorit\u00e0 della Repubblica islamica non hanno divulgato l\u2019etnia dei terroristi, ma almeno quattro sarebbero curdi iraniani. 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