{"id":64999,"date":"2017-01-30T17:05:19","date_gmt":"2017-01-30T16:05:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64999"},"modified":"2017-11-03T15:13:15","modified_gmt":"2017-11-03T14:13:15","slug":"trump-leuropa-chiarezza-fatta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/01\/trump-leuropa-chiarezza-fatta\/","title":{"rendered":"Trump e l\u2019Europa: chiarezza \u00e8 fatta"},"content":{"rendered":"<p>Se ci fossero stati ancora dubbi sull\u2019atteggiamento di Donald Trump nei confronti dell\u2019Europa, alcuni sviluppi di questi ultimi giorni hanno contribuito a fare chiarezza su cosa pensa il nuovo presidente americano dell\u2019Unione europea, Ue.<\/p>\n<p>In questo senso, va registrato l\u2019incontro di Trump con il premier britannico Theresa May, primo capo di governo ad essere invitato alla Casa Bianca; le espressioni di ammirazione per la Brexit, e l\u2019auspicio che altri Paesi europei seguano l\u2019esempio; l\u2019ostentata volont\u00e0 di ricreare un asse preferenziale tra Washington e Londra; l\u2019insistenza sulla opportunit\u00e0 di un accordo bilaterale di libero scambio con il Regno Unito.<\/p>\n<p>In rapida successione va poi segnalata l\u2019intervista alla Bbc del pi\u00f9 che probabile candidato al posto di rappresentante Usa presso la Ue, nella quale Ted Malloch s\u2019\u00e8 dichiarato convinto che gli Usa possano negoziare e concludere un accordo commerciale con il Regno Unito nell\u2019arco di 90 giorni (etichettando come fastidiosi e superflui legalismi le obiezioni della Commissione che aveva fatto osservare che il Regno Unito non potr\u00e0 negoziare accordi commerciali finch\u00e9 sar\u00e0 membro dell\u2019Ue).<\/p>\n<p>Ha confermato che i negoziati per il Ttip sono ormai defunti; ha ribadito l\u2019allergia di Trump per le organizzazioni sovranazionali e la preferenza per relazioni bilaterali con singoli Stati-Nazione; e ha dichiarato di non avere alcuna fiducia nell\u2019Euro, una moneta comune verosimilmente destinata al collasso nell\u2019arco dei prossimi diciotto mesi.<\/p>\n<p><b>L\u2019Ue e un\u2019Amministrazione statunitense ostile<\/b><br \/>\nPer la prima volta dalla sua creazione, l\u2019Ue si trova dunque confrontata con una Amministrazione americana ostile, o nella migliore delle ipotesi indifferente; pi\u00f9 interessata a sfruttare la posizione di indubbio vantaggio che comporterebbe una rete di relazioni bilaterali, rispetto alle difficolt\u00e0 di doversi confrontare con un blocco continentale unitario, certamente complicato nel suo funzionamento, ma in grado di fare valere le potenzialit\u00e0 del grande mercato interno europeo e la solidariet\u00e0 faticosamente costruita attorno alle varie politiche comuni.<\/p>\n<p>Per la prima volta, Bruxelles e le maggiori capitali europee dovranno fare i conti con una Amministrazione americana che, a differenza delle precedenti, non sosterr\u00e0 pi\u00f9, o peggio potr\u00e0 contrastare, gli sforzi europei mirati a consolidare integrazione e solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Si tratta di una svolta epocale, se si pensa che finora, salvo qualche episodio di frizione e tensione (per contenziosi commerciali, per dispute in materia di concorrenza o per dissidi su questioni specifiche di politica estera), Washington aveva coerentemente sostenuto la costruzione europea come elemento portante di quella partnership transatlantica che era a sua volta considerata come uno dei pilastri di un equilibrio globale fondato su principi e valori condivisi (libero mercato, democrazia, sostegno al multilateralismo).<\/p>\n<p><b>Fare da soli: straordinaria opportunit\u00e0 o fattore di rischio<\/b><br \/>\nOra l\u2019Europa non potr\u00e0 pi\u00f9 fare affidamento sul sostegno implicito o esplicito degli Usa e dovr\u00e0 fare da sola. \u00c8 stato osservato che questa potrebbe essere una straordinaria opportunit\u00e0 per l\u2019Europa, che proprio per rispondere alla sfida di Trump dovr\u00e0 trovare la volont\u00e0 politica e l\u2019energia per ritrovare autorevolezza e protagonismo.<\/p>\n<p>Personalmente credo che l\u2019arrivo di Trump alla Casa Bianca, insieme alla Brexit, costituiscano per l\u2019Europa fattori di rischio, destinati a mettere ulteriormente in difficolt\u00e0 una Ue gi\u00e0 alle prese con gravi problemi interni: un calo di consensi e di sostegni da parte di opinioni pubbliche nazionali sempre pi\u00f9 distaccate quando non ostili; una crescente affermazione di formazioni politiche populiste, magari eterogenee, ma accomunate da piattaforme politiche caratterizzate da un marcato euro-scetticismo.<\/p>\n<p>Una crisi migratoria senza precedenti, cui non hanno corrisposto adeguate risposte comuni; una economia che stenta a riprendere il cammino della crescita; una situazione inquietante dell\u2019occupazione in particolare giovanile; la minaccia del terrorismo che incombe un po\u2019 su tutti i Paesi europei; sfide sempre pi\u00f9 complesse, e un\u2019area di diffusa instabilit\u00e0, ai propri confini, di fronte alle quali l\u2019Europa \u00e8 costretta a riconoscere le proprie debolezze e insufficienze.<\/p>\n<p>Trump alla Casa Bianca, insieme alla Brexit, costituiscono altrettante minacce per l\u2019Europa. In primis, come abbiamo gi\u00e0 potuto constatare, l\u2019affermazione negli Usa e nel Regno Unito di una linea nazionalista, sovranista e protezionista ha rafforzato le posizioni delle formazioni politiche populiste, nazionaliste e sostanzialmente anti-europee presenti in numerosi Paesi europei.<\/p>\n<p>In secondo luogo la diffidenza manifestata da Trump per l\u2019Alleanza Atlantica rischia di rimettere in discussione quella solidariet\u00e0 transatlantica su cui l\u2019Europa aveva fatto affidamento, anche come garanzia della propria sicurezza. In terzo luogo la linea protezionista e isolazionista della nuova Amministrazione americana contrasta clamorosamente con il sostegno europeo ad un sistema aperto di liberalizzazione dei commerci e di integrazione delle economie.<\/p>\n<p>Infine la volont\u00e0 manifestata da Trump di aprire a nuove forme di collaborazione con la Russia di Putin (che di per s\u00e9 non sarebbe uno sviluppo negativo), se realizzata unilateralmente e senza una previa consultazione con gli alleati e i partner europei, rischia di metter in seria difficolt\u00e0 gli europei (che proprio sul con la Russia hanno non pochi problemi a mantenere una posizione unitaria).<\/p>\n<p>Per non citare le prevedibili divergenze con Washington che a Bruxelles si dovranno registrare su numerosi altri temi: dalla gestione del fenomeno migratorio, al contrasto del cambiamento climatico, dall\u2019impegno per la protezione ambientale alla regolamentazione dei mercati finanziari, dal coordinamento delle politiche macro-economiche all\u2019impegno per un sistema di relazioni internazionali fondato sulla difesa del libero mercato e della democrazia, alla difesa del multilateralismo e delle istituzioni internazionali.<\/p>\n<p><b>Costretti a giocare di rimessa<\/b><br \/>\nA fronte di questo mutamento radicale dei termini di riferimento del rapporto con la maggiore potenza amica e alleata, c\u2019\u00e8 da chiedersi se l\u2019Ue sapr\u00e0 farsi trovare preparata, o se sar\u00e0 costretta a giocare di rimessa secondo un copione ben noto. Le premesse non sono delle pi\u00f9 favorevoli. Mai come in questa congiuntura l\u2019Europa \u00e8 apparsa incerta, in crisi di consensi e soprattutto divisa sulle cose da fare.<\/p>\n<p>Ma per far fronte alle sfide che si presentano sia sul fronte interno (calo esponenziale del sostegno delle opinioni pubbliche e crescita delle formazioni politiche euro-scettiche) e esterno (un contesto internazionale particolarmente instabile e critico, una Amministrazione americana tendenzialmente ostile), \u00e8 pi\u00f9 che mai necessario riprendere il cammino interrotto del rilancio della costruzione europea.<\/p>\n<p>Nell\u2019immediato con decisioni concrete su politiche in grado di fornire beni pubblici europei: maggiore sicurezza interna e esterna, una pi\u00f9 efficace collaborazione nel campo della difesa; una politica comune per la gestione dei flussi migratori ispirata al principio di solidariet\u00e0; politiche condivise a sostegno della crescita e dell\u2019occupazione nel rispetto del principio della disciplina di bilancio; stabilizzazione del sistema finanziario con il completamento dell\u2019unione bancaria.<\/p>\n<p>Nel medio termine con un riassetto istituzionale che consenta di tradurre in termini operativi quel metodo della integrazione differenziata, che sembra realisticamente l\u2019unico approccio praticabile per conciliare la necessit\u00e0 di adottare misure in grado di riconquistare il consenso dei cittadini con l\u2019esigenza di tener conto delle diverse visioni sugli obiettivi di lungo termine del processo di integrazione.<\/p>\n<p>Il vertice di Malta del prossimo 3 febbraio e le celebrazioni del 60o anniversario della firma dei Trattati di Roma sono altrettante occasioni per testare l\u2019esistenza della necessaria volont\u00e0 politica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se ci fossero stati ancora dubbi sull\u2019atteggiamento di Donald Trump nei confronti dell\u2019Europa, alcuni sviluppi di questi ultimi giorni hanno contribuito a fare chiarezza su cosa pensa il nuovo presidente americano dell\u2019Unione europea, Ue. 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