{"id":65003,"date":"2017-01-30T17:07:31","date_gmt":"2017-01-30T16:07:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65003"},"modified":"2017-11-03T15:13:15","modified_gmt":"2017-11-03T14:13:15","slug":"siria-astana-certezze-incertezze-sul-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/01\/siria-astana-certezze-incertezze-sul-futuro\/","title":{"rendered":"Siria: dopo Astana, certezze (e incertezze) sul futuro"},"content":{"rendered":"<p>Sotto l\u2019egida russa e con il supporto turco ed iraniano, si sono conclusi il 24 gennaio i negoziati ad Astana tra i diversi attori coinvolti nella guerra civile siriana. L\u2019obiettivo principale dell\u2019incontro \u00e8 stato quello di riunire gli attori regionali interessati con quelle forze armate ribelli considerate legittime, al fine di trovare una soluzione diplomatica alle controversie militari in atto, tramite l\u2019adozione di un cessate il fuoco su scala nazionale.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il futuro politico del Paese, invece, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha dichiarato che i colloqui programmati per l\u20198 febbraio a Ginevra slitteranno alla fine del mese: essi vedranno alla guida della delegazione d\u2019opposizione non i rappresentanti dei gruppi armati presenti in Kazakhstan &#8211; i quali hanno comunque ottenuto l\u2019autorizzazione a partecipare -, ma l\u2019High Negotiating Committee, cio\u00e8 l\u2019organo dell\u2019opposizione delegato per i negoziati di Ginevra.<\/p>\n<p><b>Due giorni di colloqui<\/b><br \/>\nLa due giorni d\u2019incontri di Astana ha rappresentato, seppur in misura relativa, un piccolo passo avanti verso un \u2018cessate-il-fuoco\u2019 onnicomprensivo, essendo la prima volta dall\u2019inizio dell\u2019insurrezione che il governo e l\u2019opposizione armata siedono al medesimo tavolo negoziale.<\/p>\n<p>Sebbene il risultato della conferenza non sia stato considerato dalla totalit\u00e0 degli attori come soddisfacente, si \u00e8 finalmente concordato un\u00a0<i>framework\u00a0<\/i>definito e circoscritto di gruppi dell\u2019opposizione armata (con a capo Mohammad Alloush, leader di Jaysh al-Islam) con i quali il governo e i suoi alleati si sono mostrati favorevoli a intavolare un primo vero e proprio negoziato.<\/p>\n<p>Questo sembra essere in definitiva il risultato di fondo della conferenza di Astana: seppur timidamente, infatti, il governo Assad ha\u00a0<i>de facto\u00a0<\/i>riconosciuto un\u2019opposizione armata legittima. Ci\u00f2 rappresenta rispetto al passato una novit\u00e0, dato cheil governo ha sempre considerato tutta l\u2019opposizione armata come \u201cterrorista\u201d e perci\u00f2 non rappresentativa.<\/p>\n<p>Questo risultato \u00e8 rimasto tuttavia opaco, se non addirittura negato dal governo siriano: Bashar Jaafari &#8211; a capo della delegazione governativa &#8211; ha tenuto infatti a precisare che i rappresentanti dei gruppi armati presenti ad Astana rimangono \u201c<a href=\"http:\/\/www.aljazeera.com\/news\/2017\/01\/astana-syria-peace-talks-breakthrough-170123180946956.html\" target=\"blank\"><b><u>terroristi<\/u><\/b><\/a>\u201d.<\/p>\n<p><b>Il comunicato di Astana<\/b><br \/>\nIl risultato della conferenza \u00e8 stato sottoscritto in una dichiarazione congiunta redatta dalle delegazioni di Iran, Turchia e Russia, nel quale sono elencati 13 punti che verosimilmente contribuiranno a guidare i prossimi passi della transizione. Tre gli elementi essenziali:<\/p>\n<p>&#8211; l\u2019esclusione del Daesh e di Jabhat Fateh al-Sham (JFS &#8211; ex Nusra) dal \u2018cessate-il-fuoco\u2019 e la netta separazione di queste due entit\u00e0 dagli altri gruppi d\u2019opposizione;<br \/>\n&#8211; la composizione di un meccanismo trilaterale che servir\u00e0 a monitorare, prevenire e definire le modalit\u00e0 con le quali dovr\u00e0 essere raggiunto un \u2018cessate-il-fuoco\u2019 nazionale;<br \/>\n&#8211; il beneplacito da parte del governo russo e dei suoi alleati alla richiesta dei rappresentanti delle forze armate ribelli di poter partecipare ai prossimi negoziatia Ginevra, i quali entrano di fatto nel processo politico.<\/p>\n<p>Il comunicato finale non ha per\u00f2 ricevuto l\u2019approvazione dell\u2019opposizione, sintomo delle marcate differenze fra gli schieramenti. Infatti, nonostante i delegati ribelli abbiano riconosciuto la Russia come garante del \u2018cessate-il-fuoco\u2019, rimangono ancora molti dubbi sul ruolo dell\u2019Iran e delle milizie afghane, irachene e libanesi ad esso affini: un esponente dell\u2019opposizione ha addirittura affermato che la questione relativa all\u2019esclusione di JFS non verr\u00e0 affrontata finch\u00e9 queste milizie saranno presenti sul territorio siriano.<\/p>\n<p>Altro attrito \u00e8 stato quello relativo agli eventi di Wadi Barada, area a nord-ovest di Damasco posta sotto assedio dall\u2019esercito siriano e da milizie filo-iraniane, a causa della presunta presenza di militanti di JFS.<\/p>\n<p>L\u2019opposizione ha rigettato questa insinuazione considerandola un mero pretesto che maschererebbe la ferma volont\u00e0 di riconquistare una zona rilevante strategicamente (il bacino idrico che rifornisce d\u2019acqua molti quartieri di Damasco, sotto il controllo governativo, si trova proprio in quell\u2019area), nonch\u00e9 un segnale della scarsa credibilit\u00e0 ed affidabilit\u00e0 di Assad.<\/p>\n<p><b>Le ruggini intra-opposizione<\/b><br \/>\nAltro punto da sottolineare \u00e8 quello relativo alle scorie del post-conferenza all\u2019interno dell\u2019opposizione armata stessa: nella roccaforte di Idlib, infatti,la situazione sembrerebbe essersi fatta pi\u00f9 tesa, con Ahrar al-Sham e JFS &#8211; i due gruppi salafiti-jihadisti con maggiore presa sul territorio \u2013 che hanno incrinato i loro rapporti e che, in questo momento, starebbero combattendosi in alcune localit\u00e0 della provincia, dopo aver convissuto pi\u00f9 o meno pacificamente per anni.<\/p>\n<p>Dopo la conferenza di Astana, numerose organizzazioni &#8211; compresa Jaysh al-Islam del capo negoziatore Alloush &#8211; hanno deciso di accodarsi ad Ahrar, schierandosi perci\u00f2 in contrapposizione a JFS in ci\u00f2 che sembrerebbe un tentativo di isolare quest\u2019ultima organizzazione.<\/p>\n<p>A dimostrazione dei dissidi all\u2019interno del movimento salafita-jihadista siriano, pochi giorni fa \u00e8 arrivata la scomunica di JFS da parte di alcuni consigli ed esponenti religiosi salafiti nell\u2019orbita dell\u2019opposizione islamista siriana &#8211; tra i quali il ben noto Abu Basir al-Tartusi &#8211; che hanno definito i militanti di JFS dei\u00a0<i>Khawarij\u00a0<\/i>(ribelli\/insubordinati), adoperando lo stesso dispregiativo utilizzato in passato per quelli del Daesh.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 fa pensare che nelle prossime settimane assisteremo ad un tentativo di escludere sempre pi\u00f9 JFS da parte dei gruppi dell\u2019opposizione considerati legittimi, in ci\u00f2 che sembrerebbe essere l\u2019inizio di una escalation militare all\u2019interno del movimento ribelle il quale, nonostante le differenze ideologiche, ha spesso condiviso ed unito le forze per tentare di rovesciare il governo di Assad.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sotto l\u2019egida russa e con il supporto turco ed iraniano, si sono conclusi il 24 gennaio i negoziati ad Astana tra i diversi attori coinvolti nella guerra civile siriana. 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