{"id":65009,"date":"2017-01-31T17:12:05","date_gmt":"2017-01-31T16:12:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65009"},"modified":"2017-11-03T15:13:14","modified_gmt":"2017-11-03T14:13:14","slug":"gambia-successo-della-diplomazia-preventiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/01\/gambia-successo-della-diplomazia-preventiva\/","title":{"rendered":"Gambia, successo della diplomazia preventiva"},"content":{"rendered":"<p>Con i suoi 11.300 chilometri quadrati di superficie, il Gambia \u00e8 il pi\u00f9 piccolo e il pi\u00f9 densamente popolato stato dell\u2019Africa subsahariana: la minuscola enclave anglofona del Senegal \u00e8 stata protagonista, nelle ultime settimane, di un turbolento cambio al vertice.<\/p>\n<p>Sin dal 1994, anno in cui Yahya Jammeh conquist\u00f2 il potere attraverso un colpo di Stato, il Paese \u00e8 stato teatro di torture e di continue violazioni dei diritti umani, che hanno viste represse libert\u00e0 di espressione e di stampa.<\/p>\n<p>Le quattro elezioni a suffragio universale tenutesi fra 1996, 2001, 2006 e 2011 hanno poi legittimato il potere di Jammeh per gli ultimi due decenni: tuttavia, il suo governo autoritario \u00e8 sorprendentemente capitolato a fronte dei risultati delle ultime consultazioni, tenutesi il 1\u00b0 dicembre scorso. Ventidue anni e quattro mandati di feroce ed eccentrico governo sono stati messi alla prova dall\u2019esponente del Partito democratico unito, l\u2019imprenditore Adama Barrow.<\/p>\n<p><b>Nel limbo fra dittatura e democrazia<\/b><br \/>\nLa conferma della vittoria di Barrow \u00e8 stata accolta dalla popolazione come una rivincita rispetto all\u2019angusto spazio di manovra che, politicamente, Jammeh aveva da sempre riservato a cittadini e oppositori.<\/p>\n<p>Tuttavia, dall\u2019accettazione dell\u2019esito elettorale alla sua ferma contestazione, per il dittatore il passo \u00e8 stato breve. Il 9 dicembre, sulla base di sedicenti brogli elettorali ed \u201cingerenze straniere\u201d, Jammeh ha schierato l\u2019esercito a Banjul, la capitale, e a Serekunda, la pi\u00f9 grande citt\u00e0 del Paese, annunciando lo stato di emergenza.<\/p>\n<p>Da quel momento, il Paese \u00e8 stato sospeso in un limbo, uno spazio indefinito ai confini tra dittatura e democrazia che ha costretto il presidente eletto Barrow a lasciare il Gambia e prestare giuramento all\u2019interno dell\u2019ambasciata a Dakar, il 19 gennaio.<\/p>\n<p>All\u2019indomani del giuramento,il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione 2337, sottolineando l\u2019assoluta necessit\u00e0 di una transizione democratica pacifica, nel pieno riconoscimento della validit\u00e0 delle elezioni presidenziali e delle funzioni del presidente Barrow.<\/p>\n<p>Contemporaneamente, la Comunit\u00e0 economica degli Stati dell\u2019Africa occidentale (Ecowas) ha deciso di schierare, in maniera preventiva, truppe lungo il confine del Gambia. Pi\u00f9 di 7000 uomini provenienti da Senegal, Nigeria, Ghana, Togo e Mali hanno infine varcato le soglie del paese da sud-est, sud-ovest e da nord, ma l\u2019intervento \u00e8 stato temporaneamente interrotto a favore di un ultimo tentativo di mediazione pacifica condotto dal presidente della Guinea, Alpha Conde.<\/p>\n<p>Il 21 gennaio, nel corso dei negoziati, Jammeh ha infine accettato di cedere il potere all\u2019avversario Barrow, uscendo definitivamente di scena. La richiesta di amnistia per i crimini commessi in pi\u00f9 di vent\u2019anni di governo incontestato e di rimanere in Gambia, nel villaggio natale di Kanilai, non sono state per\u00f2 accettate dal presidente della commissione dell\u2019Ecowas, Marcel Alain Souza, che ha al contrario ritenuto necessario un allontanamento di Jammeh dal Paese per motivi di sicurezza e ordine pubblico.<\/p>\n<p>Il presidente Barrow ha poi chiesto il mantenimento delle truppe straniere in Gambia per i prossimi sei mesi, a sostengo di un\u2019adeguata transizione democratica.<\/p>\n<p><b>Il ruolo dell\u2019Ecowas<\/b><br \/>\nIl pacifico passaggio di potere \u00e8 stato una vittoria per la\u00a0<i>soft diplomacy<\/i>, celebrata anche dal Segretario generale dell\u2019Onu Ant\u00f3nio Guterres.<\/p>\n<p>La transizione, e la scioccante rivelazione secondo la quale Jammeh sarebbe partito per la Guinea Equatoriale dopo aver sottratto alle casse dello Stato un tesoro pari all\u20191% del Pil, pongono tuttavia nuovi interrogativi sul futuro politico ed economico del Gambia, gi\u00e0 gravato dal peso di un sistema produttivo zoppicante, che lo ha reso uno dei maggiori Paesi di emigrazione verso l\u2019Europa.<\/p>\n<p>Il meccanismo diplomatico messo in moto dall\u2019Ecowas dimostra per\u00f2 pienamente che l\u2019efficacia delle organizzazioni regionali e internazionali nell\u2019affrontare questo tipo di crisi interne dipende dalla gestione congiunta delle stesse, non viziata da poteri di veto o sovrastata dai particolari interessi nazionali che ogni Stato gioca sulla scacchiera di qualsiasi relazione di potere.<\/p>\n<p>L\u2019equilibrio fra le forze in campo \u00e8 ricalibrato in favore di un approccio meno aderente alla\u00a0<i>realpolitik<\/i>, attraverso cui \u00e8 addirittura possibile porre un freno all\u2019ingerenza militare, pur sempre prevista dall\u2019articolo 4 dell\u2019Atto costitutivo dell\u2019Unione africana.<\/p>\n<p>Un approccio che sembra riscattare l\u2019Ecowas da tardive e disorganizzate esperienze pregresse che hanno messo a dura prova le sue capacit\u00e0 operative, come nel caso dell\u2019intervento in Nigeria contro il gruppo terroristico Boko Haram.<\/p>\n<p>La\u00a0<i>soft diplomacy<\/i>, o diplomazia preventiva, entra ora in gioco avendo chiari tanto gli strumenti da utilizzare quanto l\u2019obiettivo da raggiungere: sostenere l\u2019affermazione e l\u2019essenza stessa della democrazia, che \u00e8 mediazione, dialogo, collaborazione.<\/p>\n<p>I due aspetti centrali della diplomazia preventiva sono, da un lato, la ricerca di un\u2019eventuale conciliazione delle differenze intercorrenti tra le due fazioni o gli attori in lotta; dall\u2019altro, il fermo sostegno della comunit\u00e0 internazionale al processo di mediazione e risoluzione della controversia. Elementi presenti sullo sfondo della crisi gambiana, e tempestivamente utilizzati.<\/p>\n<p>Possibile che cruciale nella risoluzione pacifica delle controversie sia semplicemente il \u201cfattore tempo\u201d? Senza dubbio, \u00e8 necessario trarre dalla fortuna di questo intervento ogni insegnamento positivo.<\/p>\n<p><b>Il futuro del Paese<\/b><br \/>\nDalle dichiarazioni rilasciate da Adama Barrow, si spera che il Gambia sia finalmente arrivato al giro di boa. Il Paese africano \u00e8 stato gi\u00e0 condannato ad un futuro sempre pi\u00f9 lontano dalle dinamiche internazionali, a seguito dell\u2019uscita dal Commonwealth nel 2013 e dalla\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3693\" target=\"blank\"><b><u>Corte penale internazionale nel 2016<\/u><\/b><\/a>, accusati da Jammeh di essere eccessivamente sbilanciati a favore degli interessi occidentali.<\/p>\n<p>Barrow promette oggi di porre fine alla politica isolazionista del suo predecessore, in nome di una genuina cooperazione internazionale. L\u2019elezione dell\u2019esponente democratico fa ben sperare anche rispetto ad un miglioramento delle prestazioni economiche di un Paese in cui met\u00e0 della popolazione vive attualmente sotto la soglia di povert\u00e0, carente nelle esportazioni e ancora principalmente dipendente da agricoltura e turismo.<\/p>\n<p>Altro elemento cruciale su cui il neo-presidente si \u00e8 detto pronto a intervenire riguarda una riforma costituzionale a tutto tondo, con l\u2019introduzione di limiti temporali ai mandati presidenziali, cos\u00ec da assicurare l\u2019alternanza di capi di Stato e impedire a eventuali dittatori di prolungare indisturbati il proprio regime di oppressione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con i suoi 11.300 chilometri quadrati di superficie, il Gambia \u00e8 il pi\u00f9 piccolo e il pi\u00f9 densamente popolato stato dell\u2019Africa subsahariana: la minuscola enclave anglofona del Senegal \u00e8 stata protagonista, nelle ultime settimane, di un turbolento cambio al vertice. 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