{"id":65017,"date":"2017-06-21T17:17:30","date_gmt":"2017-06-21T15:17:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65017"},"modified":"2017-11-03T15:11:27","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:27","slug":"mediterranei-mondi-diversi-compatibili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/mediterranei-mondi-diversi-compatibili\/","title":{"rendered":"I Mediterranei: mondi diversi ma compatibili"},"content":{"rendered":"<p>Mediterranei s\u00ec, ma non tutti allo stesso modo: \u00e8 quanto emerge dall\u2019indagine sui Trend Interculturali promossa dalla fondazione Anna Lindh ed eseguita da IPSOS-MORI. Il rapporto, basato su un sondaggio condotto in otto Paesi europei (Austria, Croazia, Finlandia, Francia, Italia, Polonia, Portogallo e Paesi Bassi) e cinque del Mediterraneo sudorientale (i cosiddetti Sem, South Eastern Mediterranean &#8211; Algeria, Giordania, Israele, Palestina e Tunisia), fa luce sulla visione che i cittadini di queste due blocchi hanno gli uni degli altri.<\/p>\n<p>Una prima differenziazione si ha sulla definizione di \u201cmediterraneit\u00e0\u201d: i cittadini europei vedono come principale tratto distintivo della regione \u201clo stile di vita e il cibo mediterraneo\u201d, mentre gli omologhi della sponda sud associano il concetto di mediterraneit\u00e0 pi\u00f9 al patrimonio culturale comune e al concetto di ospitalit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Le percezioni delle migrazioni<\/b><br \/>\nInteressante e attuale il dato sulla percezione del problema migratorio. Nei Paesi non europei toccati dallo studio il 60% degli intervistati crede che le migrazioni caratterizzino fortemente il Mediterraneo; la percentuale scende al 44% in Europa, ma il dato varia da un Paese all\u2019altro. In Italia, in particolare, il fenomeno \u00e8 sentito da sei cittadini su dieci. In entrambi i blocchi, comunque, sono in pochi a non riconoscere nelle migrazioni una questione centrale del Mediterraneo: appena il 21% in Europa e il 19% nei Sem.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/IMAGE\/sem1.jpg\" border=\"0\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/><\/p>\n<p><b>Due poli che non s\u2019attirano<\/b><br \/>\nUn\u2019altra differenza tra i cittadini a Nord e a Sud del Mediterraneo riguarda l\u2019attaccamento al proprio territorio, come dimostrano le risposte degli intervistati alla domanda \u201cin quale Paese vi rifareste una vita?\u201d. Il 60% degli intervistati dei Paesi Sem dichiara che preferirebbe rimanere nel proprio Paese, mentre il 15 % preferirebbe trasferirsi nel Vecchio Continente. Il discorso cambia nei Paesi europei, dovesolo il 36% degli intervistati dichiara di preferire in ogni caso il proprio Paese: la principale alternativa non viene per\u00f2 vista sulla Sponda Sud, ma negli altri Paesi europei, in due casi su dieci nel Nord America o in Oceania.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/IMAGE\/sem2.jpg\" border=\"0\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/><\/p>\n<p><b>Informazione ed economia: curiosit\u00e0 e diffidenze<\/b><br \/>\nUn\u2019altra sezione della ricerca \u00e8 dedicata all\u2019interesseper la cultura altrui e da come gli intervistati si informano sulla vita nell\u2019altra sponda. Le curiosit\u00e0 espresse dai cittadini di ciascun blocco nei confronti dei dirimpettai sono simili e corrisposte. La principale differenza riguarda la religione: il 69% degli intervistati europei dichiara di essere interessato almeno parzialmente alla vita religiosa nei Paesi Sem, mentre il 51% degli intervistati Sem si dice non interessato alle realt\u00e0 religiose europee. Quanto alle notizie di carattere economico, gli abitanti della sponda meridionale del Mediterraneo sono sensibilmente meno interessati rispetto ai vicini europei.<\/p>\n<p>Sorprendente, almeno a prima vista, il dato sulla fiducia riposta nelle varie tipologie di media: se sia al Nord che al Sud la televisione continua ad essere la principale fonte di informazione, Internet e i social network sono molto pi\u00f9 apprezzati nei cinque Paesi Sem &#8211; ottenendo la fiducia di quasi sei intervistati su dieci &#8211; mentre nel Vecchio Continente il 46% del campione preferisce ai nuovi media la carta stampata e l\u2019approfondimento.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/IMAGE\/sem3.jpg\" border=\"0\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/><\/p>\n<p>In ogni caso, nei Paesi Sem solo sei persone su dieci hanno avuto accesso in tempi recenti a notizie sull\u2019Europa, mentre le informazioni sul Mediterraneo orientale hanno raggiunto l\u201981% degli europei. Colpisce come tra gli intervistati europei il 55% affermi che i media non abbiano influito n\u00e9 negativamente n\u00e9 positivamente sulla loro opinione sulle persone provenienti dal Nord Africa e dal Medio Oriente, mentre i Paesi Sem attribuiscono ai media una maggiore capacit\u00e0 di influire sull\u2019idea che i cittadini hanno degli europei: il 21% degli intervistati afferma che i media avrebbero contribuito alla formazione di un\u2019opinione positiva sull\u2019Europa, il 26% sostiene il contrario.<\/p>\n<p><b>Conoscersi non sempre aiuta<\/b><br \/>\nContrastanti le risposte date sull\u2019impatto dell\u2019incontro con il \u2018diverso\u2019: oltre il 48% dei cittadini Sem dichiara che l\u2019incontro con un europeo gli \u00e8 servito a farsi una buona opinione della gente in Europa. Girata agli europei, questa domanda ottiene per\u00f2 un riscontro diverso: solo il 29% di loro afferma di essere stato influenzato positivamente dall\u2019incontro con cittadino del Nord Africa o del Medio Oriente; anzi il 55% dichiara che l\u2019incontro non \u00e8 servito a fargli cambiare opinione rispetto ai suoi stereotipi.<\/p>\n<p>Diverse le opinioni espresse dai popoli delle due sponde sui rispettivi sistemi di valori. Alla domanda \u201cquale principio reputi pi\u00f9 importante nella crescita dei bambini?\u201d, il 63% degli europei risponde di considerare fondamentale il rispetto delle altre culture, mentre la maggioranza degli intervistati dei Paesi Sem mette al primo posto il rispetto delle tradizioni religiose. Il principio del rispetto delle religioni diverse dalla propria \u00e8 comunque largamente condiviso da entrambe le parti.<\/p>\n<p><b>Ti frequento, ma non ti sposo<\/b><br \/>\nCurioso il dato sulle reazioni ad un ipotetico matrimonio con una persona di diverso background culturale. Se entrambe le parti accettano la convivenza con persone di cultura diverse sul luogo di lavoro o nello stesso quartiere, pi\u00f9 difficile risulta loro accettare la possibilit\u00e0 di matrimoni \u201cmisti\u201d (il 20% degli europei ne \u00e8 infastidito e cos\u00ec pure il 27% dei cittadini dei Paesi Sem). A 50 anni esatti dalla sua uscita, \u201cIndovina chi viene a cena\u201d mantiene una certa attualit\u00e0: non pi\u00f9 in California, ma a Nord e a Sud del Mediterraneo.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 ancora della strada da fare nel processo di integrazione culturale nel Mediterraneo, ma le basi &#8211; stando al rapporto &#8211; sembrano esserci. Lo conferma il fatto che il 90% di tutti gli intervistati, senza distinzioni di nazionalit\u00e0, vede nell\u2019integrazione le basi per una crescita economica oltre che sociale e che otto intervistati su dieci vedono nello scambio culturale un\u2019arma contro l\u2019estremismo.<\/p>\n<p>La speranza \u00e8 che questa buona predisposizione sia seguita da politiche e soprattutto risultati che aiutino a migliorare la qualit\u00e0 dell\u2019integrazione culturale, e quindi sociale, tra le due sponde del Mediterraneo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mediterranei s\u00ec, ma non tutti allo stesso modo: \u00e8 quanto emerge dall\u2019indagine sui Trend Interculturali promossa dalla fondazione Anna Lindh ed eseguita da IPSOS-MORI. 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