{"id":65024,"date":"2017-06-21T17:59:14","date_gmt":"2017-06-21T15:59:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65024"},"modified":"2017-11-03T15:11:26","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:26","slug":"ue-un-anno-strategia-globale-un-punto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/ue-un-anno-strategia-globale-un-punto\/","title":{"rendered":"Ue: un anno di Strategia Globale, un punto"},"content":{"rendered":"<p>Circa un anno fa, nonostante il referendum sulla Brexit, il Consiglio europeo dava il benvenuto alla Strategia Globale Ue presentata dall\u2019alto rappresentante Federica Mogherini. Oggi, con il primo rapporto sull\u2019attuazione della Strategia indirizzato ai 28 capi di Stato e di governo che si riuniranno a Bruxelles nel Vertice del 22-23 giugno, si possono trarre le prime valutazioni di quella scelta. E sembra proprio che il coraggio dimostrato allora nell\u2019andare avanti nonostante la Brexit stia pagando.<\/p>\n<p><b>Un documento da non tenere nel cassetto<\/b><br \/>\nLa prima novit\u00e0 interessante \u00e8 di metodo. La Strategia Globale Ue, la Eugs, prometteva di essere &#8211; a differenza della Strategia di sicurezza europea promossa da Javier Solana nel 2003 &#8211; un documento \u201cvivente\u201d, sottoposto a monitoraggio e adeguato e aggiornato laddove ritenuto necessario. La prima pubblicazione del rapporto annuale sull\u2019attuazione della Eugs va quindi considerata in quest\u2019ottica.<\/p>\n<p>Il documento \u00e8 suddiviso in sezioni che richiamano le priorit\u00e0 dell\u2019azione esterna europea identificate nella Eugs. Si sofferma quindi sulle azioni intraprese per sostenere la resilienza dei Paesi del vicinato europeo considerati fragili, sull\u2019approfondimento di un approccio integrato da parte Ue nella gestione dei conflitti e delle crisi, sugli sviluppi della difesa europea, sul coordinamento della sicurezza tra la sua dimensione interna ed esterna, sugli aggiornamenti apportati alle strategie regionali e tematiche dell\u2019Ue e sugli sforzi nel campo della diplomazia pubblica.<\/p>\n<p>Negli ultimi dodici mesi, le proposte presentate e le iniziative lanciate per ognuno dei capitoli della strategia sono state numerose. In molti casi sarebbe forse prematuro tentare di dare un giudizio sul loro successo, ma potere constatare un buon attivismo da parte dell\u2019alto rappresentante \u00e8 gi\u00e0 una buona notizia, visti i precedenti.<\/p>\n<p><b>Realizzare un approccio globale<\/b><br \/>\nCi\u00f2 che ben emerge dalle sezioni del rapporto in maniera trasversale \u00e8 la costante ricerca di un approccio globale che, facendo fede al nome della Strategia, riuscisse a costruire una politica estera dell\u2019Ue basata su una maggiore coerenza e sinergia tra tutte le sue politiche (comunitarie e non), le sue istituzioni ed i suoi Stati membri.<\/p>\n<p>Nella fase di attuazione della Eugs questa idea si \u00e8 declinata in un metodo di lavoro &#8211; la\u00a0<i>joined-up Union<\/i>\u00a0&#8211; il pi\u00f9 possibile partecipato e aperto a tutti gli attori interessati e si \u00e8 oltremodo concretizzata nelle azioni intraprese. La nascita di una divisione del Servizio europeo per l\u2019azione esterna (Seae) dedicata alla prevenzione dei conflitti, alla riforma dei settori della sicurezza e della giustizia, alla stabilizzazione e alla mediazione (<i>Prevention of conflict, Rule of Law\/Security Sector Reform\/Integrated Approach, Stabilisation and Mediation<\/i>\u00a0&#8211; Prism), che lavora in stretto collegamento con la Commissione in una cornice di approccio integrato alle crisi, ne \u00e8 un esempio.<\/p>\n<p>O ancora: la cooperazione rafforzata tra Seae, Commissione e agenzie Ue quali Europol o Eurojust nella lotta al terrorismo; la nascita della guardia di frontiera e costiera europea unita all\u2019ampliata cooperazione politica ed economica con i Paesi terzi per migliorare la gestione del fenomeno migratorio; il tentativo di sfruttare al meglio il potenziale comunicativo e di dialogo offerto dalle 139 delegazioni dell\u2019Ue sparse per il mondo, soprattutto nel momento in cui tra istituzioni europee e Stati si pu\u00f2 vantare un\u2019univoca coerenza di messaggi e posizioni.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le strategie settoriali e geografiche, la Eugs conferma la sua funzione di Strategia quadro, all\u2019interno dei cui orientamenti vengono definiti programmi d\u2019azione pi\u00f9 specifici, come \u00e8 gi\u00e0 avvenuto, ad esempio, per la Politica europea di vicinato, la Strategia spaziale europea, la Strategia dell\u2019Ue per le relazioni culturali internazionali, oppure la Strategia europea per la Siria.<\/p>\n<p><b>Difesa europea: bicchiere mezzo pieno?<\/b><br \/>\nUn\u2019attenzione particolare merita l\u2019area sicurezza e difesa. Un rinnovato livello di ambizione da parte dell\u2019Ue, indubbiamente facilitato dalla finestra di opportunit\u00e0 spalancata dalla Brexit, ha reso ad oggi possibile la creazione di un quartier generale per le operazioni di addestramento (non di combattimento) condotte dall\u2019Ue (<i>Military Planning and Conduct Capability\u00a0<\/i>&#8211; Mpcc), e l\u2019inizio, nell\u2019autunno 2017, di una revisione annuale coordinata tra gli Stati membri dei piani di difesa nazionali (<i>Coordinated Annual Review of Defence<\/i>\u00a0&#8211; Card) al fine di migliorare lo scambio di informazioni, la pianificazione e la cooperazione.<\/p>\n<p>Manca ancora all\u2019appello una riforma degli strumenti di reazione militare rapida, i\u00a0<i>Battlegroups<\/i>, per renderli pi\u00f9 facilmente utilizzabili e finanziariamente pi\u00f9 efficienti, il che comporter\u00e0 peraltro una revisione del \u201cmeccanismo Athena\u201d (spesso criticato). E l\u2019Alto Rappresentante \u00e8 stato incaricato dal Consiglio di presentare l\u2019atteso piano di rafforzamento della capacit\u00e0 civili di risposta alle crisi.<\/p>\n<p>Tuttavia, la portata principale, quella attesa da molti (e da molti anni) risponde al nome di Cooperazione Strutturata Permanente (<i>Permanent Structured Cooperation<\/i>\u00a0&#8211; Pesco). Come gi\u00e0 auspicato\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3870\" target=\"blank\"><b><u>su queste pagine<\/u><\/b><\/a>, il rapporto conferma che i prossimi mesi potrebbero essere quelli buoni per definire i criteri, gli obblighi e la governance della Pesco, in modo da arrivare ad un suo lancio entro della fine dell\u2019anno.<\/p>\n<p>Si tratta di un obiettivo carico di prospettive, che unito al coordinamento della Card, e agli stimoli economici assicurati dal\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=4007\" target=\"blank\"><b><u>Fondo europeo per la difesa<\/u><\/b><\/a>\u00a0della Commissione, potrebbe rappresentare uno storico salto in avanti per il processo d\u2019integrazione in uno dei suoi momenti pi\u00f9 difficili.<\/p>\n<p>Viste le premesse della nascita, il primo anno della Eugs \u00e8 da considerarsi positivo. Il documento \u00e8 riuscito a promuovere il dibattito sulla politica estera dell\u2019Ue e a sostenere il lancio di iniziative non scontate. Se nel rapporto i pessimisti non avranno difficolt\u00e0 a trovare una maggioranza di buone intenzioni su una sostanza ancora minoritaria, gli ottimisti potranno sempre dire che quattro anni fa le cose erano messe molto peggio. Per comprendere fino a che punto la Eugs sar\u00e0 servita a rendere pi\u00f9 efficiente ed efficace l\u2019azione esterna dell\u2019Ue toccher\u00e0 aspettare ancora un po\u2019. Solitamente, anche i bambini iniziano ad alzarsi in piedi e a camminare dopo il primo anno di vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Circa un anno fa, nonostante il referendum sulla Brexit, il Consiglio europeo dava il benvenuto alla Strategia Globale Ue presentata dall\u2019alto rappresentante Federica Mogherini. 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