{"id":65030,"date":"2017-06-19T18:03:51","date_gmt":"2017-06-19T16:03:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65030"},"modified":"2017-11-03T15:11:28","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:28","slug":"italia-egitto-sullambasciatore-cambiato-idea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/italia-egitto-sullambasciatore-cambiato-idea\/","title":{"rendered":"Italia-Egitto: sull\u2019ambasciatore ho cambiato idea"},"content":{"rendered":"<p>Giungere alla verit\u00e0 ed ottenere giustizia per Giulio Regeni \u00e8 un imperativo per ognuno di noi e lo Stato deve fare di tutto per pretenderle, con fermezza e perseveranza, senza alcun cedimento. L&#8217;Italia ha dato un segnale forte con il richiamo a Roma per consultazioni dell&#8217;ambasciatore in Egitto, ormai pi\u00f9 di un anno fa.<\/p>\n<p>Ma siamo quasi ad un anno e mezzo dal ritrovamento del corpo martoriato del giovane ricercatore e il raggiungimento della verit\u00e0 rimane in mano alle procure egiziana e italiana che continueranno ad avere periodi di collaborazione, come \u00e8 stato negli ultimi mesi del 2016, e periodi di stallo che potrebbero prolungarsi anni e anni.<\/p>\n<p>\u00c8 giusto pretendere sostegno e pressioni da parte europea, pi\u00f9 di quanto non sia forse stato fatto attraverso i canali diplomatici, ma stiamo toccando con mano il debole grado di solidariet\u00e0 tra gli Stati dell\u2019Unione. Occorre quindi altro. Altro che non si limiti a ferme dichiarazioni negli incontri internazionali, all\u2019utile ma alquanto inefficace azione parallela delle imprese italiane operanti in Egitto o alla mobilitazione della pubblica opinione.<\/p>\n<p>Un anno fa ho firmato anch\u2019io l\u2019appello per il richiamo dell\u2019ambasciatore e faccio parte da sempre del mondo che promuove e difende i diritti umani ed \u00e8 solidale con chi li vede quotidianamente calpestati. La realt\u00e0 dell\u2019Egitto \u00e8 indescrivibile: decine di migliaia i detenuti politici, persone scomparse e probabilmente torturate e massacrate, ristretta libert\u00e0 di stampa, severi controlli su decine di migliaia di ong e associazioni. Su tutto questo non si deve chiudere gli occhi.<\/p>\n<p>Con il passare del tempo e con la mancanza di significativi progressi nelle indagini sull\u2019assassinio di Giulio Regeni \u00e8 per\u00f2 cresciuta in me la convinzione che l\u2019Italia debba rimandare al Cairo il proprio ambasciatore. Negli ultimi mesi ci sono stati autorevoli pronunciamenti in questo senso ma le posizioni continuano a rimanere molto differenti e apparentemente inconciliabili, come d\u2019altronde \u00e8 apparso su queste colonne con le riflessioni di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3997\" target=\"blank\"><b><u>Ugo Tramballi<\/u><\/b><\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=4005\" target=\"blank\"><b><u>Paola Caridi<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p><b>L\u2019assenza non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019arma migliore<\/b><br \/>\nGrazie anche al mio vissuto nelle relazioni internazionali ed alla pluriennale esperienza umanitaria in contesti di gravi tensioni, ritengo che il ritiro dell\u2019ambasciatore italiano non rappresenti pi\u00f9 l\u2019arma migliore per fare pressioni sul governo egiziano ai fini della piena verit\u00e0. Anzi, sono convinto che ora, in questa fase, tale assenza contribuisca a rallentarla &#8211; e questo non deve succedere \u2013 e che sia quindi giunto il momento di rinviare l\u2019ambasciatore, proprio per uscire da questa attesa inconcludente e indefinita nel tempo (fino a quando si protrarr\u00e0?) e per esercitare meglio e in modo diretto, deciso e continuativo le necessarie pressioni per il raggiungimento della verit\u00e0, a fianco e a sostegno dell\u2019azione della magistratura. La presenza, ne sono convinto, pu\u00f2 ottenere molto pi\u00f9 dell\u2019assenza ai fini dell\u2019accertamento di quanto \u00e8 avvenuto e delle responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Il prolungato richiamo a Roma dell\u2019ambasciatore si \u00e8 dimostrato improduttivo e rischia di divenire un gesto politico sempre pi\u00f9 fiacco e senza grande utilit\u00e0. Non \u00e8 affatto detto che il suo ritorno significhi ripresa della \u2018normalit\u00e0\u2019, prescrizione\u00a0<i>de facto\u00a0<\/i>dell\u2019orrendo delitto commesso, sottomissione alla realpolitik. Al contrario: un mandato preciso del nostro governo, fermo e reso pubblico in Italia ed in Egitto, impegnerebbe l\u2019ambasciatore ad intervenire, in ogni occasione, in favore della verit\u00e0 e di tutto ci\u00f2 che in quel Paese potrebbe accelerarla.<\/p>\n<p>Una rappresentanza diplomatica autorevole, con un chiaro mandato, pu\u00f2 infatti contribuire all\u2019accertamento della verit\u00e0 non solo agendo sulla procura generale ma sulle stesse autorit\u00e0 egiziane, ai vari livelli istituzionali, in ogni occasione e in modo sistematico. Il suo ritorno permetterebbe inoltre la ripresa di contatti ministeriali e parlamentari e quindi la possibilit\u00e0 di una decisa e costante azione di pressione in ogni incontro tra ministri egiziani e italiani o tra membri dei due Parlamenti. Anche la parallela presenza a Roma dell\u2019ambasciatore egiziano consentirebbe un dialogo e una pressione costanti, indispensabili allo scopo.<\/p>\n<p><b>Ampio raggio d\u2019azione<\/b><br \/>\nNon \u00e8 attraverso i media e i comunicati, infatti, che gli Stati devono parlarsi, in particolare su una questione come questa. Come non \u00e8 fermandosi alle denunce, alle ferme prese di posizione, alle conferenze stampa, agli articoli di giornale, ai convegni in Italia che si ottiene il rispetto dei diritti umani in Egitto. Non bastano.<\/p>\n<p>Ad essi, tutti doverosi e indispensabili, va affiancato altro, tra cui proprio ci\u00f2 che ci siamo preclusi: il dialogo politico bilaterale, ad ogni livello istituzionale, per potere esprimere in modo diretto le posizioni e la denuncia del nostro Paese e per potere intervenire &#8211; come non di rado \u00e8 accaduto in situazioni analoghe nel mondo &#8211; a difesa dei diritti umani nel tentativo di salvare vite a rischio e proteggere persone o gruppi sociali perseguitati, facendolo in modo tempestivo e con autorevolezza.<\/p>\n<p>Il ritorno dell\u2019ambasciatore potrebbe avere un valore aggiunto ancora pi\u00f9 forte ai fini del raggiungimento della verit\u00e0 se accompagnato da altre significative azioni positive. Da un lato, iniziative che possono essere dedicate a Giulio Regeni, al fine di ricordarlo, onorarlo e ricordare continuamente, in Egitto, la necessit\u00e0 di verit\u00e0 e giustizia.<\/p>\n<p>Si potrebbero intitolare a Giulio aule, premi per tesi di laurea, programmi di formazione e scambi universitari, borse di studio e iniziative a favore di start-up di giovani egiziani come lui e molte altre ancora che le realt\u00e0 italiane presenti in Egitto potrebbero a loro volta sostenere e moltiplicare. Dall\u2019altro, interventi di cooperazione finalizzati all\u2019affermazione e alla tutela dei diritti umani e della dignit\u00e0 della persona, come in parte fanno altre cooperazioni europee, al fine di continuare ad affermarne l\u2019importanza e la priorit\u00e0 anche nell\u2019Egitto di oggi.<\/p>\n<p>Ampio potrebbe essere l\u2019ambito degli interventi: dalla formazione di magistrati, pubblici ministeri, operatori di polizia, alle iniziative a sostegno delle minoranze e delle fasce pi\u00f9 vulnerabili, dei diritti dei migranti, della partecipazione delle donne alla vita politica e al sistema giudiziario, della\u00a0<i>good governance\u00a0<\/i>a livello locale e nazionale, alla formazione nel campo della libert\u00e0 di stampa, di espressione, di associazione, di tutela dei lavoratori e cos\u00ec via.<\/p>\n<p><b>Segnale di forza, non di debolezza<\/b><br \/>\nSi tratterebbe, quindi, di una presenza e di iniziative che non ammetterebbero interpretazioni distorte sul significato del ritorno dell\u2019ambasciatore. Non sarebbe infatti un segnale di debolezza o di cedimento ma una ferma, tenace e chiara azione di pressione politica per ottenere dall\u2019Egitto verit\u00e0 e giustizia e per favorire al contempo i diritti umani nel Paese;quei diritti che sono stati negati a Giulio e che continuano ad essere negati quotidianamente e brutalmente a molti altri. L\u2019Italia dimostrerebbe cos\u00ec quella fermezza che la statura del nostro Paese impone.<\/p>\n<p>\u201cCosa pu\u00f2 fare l\u2019Italia per ottenere verit\u00e0 e giustizia per Giulio Regeni?\u201d \u00e8 stato recentemente chiesto al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. \u201cInsistere e dare la sensazione che un Paese come il nostro non dimentica e non rinuncia alla ricerca della verit\u00e0\u201d, ha risposto. L\u2019invio in Egitto di una persona capace e determinata come l\u2019ambasciatore Giampaolo Cantini, nominato ben un anno fa, con ampie conoscenza ed esperienza del Mediterraneo, risponderebbe pienamente alle intenzioni manifestate dal premier.<\/p>\n<p>L\u2019alternativa sarebbe quella di continuare a sperare &#8211; in una lunga e snervante attesa &#8211; nel lavoro pur prezioso della procura di Roma e nella collaborazione con quella egiziana, senza alcuna certezza che questo possa bastare; insieme a quella di continuare a denunciare le repressioni senza poterlo fare in modo diretto e forte in incontri politici a tutti i livelli. Solo lo scambio dei due ambasciatori permetterebbe infatti la ripresa di incontri bilaterali tra ministri, parlamentari, amministratori regionali e locali, moltiplicando l\u2019azione e la pressione italiana per la verit\u00e0 su Giulio e per i diritti fondamentali in Egitto.<\/p>\n<p>Non \u00e8 da sottovalutare, infine, che sono la difficile situazione internazionale, le crescenti tensioni che minacciano la pace e la sicurezza, la complessit\u00e0 delle migrazioni mediterranee a richiedere che i rapporti tra gli Stati dell\u2019area si sviluppino con costanti relazioni e partenariati, pur basati sulla franchezza, l\u2019esigenza di verit\u00e0 e la fermezza in merito al rispetto dei diritti fondamentali della persona e ai processi da mettere in atto per poterli garantire. E l\u2019Egitto \u00e8 al momento uno degli attori primari nei processi di ricomposizione e di influenza dell\u2019area. Non si tratta solo di analisi geopolitica, ma del destino di centinaia di migliaia di persone, considerando le sofferenze che potrebbero derivare da un ulteriore peggioramento degli squilibri e della tensione nell\u2019area.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giungere alla verit\u00e0 ed ottenere giustizia per Giulio Regeni \u00e8 un imperativo per ognuno di noi e lo Stato deve fare di tutto per pretenderle, con fermezza e perseveranza, senza alcun cedimento. L&#8217;Italia ha dato un segnale forte con il richiamo a Roma per consultazioni dell&#8217;ambasciatore in Egitto, ormai pi\u00f9 di un anno fa. 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