{"id":65032,"date":"2017-06-19T18:06:13","date_gmt":"2017-06-19T16:06:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65032"},"modified":"2017-11-03T15:11:28","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:28","slug":"afghanistan-la-strategia-opaca-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/afghanistan-la-strategia-opaca-trump\/","title":{"rendered":"Afghanistan: la strategia opaca di Trump"},"content":{"rendered":"<p>Dopo pi\u00f9 di 15 anni dall\u2019invasione statunitense, l\u2019Afghanistan \u00e8 ancora un cumulo di macerie, mentre Donald Trump pensa a un incremento di circa 4000 nuove truppe Usa nel Paese.<\/p>\n<p>Nella capitale Kabul, recentemente, uno degli attentati pi\u00f9 brutali compiuti dall\u2019inizio dell\u2019operazione\u00a0<i>Enduring Freedom<\/i>ha causato 85 morti ed oltre 400 feriti, palesando per l\u2019ennesima volta la vulnerabilit\u00e0 disarmante del governo centrale nei confronti degli insorti. Nonostante il principale portavoce talebano abbia smentito il coinvolgimento del gruppo, si crede che dietro l\u2019atto brutale possa trovarsi l\u2019influente rete Haqqani, alleato storico dei talebani oggi guidati da Hibatullah Akhundzada.<\/p>\n<p>Avvolto in una coltre di insicurezza endemica, l\u2019Afghanistan \u00e8 oggi in cima alla classifica dei luoghi pi\u00f9\u00a0<a href=\"http:\/\/www.atlasandboots.com\/most-dangerous-countries-in-the-world-ranked\/\" target=\"blank\"><b><u>pericolosi del globo<\/u><\/b><\/a>, emblema di una situazione securitaria volatile ed imprevedibile a cui anche il terzo presidente statunitense da quando \u00e8 iniziata la missione \u00e8 chiamato a dare una risposta.<\/p>\n<p><b>Pi\u00f9 truppe dopo la Moab<\/b><br \/>\nA fronte di tale macabra realt\u00e0, l\u2019amministrazione Trump ha recentemente vociferato un aumento di alcune migliaia di unit\u00e0 presenti sul territorio, annuendo anche ad un aumento delle truppe di stanza nel Paese degli una volta vituperati alleati della Nato.Tale strategia,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.aljazeera.com\/news\/2017\/05\/nato-troop-increase-plan-draws-criticism-afghanistan-170525052520655.html\" target=\"blank\"><b><u>che ha gi\u00e0 ricevuto alcune critiche in Afghanistan<\/u><\/b><\/a>, \u00e8 considerata figlia del consulente per la sicurezza nazionale del presidente, il generale McMaster, uomo che rappresenterebbe la crescente influenza del Pentagono nel processo decisionale della politica estera di Washington.<\/p>\n<p>Al momento, per\u00f2, ci troviamo in una fase di stallo: difatti, all\u2019interno del gabinetto di guerra di Trump, sussisterebbero\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2017\/05\/23\/world\/europe\/saudi-arabia-arms-deal-nato.html\" target=\"blank\"><b><u>ancora delle divisioni<\/u><\/b><\/a>\u00a0tra militari ed apparato civile, con il controverso Steve Bannon &#8211; il capo stratega della Casa Bianca simbolo delle pretese di quest\u2019ultima fazione &#8211; che avrebbe manifestato delle perplessit\u00e0 in merito ad un incremento di truppe americane, nel timore che tale iniziativa possa comportare un logorante ed impegnativo esercizio di\u00a0<i>state-building<\/i>, storico spauracchio dei conservatori Usa.<\/p>\n<p>Dall\u2019inizio dell\u2019era Trump, l\u2019unico sussulto dell\u2019interesse statunitense per l\u2019Afghanistan \u00e8 stato rappresentato dal lancio della madre di tutte le bombe, la Moab, il 13 aprile nel distretto est di Achin, con l\u2019obiettivo di distruggere un tunnel utilizzato dal sedicente Stato islamico del Khorasan, il gruppo jihadista di ex talebani che hanno aderito al Califfato. L\u2019ordigno, che ha avuto lo scopo di flettere i muscoli della potenza militare americana, ha inviato un deciso messaggio ai governi di tutto il mondo.<\/p>\n<p>Tuttavia, la GBU-43 \u2013 l\u2019ordigno non nucleare pi\u00f9 potente presente nell\u2019arsenale Usa &#8211; non ha offerto una soluzione fattibile, solida e duratura ai quasi quarant\u2019anni di instabilit\u00e0 del Paese, riportandoci semmai dritti al fulcro della questione afghana contemporanea: ovvero, che la pace nel \u201ccimitero degli imperi\u201d non potr\u00e0 essere raggiunta esclusivamente militarmente, ma dovr\u00e0 principalmente passare per uno sforzo politico di riconciliazione su scala nazionale. Un\u2019impresa attualmente considerata mastodontica.<\/p>\n<p>Se l\u2019obiettivo dell\u2019aumento delle truppe \u00e8 quello di portare i talebani al tavolo dei negoziati, infatti, sappiamo gi\u00e0 che lo stesso Barack Obama fall\u00ec in una tale avventura durante gli anni della\u00a0<i>surge<\/i>\u00a0(2009-2012), periodo in cui le forze presenti sul territorio afghano aumentarono sino a raggiungere circa 100.000 combattenti.<\/p>\n<p>Per tale ragione, lo sparuto incremento di unit\u00e0 voluto da Trump\u00a0<a href=\"http:\/\/www.newsweek.com\/will-trump-send-troop-surge-afghanistan-608575\" target=\"blank\"><b><u>sembrerebbe essere giustificato<\/u><\/b><\/a>\u00a0pi\u00f9 che altro dalla volont\u00e0 e dalla necessit\u00e0 di rinvigorire, dopo le recenti sconfitte, le capacit\u00e0 militari del governo di Kabul, favorendo la riconquista di alcune porzioni di terra.<\/p>\n<p><b>Washington pensa ai minerali afghani<\/b><br \/>\nTuttavia, i dubbi su tale approccio permangono: infatti, anche se questa strategia portasse a delle effettive vittorie belliche, l\u2019annoso problema del consolidamento del controllo sul territorio attraverso un miglioramento delle capacit\u00e0 di\u00a0<i>governance<\/i>\u00a0del Paese, a dir poco claudicanti, permarrebbe.<\/p>\n<p>Ma ci\u00f2 non sembra interessare al momento l\u2019amministrazione repubblicana che, per ci\u00f2 che invece concerne un\u2019alternativa politica per raggiungere la pace, si \u00e8limitata a menzionare la necessit\u00e0 di puntare sul settore dei\u00a0<a href=\"http:\/\/www.politico.com\/story\/2017\/03\/trump-afghanistan-mineral-reserves-235962\" target=\"blank\"><b><u>minerali del Paese<\/u><\/b><\/a>\u00a0(che ha s\u00ec strabilianti depositi per un trilione di dollari, ma che risulta altrettanto\u00a0<a href=\"https:\/\/www.usip.org\/publications\/2017\/05\/industrial-scale-looting-afghanistans-mineral-resources\" target=\"blank\"><b><u>straordinariamente corrotto<\/u><\/b><\/a>).<\/p>\n<p>Questa particolare attenzione potrebbe derivare da una vicinanza di Trump alla causa delle industrie minerarie statunitensi, che vedrebbero nell\u2019Afghanistan potenziali margini di guadagno: frenando gli entusiasmi, alcuni commentatori hanno per\u00f2 gi\u00e0 fatto notare come prima di affidare ai minerali il futuro di Kabul, bisognerebbe togliere dal controllo degli attori non statali l\u201980% per cento delle miniere presenti nel territorio.<\/p>\n<p>Nel mezzo di questa evidente incertezza americana, ad aprile la Russia ha indetto una conferenza sul futuro dell\u2019Afghanistan con gli attori regionali interessati, alla quale Stati Uniti, Onu e Unione europea non hanno partecipato. Date le circostanze, non \u00e8 oggi da escludere che il destino della difficile pace afghana passi per Mosca, che ha iniziato a vedere nei talebani una pedina contro\u00a0<a href=\"http:\/\/thediplomat.com\/2017\/02\/4-reasons-russia-increasingly-favors-the-taliban-in-afghanistan\/\" target=\"blank\"><b><u>il jihadismo transnazionale e la Nato<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p><b>Le sfide all\u2019orizzonte<\/b><br \/>\nLa popolazione afghana si ritrova oggi intrappolata in una spirale soffocante di estrema insicurezza: dal 2007 ad oggi il Paese si \u00e8 classificato nei primi tre posti al mondo per numero di attentati terroristici, e se nel 2015 il governo centrale influenzava o controllava il 72% del territorio, oggi tale percentuale si \u00e8 ridotta al 52%.<\/p>\n<p>Inoltre, da una scissione dei talebani pachistani ed afghani \u00e8 nata nel 2015 Isis-Khorasan che, seppur contando attorno ai 1.600 elementi (le milizie talebane sono invece 40.000) ed avendo subito pesanti sconfitte negli ultimi mesi, ha dimostrato di saper compiere attacchi brutali sia in territorio afghano sia pakistano.<\/p>\n<p>Questi dati si riflettono nei risultati di\u00a0<a href=\"http:\/\/asiafoundation.org\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/2016_Survey-of-the-Afghan-People_full-survey.Apr2017.pdf\" target=\"blank\"><b><u>approfondite ricerche<\/u><\/b><\/a>\u00a0sulla percezione degli afghani in relazione al loro Paese, le quali nell\u2019ultimo triennio hanno registrato un vertiginoso declino in negativo. Il 65% della popolazione crede che il Paese vada nella direzione sbagliata per tre ragioni, che rispecchiano anche le maggiori sfide dei prossimi anni: la precaria situazione securitaria, l\u2019elevato tasso di disoccupazione ed una corruzione rampante (posizionandosi 169esimo su 175 nel mondo, nella celebre classifica di\u00a0<i>Transparency International<\/i>).<\/p>\n<p><b>Pace: sentiero politico, non solo militare<\/b><br \/>\nLe fondamenta della stabilit\u00e0, ed anche la fiducia dei cittadini nei confronti del governo centrale e delle sue ramificazioni locali, verranno gettate quando si capir\u00e0 che la soluzione militare \u00e8 parte di un processo politico ben pi\u00f9 ampio.<\/p>\n<p>Bisogna proporre un\u2019iniziativa che includa necessariamente le fazioni talebane meno radicali nel processo di pace, delegittimando quelle pi\u00f9 estremiste attraverso il miglioramento delle capacit\u00e0 di\u00a0<i>governance\u00a0<\/i>dello Stato, aumentando la sicurezza, rafforzando il potere giudiziario e diminuendo drasticamente la corruzione &#8211; definita causticamente dalla missione Onu in Afghanistan come \u201cl\u2019altro campo di battaglia\u201d del governo di Kabul -, che si riproduce anche a causa dei traffici illeciti d\u2019oppio, la produzione del quale (vitale per il sostentamento quotidiano di molti) ha pure fatto registrare una crescita del 10% nell\u2019ultimo anno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo pi\u00f9 di 15 anni dall\u2019invasione statunitense, l\u2019Afghanistan \u00e8 ancora un cumulo di macerie, mentre Donald Trump pensa a un incremento di circa 4000 nuove truppe Usa nel Paese. 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