{"id":65037,"date":"2017-06-18T18:14:16","date_gmt":"2017-06-18T16:14:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65037"},"modified":"2017-11-03T15:11:28","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:28","slug":"morte-kohl-cancelliere-della-mia-infanzia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/morte-kohl-cancelliere-della-mia-infanzia\/","title":{"rendered":"Morte Kohl: il cancelliere della mia infanzia"},"content":{"rendered":"<p>Sono nata in Baviera nel 1981, un anno prima che Helmut Kohl diventasse cancelliere. Ci\u00f2 vuol dire che fino ai miei 17 anni sono cresciuta sotto un solo capo di governo. Provenendo da una famiglia socialdemocratica, nei miei ricordi Kohl \u00e8 stato il cancelliere che ha attuato la strategia del doppio binario adottata dalla Nato nel 1979 (quando ancora al governo era l\u2019Spd di Helmut Schmidt) in seguito alla crisi degli euro-missili, nonostante le forti proteste del movimento pacifista.<\/p>\n<p>Kohl \u00e8 stato il leader che non solo visit\u00f2 insieme al presidente statunitense Ronald Reagan il cimitero di Bitburg in cui sono sepolti i soldati della Waffen SS, ma che al Parlamento israeliano parl\u00f2 della fortuna della sua \u201ctarda nascita\u201d (era classe 1930), che gli evit\u00f2 il servizio militare durante la seconda guerra mondiale (una dichiarazione che lo pone nel solco di una tradizione aperta con la \u201cgenuflessione di Varsavia\u201d dell\u2019allora cancelliere Willy Brandt nel ghetto della capitale polacca e seguita dallo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bundespraesident.de\/SharedDocs\/Downloads\/DE\/Reden\/2015\/02\/150202-RvW-Rede-8-Mai-1985-englisch.pdf?__blob=publicationFile\" target=\"blank\"><u>storico discorso<\/u><\/a>\u00a0dell\u2019allora presidente Richard von Weizs\u00e4cker davanti al Bundestag, a 40 anni dalla fine del conflitto).<\/p>\n<p>Kohl \u00e8 stato anche il cancelliere che pressoch\u00e9 unilateralmente ha imposto la sua idea di una Germania unita, ma che al termine della sua carriera politica \u00e8 finito anche per essere coinvolto in un grosso scandalo di finanziamenti illeciti al suo partito, la Cdu. In quell\u2019occasione, Kohl si posizion\u00f2 sopra la legge, rifiutando di cooperare con la commissione parlamentare d\u2019inchiesta. Nel 1997, l\u2019allora presidente Roman Herzog sentenzi\u00f2 che la Germania aveva bisogno di un\u00a0<a href=\"http:\/\/germanhistorydocs.ghi-dc.org\/sub_image.cfm?image_id=3466\" target=\"blank\"><u>nuovo slancio<\/u><\/a>\u00a0(\u201cdurch Deutschland musse in Ruckgehen\u201d); slancio che sembr\u00f2 arrivare con l\u2019elezione, l\u2019anno successivo, del socialdemocratico Gerhard Schr\u00f6der.<\/p>\n<p><b>La fine di un\u2019era<\/b><br \/>\nGuardando indietro dopo quasi 20 anni, la fine del periodo di governo di Helmut Kohl rassomiglia anche alla fine di un\u2019era, tanto in Germania quanto in Europa. A livello domestico, si pu\u00f2 dire che Kohl abbia rappresentato la fase conclusiva del modello dell\u2019economia sociale di mercato alla tedesca, come impostata negli anni Sessanta dall\u2019allora cancelliere Ludwig Erhard. Ironia della sorte, fu invece la sinistra di Schr\u00f6der a mettere in campo l\u2019agenda 2010 e a far avanzare la Germania nell\u2019economia globalizzata.<\/p>\n<p>In politica estera, Helmut Kohl \u00e8 stato uno degli ultimi grandi statisti europei: colui il quale ha condotto la Germania attraverso il tumultuoso periodo post-riunificazione tanto in casa quanto in Europa e a livello internazionale. Il cancelliere ancor\u00f2 l\u2019identit\u00e0 tedesca alla cornice europea: una mossa necessaria per mitigare le paure di una rinnovata ascesa di Berlino particolarmente diffuse nel Regno Unito, in Francia e in Polonia.<\/p>\n<p>Kohl comprese le istanze di Washington e Mosca, negoziando insieme al suo ministro degli Esteri Hans Dietrich Genscher (scomparso l\u2019anno scorso) il Trattato 2+4 sullo stato finale della Germania, un contributo chiave della diplomazia alla costituzione di un ordine di pace in Europa, oltre che la piattaforma essenziale per la costruzione di una politica estera della Germania unita. Per quanto spesso dimenticato, fu proprio il Trattato 2+4 a riconoscere come definitivo il confine della Germania orientale con la Polonia, cos\u00ec ponendo fine alla lunga era post-bellica e alla possibilit\u00e0 di future rivendicazioni territoriali.<\/p>\n<p><b>Fra Berlino e Bruxelles<\/b><br \/>\nHelmut Kohl \u00e8 stato uno degli ultimi politici europei della sua generazione a far avanzare, insieme al suo amico Fran\u00e7ois Mitterand, presidente francese, il processo di integrazione europea sulla base di quel \u201cconsenso permissivo\u201d che presto sarebbe divenuto un dissenso vincolante. Kohl fu determinante nello gettare le fondamenta del Trattato di Maastricht e nella costruzione dell\u2019Unione monetaria. \u201cDer Kanzlerder Einheit\u201d, il cancelliere dell\u2019unit\u00e0, aveva inquadrato la riunificazione tedesca nel\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=4008\" target=\"blank\"><u>contesto europeo<\/u><\/a>.<\/p>\n<p>Due passaggi storici che non potevano che stare assieme: una Germania unita non era possibile che nella cornice di un\u2019Europa unita, e un\u2019Europa unita non era praticabile se non con una Germania unita. Dopo Kohl, nessun altro cancelliere tedesco ha pi\u00f9 proposto un\u2019ambiziosa visione per l\u2019Europa. Semmai, come la crisi del debito greco ha dolorosamente mostrato agli occhi dell\u2019Europa mediterranea, l\u2019umile visione del ruolo della Germania nell\u2019Unione che fu di Kohl sembra essere stata ampiamente dimenticata dall\u2019attuale governo di Berlino.<\/p>\n<p><b>Helmut e Angela<\/b><br \/>\nKohl \u00e8 stato anche l\u2019artefice della strategia politica cosiddetta dell\u2019\u201cAussitzen\u201d, dell\u2019attendismo. Una tattica di successo che ha in seguito adottato anche Angela Merkel, che lui era solito chiamare \u201cmein M\u00e4dchen\u201d, \u201cla mia ragazza\u201d, rivendicandone la paternit\u00e0 politica. Pi\u00f9 tardi si sent\u00ec tuttavia tradito dalla sua pupilla, quando lei lo esort\u00f2 a dimettersi da presidente onorario della Cdu, in seguito allo scandalosui finanziamenti illeciti.<\/p>\n<p>Proprio come il suo mentore, anche la Merkel potrebbe puntare al quarto mandato di governo in Germania. E, sempre come Kohl, la cancelliera ha dimostrato di esser capace di attraversare indenne periodi turbolenti della vita politica tedesca, come di recente con la gestione della crisi dei rifugiati, un campo di battaglia da cui sembra uscire vincitrice. La Merkel non ha prodotto idee innovative per la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3891\" target=\"blank\"><u>campagna elettorale<\/u><\/a>\u00a0che si concluder\u00e0 con il voto del 24 settembre, ma approfitta della debolezza del partito socialdemocratico, l\u2019Spd, che pure inizialmente sembrava sfruttare il rientro in patria di Martin Schulz.<\/p>\n<p>Come gi\u00e0 il quarto mandato di Kohl, una cos\u00ec rinnovata e longeva guida della Merkelpotrebbe anche tradursi in una stagnazione per il Paese, soprattutto se i risultati delle urne dovessero nuovamente rendere inevitabile la Grande Coalizione fra Cdu e Spd. In questo caso, un nuovo vento riformatore in grado di ispirare l\u2019Europa verrebbe semmai dalla Francia, piuttosto che dalla Germania, ma la cancelliera sembra\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=4000\" target=\"blank\"><u>entusiasta<\/u><\/a>\u00a0di poter lavorare con Emmanuel Macron.<\/p>\n<p>In Germania, l\u2019eredit\u00e0 politica di Helmut Kohl \u00e8 ancora oggi offuscata dallo scandalo delle donazioni alla Cdu, una vicenda che lo statista renano non riusc\u00ec mai davvero a superare. A livello europeo, tuttavia, egli rimane fonte di ispirazione. Oggi, con gli euroscetticismi in ascesa, l\u2019Ue ha bisogno di uomini e donne di governo con una chiara visione del progetto europeo, capaci di lavorare sinergicamente su una piattaforma condivisa.<\/p>\n<p><em>Traduzione dall&#8217;originale in inglese a cura della Redazione.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono nata in Baviera nel 1981, un anno prima che Helmut Kohl diventasse cancelliere. Ci\u00f2 vuol dire che fino ai miei 17 anni sono cresciuta sotto un solo capo di governo. 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