{"id":65044,"date":"2017-06-16T18:25:15","date_gmt":"2017-06-16T16:25:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65044"},"modified":"2017-11-03T15:11:30","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:30","slug":"difesa-europea-ora-tocca-agli-stati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/difesa-europea-ora-tocca-agli-stati\/","title":{"rendered":"Difesa europea: ora tocca agli Stati"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Abbiamo fatto di pi\u00f9 negli ultimi dieci mesi che nei precedenti 60 anni&#8221;. Cos\u00ec, lo scorso 7 giugno, hanno osservato Federica Mogherini e Jyrki Katainen, durante il lancio ufficiale del Fondo europeo della difesa, gi\u00e0 presentato dalla Commissione nel novembre 2016 attraverso il piano d\u2019azione europeo per la difesa.<\/p>\n<p>E in effetti molto \u00e8 stato fatto in poco meno di un anno dalla pubblicazione della Strategia globale: il cosiddetto \u201cpacchetto difesa\u201d &#8211; ovvero l\u2019attuazione della strategia globale dell\u2019Ue, il piano d\u2019azione europeo in materia di difesa e la cooperazione Ue-Nato &#8211; testimoniano un dinamismo europeo che trova ora concreta attuazione.<\/p>\n<p><b>Quali le novit\u00e0?<\/b><br \/>\nCi si \u00e8 gi\u00e0 occupati del piano d\u2019azione europeo per la difesa ma le proposte presentate dalla Commissione vanno ad integrare o specificare quanto gi\u00e0 illustrato a fine 2016. La parte \u201cricerca\u201d &#8211; la cosiddetta\u00a0<i>research window\u00a0<\/i>&#8211; \u00e8 in effetti gi\u00e0 partita con i primi 25 milioni di euro stanziati per il 2017 e con i primi progetti gi\u00e0 in fase di preparazione.<\/p>\n<p>Fino al 2019 saranno in tutto 90 i milioni che Bruxelles metter\u00e0 sul piatto per incentivare la ricerca collaborativa in tecnologie e prodotti per la difesa. Dopo il 2020, invece, nell\u2019ambito di un nuovo programma di ricerca dedicato alla difesa all\u2019interno del prossimo Programma Quadro 2021-27, la dotazione annuale prevista salir\u00e0 a 500 milioni.<\/p>\n<p>Le novit\u00e0 riguardano perlopi\u00f9 la parte \u201csviluppo e acquisizione\u201d &#8211; la\u00a0<i>capability window\u00a0<\/i>&#8211; dove la Commissione \u00e8 pronta a cofinanziare progetti volti allo sviluppo congiunto e all\u2019acquisizione di tecnologie e materiali di difesa. In concreto, si tratta di un esborso complessivo di 500 milioni di euro per il 2019 e il 2020 (245 milioni per il primo anno e 255 per il secondo) nel quadro di uno specifico &#8211; seppur ancora da approvare formalmente &#8211; programma di sviluppo del settore industriale della difesa, l\u2019European Defence Industrial Development Programme (Edidp).<\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo far\u00e0 da complemento alla \u201cfinestra per la ricerca\u201d, ovvero coprir\u00e0 parte dei costi di sviluppo per sostenere l\u2019industria nel lancio o \u201caggiornamento\u201d di nuovi o gi\u00e0 esistenti programmi di cooperazione, sostenendo la definizione di requisiti comuni, studi di fattibilit\u00e0 e sviluppo di prototipi.<\/p>\n<p>Saranno idonei solo quei progetti che coinvolgano come minimo tre aziende da almeno due Stati membri, in grado di assicurare l\u2019impegno da parte dei Paesi coinvolti di acquisire il prodotto finale in maniera coordinata e sinergica. Dal 2020 in poi, il cofinanziamento sar\u00e0 di 1 miliardo di euro all\u2019anno, potenzialmente in grado di liberare e generare risorse che nel complesso potrebbero raggiungere i 5 miliardi.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/IMAGE\/unga12s.jpg\" border=\"0\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/><\/p>\n<p>Per quanto riguarda l\u2019acquisizione vera e propria di equipaggiamenti per la difesa, la Commissione pu\u00f2 agire da facilitatore affinch\u00e9 gli Stati membri adottino delle best-practices per l\u2019acquisizione congiunta di capacit\u00e0 militari. A fronte di alcune criticit\u00e0 &#8211; tra cui la mancanza di sincronizzazione nella gestione della spesa e il\u00a0<i>fair risk and cost sharing\u00a0<\/i>&#8211; la Commissione svilupper\u00e0 degli strumenti a carattere finanziario\/amministrativo (<i>financial tool box<\/i>) per facilitare i Paesi nella gestione e messa a punto dei programmi di cooperazione europea.<\/p>\n<p><b>I 3 scenari verso un\u2019unione della sicurezza e della difesa<\/b><br \/>\nParallelamente agli strumenti di natura economica e finanziaria a supporto dell\u2019industria europea della difesa, la Commissione ha presentato un \u201cDocumento di riflessione sul futuro della difesa europea\u201d che trae origine dal Libro bianco sul futuro dell\u2019Europa presentato ai primi di marzo. Esso propone tre scenari che esprimono livelli di ambizione differenti per quanto riguarda la collaborazione in materia di sicurezza e di difesa.<\/p>\n<p>Seguendo una logica progressiva, il primo sarebbero quello della semplice cooperazione tra gli Stati membri &#8211; che rimarrebbe su base volontaria e ad hoc &#8211; e dove l\u2019Ue andrebbe a integrare le iniziative dei singoli Paesi e dei suoi partner fondamentali. Un passo successivo sarebbe quello della \u201csicurezza e difesa condivise\u201d dove, in ultima istanza, l\u2019Ue diverrebbe un garante della sicurezza pi\u00f9 forte e pi\u00f9 reattivo, dotato dell\u2019autonomia strategica per agire sia come singolo sia con i partner fondamentali. In sostanza, la cooperazione anche in materia di difesa costituirebbe la norma attraverso cui gli Stati articolano le proprie politiche e i propri strumenti.<\/p>\n<p>Infine, con lo scenario \u201cdifesa e sicurezza comuni\u201d, ci sarebbe il vero salto di qualit\u00e0: le operazioni pi\u00f9 impegnative sarebbero a guida Ue, il monitoraggio\/valutazione delle minacce e pianificazione sarebbero svolti in comune, cos\u00ec come l\u2019acquisizione di specifiche capacit\u00e0 militari.<\/p>\n<p>Si realizzerebbero un vero mercato della difesa europeo &#8211; \u201ccompletato da un meccanismo europeo di monitoraggio e di protezione delle attivit\u00e0 strategiche\u201d &#8211; cos\u00ec come un\u2019agenzia europea di ricerca nel settore della difesa, il tutto basato sul principio di efficienza della spesa militare grazie a maggior concorrenza, unificazione, specializzazione ed economie di scala.<\/p>\n<p>\u00c8 indubbio che le istituzioni europee abbiano dimostrato impegno e volont\u00e0 nel fornire degli strumenti concreti per favorire un pi\u00f9 efficace e rapido processo di integrazione nel campo della difesa e sicurezza. Non \u00e8 ora tempo per giudicare quanto la portata delle iniziative sia adeguata o no. Ora spetta agli Stati cogliere queste opportunit\u00e0 e dimostrare fin dove sono disposti a spingersi per la sicurezza dei cittadini europei.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Abbiamo fatto di pi\u00f9 negli ultimi dieci mesi che nei precedenti 60 anni&#8221;. Cos\u00ec, lo scorso 7 giugno, hanno osservato Federica Mogherini e Jyrki Katainen, durante il lancio ufficiale del Fondo europeo della difesa, gi\u00e0 presentato dalla Commissione nel novembre 2016 attraverso il piano d\u2019azione europeo per la difesa. 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