{"id":65056,"date":"2017-06-14T18:55:23","date_gmt":"2017-06-14T16:55:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65056"},"modified":"2017-11-03T15:11:32","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:32","slug":"catalogna-referendum-lindipendenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/catalogna-referendum-lindipendenza\/","title":{"rendered":"Catalogna: nuovo referendum per l\u2019indipendenza"},"content":{"rendered":"<p>In uno scenario di ricercata solennit\u00e0, il presidente della Generalitat catalana Carles Puigdemont ha annunciato che convocher\u00e0 per il prossimo 1\u00b0 ottobre un \u201creferendum di autodeterminazione\u201d con la domanda: \u201cVuoi che la Catalogna sia uno Stato indipendente in forma di Repubblica?\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl referendum \u00e8 illegale e non si svolger\u00e0\u201d, ha subito risposto il governo centrale di Madrid, assicurando che saranno adottate tutte le misure necessarie per impedirlo. Ne \u00e8 seguito uno scambio di accuse reciproco sulla mancanza di volont\u00e0 di dialogo, sullo sfondo di una preoccupante incertezza su quello che effettivamente accadr\u00e0 nei prossimi mesi.<\/p>\n<p><b>Come si \u00e8 arrivati a questo punto<\/b><br \/>\nSe \u00e8 vero che la Catalogna &#8211; 15% della popolazione e quasi un quinto del Pil nazionale spagnolo &#8211; storicamente ha sempre avuto una propria specificit\u00e0 e una propria identit\u00e0 linguistico-culturale, il punto di flesso a partire dal quale si \u00e8 innescato un rafforzamento del sentimento indipendentista (prima fisiologicamente stimabile attorno al 15-20%) si colloca nel 2010, quando una sentenza del Tribunale Costituzionale, su ricorso del Partito popolare, mutil\u00f2 di ampie parti lo Statuto di autonomia catalano approvato nel 2006 con referendum regionale.<\/p>\n<p>Con l\u2019arrivo al potere dei Popolari nel 2011, la situazione si \u00e8 sempre pi\u00f9 esacerbata. Da una parte, la posizione di totale chiusura del governo guidato da Mariano Rajoy verso le esigenze di maggior autonomia ha alimentato una sensazione di crescente vittimismo nella societ\u00e0 catalana, esasperato dall\u2019acuirsi di una crisi economica nella quale Barcellona si sarebbe vista costretta a eccessivi trasferimenti di solidariet\u00e0 verso le altre Comunit\u00e0 autonome.<\/p>\n<p>Dall\u2019altra, l\u2019esecutivo catalano ha avuto gioco facile ad individuare nel governo centrale la causa di tutti i mali (\u201cMadrid ci deruba\u201d) e ha avviato un\u2019azione di propaganda nazionalistica via via pi\u00f9 capillare, servendosi ampiamente dei mezzi di comunicazione e del sistema educativo locale. La chiave economico-sociale, accanto a quella politico-culturale, rimane dunque fondamentale per una corretta lettura della questione catalana.<\/p>\n<p>Il sostegno all\u2019indipendenza raggiunse il suo massimo &#8211; sfiorando il 50% &#8211; nel 2013, quando l\u2019allora presidente della Generalitat Artur Mas annunci\u00f2 per la fine del 2014 un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2367\" target=\"blank\"><b><u>referendum<\/u><\/b><\/a>\u00a0che poi, di fronte all\u2019opposizione di Madrid, fu costretto a trasformare in una \u201c<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2869\" target=\"blank\"><b><u>consultazione partecipativa volontaria<\/u><\/b><\/a>\u201d: il 9 novembre 2014 vot\u00f2 solamente un terzo dei catalani, che tuttavia per l\u201980,76% si espresse a favore dell\u2019indipendenza.<\/p>\n<p>Nelle successive elezioni regionali del settembre 2015, i partiti pro-indipendenza ottennero il 47,8% dei voti (pari per\u00f2 a 72 seggi su 135). L\u2019appoggio all\u2019autodeterminazione, dunque, non ha mai scavalcato la fatidica soglia del 50%, ma ci\u00f2 non ha impedito alla Generalitat di avviare quello che a Barcellona chiamano \u201cprocesso di disconnessione dallo Stato spagnolo\u201d, ovvero la graduale costituzione di autonome strutture amministrative, a cominciare da una propria Agenzia tributaria e da una rete estera (sono gi\u00e0 una decina le \u201cambasciate\u201d catalane), nel sinora frustrato tentativo di raccogliere appoggi internazionali.<\/p>\n<p><b>A Madrid manca una strategia politica\u00a0<\/b><br \/>\nDa una parte, dunque, la Generalitat- ormai fusa in un\u00a0<i>unicum\u00a0<\/i>con le forze indipendentiste &#8211; continua a \u201cvendere\u201d il sogno demagogico di una secessione indolore come rimedio a tutti i problemi economici e sociali, anche per distogliere l\u2019attenzione dagli scandali di corruzione che stanno travolgendo il partito di Puigdemont.<\/p>\n<p>Dall\u2019altra, l\u2019esecutivo centrale non ha saputo e non ha voluto, forse per calcolo elettorale, avanzare alcuna soluzione politica, trincerandosi piuttosto dietro una batteria di ricorsi giudiziari &#8211; amministrativi e costituzionali &#8211; contro ogni iniziativa delle autorit\u00e0 catalane, fino ad arrivare alla recente condanna all\u2019interdizione dai pubblici uffici per l\u2019ex presidente Mas. Un atteggiamento in buona parte controproducente, che ha creato \u201cmartiri\u201d, contribuendo a fomentare l\u2019indipendentismo.<\/p>\n<p>Solo il secondo governo Rajoy &#8211; entrato in carica nel novembre 2016 &#8211; ha tentato di avviare un canale di dialogo con la Generalitat su temi quali investimenti infrastrutturali, finanziamento regionale, educazione. Troppo tardi e con troppo poca convinzione. La strategia di Madrid rimane fondamentalmente attendista, affiancata da un puntuale contrasto per le vie legali, nella speranza che il progetto indipendentista imploda per le sue stesse contraddizioni e rivalit\u00e0 interne, aiutato in ci\u00f2 dalla ripresa dell\u2019economia nazionale.<\/p>\n<p>Sul tema catalano, Rajoy pu\u00f2 del resto contare sull\u2019appoggio non solo dell\u2019alleato Ciudadanos, ma anche dei socialisti, principale partito di opposizione. Entrambe le forze rinfacciano tuttavia a Rajoy la sua inerzia e l\u2019incapacit\u00e0 di offrire soluzioni politiche, con particolare riferimento ad una possibile riforma costituzionale che i socialisti vorrebbero in senso federale.<\/p>\n<p><b>Rischio di escalation e possibili vie d\u2019uscita<\/b><br \/>\nL\u2019annuncio del referendum da parte di Barcellona \u00e8 dunque solo l\u2019ultimo di una serie di gesti provocatori del governo catalano, in un continuo gioco al rialzo che lascia intravedere il rischio (se non il deliberato disegno) di uno scontro istituzionale senza precedenti con Madrid, con possibili mobilitazioni di piazza, i cui potenziali sviluppi nessuno si azzarda a delineare.<\/p>\n<p>Non \u00e8 chiaro fino a che punto il governo Rajoy sar\u00e0 pronto a spingersi, nel caso in cui la Generalitat chiami effettivamente i catalani alle urne ed approvi la gi\u00e0 predisposta \u201clegge di disconnessione\u201d, n\u00e9 se attiver\u00e0 il sinora mai utilizzato articolo 155 della Costituzione spagnola, che permette al governo di surrogarsi nei poteri di una Comunit\u00e0 autonoma per garantire l\u2019\u201cadempimento forzoso\u201d della legge.<\/p>\n<p>Per il momento, Madrid ha saggiamente optato per la moderazione, confermando che impugner\u00e0 l\u2019eventuale convocazione del referendum, ma invitando al dialogo dentro i limiti della legalit\u00e0. Secondo il governo centrale, lo scenario pi\u00f9 probabile (o comunque pi\u00f9 auspicabile) \u00e8 quello che, di fronte all\u2019impossibilit\u00e0 di svolgere il referendum, si convochino infine elezioni regionali anticipate.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 smorzerebbe forse temporaneamente le tensioni, ma non risolverebbe in ogni caso il problema di fondo, destinato a ripresentarsi con le sue fasi di picco cicliche. Un problema che rappresenta, insieme al superamento del bipartitismo, uno dei sintomi pi\u00f9 evidenti di \u201cesaurimento\u201d dell\u2019architettura democratica uscita dalla transizione post-franchista e del suo modello territoriale. Un modello ormai superato, poco chiaro nella ripartizione delle competenze e non sufficiente per rispondere alle domande di \u201cspecialit\u00e0\u201d da parte di alcune realt\u00e0 regionali.<\/p>\n<p>Appare dunque necessaria una strategia proattiva, che punti a recuperare quel 20-30% di catalani convertitisi negli ultimi anni all\u2019indipendentismo, molti dei quali tra gli elettori pi\u00f9 giovani. Occorre approfittare della \u201cfatigue\u201d che la societ\u00e0 catalana sta avvertendo rispetto ad un processo indipendentista ormai annunciato da anni, ma che sembra intrappolato in un copione che si ripete senza apparente via d\u2019uscita.<\/p>\n<p>Occorre, appunto, offrire questa via d\u2019uscita, elaborando un nuovo progetto di convivenza del Paese, che ascolti le rivendicazioni economiche catalane e consenta forme pi\u00f9 profonde di autogoverno, pur nel rispetto del principio di solidariet\u00e0 intra-regionale, e mettendo, ove necessario, mano alla Costituzione in linea con le specificit\u00e0 e la pluralit\u00e0 della realt\u00e0 spagnola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In uno scenario di ricercata solennit\u00e0, il presidente della Generalitat catalana Carles Puigdemont ha annunciato che convocher\u00e0 per il prossimo 1\u00b0 ottobre un \u201creferendum di autodeterminazione\u201d con la domanda: \u201cVuoi che la Catalogna sia uno Stato indipendente in forma di Repubblica?\u201d. \u201cIl referendum \u00e8 illegale e non si svolger\u00e0\u201d, ha subito risposto il governo centrale [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":65695,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[153,140,156],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65056"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65056"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65056\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":65057,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65056\/revisions\/65057"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/65695"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65056"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65056"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65056"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}