{"id":65060,"date":"2017-06-13T19:03:22","date_gmt":"2017-06-13T17:03:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65060"},"modified":"2017-11-03T15:11:32","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:32","slug":"ue-vento-dellantieuropeismo-saffievolisce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/ue-vento-dellantieuropeismo-saffievolisce\/","title":{"rendered":"Ue: il vento dell\u2019antieuropeismo s\u2019affievolisce"},"content":{"rendered":"<p>Sta davvero affievolendosi il vento dell\u2019antieuropeismo? A guardare i risultati di questi ultimi mesi e giorni, la risposta \u00e8 senza dubbio positiva. Gli elettori messi di fronte ad una scelta secca fra candidati filoeuropei ed euroscettici hanno alla fine optato per i primi con maggiore o minore entusiasmo.<\/p>\n<p><b>Una galleria di risultati elettorali<\/b><br \/>\nIn Austria \u00e8 prevalso per due volte consecutive il verde e filoeuropeo Alexander Van Der Vellen; in Olanda il premier uscente Mark Rutte contro l\u2019estremista Geert Wilders; per non parlare poi dello straordinario risultato ottenuto in Francia da Emmanuel Macron contro la \u2018pasionaria\u2019 eurofobica Marine Le Pen; risultato riconfermato nel primo turno delle legislative francesi non solo con l\u2019incredibile crescita del \u2018non partito\u2019 di Macron, ma soprattutto con la quasi scomparsa del Front National.<\/p>\n<p>Perfino nelle elezioni parlamentari britanniche la grande ondata euroscettica, che si era palesata nel referendum di un anno fa, ha evidenziato un chiaro indebolimento: i conservatori di Theresa May sono diminuiti di 12 seggi; per contro, i laburisti hanno avuto un buon exploit(+31), non proprio portando in alto la bandiera europea (Corbyn non \u00e8 un euroentusiasta), ma almeno dimostrando che il vecchio referendum era stato un grave errore &#8211; altri erano e sono i problemi della Gran Bretagna.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 significativo poi l\u2019azzeramento dello Ukip che nelle precedenti elezioni europee e soprattutto nella feroce campagna referendaria pro Brexit aveva ottenuto grandi risultati.<\/p>\n<p><b>Umori confermati dall\u2019ultime Eurobarometro<\/b><br \/>\nQuesto diverso umore delle opinioni pubbliche nazionali era stato gi\u00e0 parzialmente confermato dall\u2019ultimo Eurobarometro di aprile (Designing European Future, Commissione, aprile 2017). In esso si segnala che circa la met\u00e0 degli intervistati, il 47%, ancora crede nell\u2019Europa, contro un 46% che continua a rifiutare l\u2019idea di una maggiore integrazione. Ma il dato interessante \u00e8 che i favorevoli sono cresciuti di 11 punti rispetto all\u2019ottobre del 2016, poco pi\u00f9 di sei mesi prima.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente che questo mutamento nell\u2019opinione pubblica si deve in parte al miglioramento della situazione e delle prospettive economiche, che si stanno manifestando in tutta Europa. Bisogna anche aggiungere, che, al di l\u00e0 dei dati economici oggettivi, \u00e8 il ruolo dei leader a fare la differenza.<\/p>\n<p><b>Il ruolo dei leader nell\u2019Ue sotto assedio<\/b><br \/>\nUn Macron che rovescia il discorso degli euroscettici e punta decisamente al miglioramento del processo di integrazione europea ne \u00e8 l\u2019esempio pi\u00f9 convincente. Atteggiamento che sta manifestandosi chiaramente anche in Germania in vista delle elezioni del 24 settembre. In effetti sia Angela Merkel, che il suo contendente socialista Martin Schultz, hanno messo al centro il tema del rafforzamento dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>La ragione \u00e8 abbastanza evidente. Oggi la Germania, ma con essa l\u2019Europa, sono sotto assedio. A Nord, il difficile negoziato sulla Brexit; ad Est, le tentazioni semi-imperiali di Putin; a Sud la grande sfida dell\u2019immigrazione e dell\u2019instabilit\u00e0 in Medio Oriente e Nord Africa; e, grande novit\u00e0, il problematico rapporto ad Ovest con Donald Trump.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 Angela Merkel ha dichiarato che \u201cl\u2019Europa deve prendere il destino nelle proprie mani\u201d e questo sar\u00e0 il tono della sua campagna elettorale. Da qui, e dalla spinta di Macron, potr\u00e0 nascere l\u2019impulso di un rilancio di alcune politiche europee sia nel campo economico che in quello della difesa. Insomma, assisteremo con grande probabilit\u00e0 alla rinascita del vecchio \u2018motore\u2019 franco-tedesco.<\/p>\n<p><b>L\u2019Italia e l\u2019euroscetticismo dei partiti e dei leader<\/b><br \/>\nE l\u2019Italia? Rischia di essere ancora una volta il ventre molle dell\u2019Unione. Lasciamo da parte, per una sorta di pudore nazionale, l\u2019incomprensibile spettacolo sulla nuova legge elettorale. Torniamo per un momento alle statistiche della Commissione: in Italia solo il 39% sostiene l\u2019Ue, addirittura un punto sotto l\u2019euroscettica Gran Bretagna. I contrari si collocano al 48%.<\/p>\n<p>Ma pur guardando con prudenza ai sondaggi di opinione, basta leggere le dichiarazioni dei partiti sull\u2019Ue per rendersi conto che una larga maggioranza \u00e8 quanto meno euroscettica: M5S, Lega Nord, Fratelli d\u2019Italia, gran parte di Forza Italia non perdono occasione per criticare Bruxelles. E perfino il Pd, o meglio il suo attuale leader Matteo Renzi, non si dimostra particolarmente in linea con l\u2019Ue.<\/p>\n<p>Sembra di assistere ad una gara fra chi critica di pi\u00f9, senza mai porsi il problema di una realistica alternativa all\u2019Unione. In questa confusione politica interna e di mancanza di strategia nei confronti dell\u2019Ue non \u00e8 neppure stupefacente che la gente non creda, come nel passato, nel valore dell\u2019integrazione.<\/p>\n<p><b>Il ventre molle e il rischio dell\u2019esclusione<\/b><br \/>\nMa attenzione, perch\u00e9 se l\u2019Europa riparte sulla base di una rinnovata alleanza fra Parigi e Berlino, il rischio per noi \u00e8 di rimanerne esclusi. O almeno essere relegati nel secondo cerchio di un\u2019Unione che ormai si muove nella prospettiva di pi\u00f9 velocit\u00e0. Per un Paese fondatore come l\u2019Italia, e cui Macron chiede insistentemente di esserci, perdere quest\u2019occasione sarebbe deleterio.<\/p>\n<p>Sarebbe opportuno, quindi, che le forze politiche nazionali o alcune di esse, in un soprassalto di ragionevolezza, riprendessero un impegno di sostanza e non solo di facciata sul futuro dell\u2019Ue. Vediamo se gli accenni di ripresa dell\u2019economia (il sondaggio della Commissione segnala un aumento di 4 punti, al 58%, in favore dell\u2019euro) e un qualche chiarimento del quadro politico a seguito delle elezioni comunali di questi giorni non ci aiutino alla fine a riagganciare il treno dei nostri partner, ormai \u201cen marche\u201d verso un\u2019Unione pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p>Anche da noi, forse, il vento potrebbe allora cambiare direzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sta davvero affievolendosi il vento dell\u2019antieuropeismo? 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