{"id":65065,"date":"2017-06-13T08:43:33","date_gmt":"2017-06-13T06:43:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65065"},"modified":"2017-11-03T15:11:33","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:33","slug":"francia-macron-pensiona-classe-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/francia-macron-pensiona-classe-politica\/","title":{"rendered":"Francia: Macron pensiona una classe politica"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;La Francia \u00e8 di ritorno&#8221;. \u00c8 cos\u00ec che il primo ministro Edouard Philippe ha commentato la vittoria del partito La R\u00e9publique En Marche nel primo turno delle elezioni legislative. Si prevede che, dopo il ballottaggio del 18 giugno, il partito creato un anno fa otterr\u00e0 pi\u00f9 di 400 seggi, conquistando una larghissima maggioranza.<\/p>\n<p>I partiti tradizionali sono stati polverizzati dall\u2019onda nuova. Un\u2019intera classe politica viene mandata in pensione. Il tasso di partecipazione debolissimo, sotto il 50%, contribuisce ad ampliare questo risultato. Mentre il partito di Macron riesce a mantenere i consensi ottenuti al primo turno delle presidenziali, il 23 aprile, gli altri partiti perdono milioni di votanti.<\/p>\n<p><b>Una forma di consenso tramite l\u2019astensionismo<\/b><br \/>\n\u00c8 come se si fosse creato una forma di consenso passivo attraverso l\u2019astensionismo: anche chi non lo sostiene, non prova nemmeno a contrastare l\u2019onda Macron. Il presidente della Repubblica appare pienamente legittimo e molti oppositori gli vogliono lasciare affrontare la prova del potere, perch\u00e9, alla fine, sono tutti convinti che la societ\u00e0 francese va scossa per uscire dall\u2019immobilismo.<\/p>\n<p>Il fenomeno \u00e8 cos\u00ec forte che molti non riescono a capacitarsi: ripiangono la destra e la sinistra, puntano il dito contro la poca esperienza dei neo-eletti, mettono in guardia contro i rischi di una maggioranza assoluta cos\u00ec ampia, si augurano persino un \u201cautunno caldo\u201d di mobilitazione delle piazze.<\/p>\n<p>Non riescono a capire che tutto sommato si tratta di una vittoria normale, di proporzioni ad esempio paragonabili a quella delle elezioni del 1993 e che quindi che non crea di per s\u00e9 un problema. E non riescono a cogliere la volont\u00e0 di riforme al centro, con spirito trasversale costruttivo, che attraversa l\u2019elettorato francese.<\/p>\n<p><b>Un presidente bravo e fortunato<\/b><br \/>\nAbbiamo gi\u00e0 sottolineato la bravura ma anche la fortuna di Macron, che ha saputo trarre beneficio dell\u2019apertura di uno spazio politico nuovo, mentre i vecchi partiti di destra e di sinistra erano inceppati nei loro meccanismi di riproduzione di classi dirigente e di soluzioni trite. Dopo le legislative, Emmanuel Macron potr\u00e0 contare su una squadra coesa, fra governo e parlamento. E potr\u00e0 ulteriormente spingere sulle riforme: moralizzazione della vita pubblica, legge sul terrorismo e riforma del mercato del lavoro.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultima rappresenta un tassello strategico. Al di l\u00e0 dell\u2019opportunit\u00e0 della flessibilit\u00e0 del mercato del lavoro, Macron ha capito che si tratta di una misura di grande portata a livello internazionale, un punto sul quale Paesi come la Germania giudicheranno l\u2019azione dell\u2019esecutivo francese.<\/p>\n<p>La battaglia per la riforma del mercato del lavoro \u00e8 ovviamente una battaglia interna, in cui Macron prova a spostare gli equilibri di parti sociali spesso conservatrici. Ma si tratta anche, e magari soprattutto, di una battaglia che deve lanciare la campagna di Macron in Europa. Il presidente ha ben presente che nel contesto globalizzato il riformismo interno non crea effetti se non si inserisce in una dialettica europea.<\/p>\n<p><b>Principale obiettivo, il dialogo con la Germania<\/b><br \/>\nIl suo principale obiettivo \u00e8 di stabilire un dialogo con la Germania, il che significa potere negoziare una serie di dossier nei quali, a fronte delle novit\u00e0 francesi, la Germania si dimostri pronta a fare evolvere alcune sue posizioni percepite come delle rigidit\u00e0 e dei freni al rilancio economico dell\u2019Europa. Dal ministro dell\u2019economia Bruno Le Maire al consigliere diplomatico della presidenza Philippe Etienne, gi\u00e0 ambasciatore a Berlino, la squadra di governo \u00e8 provvista di solidi esperti che vantano relazioni dirette con Berlino.<\/p>\n<p>Tutto questo per meglio servire l\u2019obiettivo di fare evolvere le posizioni di una Germania restia alle novit\u00e0. Il calendario \u00e8 chiaro: Macron vuole adottare la riforma del mercato del lavoro entro fine settembre, in modo tale da potersi presentare con le carte in regola all\u2019appuntamento di ottobre con il nuovo esecutivo tedesco, dopo le elezioni politiche in Germania, e rilanciare il \u201cmotore franco tedesco\u201d, cio\u00e8 l\u2019incontro fondamentale fra posizioni del Nord e Sud Europa.<\/p>\n<p><b>Una spinta al riformismo e all\u2019integrazione<\/b><br \/>\nDa questa intesa rinnovata, potrebbe poi partire una serie di spinte ulteriori al riformismo e all\u2019integrazione europea. Le difficolt\u00e0 internazionali costituiscono un contesto favorevole per questi mutamenti: la presidenza Trump, la crisi politica del Regno Unito alle prese con la Brexit, senza dimenticare la minaccia terrorista, costituiscono un contesto problematico che spinge a rinnovate convergenze al livello europeo.<\/p>\n<p>Ma va anche sottolineato la dimensione francese di questa dinamica: \u00e8 da tanto tempo che la Francia non si muoveva con una strategia cos\u00ec chiara e potenzialmente in grado di creare una dinamica al livello europeo.<\/p>\n<p>A breve il chiasso elettorale si placher\u00e0 e si potr\u00e0 osservare \u201cLa R\u00e9publique En Marche\u201d al lavoro. Macron ha gestito con grande abilit\u00e0 le prime mosse del governo Philippe e proseguir\u00e0 con decisione. La stragrande maggioranza dei francesi si augura un riformismo che possa produrre miglioramenti in termine di crescita, di benessere e soprattutto di riduzione delle fratture sociali.<\/p>\n<p>Esiste, quindi, un consenso riformista a Parigi, un consenso che in poche mosse potr\u00e0 allargarsi all\u2019Europa intera. Ed \u00e8 questo il significato del ritorno della Francia. Deve essere capito per quello che \u00e8: una possibilit\u00e0 di apertura da parte di una maggioranza politica trasversale e riformista, che va anche colta dai partners europei.<\/p>\n<p>Per l\u2019Italia e gli italiani il rapporto con la Francia \u00e8 sempre stato complicato, intriso di rivalit\u00e0 storiche e psicologiche. Varrebbe la pena superare queste scorie del passato per considerare con pragmatismo il rinnovato slancio politico parigino e coglierne le opportunit\u00e0 di convergenze sull\u2019agenda europeo. Tutto sommato, una \u201cEurope en Marche\u201d non farebbe male a nessuno, anzi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;La Francia \u00e8 di ritorno&#8221;. \u00c8 cos\u00ec che il primo ministro Edouard Philippe ha commentato la vittoria del partito La R\u00e9publique En Marche nel primo turno delle elezioni legislative. Si prevede che, dopo il ballottaggio del 18 giugno, il partito creato un anno fa otterr\u00e0 pi\u00f9 di 400 seggi, conquistando una larghissima maggioranza. 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