{"id":65073,"date":"2017-06-11T09:02:37","date_gmt":"2017-06-11T07:02:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65073"},"modified":"2017-11-03T15:12:09","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:09","slug":"gb-londra-piu-debole-hard-soft-brexit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/gb-londra-piu-debole-hard-soft-brexit\/","title":{"rendered":"GB: Londra pi\u00f9 debole, hard o soft Brexit"},"content":{"rendered":"<p>La sconfitta politica del premier britannico Theresa May che aveva puntato su una &#8220;hard Brexit&#8221; cambia il contesto dei negoziati sull&#8217;uscita della Gran Bretagna dall&#8217;Ue. Londra \u00e8 infatti ora pi\u00f9 debole nella trattativa con Bruxelles; e potrebbe riaffacciarsi l\u2019opzione di una \u201csoft Brexit\u201d.<\/p>\n<p>La May rimane capo del governo, cos\u00ec come sono confermati alcuni dei principali ministri del suo precedente esecutivo: Philip Hammond al tesoro, Boris Johnson agli esteri, Michael Fallon alla difesa, David Davis al ministero dedicato proprio alla Brexit.<\/p>\n<p>Se il nuovo governo conservatore \u00e8 un segno di continuit\u00e0, non lo \u00e8 la sua maggioranza parlamentare. Infatti, la netta\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3992\" target=\"blank\"><b><u>perdita di seggi<\/u><\/b><\/a>\u00a0da parte dei Tory fa s\u00ec che non abbiano pi\u00f9 i 326 deputati necessari a controllare la Camera dei comuni, e debbano quindi formare un governo con l\u2019appoggio del Democratic Unionist Party &#8211; il partito nord irlandese fedele alla corona britannica a favorevole alla Brexit. Cos\u00ec, l\u2019esecutivo conter\u00e0 su un\u2019esile maggioranza di due soli seggi.<\/p>\n<p><b>Se la Brexit diventa soft<\/b><br \/>\nLa nuova situazione politica oltre Manica ha un impatto sui negoziati per la Brexit, anche se \u00e8 difficile capirne l\u2019entit\u00e0. Di certo, il mandato elettorale chiesto dalla May per un braccio di ferro volto alla \u201chard Brexit\u201d non \u00e8 arrivato. Anzi, partiti che al referendum del 2016 si erano schierati per rimanere nell\u2019Unione, quali i Liberal-Democratici ei Laburisti, hanno aumentato voti e seggi.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 rimette in discussione lo scenario di una \u201chard Brexit\u201d e allontanal\u2019ipotesi di un\u2019uscita di Londra dall\u2019Unione anche senza un accordo tra le parti, che la May esplicitamente contemplava quando in campagna elettorale affermava \u201cno deal is better than a bad deal\u201d.<\/p>\n<p>Sarebbe per\u00f2 sbagliato pensare che il risultato del referendum del giugno 2016 sia stato rimesso in discussione dal voto politico. I conservatori restano fermamente schierati per la Brexit, pur con diverse visioni su quanto essa debba essere \u201chard\u201d. Una parte significativa dei deputati laburisti ha vinto in collegi che vedono una maggioranza di elettori a favore dell\u2019uscita dall\u2019Ue e il loro leader Jeremy Corbyn si era comunque impegnato a rispettare l\u2019esito del referendum ed a raggiungere un accordo con l\u2019Unione per una \u201csoft Brexit\u201d.<\/p>\n<p>Proprio la \u201csoft Brexit\u201d \u00e8 una opzione resa possibile dall\u2019attuale quadro politico britannico, ma non \u00e8 detto che May la porter\u00e0 al tavolo negoziale con Bruxelles. La premier potrebbe infatti insistere su una &#8220;hard Brexit&#8221;, riguardo in primo luogo alla giurisdizione del diritto comunitario e alla libera circolazione delle persone, accompagnata per\u00f2 da un favorevole accordo di libero scambio con l&#8217;Ue.<\/p>\n<p>Bruxelles (con Berlino) ha gi\u00e0 fatto capire che non si pu\u00f2 avere la botte piena e la moglie ubriaca, ossia prendere solo gli elementi convenienti per Londra del mercato unico e lasciare gli altri; e sembra pronta a tenere il punto nei prossimi negoziati.<\/p>\n<p>In un braccio di ferro del genere, la Gran Bretagna si trova indebolita a causa della fragilit\u00e0 politica e parlamentare del suo governo. L\u2019Unione invece nel frattempo si \u00e8 rafforzata con la vittoria di Emmanuel Macron alle presidenziali francesi e si rafforzer\u00e0 ulteriormente nel caso, probabile, di una\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3991\" target=\"blank\"><b><u>vittoria del partito del presidente<\/u><\/b><\/a>\u00a0alle prossime elezioni parlamentari d\u2019oltralpe.<\/p>\n<p><b>Brexit e cooperazione europea nella difesa<\/b><br \/>\nNel quadro generale della Brexit, il settore della difesa \u00e8 tra i meno controversi, ma non per questo tra i meno importanti e complessi. Infatti, in meno di due anni si dovr\u00e0 giungere a definire i futuri rapporti con l\u2019Ue ed in particolare con l\u2019Agenzia europea di Difesa (European Defence Agency &#8211; Eda), le modalit\u00e0 per un eventuale contributo di Londra alle missioni nell\u2019ambito della Politica di Sicurezza e di Difesa comune (Psdc) e soprattutto l\u2019accesso britannico al mercato europeo della difesa.<\/p>\n<p>Nel caso dell\u2019Eda, una volta fuori dall\u2019Ue, per Londra esistono potenzialmente due strade per cooperare oltre Manica. Una \u00e8 la sottoscrizione di accordi simili a quelli in essere tra Eda eNorvegia, Serbia, Svizzera e Ucraina. L\u2019altra, considerando la grande importanza militare e industriale di Londra, \u00e8 la definizione di un accordo ad hoc, che per\u00f2 potrebbe richiedere tempi maggiormente dilatati.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la partecipazioni alle missioni Psdc, uno\u00a0<a href=\"https:\/\/www.google.it\/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=2&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=0ahUKEwjq_MefudbSAhWHthQKHZnuDKIQFggkMAE&amp;url=http%3A%2F%2Fresearchbriefings.files.parliament.uk%2Fdocuments%2FLLN-2016-0071%2FLLN-2016-0071.pdf&amp;usg=AFQjCNHkbuAyY7PEaYlt8SKgqBs3Ug2E3w\" target=\"blank\"><b><u>studio<\/u><\/b><\/a>\u00a0della Camera dei Lord faceva riferimento alla possibilit\u00e0 per Londra di avere un seggio formale nel Comitato Politico e di Sicurezza dell\u2019Ue &#8211; ipotesi discussa anche in altre capitali europee. In tal modo la Gran Bretagna potrebbe partecipare alla definizione e pianificazione delle missioni cui partecipa, mantenendo pertanto un ruolo attivo a livello sia politico che militare.<\/p>\n<p>Visto per\u00f2 l\u2019indebolimento del governo May, non \u00e8 certo che Londra avr\u00e0 la forza necessaria per giungere ad un accordo di questo tipo. Piuttosto, l\u2019Ue potrebbe insistere per utilizzare l\u2019esistente quadro normativo europeo, che prevede la possibilit\u00e0 per Stati terzi di partecipare militarmente alle missioni europee senza essere parte del processo politico che decide e pianifica l\u2019intervento.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che \u00e8 certo al momento \u00e8 che il Regno Unito, quale membro dell\u2019Alleanza Atlantica, continuer\u00e0 a partecipare alle operazioni e attivit\u00e0 della Nato. Pertanto, anche nel caso del mancato raggiungimento di un accordo tra Londra e Bruxelles sulle missioni Psdc, la cooperazione militare tra Regno Unito e stati Ue membri Nato continuer\u00e0 nel quadro transatlantico.<\/p>\n<p>In materia di industria e mercato della difesa, la situazione \u00e8 estremamente complessa perch\u00e9 dipendente dai termini dell\u2019accesso britannico al mercato Ue, ovvero il principale nodo dei negoziati tra Londra e Bruxelles. Qui si ritorna alla scelta, da parte di un indebolito governo May, di insistere o meno su una \u201chard Brexit\u201d scelta come bandiera dopo nove mesi di incertezza &#8211; tanti ce ne sono voluti tra il referendum e l\u2019attivazione dell\u2019articolo 50 da parte di Londra &#8211; e in un certo senso sconfessata dalle ultime elezioni. A urne chiuse, la nebbia non si dirada sulla Manica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sconfitta politica del premier britannico Theresa May che aveva puntato su una &#8220;hard Brexit&#8221; cambia il contesto dei negoziati sull&#8217;uscita della Gran Bretagna dall&#8217;Ue. Londra \u00e8 infatti ora pi\u00f9 debole nella trattativa con Bruxelles; e potrebbe riaffacciarsi l\u2019opzione di una \u201csoft Brexit\u201d. 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