{"id":65080,"date":"2017-06-10T09:13:29","date_gmt":"2017-06-10T07:13:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65080"},"modified":"2017-11-03T15:12:10","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:10","slug":"la-libia-sogni-infranti-tempo-perso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/la-libia-sogni-infranti-tempo-perso\/","title":{"rendered":"La Libia: sogni infranti e tempo perso"},"content":{"rendered":"<p>Gli sviluppi in Libia indicano un forte acuirsi della tensione e la possibilit\u00e0 che questa sfoci in un nuovo conflitto civile. Alla base di questa tendenza ci sono potenti influenze regionali e internazionali che appoggiano il generale Haftar, rafforzano le correnti intransigenti e indeboliscono i moderati. Perci\u00f2, le possibilit\u00e0 che questi ultimi possano risolvere la crisi sul piano politico secondo gli auspici della comunit\u00e0 internazionale sembrano marcatamente affievolirsi.<\/p>\n<p><b>Dalla diplomazia internazionale a quella regionale<\/b><br \/>\nCon l\u2019Accordo di Skhirat la diplomazia internazionale lanci\u00f2 nel dicembre 2015 il Consiglio presidenziale (Cp), presieduto da Fayez Serraj, con l\u2019aspettativa che esso agglomerasse le forze in presenza e aprisse la strada a una piena normalizzazione politico-costituzionale. Questo tentativo non \u00e8 riuscito.<\/p>\n<p>Numerose forze in Libia hanno indicato la necessit\u00e0 di passare da un accordo calato sul Paese dall\u2019esterno ad uno, pi\u00f9 \u201cinclusivo\u201d, \u201cfra libici\u201d. L\u2019indicazione \u00e8 stata ripresa dalla diplomazia internazionale, che ha in effetti cominciato a correggere l\u2019impostazione di Skhirat. Entrata per\u00f2 la diplomazia internazionale in Libia in una fase di recesso &#8211; per vari motivi, molti dei quali non riguardanti la Libia -, l\u2019iniziativa \u00e8 ora nelle mani di quella regionale: Algeria, Tunisia ed Egitto.<\/p>\n<p>Il nuovo percorso comporta un compromesso al vertice fra il Cp di Serrraj e Haftar che sarebbe poi definito nei dettagli dal lavoro congiunto della Camera dei Deputati di Tobruk e del Consiglio di Stato di Tripoli. Le due istituzioni, sia pure con difficolt\u00e0, specialmente a Tobruk, hanno negli ultimi mesi designato le due commissioni destinate alla bisogna, che per\u00f2 non possono iniziare a lavorare perch\u00e9 manca l\u2019accordo al vertice. Cercato di nuovo ad Abu Dhabi il 2 maggio con l\u2019incontro Serraj-Haftar, l\u2019accordo non \u00e8 infatti emerso.<\/p>\n<p><b>Il processo \u201cfra libici\u201d \u00e8 un\u2019illusione<\/b><br \/>\nIn realt\u00e0, nelle condizioni prevalenti, il processo \u201cfra libici\u201d non \u00e8 solo vittima di cattiva volont\u00e0 ma \u00e8 un\u2019illusione. Per essere realizzato deve comprendere Haftar, ma quest\u2019ultimo vi prender\u00e0 parte solo se vengono esclusi gli islamisti, tutti gli islamisti (cio\u00e8 solo se lui avr\u00e0 nel governo un ruolo di supremazia politica oltre che militare).<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, i rivoluzionari, di cui gli islamisti sono\u00a0<i>magna pars<\/i>, alla sola idea che Haftar entri a far parte del processo preferiscono continuare la lotta armata contro di lui e i suoi alleati. Questo paralizza i moderati e crea uno stallo esattamente come gli Accordi di Skhirat.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, il compito del terzetto regionale che sta cercando una soluzione politica alla crisi libica non \u00e8 davvero facile. Intanto perch\u00e9 gli obiettivi dei tre governi non sono omogenei: \u00e8 vero che l\u2019Egitto persegue una soluzione di compromesso, ma lo fa con l\u2019intento di far pesantemente pendere il compromesso dalla parte di Haftar.<\/p>\n<p>Nei giorni passati, l\u2019Algeria si \u00e8 mossa ai massimi livelli verso il Cairo per sottolineare che bombardare Derna (in risposta al massacro di copti effettuato a Minya da jihadisti provenienti dalla Libia) non serve a risolvere le questioni di sicurezza dell\u2019Egitto.<\/p>\n<p><b>L\u2019incombente saldatura degli intransigenti<\/b><br \/>\nMa anche se il terzetto riuscisse ad assicurare un compromesso, riducendo le ambizioni del Cairo, degli arabi conservatori del Ccg (e, forse, della Russia), l\u2019emergere di un governo moderato di coalizione comprendente Haftar e altre personalit\u00e0 a torto o a ragione percepite come parte del passato regime determinerebbe ugualmente la reazione violenta del fronte di intransigenti, che include non solo Khalifa Ghwell e Nouri Busahmein, ma anche una parte, non facilmente delimitabile, delle milizie rivoluzionarie di Misurata nonch\u00e9 la variegata gamma di milizie pi\u00f9 marcatamente islamiste che oggi combattono nelle zone centro-meridionali della Libia contro l\u2019Esercito Nazionale Libico (Enl) di Haftar. Fra queste forze ci sono dissensi, ma la realizzazione di un compromesso con Haftar le salderebbe immediatamente.<\/p>\n<p>Del resto che questa saldatura sia incombente si capisce dagli sviluppi fra Sebha, Giufra e Sirte che vanno avanti dal dicembre dell\u2019anno scorso. Sin dall\u2019inizio \u00e8 stato chiaro che la coalizione che allora attacc\u00f2 le forze dell\u2019Eln nella \u201cmezzaluna petrolifera\u201d a sud di Sirte, sotto la guida delle Brigate di Difesa di Bengasi (Bdb), era una coalizione di rivoluzionari, ossia di islamisti e non, radicali e meno radicali, uniti dalla convinzione di dovere ad ogni costo impedire un ritorno delle forze del passato, a cominciare da Haftar.<\/p>\n<p>In questo contesto, il piccolo esercito che iniziava una sua \u201clunga marcia\u201d dal sud del Paese per arrivare a Sirte e Bengasi risultava appoggiato niente di meno che dal ministro della Difesa del Cp, al-Mahdi al-Barghati (in contraddizione con la politica di compromesso perseguita dallo stesso Cp).<\/p>\n<p><b>Tra scontri militari e difficile diplomazia<\/b><br \/>\nDa allora la complicit\u00e0 con le Bdb all\u2019interno del Cp ha continuato ad emergere in vari episodi finch\u00e9 il 18 maggio uno scontro fra Enl e forze rivoluzionarie a Brak al-Shati (1) (60 km. a nord di Sebha) non ha messo capo a un vero e proprio massacro degli uomini di Haftar, presi di sorpresa, ma non solo da parte delle Bdb bens\u00ec anche della Terza Forza di Misurata che, stanziata nella regione sin dal 2014, \u00e8 ora alle dirette dipendenze di Barghati e quindi del Governo di Accordo Nazionale.<\/p>\n<p>Serraj il giorno dopo ha sospeso dalle sue funzioni sia Barghati sia il comandante della Terza Forza, Jamal al-Traiki, in attesa di procedere ad accertamenti, ma ammesso che tali accertamenti siano mai compiuti lo sviluppo conferma quanto era gi\u00e0 evidente a dicembre del 2016 e cio\u00e8 &#8211; per riprendere le parole dell\u2019International Crisis Group(2) &#8211; che \u201cc\u2019\u00e8 una frammentazione nella coalizione che sostiene il Consiglio di Presidenza\u201d: se il Cp si muove per sanare la spaccatura fra Tripoli e Tobruk, il risultato \u00e8 che si spacca.<\/p>\n<p><b>Il ruolo di Usa ed Europa<\/b><br \/>\nLa diplomazia \u00e8 dunque confrontata da una coriacea realt\u00e0 che, dopo il fallimento degli Accordi di Skhirat, mette ora in dubbio anche la praticabilit\u00e0 di una loro modifica attraverso il dialogo \u201cfra libici\u201d. Ma la strada \u00e8 in salita anche perch\u00e9 il riconsolidamento dell\u2019alleanza fra gli Usa e gli Stati conservatori del Ccg in chiave di \u201canti-terrorismo\u201d rafforza il fronte regionale che sostiene Haftar, quindi affievolisce le possibilit\u00e0 di compromesso, mina alla base il dialogo \u201cfra libici\u201d, conferma il fronte rivoluzionario nelle sue ragioni e lo allarga.<\/p>\n<p>Gli interessi dell\u2019Europa sono molto danneggiati da questa prospettiva. Ci sar\u00e0 una risposta europea? Subito dopo la sua elezione, ci sono state dichiarazioni di Emmanuel Macron(3) che denotano una netta presa di responsabilit\u00e0 francese verso la Libia, ma ancora non ne definiscono i termini, soprattutto nella loro dimensione europea. Per sapere se l\u2019Europa risponder\u00e0 all\u2019aggravarsi della crisi libica bisogner\u00e0 aspettare almeno le elezioni tedesche. Speriamo che non sia troppo tardi.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: xx-small;\">(1) http:\/\/www.reuters.com\/article\/us-libya-security-toll-idUSKCN18F2KA, http:\/\/www.reuters.com\/article\/us-libya-security-idUSKBN18H0YK<br \/>\n(2) https:\/\/www.crisisgroup.org\/middle-east-north-africa\/north-africa\/libya\/oil-zone-fighting-threatens-libya-economic-collapse.<br \/>\n(3) http:\/\/www.reuters.com\/article\/us-france-libya-idUSKCN18E2UU.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli sviluppi in Libia indicano un forte acuirsi della tensione e la possibilit\u00e0 che questa sfoci in un nuovo conflitto civile. Alla base di questa tendenza ci sono potenti influenze regionali e internazionali che appoggiano il generale Haftar, rafforzano le correnti intransigenti e indeboliscono i moderati. 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