{"id":65082,"date":"2017-06-10T09:20:33","date_gmt":"2017-06-10T07:20:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65082"},"modified":"2017-11-03T15:12:09","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:09","slug":"lue-dichiara-guerra-allo-spreco-alimentare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/lue-dichiara-guerra-allo-spreco-alimentare\/","title":{"rendered":"L\u2019Ue dichiara guerra allo spreco alimentare"},"content":{"rendered":"<p>Uno dei fenomeni pi\u00f9 drammatici a cui la nostra societ\u00e0 sembra essersi tristemente abituata \u00e8 l\u2019ormai inaccettabile squilibrata distribuzione del cibo a livello globale, con milioni di individui che non hanno accesso a cibo sano e nutriente a dispetto di altri che invece possono permettersi il lusso di gettarlo, generando sprechi e perdite alimentari (il cosiddetto Food Losses and Waste).<\/p>\n<p>Secondo la\u00a0<a href=\"http:\/\/www.fao.org\/food-loss-and-food-waste\/en\/\" target=\"blank\"><b><u>Fao<\/u><\/b><\/a>, pi\u00f9 di un miliardo di tonnellate di cibo sono sprecate ogni anno, per cause diverse, nei Paesi sviluppati (cattive abitudini dei consumatori unite all\u2019assenza di coordinamento tra i vari attori della filiera alimentare) e in quelli in via di sviluppo (infrastrutture carenti e altre debolezze strutturali di tipo finanziario e manageriale).<\/p>\n<p>Il tema ha suscitato una grande reazione non solo di istituzioni nazionali e internazionali, ma anche della societ\u00e0 civile. Non \u00e8 un caso che esso sia stato inserito nella \u201cCarta di Bologna per l\u2019ambiente\u201d, firmata l\u20198 giugno durante uno dei tanti eventi collaterali alla ministeriale del G7 sull\u2019Ambiente dell\u201911 e 12 giugno.<\/p>\n<p><b>Fao: 2,6 miliardi di costi globali<\/b><br \/>\nPer la\u00a0<a href=\"http:\/\/www.fao.org\/3\/a-i3991e.pdf\" target=\"blank\"><b><u>Fao<\/u><\/b>\u00a0<\/a>i costi globali di sprechi e perdite alimentari ammonterebbero a circa 2,6 mila miliardi di euro. Oltre alle perdite economiche, ci sono enormi costi ambientali e sociali tra cui le emissioni di CO2 nell\u2019atmosfera, lo sfruttamento delle risorse idriche e agricole, oltre che una seria minaccia per la biodiversit\u00e0.<\/p>\n<p>I Paesi membri dell\u2019Unione europea generano ogni anno circa\u00a0<a href=\"https:\/\/www.eu-fusions.org\/phocadownload\/Publications\/Estimates%20of%20European%20food%20waste%20levels.pdf\" target=\"blank\"><b><u>90 milioni di tonnellate di sprechi e perdite alimentari<\/u><\/b><\/a>\u00a0(circa 173 kg pro capite), per un valore totale superiore ai 140 miliardi di euro, pari all\u2019intero bilancio dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>Anche per arginare questo fenomeno, la Commissione europea nel 2015 ha lanciato un pacchetto (fatto di un actionplan e quattro proposte di direttiva) sulla cosiddetta \u201ceconomia circolare\u201d, attualmente al vaglio del Parlamento e del Consiglio. L\u2019obiettivo \u00e8 di allineare le politiche europee agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell\u2019Onu, creando un modello di consumo e di produzione realmente sostenibile.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/IMAGE\/info1s.jpg\" border=\"0\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/><\/p>\n<p><b>L\u2019economia circolare dell\u2019Ue<\/b><br \/>\nLa proposta di direttiva della Commissione sui rifiuti (di cui lo spreco alimentare fa parte) prevede tra le altre misure: la creazione di una metodologia comune entro il 2017 volta a misurare il fenomeno ed effettuare comparazioni tra i diversi Stati membri; la definizione di una chiara gerarchia del cibo che metta al primo posto il consumo umano rispetto alla sua conversione in mangime per animali o alla produzione di prodotti non edibili (biocarburanti, ecc.); la riduzione dello spreco nel settore primario, nella distribuzione, nella ristorazione e a livello domestico.<\/p>\n<p>Per facilitare il raggiungimento di questo risultato \u00e8 stata costituita una piattaforma europea multi-settoriale con l\u2019obiettivo di condividere buone pratiche e affrontare gli aspetti pi\u00f9 critici del tema, dalla definizione di spreco alla individuazione di linee guida per agevolare le donazioni di surplus di cibo a enti caritatevoli. La proposta della Commissione \u00e8 stata emendata e poi approvata dal Parlamento riunito in seduta plenaria, inserendo obiettivi pi\u00f9 stringenti per gli Stati membri come il dimezzamento di sprechi e perdite alimentari entro il 2030.<\/p>\n<p><b>Le critiche degli attori del terzo settore<\/b><br \/>\nLa proposta della Commissione ha suscitato inevitabilmente delle critiche da parte di vari attori. Non sar\u00e0 facile raggiungere un accordo su una definizione condivisa di spreco e perdite alimentari e sulla metodologia di calcolo. Gli attori del terzo settore per esempio vorrebbero che oltre a misurare la quantit\u00e0 di cibo sprecato o perso nel corso della filiera si calcolasse anche la quantit\u00e0 di cibo recuperato. La misurazione dovrebbe coinvolgere inoltre gli sprechi e le perdite generate nel settore primario, dove spesso i produttori sono costretti a produrre fino al 30 per cento in pi\u00f9 per rispettare i loro contratti.<\/p>\n<p>Sul fronte della donazione del cibo ci sono poi problemi importanti relativi al rispetto dei princ\u00ecpi igienico-sanitari del cibo donato, soprattutto nel caso di cibi freschi per i quali bisogna garantire la tutela della catena del freddo e che richiedono strutture di cui le associazioni di volontari non necessariamente dispongono.<\/p>\n<p>Infine le linee guida europee devono a tutti i costi evitare che si arrivi a creare due categorie di individui: una che ha accesso a cibo sano e nutriente e una che pu\u00f2 essere nutrita solo con le donazioni di surplus di cibo. L\u2019obiettivo finale deve essere quello di rendere il sistema di produzione del cibo sempre pi\u00f9 sostenibile, facendo s\u00ec che gli sprechi e le perdite alimentari cessino di costituire un elemento quasi intrinseco al sistema di produzione alimentare.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/IMAGE\/info2s.jpg\" border=\"0\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/><\/p>\n<p><b>Francia e Italia in campo contro lo spreco alimentare<\/b><br \/>\nNel frattempo Francia e Italia hanno gi\u00e0 compiuto i passi pi\u00f9 significativi a livello normativo nella lotta allo spreco alimentare. Entrambi hanno infatti emanato leggi molto importanti anche se gli approcci utilizzati differiscono in modo significativo.<\/p>\n<p>La Francia ha adottato una legge piuttosto punitiva, volta ad eliminare la piaga del surplus di cibo invenduto e letteralmente distrutto praticata da alcuni grandi supermercati. \u00c8 stato quindi istituitol\u2019obbligo per i supermercati dalla superficie di almeno 400 metri quadri di donare il surplus di cibo a enti caritatevoli, con multe fino a 3.750 euro per i trasgressori.<\/p>\n<p>In Italia invece, la recente legge Gadda ha visto il coinvolgimento di numerosi attori, con l\u2019obiettivo di semplificare le procedure per la donazione del surplus di cibo, attraverso incentivi fiscali (come la riduzione della Tari) per chi dona cibo ad enti caritatevoli, ma anche intervenendo sul tema delle etichette (si pensi alla differenza spesso poco chiara al consumatore tra \u201cscade il\u201d e \u201cconsumarsi preferibilmente entro\u201d) e costituendo un tavolo di confronto a livello di ministero dell\u2019Ambiente per coordinare i vari attori coinvolti.<\/p>\n<p><b>Verso la creazione di un DG Food?<\/b><br \/>\nLa proposta della Commissione che sar\u00e0 approvata nei prossimi mesi rappresenter\u00e0 un grande passo in avanti nella lotta globale contro spreco e perdite alimentari, anche se diversi sono i temi su cui bisogner\u00e0 lavorare in futuro per raggiungere risultati ancora pi\u00f9 tangibili. Tra questi non solo la necessit\u00e0 di includere maggiormente il settore agricolo riducendo a monte la sovrapproduzione di cibo e tutelando allo stesso tempo i produttori; servir\u00e0 anche una maggiore attenzione verso il settore digitale che sta dando gi\u00e0 importanti risultati in materia di donazione del cibo; occorre poi una maggiore educazione dei consumatori per diffondere stilidi alimentazione pi\u00f9 consapevoli e sostenibili.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo pi\u00f9 ambizioso \u00e8 per\u00f2 quello di produrre un cambio istituzionale a livello europeo, che porti alla creazione di un vero e proprio DG Food che dia vita ad una nuova politica Ue di sicurezza alimentare che si basi sul nesso tra cibo, acqua, energia e cambiamento climatico e consenta di restituire al cibo il valore che merita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei fenomeni pi\u00f9 drammatici a cui la nostra societ\u00e0 sembra essersi tristemente abituata \u00e8 l\u2019ormai inaccettabile squilibrata distribuzione del cibo a livello globale, con milioni di individui che non hanno accesso a cibo sano e nutriente a dispetto di altri che invece possono permettersi il lusso di gettarlo, generando sprechi e perdite alimentari (il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":65715,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[70,402,403,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65082"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65082"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65082\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":65083,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65082\/revisions\/65083"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/65715"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65082"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65082"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65082"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}