{"id":65084,"date":"2017-02-02T09:35:53","date_gmt":"2017-02-02T08:35:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65084"},"modified":"2017-11-03T15:13:14","modified_gmt":"2017-11-03T14:13:14","slug":"america-latina-cresce-la-voglia-destra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/02\/america-latina-cresce-la-voglia-destra\/","title":{"rendered":"In America Latina cresce la voglia di destra"},"content":{"rendered":"<p>\u201cSono tempi difficili\u201d. Cos\u00ec il presidente dell&#8217;Ecuador, Rafael Correa (il cui mandato \u00e8 in scadenza a met\u00e0 febbraio), \u00e8 andato dritto al punto parlando del momento problematico che vivono le sinistre in America Latina. Una frase pronunciata non a caso durante il funerale di Fidel Castro, fra gli avvenimenti che pi\u00f9 hanno colpito la sinistra latinoamericana nel 2016.<\/p>\n<p>Nello stesso discorso, il presidente ecuadoriano ha ricordato anche le &#8220;battute d&#8217;arresto elettorali&#8221; di diversi Paesi della regione, dove le sinistre &#8211; che hanno sempre prevalso negli ultimi dieci anni &#8211; hanno dovuto cedere il passo a governi pi\u00f9 conservatori.<\/p>\n<p>Le elezioni che hanno avuto luogo nell\u2019ultimo anno e mezzo hanno portato al potere l\u2019imprenditore Mauricio Macri in Argentina, l&#8217;ex banchiere Pedro Pablo Kuczynski in Per\u00f9, mentre in Brasile \u00e8 entrato in carica il politico di lungo corso Michel Temer, vice di Dilma Rousseff, a cui \u00e8 subentrato dopo l\u2019impeachment della \u201cpresidenta\u201d.<\/p>\n<p>Contando anche i referendum in cui la sinistra \u00e8 stata sconfitta &#8211; come quello su un terzo mandato per il presidente boliviano Evo Morales, o quello sull\u2019accordo con le Farc in Colombia &#8211; e la scomparsa, negli ultimi anni, di leader carismatici (non solo Fidel, ma anche Hugo Ch\u00e1vez e N\u00e9stor Kirchner), \u00e8 evidente che i progressisti e i rivoluzionari dell\u2019America Latina devono far fronte a un momento complicato.<\/p>\n<p>E il 2017 potrebbe essere l\u2019anno che definir\u00e0 fino a che punto la regione sterzer\u00e0 a destra. Nei prossimi mesi si terranno infatti le elezioni presidenziali in Ecuador, Cile e Honduras, le legislative in Argentina e le regionali per il rinnovo dei governatori in Messico.<\/p>\n<p>Il 19 febbraio il voto in Ecuador sar\u00e0 caratterizzato dall&#8217;assenza della candidatura socialista di Correa, che &#8211; alla guida del Paese da un decennio &#8211; non pu\u00f2 ripresentarsi per raggiunti limiti di mandato.<\/p>\n<p>In Cile, dove si voter\u00e0 a met\u00e0 novembre, l\u2019ex presidente Sebasti\u00e1n Pi\u00f1era, di destra, \u00e8 in testa ai sondaggi. L\u2019imprenditore \u00e8 diversi punti davanti un altro ex, Ricardo Lagos, rappresentante della stessa coalizione di centrosinistra del capo dello Stato in carica Michelle Bachelet (non rieleggibile).<\/p>\n<p>Alle urne in autunno anche l\u2019Honduras, dove il favorito \u00e8 il presidente uscente Juan Orlando Hern\u00e1ndez, conservatore che punta ad un nuovo mandato. La sua candidatura \u00e8 stata validata lo scorso dicembre dal Tribunale elettorale supremo, nonostante l&#8217;opposizione la consideri illegale, sottolineando come nel 2009 l&#8217;ex presidente Manuel Zelaya, che aveva tentato il bis, venne deposto in un colpo di Stato fra i cori di disapprovazione delle sinistre del continente.<\/p>\n<p><b>Effetto pendolo<\/b><br \/>\nIl fatto che cos\u00ec tanti politici conservatori latinoamericani appaiano come favoriti non \u00e8 una coincidenza. Secondo la societ\u00e0 di sondaggi\u00a0<a href=\"http:\/\/gobernanza.udg.mx\/sites\/default\/files\/Latinobar%C3%B3metro.pdf\" target=\"blank\"><b><u>Latinobarometro<\/u><\/b><\/a>, nel 2016 \u00e8 aumentato il numero dei cittadini sudamericani che si collocano a destra dello spettro politico dei rispettivi Paesi.<\/p>\n<p>E si tratta del quarto anno consecutivo in cui questa tendenza viene registrata dai sondaggisti. Il 28% dei cittadini della regione, infatti, si dichiara di destra: nove punti in pi\u00f9 rispetto al 19% del 2011. Sempre secondo il sondaggio, solo il 20% dei latinoamericani si considera di sinistra, mentre il 36% si identifica con un pi\u00f9 generico \u201ccentro\u201d.<\/p>\n<p>Ovviamente, si tratta di un fenomeno che ha diverse spiegazioni: anzitutto, la fine del boom dei prezzi delle materie prime, che ha causato molti problemi economici durante la gestione di diversi governi di sinistra, i quali sono cos\u00ec finiti per essere identificati come i responsabili del peggioramento delle condizioni di vita delle popolazioni.<\/p>\n<p>Ma ci sono anche le fasce pi\u00f9 umili della popolazione che chiedono un pugno duro contro criminalit\u00e0 e narcotrafficanti, e le religioni evangeliche che avanzano ed esortano i fedeli a difendere posizioni tradizionaliste su questioni come l&#8217;aborto o il matrimonio tra persone dello stesso sesso.<\/p>\n<p>Inoltre, i nomi di primo piano del campo progressista latinoamericano degli ultimi anni, come l&#8217;ex presidente brasiliano Lula o l&#8217;ex leader argentina Cristina Kirchner, si trovano a dover fronteggiare pesanti accuse di corruzione nelle aule dei tribunali. Comunque vadano i processi, le loro immagini sono definitivamente compromesse.<\/p>\n<p>In aggiunta vi \u00e8 la grave crisi economica e politica in atto in Venezuela, che ha portato alla richiesta di un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3723\" target=\"blank\"><b><u>referendum revocatorio<\/u><\/b><\/a>\u00a0del mandato dell&#8217;erede politico di Ch\u00e1vez, Nicol\u00e1s Maduro, e ha contribuito all\u2019aggravarsi della crisi a Cuba.<\/p>\n<p><b>Dei Trump latinos all\u2019orizzonte?<\/b><br \/>\nNon ci sono solo le contingenze che hanno favorito l\u2019avanzata delle destre nella regione, ma \u00e8 anche in atto la ricerca di qualcosa che vada oltre la semplice ideologia. I cittadini reclamano soluzioni pratiche che superino il mero assistenzialismo statale; il che potrebbe aumentare l\u2019alternanza al potere, permettendo anche la vittoria di candidati alternativi o populisti.<\/p>\n<p>Tanti potenziali \u201cTrump latinos\u201d, fino ad ora quasi emarginati nei rispettivi Paesi, potrebbero emergere con forza. In questo modo, l\u2019affermarsi delle correnti pi\u00f9 conservatrici nel 2017 confermerebbe la virata a destra della regione, segnando una tendenza chiara gi\u00e0 prima delle presidenziali del 2018 in Brasile, Messico, Colombia, Venezuela e Paraguay.<\/p>\n<p><b>Conservatori sociali<\/b><br \/>\nTuttavia, se il prossimo anno i governi pro-mercato di Buenos Aires, Brasilia o Lima non saranno riusciti a cogliere risultati concreti dalle loro politiche economiche, la tensione sociale potrebbe tornare ad aumentare, lasciando prefigurare un nuovo cambio di direzione delle tendenze politiche sudamericane.<\/p>\n<p>In sostanza, il 2017 sar\u00e0 probabilmente ricordato come l\u2019inizio della ventata conservatrice in America Latina. Ma se i partiti di destra non riusciranno a far tornare i loro Paesi sulla strada della crescita e a risolvere o quantomeno attenuare i problemi sociali che ancora li affliggono, il pendolo politico torner\u00e0 a sinistra molto rapidamente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSono tempi difficili\u201d. Cos\u00ec il presidente dell&#8217;Ecuador, Rafael Correa (il cui mandato \u00e8 in scadenza a met\u00e0 febbraio), \u00e8 andato dritto al punto parlando del momento problematico che vivono le sinistre in America Latina. 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