{"id":65088,"date":"2017-02-04T09:41:53","date_gmt":"2017-02-04T08:41:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65088"},"modified":"2017-11-03T15:13:13","modified_gmt":"2017-11-03T14:13:13","slug":"israele-nazione-dimmigrati-diritto-dasilo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/02\/israele-nazione-dimmigrati-diritto-dasilo\/","title":{"rendered":"Israele: nazione d&#8217;immigrati e diritto d\u2019asilo"},"content":{"rendered":"<p>Il mondo politico e la societ\u00e0 civile in Europa e altrove, in buona parte, in alcuni casi con celata e sommessa ipocrisia, hanno condannato il presidente Usa Donald Trump per i divieti e i limiti imposti all\u2019ingresso di immigrati e rifugiati negli Stati Uniti, da Paesi a popolazione in prevalenza musulmana, e per la decisione di rafforzare ed estendere il muro fra gli Stati Uniti e il Messico.<\/p>\n<p>Il premier israeliano Benjamin Netanyahu no, e nel linguaggio primitivo di Twitter, ha anzi fatto un impudente e trionfalistico paragone con quanto costruito sul confine fra Egitto e Israele che avrebbe \u201cfermato l\u2019immigrazione clandestina\u201d.<\/p>\n<p>Un proclama inutile, insensato, irritante per gli ebrei americani e messicani che hanno protestato e che ha costretto il presidente di Israele Reuven Rivlin ad esprimere le scuse al suo omologo messicano per un\u2019ingerenza negli affari interni del Paese.<\/p>\n<p><b>Uno sguardo prammatico ai fatti<\/b><br \/>\nIronia amara e tragica, per una nazione come Israele composta di immigrati e rifugiati dalle persecuzioni antiebraiche. Un proclama reso pubblico per di pi\u00f9 il giorno successivo a quello in cui il mondo ricorda la Shoah, che promana dal governo di un Paese voluto, fondato e difeso come luogo di rifugio dalle persecuzioni e di riscatto di un popolo oppresso e discriminato.<\/p>\n<p>Esso riflette un\u2019ideologia che contraddice in modo vistoso tradizione e valori universalistici dell\u2019ebraismo, quali la dignit\u00e0 dello straniero, la difesa dei pi\u00f9 deboli.<\/p>\n<p>Il muro vantato da Netanyahu come \u201cgrande successo\u201d \u00e8 in verit\u00e0 una barriera di 250 km, completata nel 2013, costata al bilancio pubblico di Israele circa 500 milioni di dollari, diretta a impedire l\u2019ingresso nel Paese di immigrati africani che andassero ad aggiungersi ai circa 60.000 gi\u00e0 in Israele, in larga parte rifugiati dall\u2019Eritrea e dal Sudan, giunti dopo una fuga disperata attraverso l\u2019Egitto e il Sinai da guerre ed eccidi di massa nelle loro patrie.<\/p>\n<p>Gente che vive nei quartieri diseredati di Tel Aviv, Arad e Eilat, priva di infrastrutture per un minimo di accoglienza e integrazione; soggetta a un grande caos legislativo, alle vessazioni della polizia, alle proteste xenofobe dei vicini nelle aree metropolitane pi\u00f9 povere; difesa solo dal coraggio di Ong israeliane &#8211; come la Hotline for Refugees and Migrants &#8211; e da giudici illuminati.<\/p>\n<p><b>Le contraddizioni della legislazione<\/b><br \/>\nIsraele, che pure ha ratificato la Convenzione sui Rifugiati del 1951 e che afferma di attenersi ai principi delle Nazioni Unite in materia, non riconosce i rifugiati africani come aventi diritto all\u2019asilo. La legislazione in materia risale alla \u201clegge sulla prevenzione degli infiltrati\u201d, introdotta nel 1954 contro il tentativo di \u201critorno\u201d di palestinesi dai campi profughi dispersi nei Paesi arabi dopo la guerra di indipendenza di Israele del 1948-49.<\/p>\n<p>Dal 2005 sono giunti nel Paese profughi dal Darfur (Sudan) e dall\u2019Eritrea, inizialmente in numeri esigui, poi via via crescenti. In quanto richiedenti asilo ricevono un visto valido appena due mesi, poi rinnovabile: possono risiedere in Israele, ma senza usufruire di alcun diritto circa il lavoro, la casa, l\u2019assistenza sanitaria.<\/p>\n<p>Fino al 2014, secondo un\u2019indagine condotta da Galia Sabar e Elizabeth Tsurkov (Israel\u2019s policies towards asylum-seekers: 2002-2014, IAI Workingpaper, 2015), su circa 9000 sudanesi rifugiati in Israele nessun ha ottenuto l\u2019asilo, su 34.000 eritrei appena quattro.<\/p>\n<p>Dal 2012 in virt\u00f9 di una legge restrittiva, poi emendata e resa ancora pi\u00f9 stringente nel 2014, gli immigrati, detti \u201cinfiltrati\u201d, sono detenuti in stato d\u2019arresto per tre mesi, seguito da un lungo periodo di detenzione (in genere 20 mesi) nel campo di Holot nel Negev &#8211; dove pur liberi durante le ore del giorno non possono lavorare; poi, vengono rilasciati.<\/p>\n<p>Inoltre Israele ha negoziato con Paesi africani come l\u2019Uganda e il Ruanda accordi per una loro \u201cvolontaria\u201d deportazione in cambio di aiuto finanziario. L\u2019intero meccanismo regolamentare \u00e8 concepito per agire da deterrente per futuri tentativi di ingresso e per spingere i richiedenti asilo gi\u00e0 nel Paese a lasciare Israele.<\/p>\n<p>In questo senso Netanyahu ha cinicamente ragione: la barriera \u00e8 servita, ormai pochissimi la superano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mondo politico e la societ\u00e0 civile in Europa e altrove, in buona parte, in alcuni casi con celata e sommessa ipocrisia, hanno condannato il presidente Usa Donald Trump per i divieti e i limiti imposti all\u2019ingresso di immigrati e rifugiati negli Stati Uniti, da Paesi a popolazione in prevalenza musulmana, e per la decisione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[69,91,95],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65088"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65088"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65088\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":65089,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65088\/revisions\/65089"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65088"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65088"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65088"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}