{"id":65097,"date":"2017-02-06T16:00:30","date_gmt":"2017-02-06T15:00:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65097"},"modified":"2017-11-03T15:13:12","modified_gmt":"2017-11-03T14:13:12","slug":"vi-racconto-mio-amico-jim-mattis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/02\/vi-racconto-mio-amico-jim-mattis\/","title":{"rendered":"Vi racconto il mio amico Jim Mattis"},"content":{"rendered":"<p>Ho conosciuto Jim Mattis nei primi mesi del 2008: io appena nominato capo di Stato Maggiore della Difesa, Jim comandante del Nato Allied Command for Transformation (Act), con doppio berretto, in quanto anche Comandante del parallelo US Joint Forces Command.<\/p>\n<p>Eravamo insieme a una delle periodiche riunioni del Comitato militare dell\u2019Alleanza atlantica, in cui i capi di Stato Maggiore, unitamente ai Comandanti Supremi, Saceur e Sact, analizzano situazione, operazioni e ogni problematica connessa, per individuare insieme i provvedimenti da prendere.<\/p>\n<p>Sono occasioni in cui si allacciano rapporti personali oltre che professionali, si impara a conoscersi e ad avere confidenza reciproca.<\/p>\n<p><b>Un marine senza \u2018rambismi\u2019<\/b><br \/>\nJim Mattis mi colp\u00ec molto: da un generale dei Marines uno si aspetta un atteggiamento duro e determinato, una certa dose di \u2018rambismo\u2019, una tendenza all\u2019azione senza tentennamenti. In sintesi, ci si attende che venga portato all\u2019estremo quello stereotipo del militare che ancora ha radici profonde nell\u2019immaginario popolare ed anche nel mondo giornalistico.<\/p>\n<p>Mi ricordo a questo riguardo il mio primo incontro con Lucia Annunziata, negli Usa a una serie di seminari a porte chiuse: dopo un paio di giorni, Lucia si gir\u00f2 verso di me e verso Mario Arpino, anch\u2019egli presente, dicendoci \u201cCerto voi due siete dei generali un po\u2019 strani!\u201d. Lo prendemmo, nelle sue intenzioni, come un complimento.<\/p>\n<p>Tornando a Mattis, durante le nostre riunioni i suoi interventi si segnalarono per acutezza di analisi, pacatezza e lungimiranza, al contrario di quanto osservai in Bantz Craddock, l\u2019allora Saceur, che non mi fece certamente una buona impressione, per una certa dose di supponenza e con il quale ebbi anche uno scambio pubblico abbastanza teso.<\/p>\n<p>Durante un trasferimento nei corridoi del Quartier Generale, mi trovai accanto a Jim e la conversazione che facemmo mi conferm\u00f2 nelle mie impressioni. In quel periodo era molto vivace il dibattito dottrinario: si consolidavano i principi delle Network Centric Operations (terminologia Usa) o Network Enabled Capabilities (terminologia britannica, fatta propria dalla Nato) e fra i concetti pi\u00f9 discussi una parte importante la rivestivano le Effect Based Operations (Ebo).<\/p>\n<p><b>Dibattiti teorici e saggezza pratica<\/b><br \/>\nSi tratta d\u2019un concetto che ha le sue radici nella prima guerra del Golfo, per merito d\u2019un Tenente Colonnello dell\u2019Usaf, in seguito salito al grado di Tenente Generale (\u201ctre stelle\u201d), David Deptula.<\/p>\n<p>Deptula osserv\u00f2 che nella pianificazione strategica di un\u2019operazione, invece di seguire le procedure tradizionali (sconfiggo sul campo il nemico per imporgli la mia volont\u00e0), bisogna in primo luogo identificare l\u2019interesse vitale dell\u2019avversario, il suo \u2018centro di gravit\u00e0\u2019 concettuale: da qui \u00e8 possibile avviare un\u2019analisi per definire in che modo \u2018minare\u2019 questo centro di gravit\u00e0; e si pu\u00f2 scoprire che per farlo sono sufficienti azioni di tipo collaterale, con minori rischi e minore dispendio di energie rispetto ad uno scontro frontale.<\/p>\n<p>Francamente, a me sembrava un concetto di straordinaria banalit\u00e0: la strategia si \u00e8 sempre basata su un approccio di questo tipo, tranne forse durante la Prima Guerra mondiale, ma gi\u00e0 Lee durante la Guerra di Secessione operava secondo questi principi e non prevalse solo per motivi di carattere logistico e per una evidente disparit\u00e0 delle forze.<\/p>\n<p>Non mi lasciai sfuggire l\u2019opportunit\u00e0 di parlarne con Mattis, il cui comando era responsabile proprio dell\u2019elaborazione dottrinale, e gli chiesi a bruciapelo che cosa ne pensasse, atteso che a mio avviso, nella storia, qualsiasi bravo generale aveva operato gestendo le proprie risorse in modo da conseguire l\u2019effetto finale che si era prefisso e che quindi di Ebo era fatta tutta la storia militare.<\/p>\n<p>La risposta di Jim fu fulminante: \u201cVedi Enzo, negli Stati Uniti ogni tanto qualcuno si sveglia al mattino ed esclama \u2018Eureka\u2019, convinto di essere stato illuminato da un concetto che rivoluzioner\u00e0 la storia del pensiero. Il punto \u00e8 che immediatamente trova dei seguaci che contribuiscono all\u2019elaborazione e alla diffusione del \u2018verbo\u2019; il dibattito si amplia alle universit\u00e0, ai think tank e in breve il \u2018nuovo\u2019 concetto diventa dominante. Ma non ti devi preoccupare: cos\u00ec come \u00e8 nato, altrettanto rapidamente scompare e nessuno ne parla pi\u00f9\u201d.<\/p>\n<p><b>Cane Pazzo? No, un militare intellettuale<\/b><br \/>\nHo sempre considerato quella risposta come indicatrice di una mente lucida, priva di pregiudizi, il cui pragmatismo si nutre di approfonditi studi storici e politici e occasioni successive, dirette e indirette, mi hanno confermato la correttezza di questa impressione iniziale.<\/p>\n<p>Considero Jim Mattis un intellettuale, esattamente l\u2019opposto di quanto pu\u00f2 fare pensare il bizzarro nomignolo di \u2018Mad Dog\u2019, un generale che conosce dall\u2019interno che cosa significhi l\u2019uso della forza militare e che proprio per questo \u00e8 e sar\u00e0 molto prudente ed oculato nel suo impiego.<\/p>\n<p>La sua visione politica, dalle dichiarazioni rilasciate durante le audizioni al Senato per la sua conferma, appare perfettamente in linea con un approccio classico e razionale, diversamente da quanto possiamo osservare da parte del suo presidente. C\u2019\u00e8 solo da domandarsi se sapr\u00e0 farsi ascoltare: personalmente mi auguro di s\u00ec, anche perch\u00e9 mi inorgoglisce molto poter chiamare per nome il segretario alla Difesa Usa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho conosciuto Jim Mattis nei primi mesi del 2008: io appena nominato capo di Stato Maggiore della Difesa, Jim comandante del Nato Allied Command for Transformation (Act), con doppio berretto, in quanto anche Comandante del parallelo US Joint Forces Command. 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