{"id":65102,"date":"2017-02-06T16:03:08","date_gmt":"2017-02-06T15:03:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65102"},"modified":"2017-11-03T15:13:11","modified_gmt":"2017-11-03T14:13:11","slug":"romania-la-piazza-ferma-governo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/02\/romania-la-piazza-ferma-governo\/","title":{"rendered":"Romania, la piazza ferma il governo"},"content":{"rendered":"<p>Quasi 500.000 persone sono scese nelle strade della Romania nella serata di domenica per protestare contro il governo. Questo nonostante l\u2019esecutivo a guida socialdemocratica, in carica da appena un mese, avesse fatto poche ore prima un passo indietro, ritirando &#8211; dopo cinque giorni di manifestazioni -, l\u2019ordinanza d\u2019urgenza che, tra le altre cose, depenalizzava l\u2019abuso d\u2019ufficio.<\/p>\n<p>Nella capitale, oltre 250.000 persone si sono radunate in piazza Victoriei, davanti alla sede governo, chiedendo le dimissioni del primo ministro Sorin Grindeanu.<\/p>\n<p>Manifestazioni di piazza cos\u00ec ampie non si vedevano dai giorni della rivoluzione romena del 1989, quando cadde il regime comunista di Nicolae Ceau?escu e quando la gente chiedeva, dopo anni di autoritarismo, la libert\u00e0. A 27 anni distanza, i romeni scendono di nuovo in piazza, dopo le elezioni politiche del dicembre scorso, stavolta per difendere la lotta alla corruzione.<\/p>\n<p>\u201cGi\u00f9 le mani dal dipartimento nazionale anti-corruzione\u201d, aveva ribadito nei giorni scorsi anche il capo dello Stato Klaus Iohannis. La corruzione dilagante \u00e8, infatti, una delle maggiori cause della povert\u00e0 della Romania.<\/p>\n<p><b>Il passo indietro<\/b><br \/>\nSotto la pressione della piazza, il primo ministro Grindeanu ha ritirato, domenica pomeriggio, la controversa ordinanza che modificava il codice penale e incoraggiava, a detta dei manifestanti, comportamenti corruttivi: dopo l&#8217;ordinanza d&#8217;urgenza venivano di fatto considerati di rilevanza penale solo i fatti di corruzione il cui danno superava i 44.000 euro.<\/p>\n<p>Una legge\u00a0<i>ad personam<\/i>, sottolineavano i critici del governo, fatta su misura per il presidente del partito socialdemocratico (Psd) Liviu Dragnea, attualmente sotto processo e proprio per questo impossibilitato ad assumere egli stesso la carica di primo ministro dopo il voto di due mesi fa.<\/p>\n<p>Ma Dragnea \u00e8 comunque considerato colui che di fatto imposta la politica dell&#8217;attuale governo, una sorta di premier\u00a0<i>de facto<\/i>. Il diretto interessato respinge tutte le accuse al mittente e si dice preoccupato per la pace sociale del Paese.<\/p>\n<p>Il governo, invece, ha da parte sua invitato i partiti e la societ\u00e0 civile a dialogare in merito alle proposte di legge inviate dall&#8217;esecutivo in Parlamento, tra le quali una legge d&#8217;amnistia, che per l&#8217;opposizione sarebbe un altro strumento per liberare molti politici corrotti.<\/p>\n<p>La marcia indietro \u00e8 probabile sia avvenuta non solo per la pressione della piazza ma anche per quelle arrivate dalla Commissione europea e da molti paesi partner della Romania in seno all\u2019Ue ma anche nella Nato.<\/p>\n<p>L&#8217;annullamento dell&#8217;ordinanza \u00e8 gi\u00e0 stato pubblicato in Gazzetta ufficiale; ma rimane una grande ambiguit\u00e0: il governo &#8211; formato dai socialdemocratici e dai liberaldemocratici del presidente del Senato Calin Popescu T?riceanu &#8211; ha in fatti elaborato al tempo stesso un progetto di legge di riforma del codice penale che sar\u00e0 aperto al dibattito pubblico per trenta giorni.<\/p>\n<p>La proposta di legge va ad aggiungersi ad una serie di altre iniziative di riforma della giustizia che sono in attesa di essere vagliate dall&#8217;assemblea di Bucarest.<\/p>\n<p><b>Crisi istituzionale<\/b><br \/>\nLa Romania \u00e8 per\u00f2, ormai, divisa. Ed \u00e8 quanto mai necessario un nuovo e vero dialogo istituzionale. Il partito socialdemocratico ha s\u00ec vinto le elezioni di dicembre con circa il 45% dei voti, ma la maggioranza schiacciante \u00e8 tuttavia mitigata dalla bassa affluenza alle urne, attorno al 40% degli aventi diritto: un minimo storico per le elezioni democratiche successive al 1989.<\/p>\n<p>I socialdemocratici chiedono ora che venga rispettato l\u2019esito del voto, e che venga loro permesso di governare, accusando la minoranza di voler rovesciare il potere legittimo.<\/p>\n<p>A breve, il governo &#8211; che gode di un\u2019ampia maggioranza parlamentare &#8211; dovr\u00e0 infatti fare i conti anche con una mozione di sfiducia avviata dall\u2019opposizione. Ma sono da notare anche le prime defezioni in seno alla stessa maggioranza: alcuni membri del Psd hanno preso le distanze dalla politica del governo circa le misure che riguardano la giustizia.<\/p>\n<p><b>Come ai tempi di Ceau?escu<\/b><br \/>\nLa partecipazione alle manifestazioni di piazza \u00e8 stata molto variegata e si sono viste anche tante famiglie con bambini. Nella serata di domenica, dopo il dietrofront del governo Grindeanu, a Timi?oara &#8211; la citt\u00e0 simbolo della rivoluzione dell\u201989 &#8211; ma anche a Cluj, Ia?i, Sibiu e ovviamente nella capitale Bucarest la folla cantava in coro l\u2019inno nazionale: &#8220;Risvegliati romeno!\u201d.<\/p>\n<p>In segno di solidariet\u00e0 ci sono state proteste dei romeni anche a Londra, New York, Roma e Sofia (nella capitale bulgara alcuni cittadini hanno manifestato davanti all\u2019ambasciata del Paese vicino).<\/p>\n<p>Nel frattempo, a Bucarest, si \u00e8 registrata anche una reazione alla protesta, con circa un migliaio di sostenitori del Psd radunati davanti a Palazzo Cotroceni, sede della presidenza, per manifestare contro le prese di posizione del presidente della Repubblica Iohannis, che intanto si prepara a intervenire davanti alle Camere riunite per ribadire l\u2019importanza del contrasto alla corruzione.<\/p>\n<p><i><span style=\"font-size: xx-small;\">Quest&#8217;articolo \u00e8 frutto di una collaborazione editoriale tra l&#8217;Istituto Affari Internazionali e Osservatorio Balcani e Caucaso<\/span>.<br \/>\n<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quasi 500.000 persone sono scese nelle strade della Romania nella serata di domenica per protestare contro il governo. 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