{"id":65103,"date":"2017-02-07T16:05:00","date_gmt":"2017-02-07T15:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65103"},"modified":"2017-11-03T15:13:11","modified_gmt":"2017-11-03T14:13:11","slug":"ue-migliorare-gli-strumenti-civili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/02\/ue-migliorare-gli-strumenti-civili\/","title":{"rendered":"Ue: come migliorare gli strumenti civili"},"content":{"rendered":"<p>Con la nuova\u00a0<a href=\"https:\/\/europa.eu\/globalstrategy\/sites\/globalstrategy\/files\/regions\/files\/eugs_review_web.pdf\" target=\"blank\"><b><u>Strategia Globale<\/u><\/b><\/a>\u00a0e il\u00a0<a href=\"https:\/\/eeas.europa.eu\/sites\/eeas\/files\/eugs_implementation_plan_st14392.en16_0.pdf\" target=\"blank\"><b><u>Piano di Implementazione<\/u><\/b><\/a>, l\u2019Ue continua a dare rilevanza e priorit\u00e0 agli strumenti civili per la gestione delle crisi a livello internazionale.<\/p>\n<p>L\u2019Unione ha un potenziale civile da primato mondiale, in particolare nel suo vicinato e in Africa, grazie alle possibilit\u00e0 offerte dalla presenza sul terreno delle sue Delegazioni, dal dispiegamento di missioni civili in ambito Psdc e dai programmi di sviluppo e cooperazione dalla Commissione europea, senza dimenticare i possibili interventi in campo umanitario e di protezione civile in caso di disastri naturali e non.<\/p>\n<p>L\u2019Ue ha gi\u00e0 sviluppato strumenti e infrastrutture per la promozione della pace, ma, come emerso da una recente\u00a0<a href=\"http:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/procedures-personnel-and-technologies-conflict-prevention-and-peacebuilding\" target=\"blank\"><b><u>ricerca<\/u><\/b><\/a>\u00a0condotta dallo IAI nel contesto del progetto\u00a0<a href=\"http:\/\/www.eu-civcap.net\/\" target=\"blank\"><b><u>EU-CIVCAP<\/u><\/b><\/a>, per raggiungere i propri obiettivi in questo campo l\u2019Ue deve migliorare in procedure, personale e tecnologie.<\/p>\n<p><b>Le sfide della formazione e del reclutamento\u00a0<\/b><br \/>\nLa disponibilit\u00e0 di personale adeguatamente formato \u00e8 cruciale per rendere pienamente effettive le capacit\u00e0 civili dell\u2019Ue, per esempio in compiti specifici come il\u00a0<i>confidence buiding<\/i>\u00a0o la riforma del settore di sicurezza.<\/p>\n<p>Per questo, negli ultimi anni l\u2019Unione ha incrementato il numero di corsi online e in aula per il proprio personale a Bruxelles e nelle Delegazioni con compiti collegati alla prevenzione dei conflitti ed al\u00a0<i>peace building<\/i>. Per esempio, in collaborazione con alcune Ong e centri di formazione del settore, l\u2019Ue sta organizzando corsi e training su analisi dei conflitti e\u00a0<i>conflict sensitivity<\/i>.<\/p>\n<p>Un discorso diverso vale per le missioni civili in ambito Pesc\/Psdc. Il sistema di formazione ha fatto passi avanti in termini di coordinamento e qualit\u00e0 dei corsi, grazie soprattutto al lavoro della rete\u00a0<a href=\"http:\/\/www.entriforccm.eu\/\" target=\"blank\"><b><u>ENTRi<\/u><\/b><\/a>, ma alcune lacune appaiono ancora da colmare, come i corsi pre-missione, con pi\u00f9 attenzione ai contesti locali o un\u2019attenzione pi\u00f9 spiccata all\u2019<i>ownership<\/i>\u00a0locale.<\/p>\n<p>In aggiunta, la standardizzazione delle procedure di formazione e reclutamento tra gli Stati membri \u00e8 ben lontana dall\u2019essere realizzata e dallo studio dello IAI emerge che Paesi come Svezia e Germania hanno un\u2019organizzazione decisamente pi\u00f9 strutturata e standardizzate di Francia e Italia.<\/p>\n<p>Il sistema unificato di formazione e reclutamento\u00a0<a href=\"https:\/\/goalkeeper.eeas.europa.eu\/\" target=\"blank\"><b><u>Goalkeeper<\/u><\/b><\/a>, lanciato nel lontano 2007, ha visto un parziale rilancio lo scorso anno e potrebbe essere lo strumento privilegiato per avvicinarsi a questo ambizioso obiettivo, per quanto non l\u2019unico. Sempre che le recenti reticenze della Germania non nascondano un suo passo indietro, nel qual caso tutto diventerebbe pi\u00f9 difficile.<\/p>\n<p><b>Tecnologia ancora da sfruttare a pieno<\/b><br \/>\nConnettivit\u00e0 e strumenti ICT possono essere strumenti formidabili al servizio della pace, come gi\u00e0 scritto in un precedente\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3802\" target=\"blank\"><b><u>articolo<\/u><\/b><\/a>. In particolare la ricerca IAI si \u00e8 soffermata sulle possibilit\u00e0 che questi offrono nel contesto dei sistemi di \u201cearly warning\u201d, meccanismi che hanno lo scopo di prevenire conflitti sulla base dell\u2019analisi di diversi indicatori.<\/p>\n<p>Grazie ad una serie di interviste con alcuni attori nazionali, lo studio IAI ha scoperto che, fortunatamente, i principali Paesi dell\u2019Ue in campo civile (Francia, Germania, Italia e Svezia) possiedono importanti risorse tecnologiche.<\/p>\n<p>Tuttavia, il problema \u00e8 che i vari addetti nazionali non sembravano essere a conoscenza di come queste risorse possano essere utili all\u2019Ue nelle sue attivit\u00e0 di promozione della pace. Quindi, di conseguenza, non si capisce fino a che punto questi strumenti tecnologici nazionali vengano poi sfruttati a Bruxelles e per lo specifico scopo della prevenzione dei conflitti e del consolidamento della pace.<\/p>\n<p>Ci siamo dati tre spiegazioni: 1) a livello nazionale si contribuisce prevalentemente alle missioni civili di Psdc, mentre non \u00e8 chiaro fino a che punto gli Stati membri contribuiscano al sistema di\u00a0<i>early warning\u00a0<\/i>europeo; 2) \u00e8 possibile che gli Stati membri utilizzino i suddetti strumenti nella raccolta dati per raggiungere i proprio obbiettivi di sicurezza nazionale e non siano disposti a condividerli; 3) prevenzione dei conflitti e consolidamento della pace non sono priorit\u00e0 assolute rispetto a difesa e sicurezza nazionale.<\/p>\n<p>Un gran peccato, visto che sono numerosi i documenti ufficiali in cui si considera il rafforzamento del sistema di\u00a0<i>early warninge<\/i>\u00a0una maggiore condivisione dei dati a livello europeo come obiettivi prioritari.<\/p>\n<p><b>Le sfide future<\/b><br \/>\nTraining e reclutamento possono essere migliorati attraverso un crescente coordinamento e un\u2019adeguata standardizzazione tra gli Stati dell\u2019Unione. Il sistema di formazione ha bisogno di un coordinamento unico, procedure comuni per tutti gli Stati, maggiori sinergie tra le componenti civili, militari e di polizia, un aumento delle risorse finanziarie e maggiore attenzione alla specifica formazione per ciascun contesto di dispiegamento.<\/p>\n<p>Il sistema di reclutamento, da parte sua, deve andare verso una maggiore uniformit\u00e0. Il sistema Goalkeeper pu\u00f2 rappresentare uno strumento valido per questo, ma, a dieci anni dal suo lancio, deve diventare pienamente operativo entro l\u2019anno, altrimenti \u00e8 meglio lasciare spazio ad altre soluzioni che ricevano adeguato sostegno politico.<\/p>\n<p>L\u2019Ue dovrebbe poi aumentare la propria consapevolezza sui benefici che determinate tecnologie potrebbero avere nella promozione della pace. Tenuto conto della fattibilit\u00e0 tecnica e delle inevitabili limitazioni economiche, l\u2019Ue potrebbe aspirare alla creazione di un sistema comprensivo di\u00a0<i>early warning\/situational awareness\u00a0<\/i>che integri dati da vari sistemi ICT e diverse fonti.<\/p>\n<p>Anche alla luce dell\u2019Approccio Comprensivo, la volont\u00e0 dell\u2019Ue di sapere gestire un conflitto o potenziale tale in tutti le sue varie fasi, tale sistema porterebbe a dei vantaggi innegabili. Infine, si dovrebbe dare un\u2019accelerata ad una maggiore integrazione delle strutture per la raccolta dati all\u2019interno dell\u2019Ue e fare in modo che la timidezza degli Stati membri nella condivisione di informazioni si trasformi in audacia al servizio della promozione della pace.<\/p>\n<p align=\"left\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/IMAGE\/flag-ues.jpg\" border=\"0\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: xx-small;\">This project has received funding from the European Union\u2019s Horizon 2020 research and innovation programme under grant agreement No 653227<\/span>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la nuova\u00a0Strategia Globale\u00a0e il\u00a0Piano di Implementazione, l\u2019Ue continua a dare rilevanza e priorit\u00e0 agli strumenti civili per la gestione delle crisi a livello internazionale. 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