{"id":65139,"date":"2017-02-18T14:56:12","date_gmt":"2017-02-18T13:56:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65139"},"modified":"2017-11-03T15:13:05","modified_gmt":"2017-11-03T14:13:05","slug":"trump-nei-100-giorni-anche-crimea-sanzioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/02\/trump-nei-100-giorni-anche-crimea-sanzioni\/","title":{"rendered":"Trump: nei 100 giorni, anche Crimea e sanzioni"},"content":{"rendered":"<p>Lo scorso anno si \u00e8 chiuso con la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3731\" target=\"blank\"><b><u>risoluzione<\/u><\/b><\/a>dell\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite \u201cSituazione dei diritti dell\u2019uomo nella Repubblica Autonoma di Crimea e nella citt\u00e0 di Sebastopoli\u201d, con cui 70 Paesi hanno condannato per la prima volta la Federazione Russa come potenza occupante in Crimea e ribadito l\u2019integrit\u00e0 territoriale dell\u2019Ucraina, gi\u00e0 espressa nella risoluzione 68\/262 del 27 marzo 2014, votata dopo il referendum di annessione alla Russia della Crimea.<\/p>\n<p>Poche settimane fa, anche in conformit\u00e0 a tale risoluzione, l\u2019<i>Ombudsperson\u00a0<\/i>ucraina si \u00e8 recata in Crimea per visitare i cittadini ucraini ancora rinchiusi negli istituti penitenziari, e trasferirli sul territorio controllato da Kiev. Mosca, per\u00f2, ha opposto il veto al trasferimento degli indagati per delitti politici.<\/p>\n<p>E a soffrire di queste accuse sono soprattutto i tatari, che risentono maggiormente dell\u2019occupazione russa nella penisola. Human Rights Watch ha recentemente documentato l\u2019arresto di due avvocati che rappresentavano alcuni dei pi\u00f9 importanti leader della\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3406\" target=\"blank\"><b><u>comunit\u00e0 tatara<\/u><\/b><\/a>, Ciygoz e Umerov, vicepresidenti della disciolta assemblea tatara in Crimea, il Mejlis.<\/p>\n<p><b>La Crimea: pedina di scambio<\/b><br \/>\nA infiammare il dibattito, con l\u2019inizio del nuovo anno, ci ha pensato Viktor Pinchuk: magnate ucraino, genero dell\u2019ex presidente Leonid Kuchma e con molti interessi economici in Russia. Pinchuk, con un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wsj.com\/articles\/ukraine-must-make-painful-compromises-for-peace-with-russia-1483053902\" target=\"blank\"><b><u>articolo<\/u><\/b><\/a>\u00a0sul\u00a0<i>Washington Post<\/i>, ha dichiarato che compromessi dolorosi saranno inevitabili per il popolo ucraino, al fine di adattarsi alla nuova realt\u00e0 e per pacificare il martoriato Donbass (regioni di Donetsk e Luhansk), dove si combatte da quasi tre anni.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019uomo d\u2019affari, l\u2019Ucraina dovrebbe rinunciare temporaneamente all\u2019obiettivo dell\u2019ingresso nell\u2019Ue, accettare di non divenire membro della Nato nei prossimi decenni, acconsentire alle elezioni locali nel Donbass, e infine, non lasciare che la Crimea si metta \u201cin mezzo\u201d a un accordo che ponga fine al conflitto nell\u2019Est.<\/p>\n<p>Sulla stessa linea anche la parlamentare ucraina, ex pilota militare e ostaggio russo, Nadia Savchenko, che ha proposto di accettare momentaneamente la presa di Mosca sulla Crimea, per riprendere il controllo delle regioni orientali, se Kiev non vuole subire la \u201cTransnistrizzazione\u201d dell\u2019area.<\/p>\n<p>L\u2019amministrazione presidenziale ucraina ha ribattuto di essersi posta delle chiare \u201clinee rosse che non saranno oltrepassate, mai!\u201d. Il presidente Poroshenko ha dettato la linea: rinunciare all\u2019integrazione euro-atlantica significherebbe il suicidio politico, soprattutto dopo la rivoluzione della Dignit\u00e0. Al contrario, Poroshenko ha annunciato di aver programmato un referendum nazionale di adesione alla Nato per il prossimo futuro.<\/p>\n<p>Anche Marine Le Pen, candidata del Front National alle prossimi elezioni presidenziali francesi, \u00e8 la prima figura politica di rilievo a dichiarare senza mezzi termini che la questione della Crimea \u00e8 chiusa. In\u00a0<a href=\"http:\/\/edition.cnn.com\/videos\/world\/2017\/02\/01\/france-intv-amanpour-marine-le-pen-b.cnn\" target=\"blank\"><b><u>un\u2019intervista<\/u><\/b><\/a>\u00a0alla CNN, ha infatti chiarito la sua posizione: \u201cLa Crimea, storicamente, \u00e8 sempre stata russa\u201d, e che bisogna abolire le sanzioni contro la Russia il prima possibile, perch\u00e9 danneggiano i Paesi europei; affibbiando alle proteste di piazza in Ucraina, a inizio 2014, e alla conseguente elezione di Poroshenko il carattere di un vero coup d\u2019\u00e9tat.<\/p>\n<p><b>Incognita Trump: status quo o Yalta 2.0?<\/b><br \/>\nNell\u2019Est del Paese, intanto, la situazione si \u00e8 rapidamente deteriorata intorno alle citt\u00e0 di Avdiivka e Yasinuvata, dove \u00e8 situato uno dei pi\u00f9 grandi impianti per la produzione del carbon-coke d\u2019Europa. Il 31 gennaio, la missione di monitoraggio del cessate il fuoco dell\u2019Osce ha registrato oltre\u00a0<a href=\"http:\/\/www.osce.org\/ukraine-smm\/296961\" target=\"blank\"><b><u>diecimila esplosioni<\/u><\/b><\/a>\u00a0nella sola regione di Donetsk; e nel giro di una settimana oltre 50 tra feriti e morti tra le file ucraine e dei separatisti.<\/p>\n<p>Vari analisti hanno rilevato come l\u2019intensit\u00e0 del conflitto sia cresciuta il giorno dopo la prima telefonata tra i presidenti Trump e Putin (28 gennaio), mentre la tensione s\u2019\u00e8 poi allentata all\u2019indomani del contatto telefonico tra il presidente americano e quello ucraino (4 febbraio). Coincidenze? Forse. Intanto, queste telefonate di cortesia nei confronti del nuovo presidente Usa contenevano dei punti roventi in agenda, come quello del mantenimento delle sanzioni contro la Russia, e il sostegno militare americano all\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>Trump, in campagna elettorale, aveva pi\u00f9 volte espresso il desiderio di sopprimere le sanzioni economiche contro la Russia se ci fosse stata piena collaborazione su altri dossier. Sembra per\u00f2 stia cambiando il vento in Pennsylvania Avenue, poich\u00e9 in un fugace incontro con la leader dell\u2019opposizione ucraina Tymoshenko a Washington, Trump pare l\u2019abbia rassicurata che le sanzioni non saranno per il momento abolite.<\/p>\n<p>Un\u2019ulteriore conferma arriva dal portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, secondo cui il presidente Usa si aspetta la restituzione della Crimea da parte di Mosca, seguita da una veloce reazione del Cremlino che ricorda, se ce ne fosse ancora bisogno, come la Russia non negozi porzioni del suo territorio.<\/p>\n<p>I pi\u00f9 importanti collaboratori presidenziali sui temi di politica estera hanno assunto linee pi\u00f9 nette: il segretario di Stato Tillerson ha dichiarato, durante la sua audizione di conferma, che fino a quando non si decider\u00e0 una strategia nuova nei confronti della Russia, bisogner\u00e0 mantenere lo\u00a0<i>status quo\u00a0<\/i>delle sanzioni. La rappresentante Usa alle Nazioni Unite, Nikki Haley, ha dichiarato che gli Usa continueranno a chiedere la fine immediata dell\u2019occupazione della Crimea, e che le sanzioni rimarranno in piedi.<\/p>\n<p>Politici e giornalisti si divertono a trovare nuove definizioni all\u2019alba di questo nuovo capitolo delle relazioni russo-americane. Se il vice primo ministro ucraino per l\u2019integrazione euro-atlantica Ivanna Klympush-Tsintsadze parla di \u201cUnione Sovietica 2.0\u201d, l\u2019<i>Economist\u00a0<\/i>gi\u00e0 prevede un tentativo di \u2018grand bargain\u2019 (grande accordo) che possa includere una serie di temi quali: il controllo degli armamenti, la lotta al terrorismo internazionale, le relazioni con la Cina, l\u2019abbandono delle sanzioni economiche da parte americana e il riconoscimento della Crimea.<\/p>\n<p>Sembra sfumare l\u2019idea, paventata qualche mese fa, di rivedere sulla scena diplomatica il novantenne Henry Kissinger, del quale si vociferava il consenso a disegnare le fondamenta di un nuovo accordo globale, una cosiddetta Yalta 2.0, dove la Crimea era abbandonata da Kiev in cambio del consenso delle truppe russe a lasciare il Donbass.<\/p>\n<p>Meglio vale ascoltare gli\u00a0<a href=\"http:\/\/foreignpolicy.com\/2017\/01\/30\/if-trump-tries-to-make-a-deal-with-putin-hes-already-lost\/?utm_content=buffer3d6cc&amp;utm_medium=social&amp;utm_source=twitter.com&amp;utm_campaign=buffer\" target=\"blank\"><b><u>ammonimenti<\/u><\/b><\/a>\u00a0di Daniel Baer, ex rappresentante Usa presso l\u2019Osce a Vienna, all\u2019Amministrazione Trump: \u201cFacendo accordi con Putin, che minano i principi del diritto internazionale, come ad esempio eliminando prematuramente le sanzioni o modificando la posizione Usa sulla Crimea, la Casa Bianca si piegher\u00e0 a un sistema basato sugli accordi piuttosto che sulle regole\u201d. Una volta intrapresa questa strada, ricordiamocelo, sar\u00e0 difficile tornare indietro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scorso anno si \u00e8 chiuso con la\u00a0risoluzionedell\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite \u201cSituazione dei diritti dell\u2019uomo nella Repubblica Autonoma di Crimea e nella citt\u00e0 di Sebastopoli\u201d, con cui 70 Paesi hanno condannato per la prima volta la Federazione Russa come potenza occupante in Crimea e ribadito l\u2019integrit\u00e0 territoriale dell\u2019Ucraina, gi\u00e0 espressa nella risoluzione 68\/262 del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[83,103,108,146,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65139"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65139"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65139\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":65140,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65139\/revisions\/65140"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65139"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65139"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65139"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}