{"id":65143,"date":"2017-02-20T15:00:19","date_gmt":"2017-02-20T14:00:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65143"},"modified":"2017-11-03T15:13:04","modified_gmt":"2017-11-03T14:13:04","slug":"parigi-presidenziali-rischio-coabitazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/02\/parigi-presidenziali-rischio-coabitazione\/","title":{"rendered":"Parigi, presidenziali a rischio coabitazione"},"content":{"rendered":"<p>Le presidenziali francesi della prossima primavera si annunciano come uniche nella storia politica d\u2019Oltralpe. Per la prima volta, l\u2019estrema destra del Front National sembra essere nettamente in vantaggio al primo turno, traducendo a livello nazionale i numerosi consensi che aveva gi\u00e0 ricevuto in occasione delle elezioni regionali dello scorso anno. Marine Le Pen, candidata del Front, dovrebbe quindi riuscire a qualificarsi senza troppe difficolt\u00e0 per il ballottaggio fra i due candidati pi\u00f9 votati.<\/p>\n<p>Questo scenario modifica in modo sostanziale la prassi politica della Quinta repubblica francese, basata fino ad oggi sull\u2019alternanza fra centrodestra e centrosinistra. I due campi in competizione, pur non raggiungendo mai la maggioranza assoluta, venivano infatti tradizionalmente premiati dal sistema maggioritario a doppio turno, che eliminava le piccole formazioni facendo emergere in maniera netta uno o l\u2019altro partito, tanto alle politiche quanto alle presidenziali.<\/p>\n<p>La frammentazione del voto francese constatata nelle ultime consultazioni &#8211; con la solidificazione di un terzo polo (il Front National) e l\u2019emergenza potenziale di un quarto (il movimento centrista \u201cEn Marche\u201d di Emmanuel Macron) &#8211; rende disfunzionale un sistema che non facilita le coalizioni e che, nel contesto attuale, rischia di premiare in modo artificioso delle formazioni con un consenso molto relativo. Va ricordato, ad esempio, che nell\u2019attuale legislatura il Front National (primo partito in termini di suffragi espressi nelle regionali del 2016) ha appena due deputati e un senatore.<\/p>\n<p><b>La parentopoli di Fillon<\/b><br \/>\nA fine novembre,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3717\" target=\"blank\"><b><u>l\u2019ampia vittoria di Fran\u00e7ois Fillon<\/u><\/b><\/a>\u00a0alle primarie del centrodestra sembrava aver ristabilito lo scenario classico: dopo Hollande, si preparava l\u2019alternanza all\u2019Eliseo con la destra governativa dei R\u00e9publicains, in grado di aggregare consensi arginando il Front National a destra e Macron al centro. La successiva e sofferta designazione del massimalista Beno\u00eet Hamon alle primarie socialiste aveva poi segnato le sorti di un partito ormai incapace di attrarre il voto centrista, fondamentale per la conquista della presidenza.<\/p>\n<p>Nell\u2019insieme, il panorama era caratterizzato da un rinnovamento del personale politico, con l\u2019esclusione sia dell\u2019attuale presidente della Repubblica, Fran\u00e7ois Hollande, che aveva fatto un passo indietro non ricandidandosi, sia del suo predecessore, Nicolas Sarkozy, arrivato terzo alle primarie dei R\u00e9publicains. Esponenti politici rigettati per stanchezza nei confronti del potere e perch\u00e9 percepiti come figure discutibili, anche da un punto di vista etico, in grado di spingere l\u2019elettorato verso un voto di protesta a favore dell\u2019estrema destra, nel caso di una loro presenza al secondo turno delle elezioni.<\/p>\n<p>A fine gennaio, un\u2019inchiesta pubblicata dal settimanale \u201cLe Canard Enchain\u00e9\u201d ha fatto poi emergere l\u2019ipotesi di un impiego fittizio quale assistente parlamentare per la moglie di Fillon, Penelope; elemento poi ripreso dalle procure. Da questo momento in poi, la candidatura di Fillon \u00e8 stata azzoppata.<\/p>\n<p>L\u2019ex premier aveva costruito la sua campagna durante le primarie proprio su una rivendicazione etica, riuscendo anche a mobilitare attorno a s\u00e9 il voto cattolico, di solito piuttosto guardingo in termini morali. Adesso grida al complotto mediatico, mentre solo pochi mesi fa denunciava il fatto che i media prestavano troppa poca attenzione agli aspetti etici della vita politica. Nel campo dei R\u00e9publicains \u00e8 in atto una paralisi intorno al nome di Fillon: tutti si sono accorti delle difficolt\u00e0 della campagna, ma non si riesce a trovare un candidato per il cambio in corsa, tanto sono forti le rivalit\u00e0 fra i vari pretendenti.<\/p>\n<p><b>Socialisti frondisti, Macron ne approfitta<\/b><br \/>\nA sinistra la vittoria di Hamon rappresenta uno scenario bizzarro. Hamon fa parte dei \u201cfrondeurs\u201d, quel gruppo di deputati socialisti dissidenti che, molto critici nei confronti della politica economica e sociale portata avanti dai governi Ayrault e Valls, chiedevano una decisa sterzata a sinistra. Hamon, con una carriera nelle periferie, si fa portavoce anche di un discorso relativamente aperto nei confronti dei musulmani e mette sul tavolo la proposta di un reddito universale.<\/p>\n<p>Queste posizioni hanno un contenuto ideologico che apre uno spazio maggiore a destra dei socialisti, slittamento di cui dovrebbe approfittare Macron. Per il leader di \u201cEn Marche\u201d, gi\u00e0 ministro delle Finanze del governo Valls, i pianeti sembrano allinearsi: l\u2019indebolimento di Fillon e lo spostamento a sinistra dell\u2019asse socialista rafforzano infatti la sua candidatura al centro dello scacchiere politico. Senza contare, tra l\u2019altro, che una fetta \u201cgovernativa\u201d dei socialisti ha gi\u00e0 iniziato a convergere sulla sua candidatura, e che alcuni moderati del centrodestra si dichiarano pronti a votare per lui in caso di ballottaggio con la Le Pen.<\/p>\n<p>Macron sconta per\u00f2 debolezze di fondo, come la difficolt\u00e0 di esprimere un programma &#8211; operazione rischiosa per il suo campo -, ma soprattutto il fatto di non avere un partito alle spalle, il che crea un problema per le elezioni legislative che seguiranno le presidenziali.<\/p>\n<p><b>Legislative, rompicapo per la governabilit\u00e0\u00a0<\/b><br \/>\nLa situazione per le presidenziali \u00e8 quindi volatile. Nel caso di un secondo turno Le Pen\/Fillon, Le Pen\/Macron o Le Pen\/Hamon, nessuno dei candidati ha la vittoria in tasca. Marine Le Pen dovrebbe raggiungere percentuali elevate al primo turno &#8211; anche attorno al 30% -, ma potrebbe poi avere difficolt\u00e0 ad allargare i consensi al ballottaggio.<\/p>\n<p>Fillon, Macron e Hamon potrebbero aggirarsi tutti attorno al 20 %, chi pi\u00f9, chi meno. Il primo potrebbe successivamente raggruppare attorno a s\u00e9 un \u201cfronte repubblicano\u201d di opposizione alla Le Pen. Su questo scenario pesano per\u00f2 forti interrogativi tanto sulle capacit\u00e0 di ciascuno di aumentare i consensi, quanto sul rischio astensionismo da parte di un elettorato diffidente rispetto ad alcune personalit\u00e0 sia per motivi ideologici, ma anche e soprattutto etici.<\/p>\n<p>Infine, dopo la vittoria di uno di questi quattro candidati, le successive legislative sembrano tutt\u2019altro che scontate. Si delinea uno scenario di frammentazione delle forze politiche difficile da gestire nel contesto maggioritario, e quindi un rischio di coabitazione fra presidenza e governo che pu\u00f2 prendere le forme pi\u00f9 varie. Anche quella di una presidenza Front National con un governo di coalizione fra R\u00e9publicains, \u201cEn Marche\u201d e socialisti. Scenario che porterebbe a ulteriori complessit\u00e0 con ovvie ripercussioni europee.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le presidenziali francesi della prossima primavera si annunciano come uniche nella storia politica d\u2019Oltralpe. Per la prima volta, l\u2019estrema destra del Front National sembra essere nettamente in vantaggio al primo turno, traducendo a livello nazionale i numerosi consensi che aveva gi\u00e0 ricevuto in occasione delle elezioni regionali dello scorso anno. Marine Le Pen, candidata del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[85,87,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65143"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65143"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65143\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":65144,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65143\/revisions\/65144"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65143"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65143"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65143"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}