{"id":65151,"date":"2017-02-23T15:07:31","date_gmt":"2017-02-23T14:07:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65151"},"modified":"2017-11-03T15:13:03","modified_gmt":"2017-11-03T14:13:03","slug":"tutte-le-schermaglie-fra-coree-malesia-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/02\/tutte-le-schermaglie-fra-coree-malesia-cina\/","title":{"rendered":"Tutte le schermaglie fra Coree, Malesia e Cina"},"content":{"rendered":"<p>Da poco pi\u00f9 di un mese, nel triangolo Pyongyang\/Pechino\/Kuala Lumpur \u00e8 in scena quello che potrebbe essere un nuovo copione della serie \u201cGames of Thrones\u201d. I riflettori, per\u00f2, sono tutti puntati sulla famiglia al timone della Corea del Nord.<\/p>\n<p>La morte di Kim Jong-nam, fratellastro del dittatore nordcoreano Kim Jong-un, lascia aperti numerosi interrogativi per le autorit\u00e0 malesi e l\u2019opinione pubblica internazionale.<\/p>\n<p>Proprio nella capitale della Malesia, infatti, Kim Jong-nam \u00e8 stato avvelenato da due donne mentre era in procinto di imbarcarsi per Macao, citt\u00e0 in cui abitava da oltre cinque anni con la seconda moglie. Al momento del decesso, avvenuto durante il trasporto in ospedale, aveva con s\u00e9 un passaporto a nome di Kim Chol. Il fratellastro dell\u2019uomo pi\u00f9 potente della Corea del Nord pare fosse abituato a usare documenti falsi.<\/p>\n<p><b>La protezione di Pechino<\/b><br \/>\nIl 2001 \u00e8 un anno infausto per Kim Jong-nam, fino a quel momento considerato il probabile successore di Kim Jong-il, il leader supremo della Repubblica popolare democratica di Corea. Le sorti della sua ascesa politica subiscono tuttavia una brusca battuta d\u2019arresto quando viene fermato in Giappone in possesso di un falso passaporto dominicano.<\/p>\n<p>Da allora, Kim Jong-nam ha trascorso una vita da esule tra Macao, Hong Kong, Singapore e Malesia, sfuggendo a numerosi tentativi di omicidio. Dal 2012 &#8211; pochi mesi dopo il passaggio di potere nelle mani del fratellastro, il pi\u00f9 giovane Capo di Stato al mondo &#8211; pare fosse sotto la lente dei servizi segreti nordcoreani, a causa di alcune dichiarazioni rilasciate al quotidiano giapponese Tokyo Shimbun, in cui esprimeva le sue critiche rispetto al salto dinastico alla terza generazione.<\/p>\n<p>Stando ad alcune dichiarazioni di Lee Byung-ho, capo dell\u2019intelligence della Corea del Sud, il fratellastro di Kim Jong-un era da anni sotto la protezione di Pechino. Si tratta di affermazioni che, per\u00f2, devono essere analizzate nell\u2019ottica delle tensioni in corso da decenni fra le due Coree, e che non ricevono conferma da parte del governo cinese.<\/p>\n<p>Il Global Times, tabloid del Quotidiano del Popolo, il principale organo di stampa cinese, difende a spada tratta l\u2019alleato nordcoreano e stigmatizza quelle che considera speculazioni del governo di Seul per rovesciare il regime di Kim. Ma i servizi di intelligence sudcoreani incalzano e definiscono l\u2019omicidio dell\u2019esule nordcoreano un \u201cattacco terroristico\u201d progettato dal leader di Pyongyang.<\/p>\n<p>La Cina mantiene invece un atteggiamento ambivalente: da un lato \u201csegue con attenzione la vicenda\u201d, secondo quanto dichiarato dal portavoce del ministro degli Esteri; dall\u2019altro, ha sospeso tutte le importazioni di carbone dalla Corea del Nord fino alla fine del 2017, nel rispetto dell&#8217;ultima tornata di sanzioni approvata dalle Nazioni Unite lo scorso novembre.<\/p>\n<p>Secondo i dati rilasciati dal Palazzo di Vetro, le esportazioni della Corea del Nord verso la Cina hanno rappresentato oltre l\u201985% nel 2015: di questa fetta, pi\u00f9 della met\u00e0 riguarda l\u2019esportazione di antracite, una variet\u00e0 di carbone.<\/p>\n<p>La misura decisa da Pechino mette senza dubbio in crisi l\u2019economia del Regno eremita, per cui il Paese del Dragone \u00e8 il primo partner commerciale, e minaccia di incrinare i gi\u00e0 deboli rapporti tra Corea del Nord e Cina.<\/p>\n<p><b>Lo spionaggio in rosa di Pyongyang<\/b><br \/>\nMolti particolari attorno alla morte di Kim restano ancora da confermare. Ad oggi, sono state arrestate quattro persone, tra cui due donne, mentre continuano le ricerche di altri sette, la maggior parte nordcoreani.<\/p>\n<p>Secondo quanto riportato dalla China Press, l\u2019agenzia di stampa malese in lingua cinese, una delle due arrestate, Siti Aishah, avrebbe creduto di partecipare ad un programma televisivo: durante l\u2019interrogatorio, infatti, avrebbe ribadito l\u2019estraneit\u00e0 al piano omicida.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 da domandarsi che ruolo ha svolto l\u2019altra donna in manette, la vietnamita Doan Thi Huong. Forse le indiscrezioni dei servizi segreti sudcoreani non sono cos\u00ec poi assurde se si considerano le numerose donne che hanno fatto la storia dello spionaggio nordcoreano: da Kim Hyon-hui, che nel novembre 1987 piazz\u00f2 una bomba ad orologeria su un aereo di linea sudcoreano in volo da Baghdad a Seul, a Won Jeong-Hwa, la Mata Hari della Corea del Nord, abile a carpire informazioni militari dagli ufficiali sudcoreani.<\/p>\n<p>Senza dimenticare Lee Sun-sil: attualmente sepolta nel cimitero dedicato ai patrioti del Paese, cre\u00f2 e guid\u00f2 nella Corea del Sud un ramo segreto del Partito del Lavoro di Corea, la forza dominante nel nord della penisola.<\/p>\n<p><b>Le mediazioni di Kuala Lumpur<\/b><br \/>\nIl coinvolgimento delle autorit\u00e0 malesi nelle attivit\u00e0 investigative, giudiziarie ed autoptiche stanno incrinando i rapporti tra Corea del Nord e Malesia. In un annuncio, Pyongyang ha rifiutato gli esiti dell\u2019autopsia disposta dal governo malese e ha sollecitato l\u2019immediato rientro della salma nel Paese per avviare investigazioni congiunte. L&#8217;identit\u00e0 del deceduto, infatti, non \u00e8 ancora tecnicamente certificata.<\/p>\n<p>Il richiamo a Kuala Lumpur dell\u2019ambasciatore malese in Corea del Nord profila un ulteriore punto di collisione, anticipando quelli che sono i presupposti di uno scontro diplomatico, temibile per l\u2019economica dello Stato eremita, per cui la Malesia \u00e8 uno dei pochi partner nella regione.<\/p>\n<p>Le relazioni economiche bilaterali, che ammontano ad appena 5 milioni di dollari, hanno avuto il merito di consolidare il potere della compagnia aerea nordcoreana, la Air Koryo, e hanno garantito la formazione a Kuala Lumpur di una piccola comunit\u00e0 di nordcoreani impegnati nella ristorazione, nell\u2019edilizia e nel turismo: quest\u2019ultimo settore \u00e8 favorito dall\u2019esenzione dei visti per i malesi che vogliono visitare il Paese di Kim.<\/p>\n<p>Nell\u2019analisi dello scacchiere geopolitico internazionale, inoltre, la Malesia svolge un ruolo di mediatore rilevante, perch\u00e9 intrattiene relazioni bilaterali sia con gli Stati Uniti sia con la Corea del Nord; una condizione che rende Kuala Lumpur zona franca per gli incontri diplomatici delle due controparti, soprattutto considerati i mancati rapporti di Kim Jong-un con le amministrazioni americane di qualsiasi colore.<\/p>\n<p>Le reali motivazioni dietro l\u2019omicidio di Kim Jong-nam sono ancora un mistero, ma non \u00e8 difficile pensare alla fobica volont\u00e0 del dittatore nordcoreano di consolidare il potere nel Paese eremita, eliminando le \u201cmele marce\u201d nel giardino di casa e di lanciare un monito di narcisismo politico agli occhi di Washington e Pechino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da poco pi\u00f9 di un mese, nel triangolo Pyongyang\/Pechino\/Kuala Lumpur \u00e8 in scena quello che potrebbe essere un nuovo copione della serie \u201cGames of Thrones\u201d. I riflettori, per\u00f2, sono tutti puntati sulla famiglia al timone della Corea del Nord. La morte di Kim Jong-nam, fratellastro del dittatore nordcoreano Kim Jong-un, lascia aperti numerosi interrogativi per [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[73,77,396,409,410],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65151"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65151"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65151\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":65152,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65151\/revisions\/65152"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65151"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65151"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65151"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}