{"id":65158,"date":"2017-02-26T15:15:25","date_gmt":"2017-02-26T14:15:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65158"},"modified":"2017-11-03T15:13:02","modified_gmt":"2017-11-03T14:13:02","slug":"spagna-le-parabole-possibili-della-sinistra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/02\/spagna-le-parabole-possibili-della-sinistra\/","title":{"rendered":"Spagna: le parabole possibili della sinistra"},"content":{"rendered":"<p>Mentre il 18o congresso del Partito Popolare spagnolo, svoltosi a inizio febbraio, ha riflesso l\u2019immagine di una destra senza correnti interne, unita e compatta attorno al leader Mariano Rajoy, la sinistra spagnola \u00e8 oggi uno spazio malleabile e diviso, ove competono due attori principali &#8211; Psoe e Podemos &#8211; a loro volta impegnati in battaglie interne per quote di potere.<\/p>\n<p>La relazione di forza tra i due, separati alle ultime elezioni da appena 400.000 voti, determiner\u00e0 la capacit\u00e0 della sinistra spagnola di tornare ad essere motore di trasformazione politica e sociale.<\/p>\n<p><b>Iglesias recupera il Podemos delle origini<\/b><br \/>\nChe Podemos sia entrato nella politica spagnola per rimanervi sembra ormai un dato di fatto. Resta ancora da vedere se abbia gi\u00e0 toccato il suo tetto massimo o possa ancora crescere. Al netto della capacit\u00e0 di recupero del Psoe, l\u2019esito del recente Congresso di Podemos &#8211; che si chiama Asemblea Ciudadana &#8211; offre alcuni indizi.<\/p>\n<p>La strategia e il progetto di partito proposti da Pablo Iglesias, sottoposti al voto dei simpatizzanti (iscritti al sito web) lo scorso 12 febbraio, si sono imposti inequivocabilmente a quelli del suo ex numero due e co-fondatore \u00cd\u00f1igo Errej\u00f3n, sostenitore di un Podemos pi\u00f9 moderato e trasversale, capace di superare la logica \u201ccontro\u201d e aperto al dialogo parlamentare, ma, evidentemente, meno seducente per la base.<\/p>\n<p>Che ha premiato la carica ideologica e pi\u00f9 marcatamente antisistema di Iglesias, fautore di un ritorno al Podemos delle origini, legato ai movimenti sociali e in permanente \u201cstato di agitazione\u201d, che vede le istituzioni come amplificatore della protesta pi\u00f9 che come luogo per costruire consenso.<\/p>\n<p>Un Podemos che si considera senza complessi \u201cpopulista\u201d, nel senso (privato della sua accezione negativa) di rappresentante autentico della voce e della volont\u00e0 popolare.<\/p>\n<p><b>I pro e i contro di una scelta<\/b><br \/>\nNella vittoria di Iglesias in molti hanno dunque visto l\u2019interruzione di quel processo di \u201cmaturazione\u201d di Podemos voluto da Errej\u00f3ne volto ad aumentarne la credibilit\u00e0 istituzionale. La leadership di Iglesias ne \u00e8 uscita notevolmente rafforzata, cos\u00ec come i suoi poteri all\u2019interno del Partito, cui il riconfermato segretario generale ha voluto dare una struttura fondamentalmente presidenziale.<\/p>\n<p>E mentre Errej\u00f3n e gli \u201cerrejonisti\u201d vengono allontanati dalle posizioni chiave vi \u00e8 da chiedersi se Iglesias non rappresenti allo stesso tempo la forza e, nel medio termine, il limite di Podemos. E, dunque, un\u2019opportunit\u00e0 per il Partito socialista. Quella di recuperare interamente lo spazio di centro sinistra, nel momento in cui Podemos si ricolloca verso l\u2019estremit\u00e0 dello spettro politico.<\/p>\n<p>La vittoria di Errej\u00f3n avrebbe forse significato per il Psoe un Podemos pi\u00f9 dialogante, con cui costruire oggi un\u2019opposizione coordinata e magari, domani, un\u2019alleanza di Governo progressista. Ma, paradossalmente, pi\u00f9 pericoloso in termini elettorali, perch\u00e9 potenzialmente pi\u00f9 attraente per l\u2019elettore moderato socialista deluso dalla politica tradizionale. Il dialogo con Iglesias si prospetta invece teoricamentepi\u00f9 difficile per il Psoe. Ma per quale Psoe?<\/p>\n<p><b>Il Partito socialista tra divisione e ricostruzione<\/b><br \/>\nI prossimi mesi saranno decisivi per il futuro del Partito socialista, in piena fase di ricostruzione del proprio progetto politico in vista del Congresso che \u00e8 previsto il 17-18 giugno e che sar\u00e0 preceduto di un mese dalle primarie per l\u2019elezione del nuovo segretario generale, aperte ai circa 190.000 militanti.<\/p>\n<p>\u00c8 di qualche settimana fa l\u2019annuncio dell\u2019ex segretario generale Pedro S\u00e1nchez di volersi ricandidare, con l\u2019obiettivo dichiarato di riscattare quei militanti che si sono sentiti traditi dal \u2018golpe\u2019 della dirigenza socialista che lo scorso ottobre lo \u2018defenestr\u00f2\u2019 per facilitare, con il voto di astensione, un Governo Rajoy-bis e che ora &#8211; in nome di una \u201copposizione utile\u201d &#8211; stringe accordi con i Popolari (se pure prevalentemente su misure sociali), prolungandone la legislatura.<\/p>\n<p>Una scelta che fu difficile ma responsabile, in quanto necessaria per superare lo stallo istituzionale, sostiene la Commissione provvisoria che da allora sta gestendo il Partito, considerata molto vicina alla candidata\u00a0<i>in pectore\u00a0<\/i>dell\u2019establishment socialista, Susana D\u00edaz, presidente dell\u2019Andalusia (il \u2018granaio\u2019 del voto socialista).<\/p>\n<p><b>La corsa alla segreteria<\/b><br \/>\nLa corsa di Pedro S\u00e1nchez appare dunque difficile, dato lo scarso sostegno di cui gode tra i quadri organici del Partito, ma ad oggi non impossibile, a giudicare dal numero di militanti che hanno affollato i suoi pi\u00f9 recenti interventi pubblici.<\/p>\n<p>E proprio sul distanziamento tra attuale dirigenza e militanza punta Pedro S\u00e1nchez, sfruttando il fatto che la seconda si collochi pi\u00f9 a sinistra della prima e memore, forse, di quanto successo nelle primarie laburiste britanniche e socialiste francesi.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da attendersi pertanto una polarizzazione della campagna tra \u201csanchisti\u201d e \u201csusanisti\u201d, che lascer\u00e0 probabilmente al margine la presunta \u201cterza via\u201d del candidato basco ed ex presidente del Congresso Patxi L\u00f3pez, a suo tempo molto vicino a S\u00e1nchez. L\u00f3pez vorrebbe presentarsi quale soluzione di consenso capace di superare i conflitti e le divisioni intestine, ma non sembra, per il momento, riuscire a \u201criscaldare gli animi\u201d.<\/p>\n<p><b>La triangolazione Pp-Psoe-Podemos<\/b><br \/>\nMentre S\u00e1nchez si propone di recuperare l\u2019identit\u00e0 di sinistra del Psoe e gi\u00e0 strizza l\u2019occhio a Iglesias, suggerendo la possibilit\u00e0 di un\u2019alleanza delle sinistre contro Rajoy, Susana D\u00edaz gestisce accuratamente i tempi e non ha ancora ufficialmente annunciato la sua candidatura.<\/p>\n<p>La\u00a0<i>lideresa\u00a0<\/i>non entra nel terreno della relazione con Podemos, per il quale sembra nutrire profonda sfiducia, e appare consapevole della necessit\u00e0 di un discorso pi\u00f9 articolato con il Pp, che tenga anche conto degli interessi dei \u2018baroni regionali\u2019 del Psoe che governano in diverse Comunit\u00e0 Autonome (e che la appoggiano).<\/p>\n<p>Del resto proprio il binomio D\u00edaz-Iglesias \u00e8 quello che potrebbe maggiormente favorire l\u2019attuale presidente Mariano Rajoy: perch\u00e9 allontana il pericolo di un coordinamento tra le sinistre e perch\u00e9 il Podemos radicale di Iglesias gli permette di insistere sulla retorica della minaccia populista (che ben ha funzionato elettoralmente), mentre il Psoe di Susana D\u00edaz meglio si presta &#8211; in tempi di anti-politica, pluripartitismo e governi di minoranza &#8211; al ruolo di alleato responsabile che il Pp vorrebbe attribuirgli. O almeno questo spera Rajoy.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre il 18o congresso del Partito Popolare spagnolo, svoltosi a inizio febbraio, ha riflesso l\u2019immagine di una destra senza correnti interne, unita e compatta attorno al leader Mariano Rajoy, la sinistra spagnola \u00e8 oggi uno spazio malleabile e diviso, ove competono due attori principali &#8211; Psoe e Podemos &#8211; a loro volta impegnati in battaglie [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[153,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65158"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65158"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65158\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":65159,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65158\/revisions\/65159"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65158"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65158"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65158"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}