{"id":65166,"date":"2017-03-01T15:27:02","date_gmt":"2017-03-01T14:27:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65166"},"modified":"2017-11-03T15:13:00","modified_gmt":"2017-11-03T14:13:00","slug":"ue-proposta-riforma-regolamento-dual-use","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/03\/ue-proposta-riforma-regolamento-dual-use\/","title":{"rendered":"Ue: proposta riforma Regolamento Dual Use"},"content":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni la situazione della sicurezza nell&#8217;Unione europea, Ue \u00e8 cambiata radicalmente. Le grandi sfide alla pace e alla stabilit\u00e0 nel vicinato orientale e meridionale dell&#8217;Ue continuano a mettere in evidenza la necessit\u00e0, per l&#8217;Unione, di adattare e aumentare le sue capacit\u00e0 come garante della sicurezza, mettendo fortemente l&#8217;accento sulla stretta relazione fra la sicurezza esterna ed interna.<\/p>\n<p>Le principali preoccupazioni dei Paesi occidentali, sulla falsariga dello scenario bipolare della guerra fredda, sono oggi volte soprattutto ad impedire che attori non statali abbiano accesso a materiali sensibili.<\/p>\n<p>Assistiamo, inoltre, a un assottigliamento sempre maggiore tra il settore civile e quello della difesa, che sta modificando la storica dinamica\u00a0<i>top-down<\/i>, dove il top era rappresentato da un settore della difesa trainante, trasformandolo in un flusso ormai circolare, se non addirittura\u00a0<i>bottom-up<\/i>.<\/p>\n<p>Questo insieme di mutamenti soggettivi ed oggettivi, che interessano, cio\u00e8, sia l\u2019identit\u00e0 dei soggetti nei confronti dei quali limitare il trasferimento del\u00a0<i>know-how<\/i>tecnologico e dei beni sensibili, sia la forma in cui tale\u00a0<i>know-how\u00a0<\/i>si manifesta, ha portato la Commissione europea a elaborare una proposta di riforma del Regolamento 428\/2009 rientrante tra le iniziative dell&#8217;Ue intese a contrastare le minacce ibride.<\/p>\n<p>Il 28 settembre 2016, infatti, \u00e8 stata pubblicata una proposta per la modernizzazione del suddetto regolamento, risalente ormai al 5 maggio 2009 e che ha istituito il regime comunitario di controllo delle esportazioni, del trasferimento, dell\u2019intermediazione e del transito di prodotti a duplice uso ancora oggi in vigore.<\/p>\n<p><b>Cyber security e diritti umani<\/b><br \/>\nUna tra le principali novit\u00e0 proposte riguarda l\u2019introduzione del concetto della \u201cprevenzione degli abusi dei sistemi digitali di sorveglianza e antintrusione, che danno adito a violazioni dei diritti umani&#8221;. Una tale dimensione di sicurezza ha lo scopo di legittimare l\u2019estensione del controllo delle esportazioni sulle diverse tecnologie di cyber-sorveglianza che potrebbero essere utilizzate, da una parte per commettere serie violazioni dei diritti umani da Paesi terzi, dall\u2019altra per sferrare attacchi informatici nei confronti dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>L\u2019introduzione di una novit\u00e0 che mira ad ampliare lo spettro di azione della normativa ci costringe a una riflessione sulla dinamica estremamente complessa, e sempre attuale nel settore industriale, relativa al necessario bilanciamento che deve essere tenuto in considerazione tra sicurezza &#8211; interna ed esterna appunto &#8211; e competitivit\u00e0 dei comparti della Difesa e dell\u2019Aerospazio (principalmente ma non solo).<\/p>\n<p><b>Il solito dilemma: sicurezza o competitivit\u00e0?<\/b><br \/>\nNonostante la Commissione cerchi di \u201ctranquillizzare\u201d gli esportatori, assicurando che i nuovi controlli saranno appositamente concepiti per garantire che l&#8217;effetto economico negativo sia strettamente limitato e incida solo su un volume molto esiguo di scambi, il rischio che la prassi futura provochi un aumento dell\u2019alea di incertezza, gi\u00e0 ampiamente denunciata dal mercato dei beni dual-use, \u00e8 estremamente concreto.<\/p>\n<p>Per far fronte a queste contrapposte esigenze, la chiave che sta cercando di utilizzare la Commissione \u00e8 quella di differenziare il livello dei controlli, concentrando quelli pi\u00f9 stringenti sulle transazioni pi\u00f9 \u201csensibili\u201d, identificandole attraverso i criteri della tipologia di materiale, tipologia di transazione, Paese e utilizzatore finale.<\/p>\n<p><b>La strada del diritto doganale\u00a0<\/b><br \/>\nUna interessante ulteriore spinta per la competitivit\u00e0, potrebbe presentarsi nel caso in cui gli studi portati avanti dal Gruppo di Coordinamento sui prodotti a Duplice Uso, il cos\u00ec detto Gdcu, concretizzasse l\u2019attivit\u00e0 del sottogruppo tecnico misto (con le autorit\u00e0 doganali), che ha esaminato la potenziale convergenza tra i programmi doganali degli &#8220;operatori economici autorizzati&#8221; (Aeo, da Authorized Economic Operator) e i &#8220;programmi di conformit\u00e0 interna&#8221; dei controlli delle esportazioni (meglio conosciuti con l\u2019acronimo Pci).<\/p>\n<p>Nel momento in cui l\u2019affidabilit\u00e0 a livello doganale, attraverso l\u2019istituto dell\u2019Aeo, fosse eletto come metro di giudizio utilizzato per il riconoscimento dei Pci, non solo le grandi societ\u00e0 potrebbero riuscire ad aumentare il livello della loro competitivit\u00e0, ma ne trarrebbero ampi benefici anche e soprattutto le piccole e medie imprese, tessuto economico tipico del panorama nostrano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni la situazione della sicurezza nell&#8217;Unione europea, Ue \u00e8 cambiata radicalmente. 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