{"id":65171,"date":"2017-03-03T15:35:56","date_gmt":"2017-03-03T14:35:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65171"},"modified":"2017-11-03T15:13:00","modified_gmt":"2017-11-03T14:13:00","slug":"sicurezza-nato-piu-pragmatica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/03\/sicurezza-nato-piu-pragmatica\/","title":{"rendered":"Sicurezza: per una Nato pi\u00f9 pragmatica"},"content":{"rendered":"<p>La condizione necessaria per rilanciare l&#8217;Alleanza atlantica \u00e8 lavorare per rispondere meglio agli incredibili e rilevanti mutamenti degli scenari di sicurezza. Questo \u00e8 stato, pertanto, il filo conduttore dell\u2019ultima riunione a Bruxelles dei ministri della Difesa durante la quale sono state affrontate, come di consueto, le questioni legate a flessibilit\u00e0 e deterrenza, ma dalla quale \u00e8 emerso un approccio pi\u00f9 pragmatico in termini di lotta al terrorismo, sicurezza cibernetica e dispiegamento di nuove forze di dissuasione.<\/p>\n<p>A tratti simile alla portata dei Vertici, la ministeriale di febbraio ha inciso in maniera notevole sul confronto dialettico del quale \u00e8 tornata ad essere protagonista l\u2019Alleanza atlantica, complice il cambio di Amministrazione statunitense e il timore di un disimpegno di Washington da questioni che non afferiscano direttamente i suoi interessi.<\/p>\n<p><b>L\u2019incontro di Mattis con i colleghi europei<\/b><br \/>\nAlla richiesta avanzata dagli alleati europei di rassicurazione e chiarezza sulle intenzioni statunitensi, il segretario alla Difesa Usa James Mattis ha risposto confermando il forte sostegno all\u2019Alleanza atlantica e sollevando, al contempo, una questione non nuova, che attiene alla giusta ripartizione degli oneri all&#8217;interno dell&#8217;Alleanza e a un maggior impegno per fare fronte ai costi del dispositivo militare.<\/p>\n<p>Un\u2019impostazione che potrebbe apparire ai meno attenti un \u201cdo ut des\u201d, ma che si conferma una delle componenti pi\u00f9 concrete ed essenziali in funzione di un processo di pianificazione della difesa Nato che garantisca l&#8217;interoperabilit\u00e0 e il pi\u00f9 efficiente sfruttamento del pieno potenziale delle risorse dell\u2019Alleanza.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, infatti, quello che a molti \u00e8 apparso come un ultimatum lanciato dal segretario alla Difesa Usa, e la cui sostanza \u00e8 stata rimarcata anche dal nuovo presidente in occasione del suo primo discorso al Congresso, \u00e8 un richiamo costante ad un impegno assunto 60 anni fa in direzione di una difesa collettiva che gli alleati, a partire da quelli europei, dovrebbero rispettare aderendo pi\u00f9 convintamente al progetto di\u00a0<i>smart defence<\/i>, attraverso una sincronizzazione delle priorit\u00e0 nazionali con gli obiettivi definiti dall\u2019Alleanza, nonch\u00e9 mettendo a fattore comune le risorse e condividendo iniziative di innovazione.<\/p>\n<p><b>Valorizzare atlanticismo ed europeismo<\/b><br \/>\nIn questo, l\u2019atlanticismo del nostro Paese passa anche attraverso il tentativo di sensibilizzare l\u2019animo pi\u00f9 propriamente europeista, sia lanciando il progetto di una Schengen della Difesa, sia proponendo ad esempio, nel momento in cui apparisse praticabile, uno scorporo dai vincoli europei di bilancio delle spese militari attinenti al piano della difesa europea.<\/p>\n<p>Ancora, la seriet\u00e0 dell\u2019impegno italiano si evince anche dal piano di riorganizzazione delle Forze Armate iniziato con il Libro Bianco e proseguito con il decreto ministeriale in procinto di passare al vaglio della Camera.<\/p>\n<p>La rilevanza della ministeriale di Bruxelles si evidenzia anche nella sottolineatura posta al carattere difensivo e alla logica securitaria, sottesa alle ragioni costituenti della Nato, elemento che assume ulteriore importanza se contestualizzato rispetto all\u2019attuale quadro geopolitico di riferimento.<\/p>\n<p><b>Progressi dopo il Vertice di Varsavia<\/b><br \/>\nI nuovi progressi relativi al dispiegamento di nuove forze di dissuasione in Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia, guidati attualmente da Gran Bretagna, Canada, Germania e Stati Uniti, in base al meccanismo di rotazione del\u00a0<i>battlegroup\u00a0<\/i>adottato tra le misure del vertice Nato di Varsavia nel luglio 2016, confermano la risposta dell\u2019Alleanza rispetto alla richiesta di sicurezza lungo la parte orientale del territorio alleato.<\/p>\n<p>Analogamente si procede sul piano cibernetico (\u00e8 stato siglato, ad esempio, un\u00a0<i>Political Framework Agreement\u00a0<\/i>con la Finlandia, senza dimenticare la sigla del\u00a0<i>Cyber Defence Pledge\u00a0<\/i>e della collaborazione con l\u2019Unione europea raggiunta in occasione del Vertice di Varsavia), che ad oggi rappresenta la minaccia pi\u00f9 insidiosa in un contesto privo di codificazione internazionale e ricco di profili di criticit\u00e0 e che, pertanto, contribuisce ad arricchire il dibattito relativo al ripensamento del ruolo complessivo e alle capacit\u00e0 dell\u2019Alleanza atlantica.<\/p>\n<p><b>Joint Force Command-Naples<\/b><br \/>\nSul piano della\u00a0<i>situation awarenesse\u00a0<\/i>preventivo, un importante segnale di cooperazione \u00e8 giunto in merito all\u2019impegno nel contrasto al terrorismo internazionale e all\u2019adozione della proposta italiana di costituire un centro di raccordo anti-terrorismo nel nostro Paese presso il\u00a0<i>Joint Force Command-Naples<\/i>.<\/p>\n<p>Si tratta di una decisione molto importante per almeno tre ordini di motivi. Il primo, operativo, in quanto il Comando congiunto interforze di Napoli costituir\u00e0 il punto di riferimento di una serie di attivit\u00e0 che vanno dal coordinamento delle informazioni sui Paesi di crisi, dalla Libia all\u2019Iraq e dunque alla considerazione delle situazioni locali, al coordinamento delle operazioni che attengono il quadrante Sud, comprese le operazioni di\u00a0<i>capacity-building\u00a0<\/i>che gi\u00e0 la Nato conduce.<\/p>\n<p>Il secondo, di natura strategica, attiene alla riconsiderazione ed evoluzione del ruolo della Nato, in linea con quanto detto sul piano cibernetico, relativamente alle strategie da intraprendere in un contesto geopolitico segnato da dinamiche profondamente aggressive, e per fronteggiare l\u2019emergere di nuove minacce, anche non tradizionali e asimmetriche.<\/p>\n<p>Infine, il terzo attiene alla considerazione e al riconoscimento del contributo apportato dall\u2019Italia. Soprattutto negli ultimi anni, il nostro Paese, assieme alla determinante partecipazione alle missioni e operazioni internazionali, ha svolto un\u2019intensa attivit\u00e0 volta a riequilibrare e reindirizzare l\u2019Alleanza atlantica sugli interessi del Mediterraneo, aprendo anche canali di dialogo e cooperazione nel quadro delle relazioni di partenariato con i paesi della sponda Sud.<\/p>\n<p>Il Mediterraneo \u00e8 senza dubbio l\u2019area dove si concentra una percentuale non esigua di interessi italiani, ma anche dove convogliano numerose preoccupazioni per la sicurezza. Il bisogno che l\u2019Alleanza atlantica, cos\u00ec come l\u2019Europa, spostino di pi\u00f9 la loro attenzione sullo scenario di crisi che riguarda il loro versante meridionale deriva anche dalla consapevolezza che la stabilit\u00e0 del Mare Nostrum \u00e8 nevralgica per la stabilit\u00e0 regionale ed euro-atlantica.<\/p>\n<p>In questo senso, sarebbe immeritevole non ricalcare il richiamo d\u2019attenzione fatto dall\u2019Italia sul fenomeno del terrorismo di matrice jihadista e dei\u00a0<i>foreign fighters<\/i>, che pongono alla Nato e all\u2019Europa una minaccia a 360 gradi. La costituzione dell\u2019hub antiterrorismo a Napoli sia, quindi, un grande motivo di orgoglio per il nostro Paese.<\/p>\n<p>Ma ora spetta a tutta l\u2019Alleanza lavorare affinch\u00e9 la decisione veda la sua adeguata implementazione. Al contempo, affinch\u00e9 la Nato continui ad affermarsi come il pi\u00f9 grande successo di difesa internazionale, \u00e8 bene che il dibattito sul rilancio dell\u2019Alleanza non resti sterile, ma che si promuovano e si attuino nuove idee basate al contempo sui valori costituenti il legame transatlantico e le sfide attuali e future alla sicurezza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La condizione necessaria per rilanciare l&#8217;Alleanza atlantica \u00e8 lavorare per rispondere meglio agli incredibili e rilevanti mutamenti degli scenari di sicurezza. 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