{"id":65174,"date":"2017-03-03T15:38:18","date_gmt":"2017-03-03T14:38:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65174"},"modified":"2017-11-03T15:12:59","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:59","slug":"eu-brexit-means-euratom-brexit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/03\/eu-brexit-means-euratom-brexit\/","title":{"rendered":"(Eu) Brexit means (Euratom) Brexit"},"content":{"rendered":"<p>Da dubbio a certezza. Lo si apprende dalle\u00a0<i>Explanatory Notes\u00a0<\/i>che accompagnano lo\u00a0<i>European Union (Notification of Withdrawal) Act 2017\u00a0<\/i>(Bill 132) dello scorso gennaio. Con quest\u2019ultimo, come noto, il Parlamento britannico ha conferito al primo ministro il compito di notificare all\u2019Unione europea, Ue (art. 50, par. 2,Tue) l\u2019intenzione di recedere dall\u2019Unione. Al punto 18 del Bill si specifica che il recesso riguarda sia l\u2019Ue sia la Comunit\u00e0 europea per l\u2019energia atomica\/Euratom<\/p>\n<p>Dunque un recesso ad alta velocit\u00e0 verso mete incognite anche sul fronte dell\u2019integrazione nucleare europea. Si ricorder\u00e0 che la Ceea, istituita assieme alla Cee nel 1957 con durata illimitata, rappresenta tuttora un pilastro del processo di integrazione europea, comprensivo, altres\u00ec, del settore della produzione pacifica del nucleare.<\/p>\n<p><b>Un\u2019equivalenza non automatica<\/b><br \/>\nE che l\u2019Euratom ne costituisse una colonna era comprovato dalla struttura a tempio greco su cui poggiava l\u2019Ue di Maastricht, basata sulle tre Comunit\u00e0 e sulla cooperazione negli ambiti Pesc e Gai. Ci\u00f2 a significare l\u2019unit\u00e0 del sistema.<\/p>\n<p>A seguito del trattato di Lisbona, l\u2019Ue ha assorbito i tre pilastri lasciando fuori dalla costruzione l\u2019Euratom che, se in continuit\u00e0 con il passato mantiene autonoma personalit\u00e0 giuridica internazionale, non \u00e8 pi\u00f9 una costola dell\u2019Unione. Situazione apparsa da subito contraddittoria con quegli elementi strutturali che dall\u2019origine pongono Comunit\u00e0 economica ed Euratom in un rapporto di reciproca integrazione.<\/p>\n<p>Sulla base di questi elementi giuridici non era automatica l\u2019equivalenza EuBrexit=EuratomBrexit. Per il Regno Unito, si poneva l\u2019alternativa: l\u2019<i>exit\u00a0<\/i>da entrambe, estendendosi l\u2019art. 50 anche all\u2019Euratom, oppure l\u2019<i>exit\u00a0<\/i>dall\u2019Ue ed il\u00a0<i>remain\u00a0<\/i>nell\u2019Euratom. Ci\u00f2 spiega il rilievo delle pertinenti precisazioni delle\u00a0<i>Explanatory Notes<\/i>.<\/p>\n<p>Sembra tuttavia ragionevole pensare che, se nulla impediva alla Gran Bretagna di restare nell\u2019Euratom, poco gestibili sarebbero state le conseguenze giuridiche e politiche: il Regno Unito avrebbe continuato a fare parte delle istituzioni Ue, le stesse dell\u2019Euratom, e sarebbe rimasto vincolato alla normativa Euratom e, perci\u00f2, alla giurisdizione della Corte Ue nel campo Euratom. Ma ci\u00f2 sarebbe stato parecchio bizzarro per uno Stato che ha fatto della Brexit il\u00a0<i>core\u00a0<\/i>di una battaglia prettamente politica.<\/p>\n<p><b>Le implicazioni dell\u2019uscita dall\u2019Euratom<\/b><br \/>\nMeglio si colgono le implicazioni dell\u2019EuratomBrexit per Gran Bretagna ed Ue se si pensa alle ampie competenze Euratom (approvvigionamento dell\u2019uranio nel territorio dell\u2019Ue e nelle relazioni con Stati terzi, estensione a questo settore delle libert\u00e0 fondamentali del mercato unico, sviluppo della ricerca nucleare e degli investimenti per la realizzazione degli impianti nucleari necessari alla produzione di energia elettrica).<\/p>\n<p>Sono soprattutto i compiti di protezione della salute e di sicurezza nucleare a fare dell\u2019Euratom, grazie a misure tanto preventive quanto reattive, la sentinella della salvaguardia europea nello sviluppo di un\u2019industria nucleare pacifica.<\/p>\n<p>Senza poi dimenticare che l\u2019Euratom vigila affinch\u00e9 l\u2019uso del nucleare non sia distorto dalle finalit\u00e0 lecite volute dal Trattato, prevenendo i rischi di una sua diversione verso attivit\u00e0 terroristiche o di traffico illecito. Compito quest\u2019ultimo condiviso con l\u2019Agenzia internazionale dell\u2019energia atomica (Aiea) grazie alla loro stretta collaborazione nell\u2019adozione di convenzioni internazionali mirate alla sicurezza nucleare \u201cglobale\u201d.<\/p>\n<p><b>Scenari e potenziali conseguenze<\/b><br \/>\nEbbene l\u2019EuratomBrexit implicher\u00e0 per il Regno Unito il riacquisto di competenze nei settori prima elencati, vocati, e, lo si era gi\u00e0 capito nel 1957, a una marcata cooperazione internazionale, soprattutto per quanto concerne la sicurezza nucleare. Ci\u00f2 preoccupa se si pensa che la Gran Bretagna sta progettando la costruzione di nuovi impianti nucleari a differenza di altri Stati Ue, come Francia e Germania, che dopo il disastro di Fukushima hanno iniziato a riflettere sulla consistenza del nucleare nel bouquet energetico nazionale.<\/p>\n<p>Quali scenari possono prospettarsi su questo fronte? Il primo \u00e8 quello di un Regno Unito che fa della sicurezza nucleare un patrimonio \u201cnell\u2019interesse di tutti\u201d, britannici e non, e conseguentemente recepisce l\u2019alto standard di protezione nucleare Ue\/Euratom (si pensi, ad esempio, alla recente direttiva 2014\/97 che impone elevati livelli di sicurezza nella gestione\/progettazione delle centrali nucleari per prevenire disastri come Fukushima).<\/p>\n<p>Ci\u00f2 implicherebbe che la Gran Bretagna continui ad applicare la vigente normativa Euratom, sganciata, per\u00f2, da quei meccanismi europei di garanzia\/controllo che assicurano l\u2019uniforme applicazione delle norme all\u2019interno degli Stati membri. La conseguenza potrebbe essere una pi\u00f9 aleatoria sicurezza nucleare europea.<\/p>\n<p><b>Una pi\u00f9 aleatoria sicurezza nucleare europea e internazionale<\/b><br \/>\nNon meno complessa sarebbe la situazione nei confronti delle future misure Euratom se il Regno Unito non volesse prenderle a modello. Ne scaturirebbe una disomogeneit\u00e0 normativa che non avrebbe ripercussioni negative sull\u2019Ue solo qualora Londra scegliesse livelli pi\u00f9 elevati di sicurezza nucleare.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 dunque precipuo interesse dell\u2019Ue in sede di definizione delle modalit\u00e0 della EuratomBrexit vigilare sul \u201ccapitolo nucleare\u201d puntando soprattutto l\u2019attenzione \u201dal quadro delle future relazioni Ue\/Euratom. E ci\u00f2 per evitare pericolose cesure nella regolamentazione di settori cos\u00ec rischiosi.<\/p>\n<p>Altrettanto spinosa \u00e8 la questione della posizione della Gran Bretagna nei confronti dell\u2019ampio\u00a0<i>volet\u00a0<\/i>di accordi internazionali dell\u2019Euratom sul nucleare, cui anche il Regno Unito \u00e8 al momento vincolato. Si pensi, ad esempio alle Convenzioni Aiea che toccano i pi\u00f9 importanti aspetti della protezione\/sicurezza nucleari (trasporto dei materiali nucleari, collocazione\/dismissione degli impianti nucleari e stoccaggio\/smaltimento dei rifiuti nucleari).<\/p>\n<p>Trattandosi di accordi bilaterali tra Euratom\/Stati membri da una parte e Organizzazioni internazionali e\/o Stati terzi dall\u2019altra, l\u2019EuratomBrexit implica, in via di principio, che la Gran Bretagna non ne sia pi\u00f9 Parte, almeno con riguardo alle materie coperte dalla competenza Euratom. Ne potrebbe ridiventare Parte solo sulla base di un nuovo rapporto bilaterale con l\u2019Euratom o con l\u2019Aiea.<\/p>\n<p>Nel reciproco interesse Euratom\/Ue non sarebbe infatti immaginabile che il Regno Unito resti nel suo\u201csplendido isolamento\u201d che, se pu\u00f2 valere per materie quali l\u2019immigrazione o l\u2019euro, non \u00e8 auspicabile nel settore della sicurezza nucleare.<\/p>\n<p>Peraltro, gli ambienti legati all\u2019industria nucleare all\u2019indomani dell\u2019annuncio dell\u2019Euratom\/Brexit hanno manifestato preoccupazioni. E ci\u00f2 sia per l\u2019incerto quadro negoziale che emerger\u00e0 soprattutto nei rapporti con Stati Uniti e Cina, con cui dovranno essere assunti nuovi obblighi internazionali, sia per le sorti della realizzazione del nuovo impianto nucleare di\u00a0<i>Hinkley Point C<\/i>\u00a0trattandosi di una joint tra imprese inglesi, francesi e cinesi.<\/p>\n<p>Dunque l\u2019EuratomBrexit solleva timori tanto presso i sostenitori del nucleare (perdita di competitivit\u00e0 dell\u2019industria nucleare britannica) quanto presso gli oppositori (diminuzione della sicurezza nucleare). In altri termini una partita dove tutti perdono. Non sarebbe stato meglio rammendare la tela, anzich\u00e9 strapparla per poi faticosamente tesserne una nuova?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da dubbio a certezza. Lo si apprende dalle\u00a0Explanatory Notes\u00a0che accompagnano lo\u00a0European Union (Notification of Withdrawal) Act 2017\u00a0(Bill 132) dello scorso gennaio. 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