{"id":65178,"date":"2017-03-06T15:53:21","date_gmt":"2017-03-06T14:53:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65178"},"modified":"2017-11-03T15:12:58","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:58","slug":"la-nuova-via-della-seta-passa-balcani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/03\/la-nuova-via-della-seta-passa-balcani\/","title":{"rendered":"La nuova Via della Seta passa per i Balcani"},"content":{"rendered":"<p>I Paesi dell\u2019Europa centro-orientale hanno un ruolo significativo per l\u2019attuazione della\u00a0<i>Belt &amp; Road Inititative\u00a0<\/i>(Bri), la nuova Via della Seta che punta a migliorare collegamenti e cooperazione nella regione eurasiatica. Una convinzione rafforzata dalle visite del presidente cinese Xi Jinping a Praga, Belgrado e Varsavia, l\u2019anno scorso.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel 2012, la Cina aveva lanciato una piattaforma per la cooperazione 16+1 con i sedici paesi dell\u2019Europa centrale, orientale e sud-orientale. Con l\u2019avvio della Bri, nel 2013 il raggruppamento 16+1 \u00e8 stato riformulato come uno dei meccanismi per l\u2019implementazione della nuova iniziativa.<\/p>\n<p><b>Insoddisfazione per l\u2019Ue, arriva Pechino<\/b><br \/>\nIn Europa, il principale interrogativo attorno alla cooperazione 16+1 riguarda i suoi potenziali effetti sulle relazioni fra Unione europea, Ue e Cina: undici dei Paesi interessati sono infatti membri dell\u2019Ue. Interrogativi altrettanto importanti &#8211; anch\u2019essi con ricadute sulle relazioni fra Bruxelles e Pechino &#8211; suscita pure la cooperazione fra la Cina e i rimanenti cinque Paesi della regione, interlocutori privilegiati dell\u2019Ue in ottica di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3725\" target=\"blank\"><b><u>allargamento<\/u><\/b><\/a>: Albania, Bosnia Erzegovina, Macedonia, Montenegro e Serbia.<\/p>\n<p>Le guerre degli anni Novanta e il conseguente declino politico ed economico della regione hanno privato i Paesi balcanici di buona parte del loro peso internazionale. Negli ultimi 25 anni, l\u2019agenda regionale \u00e8 stata di fatto dettata dalla comunit\u00e0 internazionale, vale a dire in primis dall\u2019Ue e dagli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Vista in passato come portatrice di cambiamenti positivi, l\u2019Ue \u00e8 oggi considerata sempre pi\u00f9 come parte del problema. Ancora peggiore \u00e8 il bilancio sul piano delle trasformazioni economiche. Le riforme neoliberiste hanno prodotto devastazione economica. La crisi finanziaria globale ha finito per consolidare la posizione dei Balcani quale \u201csuper-periferia\u201d dell\u2019Europa, che ha sofferto maggiormente della recessione globale del 2008-2009. Se i settori ad alta intensit\u00e0 di lavoro prosperano nella regione, \u00e8 perch\u00e9 qui il lavoro manuale costa ancora meno che in Cina.<\/p>\n<p><b>Una cooperazione pragmatica<\/b><br \/>\nLa Bri approda quindi nei Balcani proprio nel momento in cui a dominare \u00e8 l\u2019insoddisfazione per i paradigmi prevalenti negli ultimi 25 anni. I principi su cui si basa l\u2019iniziativa sono assai differenti da quelli sinora promossi dall\u2019Occidente. La parola-chiave impiegata dalla Cina \u00e8 infatti \u201cpotenziale economico non sfruttato\u201d: la cooperazione interessa cio\u00e8 diversi ambiti, ma viene qualificata come \u201cpragmatica\u201d, nel senso che le questioni politiche vengono lasciate al di fuori del perimetro delle discussioni.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione si concentra piuttosto sull\u2019elaborazione e sull\u2019attuazione di progetti concreti, in alcuni settori prioritari: le reti infrastrutturali di trasporto ed energia, la cooperazione in materia di capacit\u00e0 industriale e il potenziamento di commercio e investimenti.<\/p>\n<p>Lentamente ma con costanza, la Cina ha saputo garantire risultati concreti: autostrade, centrali elettriche e stabilimenti siderurgici sono in fase di realizzazione o sono gi\u00e0 stati completati, mentre un numero sempre maggiore di progetti \u00e8 oggetto di discussione in svariate sedi politiche e accademiche.<\/p>\n<p>Nonostante Pechino riconosca la differenza esistente fra Stati membri dell\u2019Ue e non &#8211; e anzi attribuisca ai secondi una maggiore \u201cflessibilit\u00e0\u201d nella cooperazione -, l\u2019approccio sinora seguito dalla Cina rifugge dalla caratterizzazione dei Balcani come gruppo strutturalmente distinto per specificit\u00e0 storiche e culturali (spesso negative). Al contrario, Pechino guarda ai Paesi dell\u2019ex Jugoslavia come parte di una regione pi\u00f9 ampia, definita sulla base di somiglianze strutturali e prossimit\u00e0 geografiche.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, la geografia mentale della Cina non vede nei Balcani il retroterra dell\u2019Europa, bens\u00ec un ponte fra regioni diverse. \u00c8 su queste basi che sono stati inclusi nella Bri progetti infrastrutturali su vasta scala, come la cosiddetta China-Europe Land-Sea Express Railway, che collega Budapest al porto greco del Pireo (ora posseduto al 67% dalla cinese Cosco) attraverso Serbia e Macedonia, coinvolgendo Paesi Ue e non.<\/p>\n<p>Si mira cos\u00ec a superare le distinzioni e le contrapposizioni storiche attraverso una cooperazione intra-regionale che appare oggi imprescindibile. Ci\u00f2 dovrebbe permettere ai Balcani di ritrovare un ruolo internazionale e di agire in prima persona sulla propria agenda di sviluppo.<\/p>\n<p>La cooperazione all\u2019interno della Brisi presenta come un processo aperto e senza condizionalit\u00e0, con risultati facilmente visibili e misurabili in termini di investimenti infrastrutturali e di flussi commerciali. L\u2019iniziativa \u00e8 ancora allo stadio iniziale e avr\u00e0 bisogno di tempo per crescere ed espandersi. Assumendo che la tendenza attuale continui, quali potranno esserne i risultati?<\/p>\n<p>La Cina non intende sostituire l\u2019Ue e gli Stati Uniti quale principale attore esterno nella regione; non ne avrebbe peraltro il potenziale. N\u00e9 pu\u00f2 fare miracoli, come spera qualcuno.L\u2019esperienza di altre regioni mostra, tuttavia, che a un intensificarsi della diplomazia economica cinese corrispondono migliori performance economiche. Anche se ci\u00f2 ha un prezzo: per esempio, la Cina influenza indirettamente il dibattito locale sui modelli politici, offrendo spesso ispirazione ai fautori di militarismo e liberalizzazione economica.<\/p>\n<p><b>Bca, Bri e riflessi per l\u2019Italia<\/b><br \/>\nQuale sar\u00e0 la risposta degli altri attori globali &#8211; e dell\u2019Ue in particolare &#8211; all\u2019espansione della Bri nei Balcani? Nel 2014, Bruxelles ha avviato il cosiddetto Processo di Berlino sui Balcani occidentali e nel 2015 la\u00a0<i>Balkan connectivity agenda<\/i>\u00a0(Bca), mettendo per la prima volta l\u2019accento sullo sviluppo economico.<\/p>\n<p>Dati il cambiamento di approccio e la somiglianza con quanto la Cina sta facendo nella regione, la Bca \u00e8 stata vista da alcuni come la risposta europea alla Bri. Ma Cina e Ue restano dopotutto partner strategici: cos\u00ec come hanno individuato forme di coordinamento fra il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.euractiv.com\/section\/innovation-industry\/news\/brussels-clears-way-for-china-to-pour-billions-into-juncker-plan\/\" target=\"blank\"><b><u>piano Juncker e la Bri<\/u><\/b><\/a>, potrebbero riuscire a creare sinergie tra la Bca e la componente balcanica della Bri.<\/p>\n<p>Infine, che cosa significa per l\u2019Italia il crescente coinvolgimento della Cina nei Balcani? Tramite il mare Adriatico e il porto di Trieste, l\u2019Italia \u00e8 fisicamente connessa ai Balcani, i suoi legami storici e culturali con la regione sono profondi e Roma resta tuttora uno dei principali partner economici dei Paesi balcanici.<\/p>\n<p>Le\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3836\" target=\"blank\"><b><u>nuove vie di comunicazione terrestri e marittime delineate dalla Bri<\/u><\/b><\/a>\u00a0non potranno che rafforzare tali legami, mentre il rilancio di un\u2019agenda economica per i Balcani creer\u00e0 nuove opportunit\u00e0 per la cooperazione economica. Sono questi, di per s\u00e9, incentivi sufficienti per mettere a frutto l\u2019esperienza che l\u2019Italia ha maturato nella cooperazione tanto con la Cina quanto con i Balcani.<\/p>\n<p><i><span style=\"font-size: xx-small;\">Traduzione dall\u2019inglese a cura di Simone Dossi<\/span><\/i>.<\/p>\n<p><i><span style=\"font-size: xx-small;\">Articolo pubblicato su\u00a0<a href=\"http:\/\/www.iai.it\/sites\/default\/files\/orizzontecina_16_06.pdf\" target=\"blank\"><b><u>OrizzonteCina<\/u><\/b><\/a>, rivista online sulla Cina contemporanea a cura di Torino World Affairs Institute e Istituto Affari Internazionali<\/span>.<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I Paesi dell\u2019Europa centro-orientale hanno un ruolo significativo per l\u2019attuazione della\u00a0Belt &amp; Road Inititative\u00a0(Bri), la nuova Via della Seta che punta a migliorare collegamenti e cooperazione nella regione eurasiatica. 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