{"id":65194,"date":"2017-03-10T16:53:54","date_gmt":"2017-03-10T15:53:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65194"},"modified":"2017-11-03T15:12:56","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:56","slug":"nato-la-solita-sbagliata-lite-alleati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/03\/nato-la-solita-sbagliata-lite-alleati\/","title":{"rendered":"Nato: la solita e sbagliata lite tra alleati"},"content":{"rendered":"<p>Gi\u00e0 Rudyard Kipling parlava di &#8220;fardello&#8221;, ma per lui il \u201cburden\u201d era quello del britannico (o altro europeo) \u201ccostretto\u201d dalla storia ad impegnare i suoi figli migliori oltremare per provvedere al buon governo di popoli \u201cper met\u00e0 diavoli e per met\u00e0 bambini\u201d.<\/p>\n<p>Finito il tempo di Kipling, pi\u00f9 recentemente, i presidenti degli Stati Uniti, ultimo anche Donald Trump, hanno invocato un &#8220;burdensharing&#8221;, la necessit\u00e0 di suddividere equamente fra tutti i membri dell&#8217;Alleanza Atlantica il fardello della difesa comune. Un diverso concetto di fardello, che condivide per\u00f2 con Kipling l\u2019idea di una missione destinata a fare prevalere il bene sul male.<\/p>\n<p><b>Le percentuali del Pil<\/b><br \/>\nCi\u00f2 che gli Usa lamentano \u00e8 il fatto che la percentuale del prodotto interno lordo (Pil) che gli altri alleati destinano alle spese di difesa non sia mai stata neanche prossima al livello delle risorse che essi stanziano.<\/p>\n<p>Nel tempo sono esistite alcune eccezioni. In primo luogo quella della Francia e del Regno Unito, i cui bilanci per la difesa sono sempre stati pi\u00f9 alti della media europea, sia per la volont\u00e0 di finanziare una componente territoriale capace di sostenere ambizioni oltremare, sia per mantenere in essere una componente nucleare che, vista la sua esiguit\u00e0 numerica, \u00e8 obbligata per ragioni di credibilit\u00e0 dissuasiva a sostenere un livello tecnologico molto avanzato e costoso.<\/p>\n<p>In secondo luogo, almeno sino a pochi anni or sono, facevano eccezione la Grecia e la Turchia, ma pi\u00f9 per reciproca diffidenza di vicini storicamente ostili che per motivi Nato.<\/p>\n<p>Per tutti gli altri alleati valeva la regola molto pragmatica di fare il massimo reso possibile dalla situazione politica interna nonch\u00e9 dalle oscillazioni economiche di ciascun Paese. Nei periodi di pi\u00f9 tesa contrapposizione fra i due blocchi, la media degli stanziamenti per la difesa si \u00e8 quantificata cos\u00ec fra il 2 ed il 2,5 per cento del Pil.<\/p>\n<p>Il calcolo del \u201cburdensharing\u201dche ne derivava non soddisfaceva ovviamente gli Stati Uniti che non perdevano occasione per ritornare con insistenza sull&#8217;argomento tutte le volte in cui avevano la possibilit\u00e0 di farlo.I loro rimproveri erano per\u00f2 basati su parametri essenzialmente economici, che da un lato non erano che parzialmente attendibili, mentre dall&#8217;altro non tenevano conto di elementi degni di nota che avrebbero invece dovuto essere presi in considerazione.<\/p>\n<p><b>Il gioco del metti e leva<\/b><br \/>\nLa scarsa attendibilit\u00e0 dei dati dipendeva infatti dall&#8217;interesse che ciascun Paese aveva a gonfiare i propri stanziamenti ogni volta che essi venivano calcolati in ambito internazionale, salvo poi minimizzarli quando venivano presentati a parlamenti nazionali particolarmente inclini a considerare prioritarie altre spese rispetto a quelle destinate alla difesa.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiunge il fatto che ciascun Paese utilizza proprie regole di contabilit\u00e0 e ha in bilancio numerosi stanziamenti \u201cdual use\u201d che possono essere aggiunti o meno al bilancio della difesa a seconda delle circostanze.<\/p>\n<p>Nel caso italiano, ci\u00f2 si \u00e8 tradotto in alcuni anni in una differenza dello 0,6 per cento del Pil (cio\u00e8 in sostanza di circa il 30 per cento del totale della spesa per la difesa) fra i dati che circolavano in sede Alleanza e quelli che venivano invece resi noti in ambito nazionale.<\/p>\n<p>Per non parlare poi di quanto destinato ai Carabinieri, di volta in volta considerato, a seconda delle opportunit\u00e0, come spesa destinata principalmente a esigenze di polizia o viceversa a quelle di difesa.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti d\u2019altro canto preferiscono ignorare quanto sia diversa la situazione di una grande potenza, con ambizioni di massimo livello, interessi globali e una presenza militare da mantenere credibile sin nel pi\u00f9 remoto angolo del mondo, da quella di potenze medie o piccole interessate soltanto alla sicurezza di un&#8217;area ben determinata.<\/p>\n<p>\u00c8 questo un errore che gli Usa stanno ripetendo anche oggi allorch\u00e9, con un certo livello di schizofrenia, accrescono in termini macroscopici il loro bilancio della difesa al dichiarato scopo di &#8221; rendere di nuovo grande l&#8217;America&#8221; mentre nel contempo invitano gli alleati a un maggiore &#8220;burdensharing&#8221;, dando per scontato che anche gli altri Paesi condividano senza riserve questo loro obiettivo. Un punto su cui si potrebbe discutere a lungo ma che purtroppo non viene mai sollevato n\u00e9 in ambito multilaterale n\u00e9, tantomeno, in quelli bilaterali.<\/p>\n<p><b>Basi e costi e altri oneri<\/b><br \/>\nInfine, nel parlare di fardelli, si dovrebbero mettere sul piatto della bilancia anche altri elementi, a volte difficilmente cifrabili, come a esempio il fatto che il territorio coinvolto in caso di scoppio delle ostilit\u00e0 con l&#8217;Urss era essenzialmente quello europeo.<\/p>\n<p>In tempi di Mad (Mutual Assured Destruction), ci\u00f2 era bilanciato almeno in parte dalla garanzia nucleare americana. Non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec adesso, nel momento in cui contrasti fra Nato e Russia, sul tipo di quello in corso nell&#8217;area ucraina, appaiono destinati a mantenere caratteristiche di un conflitto addirittura pi\u00f9 ibrido che convenzionale.<\/p>\n<p>Ci sono poi Paesi europei che hanno sempre sopportato l&#8217;onere derivante dalla presenza sul loro territorio di forze americane schierate in basi Nato, di cui l&#8217;ospitante mantiene la sovranit\u00e0, ma che le opinioni pubbliche nazionali tendono a considerare come basi statunitensi. N\u00e9 questo deve sorprendere, visto che anche l&#8217;alleato transatlantico tende spesso a considerarle come tali, costringendo a volte il padrone di casa a reazioni decise o ad interdirne, almeno parzialmente, l&#8217;uso nonostante le pressioni statunitensi.<\/p>\n<p>In altri tempi il fenomeno dello stazionamento in Europa di forze statunitensi aveva dimensioni macroscopiche, soprattutto per la Germania. Ma dopo la fine della guerra fredda la presenza permanente americana si \u00e8 ridotta in tutti i Paesi europei, salvo l&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Si tratta del lato negativo di quella che per anni \u00e8 stata evidenziata come la nostra &#8220;rendita di posizione strategica\u201d, cio\u00e8 il fatto che il nostro Paese, collocato al centro del Mediterraneo, permette agevolmentedi raggiungere parecchie potenziali aree di instabilit\u00e0, come il Nord Africa, il Medio Oriente, i Balcani.<\/p>\n<p>Oggi la presenza americana in Italia ha pi\u00f9 o meno le dimensioni di quella che gli Usa mantengono nella Corea del Sud, nonostante le ben diverse condizioni strategiche. Si tratta di un onere che non \u00e8 mai stato efficacemente evidenziato n\u00e9 tantomeno \u00e8 entrato in linea di conto ai fini di una corretta suddivisione del fardello.<\/p>\n<p>Parimenti dimenticate, anche grazie all&#8217;assurda regola della Nato secondo cui &#8220;costs lie where they fall&#8221; (in una traduzione libera: i costi sono sopportati da chi vi incorre), sono anche le spese in cui l&#8217;Italia \u00e8 incorsa ospitando, nei due conflitti Nato pi\u00f9 recenti, la guerra del Kosovo e quella di Libia, le forze aeronavali della Alleanza.<\/p>\n<p>Costi cui si sono poi aggiunti anche quelli della ripulitura dell&#8217;Adriatico dalle bombe scaricate nelle &#8220;jettison zones&#8221; dagli aerei che ritornavano carichi da missioni per qualche motivo non completate. Si \u00e8 trattato in questo caso di una operazione cui la Nato ha infine contribuito, ma solo dopo ripetute sollecitazioni.<\/p>\n<p><b>Ma in fin dei conti\u2026<\/b><br \/>\nCi\u00f2 detto, non bisogna dimenticare che, anche se gli americani hanno torto nell&#8217;insistere su una formula di compartecipazione del tutto inadeguata, essi hanno tuttavia ragione quando sostengono che per lo pi\u00f9 i loro alleati spendono troppo poco per la difesa e la sicurezza comune.<\/p>\n<p>Di fronte ad una insicurezza nazionale ed internazionale crescente e ad un aumentato costo degli strumenti di sicurezza e difesa, primo fra tutti il personale, gli europei hanno per lo pi\u00f9 reagito diminuendo costantemente, per pi\u00f9 di 25 anni, le risorse destinate al settore.\u00a0<i>Quos jupiter perdere vult, dementat prius<\/i>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gi\u00e0 Rudyard Kipling parlava di &#8220;fardello&#8221;, ma per lui il \u201cburden\u201d era quello del britannico (o altro europeo) \u201ccostretto\u201d dalla storia ad impegnare i suoi figli migliori oltremare per provvedere al buon governo di popoli \u201cper met\u00e0 diavoli e per met\u00e0 bambini\u201d. 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