{"id":65209,"date":"2017-03-11T09:32:00","date_gmt":"2017-03-11T08:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65209"},"modified":"2017-11-03T15:12:56","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:56","slug":"montenegro-nato-un-valzer-laccesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/03\/montenegro-nato-un-valzer-laccesso\/","title":{"rendered":"Montenegro e Nato: un valzer per l\u2019accesso"},"content":{"rendered":"<p>Il Montenegro nei prossimi mesi potrebbe diventare il 29\u00b0 Stato membro dell\u2019Organizzazione del Trattato dell\u2019Atlantico del Nord al Vertice in programma il 25 maggio a Bruxelles.<\/p>\n<p>Il condizionale resta per\u00f2 d\u2019obbligo, in quanto sebbene il 2 dicembre 2015, sotto la spinta dell\u2019Amministrazione statunitense a guida Barack Obama, il Montenegro sia stato invitato dal segretario generale Jens Stoltenberg ad entrare nell\u2019Organizzazione,e il 19 maggio 2016 sia stato firmato il protocollo di accesso del Montenegro alla Nato, l\u2019elezione di Donald Trump a 45\u00b0 presidente degli Stati Uniti ha rallentato questo processo.<\/p>\n<p><b>Le ratifiche del protocollo di adesione<\/b><br \/>\nL\u2019articolo 10 del Trattato di Washington contempla la possibilit\u00e0 di adesione all\u2019Organizzazione di nuovi Stati europei, previo assenso unanime di tutti gli Stati membri. Dopo la ratifica da parte del Parlamento canadese della scorsa settimana, mancano ancora le ratifiche di Spagna, Paesi Bassi e Stati Uniti, mentre l\u2019Italia ha ratificato ed eseguito il protocollo di accesso lo scorso 9 novembre.<\/p>\n<p>Le Cortes spagnole approveranno nelle prossime settimane il protocollo. Invece, per la ratifica dei Paesi Bassi si dovranno aspettare le elezioni del 15 marzo, ma la legge di approvazione era gi\u00e0 stata discussa e approvata in prima lettura senza intoppi.<\/p>\n<p>La pi\u00f9 importante, e probabilmente ultima, ratifica dovr\u00e0 arrivare dal Senato degli Stati Uniti d\u2019America.La conferma del protocollo di accesso da parte del Senato, che sembrava una semplice formalit\u00e0 prima delle elezioni del novembre scorso, si potrebbe trasformare in un bivio sostanziale per le politiche del presidente Trump nei riguardi della Nato e dei Balcani.<\/p>\n<p>Il disimpegno in Europa proclamato in campagna elettorale, si \u00e8 poi trasformato in una pi\u00f9 realistica rivalutazione di condivisione di costi e responsabilit\u00e0 sostenuta dalla risoluzione del Senato del 7 febbraio sul \u201cfermo impegno\u201d degli Stati Uniti nella Nato. Questa politica dovrebbe, teoricamente, andare contro un allargamento dell\u2019Organizzazione.<\/p>\n<p>Se un\u2019azienda vuol spendere meno, \u00e8 raro che il proprio amministratore decida di ampliarla. Immaginando il magnate americano come nuovo Ceo degli Stati Uniti, l\u2019ampliamento parrebbe un paradosso. \u00c8 per questo motivo che il Senato, il 12 gennaio, nell\u2019esprimere parere favorevole all\u2019ingresso di Podgorica nell\u2019Organizzazione, ha posto come condizione che questo accesso non debba comportare ulteriori costi per gli Stati Uniti.<\/p>\n<p><b>Uno Stato cos\u00ec piccolo, un dilemma cos\u00ec grande<\/b><br \/>\nIl reale rallentamento del processo, per\u00f2, pare derivare pi\u00f9 da ragioni politiche ed in particolare dai rapporti con la Russia. Mosca aveva gi\u00e0 condannato il tentativo di influenza americano nella regione all\u2019indomani dell\u2019invito all\u2019entrata del 2 dicembre 2015. minacciando ritorsioni.<\/p>\n<p>Le pacifiche relazioni che Trump voleva tessere con Putin si scontrano, e potrebbero essere minate, dall\u2019ingresso del piccolo Paese mediterraneo nella Nato. D\u2019altro canto un\u00a0<i>roll-back\u00a0<\/i>degli interessi americani nei Balcani potrebbe lasciare un via libera a quelli russi.<\/p>\n<p>Gli interessi russi in Montenegro sono evidenti: si va dai grandi investimenti economici privati sulle coste, dove casin\u00f2 e hotel a 5 stelle di propriet\u00e0 russa la fanno da padrone, fino alla posizione geostrategica posseduta da un Paese di stesse tradizioni religiose e linguistiche (ortodossia ed uso ufficiale dell\u2019alfabeto cirillico) e con sbocco sul Mar Adriatico.<\/p>\n<p>A questo quadro si aggiunga poi una spy-story, in pieno stile balcanico (si veda Francesco Ferdinando), che vedrebbe coinvolti agenti russi nel tentativo di assassinio del leader del partito Democratico dei Socialisti del Montenegro promotore dell\u2019avvicinamento all\u2019Occidente, Milo ?ukanovi?, durante le elezioni parlamentari dell\u2019ottobre 2016. Accuse ritenute infondate dal governo russo, ma che hanno fatto molta notizia in Europa, specialmente nei Balcani.<\/p>\n<p>?ukanovi? \u00e8 una figura ambigua della politica montenegrina: informalmente alla guida del Paese dal 1991, da quando ricopriva il ruolo di primo ministro nell\u2019allora ex-Jugoslavia, \u00e8 alla guida del partito di governo dal 1998 e si presenta come il promotore vincente del referendum sull\u2019indipendenza del 2006. \u00c8 considerato l\u2019uomo pi\u00f9 potente del Montenegro ed \u00e8 accusato da pi\u00f9 parti di gestire il Paese come un\u2019azienda di famiglia con annesse ripetute accuse di corruzione.<\/p>\n<p><b>Pro e contro l\u2019adesione alla Nato<\/b><br \/>\nUn paese di 600.000 abitanti, con un esercito di sole 7.000 unit\u00e0, quattro elicotteri a disposizione e 14 unit\u00e0 navali militari: la domanda viene spontanea, che benefici trarrebbe l\u2019Alleanza dall\u2019ingresso del Montenegro? Da un punto di vista strettamente numerico ben pochi. Ma basta guardare all\u2019\u2019ultimo allargamento del 2009, il sesto nella storia dell\u2019Organizzazione, con l\u2019adesione di Croazia e Albania, per trovare una prima risposta; la chiara vocazione balcanica dell\u2019Organizzazione \u00e8 insita in queste ultime due adesioni che sottolineano l\u2019importanza strategica della regione nello scacchiere europeo.<\/p>\n<p>Il Montenegro nell\u2019Organizzazione significherebbe una chiusura del fianco sud-est europeo e adriatico a possibili influenze russe. La gestione dell\u2019Adriatico sarebbe resa pi\u00f9 fluida dal porto di Bar, l\u2019antica Antibari, che gi\u00e0 i romani fondarono con lo scopo di controllare meglio questo mare: l\u00ec, l\u2019ampia profondit\u00e0 delle acque rende possibile l\u2019approdo di grandi navi militari.<\/p>\n<p>In pi\u00f9, l\u2019accesso del Montenegro darebbe una rinnovata spinta alla politica di ampliamento dell\u2019Alleanza, riportando in discussione l\u2019entrata della Macedonia gi\u00e0 inserita nel\u00a0<i>Membership Action Plan<\/i>\u00a0(MAP) dal vertice di Washington del 1999 e la cui adesione \u00e8 bloccata solo dalla Grecia per la questione del nome, e una possibile integrazione futura del Kosovo, dove peraltro le truppe Nato sono gi\u00e0 presenti con la missione Kfor.<\/p>\n<p>Infine un Montenegro membro della Nato significherebbe un altro passo di Podgorica verso l\u2019Europa, come sottolineato dall\u2019ultimo rapporto della Commissione europeasul Paese del 2016. I preparativi per il matrimonio sono in dirittura d\u2019arrivo: se lo sposo (o, almeno, gli Stati Uniti) non si tirer\u00e0 indietro all\u2019ultimo momento, le nozze saranno celebrate il 25 maggio al vertice di Bruxelles, con buona pace della Russia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Montenegro nei prossimi mesi potrebbe diventare il 29\u00b0 Stato membro dell\u2019Organizzazione del Trattato dell\u2019Atlantico del Nord al Vertice in programma il 25 maggio a Bruxelles. 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