{"id":65222,"date":"2017-03-15T09:48:59","date_gmt":"2017-03-15T08:48:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65222"},"modified":"2017-11-03T15:12:54","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:54","slug":"ue-isolamento-governo-conservatore-polacco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/03\/ue-isolamento-governo-conservatore-polacco\/","title":{"rendered":"Ue: isolamento governo conservatore polacco"},"content":{"rendered":"<p>Il 9 marzo il Consiglio europeo ha rieletto alla propria presidenza, per un secondo mandato di due anni e mezzo, il polacco Donald Tusk con 27 voti favorevoli e il solo voto contrario proprio del governo polacco.<\/p>\n<p>Che aveva proposto un candidato alternativo, il diplomatico polacco ed ex vice-presidente del Parlamento europeo Jacek Saryusz-Wolski, membro dello stesso partito di Tusk (Piattaforma Civica) e del Partito popolare europeo dai quali \u00e8 stato allontanato per avere accettato la candidatura proposta dai conservatori di \u201cDiritto e Giustizia\u201d (PiS) che guidano il governo polacco con la prima ministra Beata Szyd?o e hanno anche la presidenza della Repubblica polacca con Andrzej Duda.<\/p>\n<p>Il partito di destra PiS, che in seno al Parlamento europeo fa capo al gruppo dei Conservatori e riformisti europei (Ecr), ha vinto le elezioni dell\u2019autunno 2015, aprendo diverse dispute con l\u2019Europa su questioni come lo stato di diritto, il diritto all\u2019aborto, la libert\u00e0 di informazione e su temi ambientali.<\/p>\n<p>Guidato dal suo leader Jaros?aw Kaczy?ski, fratello dell\u2019ex presidente della Repubblica polacca morto nell\u2019incidente aereo di Smolensk (Russia) nell\u2019aprile 2010, il PiS ha aperto una stagione di rapporti altalenanti con l\u2019Unione europea, Ue che hanno portato il Paese ad avvicinarsi all\u2019Unione su questioni riguardanti la difesa e la Brexit, ma ad allontanarsi dai valori europei dello stato di diritto rischiando sanzioni da parte dell\u2019Unione.<\/p>\n<p><b>Le riforme contestate<\/b><br \/>\nSin dalla vittoria elettorale del 2015, i conservatori sono stati protagonisti dell\u2019avanzamento di alcune dibattute proposte legislative che hanno riattivato il tessuto sociale polacco e la societ\u00e0 civile, schieratasi fortemente contro con grandi manifestazioni nella capitale polacca.<\/p>\n<p>Nel gennaio 2016 arriva il primo monito da parte della Commissione europea, preoccupata perch\u00e9 lo stato di diritto nel Paese si sarebbe trovato in un \u201cpericolo sistemico\u201d se fosse stata adottata la proposta di modifica del funzionamento della Corte costituzionale presentata dal governo, che avrebbe reso necessaria una maggioranza molto pi\u00f9 ampia per bloccare un provvedimento governativo.<\/p>\n<p>Tale misura, insieme a un maggiore peso dell\u2019esecutivo nella scelta dei giudici costituzionali, avrebbe messo a rischio l\u2019indipendenza dei giudici, che sarebbero stati sottoposti al potere esecutivo, e avrebbe reso quasi impossibile un effettivo controllo costituzionale delle leggi del governo, che avrebbe avuto molta mano libera.<\/p>\n<p>Ovviamente, la Corte costituzionale ha bocciato tale provvedimento. Ma come risposta il Governo polacco ha rifiutato la pubblicazione della sentenza sulla Gazzetta ufficiale, aprendo\u00a0<i>de facto<\/i>\u00a0una crisi istituzionale nel Paese. A ci\u00f2 si aggiunge una proposta di legge per la riforma del settore dell\u2019informazione, che prevede una limitazione per i giornalisti di accedere ai lavori parlamentari.<\/p>\n<p>Al monito della Commissione di imporre sanzioni al Paese che mette a rischio la sua democrazia, la Polonia ha trovato un alleato nel primo ministro ungherese Viktor Orban, anch\u2019egli noto per le sue propensioni alla concentrazione del potere nelle mani dell\u2019esecutivo.<\/p>\n<p><b>Dispute sullo stato di diritto<\/b><br \/>\nLe gigantesche manifestazioni svoltesi nelle piazze del centro di Varsavia hanno spinto il Parlamento a respingere le leggi, in particolare quella che prevedeva il ricorso all\u2019aborto solo in caso di pericolo di vita della donna, contro la quale le donne polacche hanno fortemente manifestato nel \u201cluned\u00ec nero\u201d dell\u2019ottobre 2016.<\/p>\n<p>Anche la Commissione europea per la Democrazia tramite il Diritto, meglio conosciuta come Commissione di Venezia, facente capo al Consiglio d\u2019Europa, ha condannato il governo polacco con un parere nell\u2019ottobre 2016. Ma, per la prima volta nei 25 anni di attivit\u00e0 della Commissione, un governo non ha presentato nessuna dichiarazione in risposta alla condanna.<\/p>\n<p>La Commissione, che ha favorito le transizioni democratiche nei paesi dell\u2019ex blocco sovietico tramite pareri e supporto dal punto di vista giuridico-costituzionale, aveva ricevuto una richiesta di parere da parte dell\u2019Assemblea parlamentare del Consiglio d\u2019Europa.<\/p>\n<p>Come previsto dal modus operandi della Commissione, questa aveva fatto una visita nel Paese, cui aveva partecipato anche il presidente Gianni Buquicchio, il quale in una recente comunicazione del gennaio 2017 si dichiara \u201cpreoccupato del peggioramento della situazione all\u2019interno della Corte costituzionale della Polonia\u201d.<\/p>\n<p><b>Squilibri asimmetrici<\/b><br \/>\nIl governo polacco continua a respingere le varie condanne da parte delle varie istituzioni internazionali. Ma non sempre trova l\u2019appoggio dei suoi alleati Ungheria e Repubblica Ceca, che hanno votato a favore della rielezione di Tusk.<\/p>\n<p>Invece, su questioni come la difesa comune europea, la Polonia si sta riavvicinando alla Germania, spesso vista come un nemico e accusata di \u2018germanizzare\u2019l\u2019Europa. Inizialmente contrario all\u2019Europa a pi\u00f9 velocit\u00e0, il governo polacco potrebbe ora appoggiare tale proposta di Parigi e Berlino, che difficilmente potrebbero andare avanti se un Paese come la Polonia opponesse resistenza.<\/p>\n<p>Se l\u2019elezione di Trump e la Brexit hanno riavvicinato la Polonia all\u2019Unione &#8211; in quanto essa ha timore di trovarsi sola di fronte alla Russia e teme per la grande comunit\u00e0 di polacchi che oggi lavora nel Regno Unito e invia cospicue rimesse in patria -, il Paese rimane ancora isolato nel contesto europeo a causa delle politiche perseguite dal governo conservatore.<\/p>\n<p>Il rischio \u00e8 che la Polonia approfitti di un\u2019Europa a pi\u00f9 velocit\u00e0, cercando sostegno per quanto riguarda la difesa comune ma rifiutandosi, come gi\u00e0 successo, di sottoscrivere politiche di\u00a0<i>burden sharing<\/i>\u00a0come la ricollocazione dei rifugiati nei Paesi europei.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 9 marzo il Consiglio europeo ha rieletto alla propria presidenza, per un secondo mandato di due anni e mezzo, il polacco Donald Tusk con 27 voti favorevoli e il solo voto contrario proprio del governo polacco. 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