{"id":65226,"date":"2017-03-16T09:51:53","date_gmt":"2017-03-16T08:51:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65226"},"modified":"2017-11-03T15:12:53","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:53","slug":"olanda-quattro-fattori-un-voto-pro-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/03\/olanda-quattro-fattori-un-voto-pro-ue\/","title":{"rendered":"Olanda: quattro fattori per un voto pro-Ue"},"content":{"rendered":"<p>Dopo le elezioni in Olanda l\u2019Europa si interroga su come interpretarne i risultati. Il liberale Vvd, Partito per la Libert\u00e0 e la Democrazia, ha conquistato 31 seggi, confermandosi primo partito olandese e probabilmente leader, per la terza volta, della coalizione di governo.<\/p>\n<p>Il Vvd di Mark Rutte ha per\u00f2 perso consenso rispetto al 2012, ottenendo otto seggi in meno, mentre il movimento anti-Islam e anti-Ue, il Pvv (Partito delle Libert\u00e0) di Geert Wilders, resta secondo ma ottiene sei seggi in pi\u00f9.<\/p>\n<p><b>Lettura europeista d\u2019un risultato composito<\/b><br \/>\nNonostante quella di Wilders sia una sconfitta parziale, le istituzioni europee hanno accolto la vittoria di Rutte come un trionfo europeo nella battaglia contro i movimenti euroscettici. Del resto, in un anno di appuntamenti elettorali in Paesi dell\u2019Unione europea (Ue) chiave come la Francia e la Germania, le elezioni in Olanda erano viste come lo stress test della tenuta dei movimenti populisti europei.<\/p>\n<p>Ma pi\u00f9 che un trionfo schiacciante della retorica pro-europea, la vittoria del Vvd va vista come il risultato di quattro fattori.Il primo:nello scorso mandato, il premier Rutte ha dato un forte impulso alla crescita economica del Paese, che nel 2017 registrer\u00e0 un aumento del Pil del 2% (nettamente superiore alla media europea).<\/p>\n<p>Il secondo fattore che sembra aver inciso notevolmente sulla decisone degli elettori olandesi, \u00e8 la fermezza con cui il premier ha gestito il braccio di ferro con la Turchia. Contrariamente a quanto ipotizzato da numerosi analisti, lo scontro con Ankara non ha favorito l\u2019avversario Wilders, proprio perch\u00e9 Rutte \u00e8 stato in grado di dare una risposta decisa alle ingerenze del governo Erdogan in un momento tanto delicato per il Paese.<\/p>\n<p><b>Tra Islam e immigrazione<\/b><br \/>\nTerzo: la propaganda radicale anti-islam di Wilders non ha garantito maggiori elettori al Vvd di Rutte, ma non ha nemmeno giovato allo stesso Pvv. Per quanto fortemente sentito dalla popolazione, il problema dell\u2019immigrazione in Olanda \u00e8 legato a questioni concrete pi\u00f9 che a un generale rifiuto dell\u2019Islam. Le principali preoccupazioni per gli elettori sono il welfare pubblico, la sicurezza, la lotta contro il terrorismo e l\u2019accesso all\u2019educazione. Il problema dell\u2019integrazione occupa, in questa scala, solo il nono posto.<\/p>\n<p>Per questo, bench\u00e9 a tratti anche Rutteabbia adottato una retorica vagamente populista &#8211; sostenendo ad esempio che gli immigrati debbano integrarsi oppure andarsene &#8211; le sue dichiarazioni sono state meglio recepite dalla maggioranza dei cittadini rispetto a quelle di Wilders, che proponeva &#8211; facendo leva sul parallelismo tra immigrazione e Islam &#8211; di bandire il Corano senza invece dare risposte concrete ai cittadini.<\/p>\n<p>Quarto: a favorire Rutte \u00e8 stata anche le situazione politica globale. Il caos della Gran Bretagna post-Brexit e degli Stati Uniti post-Trump pu\u00f2 aver spinto i cittadini olandesi a una scelta pi\u00f9 oculata. Soprattutto di fronte al gran numero di riferimenti, circolati in questi giorni sui media internazionali, a una possibile Nexit, o uscita dell\u2019Olanda dall\u2019Ue, in caso di vittoria del Pvv.<\/p>\n<p><b>Il voto un referendum pro-Ue<\/b><br \/>\nUn referendum sull\u2019uscita dell\u2019Olanda dall\u2019Ue era, in effetti, il secondo punto del programma di Wilders. Sebbene parte dell\u2019elettorato abbia forti dubbi sull\u2019Ue, il 72% degli olandesi si sente europeo e non vuole che l\u2019Olanda abbandoni n\u00e9 l\u2019Ue n\u00e9 l\u2019Eurozona; tutt\u2019alpi\u00f9 crede siano necessarie alcune riforme. L\u2019Ue \u00e8 poi un palcoscenico politico troppo importante per l\u2019Olanda, cui garantisce una visibilit\u00e0 e un ruolo internazionale che da sola non avrebbe.<\/p>\n<p>A elezioni fatte, resta da capire quale sar\u00e0 la formazione di governo. \u00c8 evidente che il Vvd dovr\u00e0 cercare di formare una coalizione. Escluso qualsiasi tipo di accordo con Wilders, rimangono i Cristiani Democratici e i Democratici 66, con 19 seggi a testa.<\/p>\n<p>Al Vvd mancano per\u00f2 7 seggi per raggiungere la maggioranza di 76 alla Seconda Camera. Bisogna capire se il partito dei Verdi, vero grande vincitore delle elezioni, decider\u00e0 o meno di rischiare la propria acquisita legittimit\u00e0 in cambio di maggiore potere.<\/p>\n<p><b>Per il governo, c\u2019\u00e8 da formare una coalizione<\/b><br \/>\nForte dei suoi 14 seggi &#8211; 10 in pi\u00f9 rispetto al 2012 &#8211; e di una campagna elettorale giocata sul nome del proprio leader, Jesse Klaver, e sul famoso slogan di Obama, \u201cYes we can\u201d, \u00e8 difficile che il partito si presti a una coalizione con il governo di Rutte, soprattutto vista la sorte toccata al Partito Laburista, che ha registrato solo 9 seggi, 30 in meno rispetto al 2012.<\/p>\n<p>A far perdere legittimit\u00e0 al Partito Laburista, il vero grande sconfitto delle elezioni, \u00e8 stata proprio la decisione di entrare nel governo di coalizione del 2012, sostenendo cos\u00ec i tagli al sistema di welfare olandese, un tempo orgoglio dei movimenti di sinistra, perpetrati dal Vvd.<\/p>\n<p>Entrare o non entrare a far parte di una coalizione politica rimane il dilemma dei partiti moderni, che spostandosi troppo al centro o troppo agli estremi del panorama politico, rischiano di perdere elettori da una parte o dall\u2019altra, minando la propria identit\u00e0 politica.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 dei giochi di coalizione ed in conclusione, la vittoria di Rutte \u00e8 sicuramente importante, sebbene parziale. La minaccia populista non \u00e8 stata sconfitta, ma per il momento \u00e8 allontanata.<\/p>\n<p>In vista delle prossime elezioni in Francia, l\u2019Olanda pu\u00f2 dare una lezione importante. Nonostante i tagli al welfare, il Vvd ha assicurato una crescita economica al Paese e ha dimostrato di poter rispondere a minacce esterne in maniera ferma. Sembra essere questa l\u2019unica vera strategia per contrastare i movimenti populisti.<\/p>\n<p>In altre parole, nell\u2019era delle post-verit\u00e0, i partiti tradizionali, per poter contare, devono far fronte alle necessit\u00e0 del proprio elettorato e dei propri cittadini utilizzando i fatti pi\u00f9 che la retorica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo le elezioni in Olanda l\u2019Europa si interroga su come interpretarne i risultati. 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