{"id":65228,"date":"2017-03-17T09:53:15","date_gmt":"2017-03-17T08:53:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65228"},"modified":"2017-11-03T15:12:53","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:53","slug":"la-strada-dellintegrazione-differenziata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/03\/la-strada-dellintegrazione-differenziata\/","title":{"rendered":"La strada dell\u2019integrazione differenziata"},"content":{"rendered":"<p>Un\u2019occasione unica di bilancio e &#8211; ci si augura &#8211; anche di rilancio del processo di integrazione in uno dei momenti pi\u00f9 difficili per la storia europea dal secondo conflitto mondiale. Questo dovrebbero essere le celebrazioni romane del sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma alle quali parteciperanno i capi di stato e di governo dei 27 membri dell\u2019Unione europea, Ue.<\/p>\n<p>La natura delle sfide con le quali si \u00e8 confrontata l\u2019Ue negli ultimi anni ha messo a dura prova la tenuta complessiva dell\u2019Unione e in discussione alcuni dei suoi principi fondamentali. Cos\u00ec, mentre alcune consuete strade verso un&#8217;integrazione pi\u00f9 profonda sono diventate alquanto impervie, la via maestra sembra essere divenuta quella basata sul principio della differenziazione.<\/p>\n<p>L\u2019integrazione differenziata \u00e8 un modello gi\u00e0 presente nel Dna dell\u2019Unione, come testimoniato dai due pilastri dell\u2019Euro e di Schengen. Tuttavia, in questo frangente essa acquisisce un significato politico diverso: rappresenta la possibilit\u00e0 pi\u00f9 concreta per salvare il progetto europeo dalla disintegrazione e assume i caratteri di una strategia di integrazione di lungo corso, che potrebbe diventare permanente.<\/p>\n<p>A questo tema l\u2019Istituto Affari Internazionali ha dedicato un\u00a0<a href=\"http:\/\/www.iai.it\/it\/ricerche\/eu60-re-founding-europe-responsibility-propose#sthash.yJ67PgCm.dpuf\" target=\"blank\"><b><u>progetto di ricerca<\/u><\/b><\/a>\u00a0che ha coinvolto i principali think tank europei e che ha prodotto un\u00a0<a href=\"http:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/differentiated-integration-way-forward-europe\" target=\"blank\"><b><u>policy paper<\/u><\/b><\/a>\u00a0di analisi e proposta.<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 un progetto di integrazione basato sulla differenziazione funzioni e sia sostenibile nel lungo periodo \u00e8 necessario chiarirne alcuni elementi di fondo. In primo luogo, bisogna ribadirne l\u2019obiettivo finale: preservare l\u2019unit\u00e0 dell\u2019Unione e, allo stesso tempo, permettere ai Paesi pi\u00f9 ambiziosi, che vogliono e possono, di fare dei passi avanti adottando insieme politiche di pi\u00f9 stretta cooperazione.<\/p>\n<p><b>Le ancore dell\u2019integrazione differenziata<\/b><br \/>\nNella nostra visione, l\u2019integrazione differenziata dovr\u00e0 necessariamente essere costruita attorno ad ancore istituzionali gi\u00e0 esistenti. La nostra proposta offre perci\u00f2 tre scenari in tre rispettive macro aree: governance economica, difesa, e libert\u00e0, sicurezza e giustizia, collegate rispettivamente all\u2019Eurozona, alla Cooperazione strutturata permanente (Pesco) nel settore della difesa e allo spazio Schengen.<\/p>\n<p>Tra i tre percorsi indicati, il consolidamento dell\u2019Eurozona dovr\u00e0 essere anteposto agli altri. L\u2019Eurozona \u00e8, al momento, il pi\u00f9 avanzato esperimento d\u2019integrazione differenziata, nonch\u00e9 l\u2019ambito nel quale \u00e8 pi\u00f9 che mai necessario rafforzare l\u2019integrazione, sia per la sua costruzione imperfetta &#8211; la quale ha contribuito ad esacerbare la crisi economica e finanziaria &#8211; sia per la sua centralit\u00e0 per il futuro stesso dell\u2019Unione e per il benessere dei suoi cittadini.<\/p>\n<p>Gli scenari di integrazione differenziata nelle aree della governance economica, della difesa e in quella di libert\u00e0, sicurezza e giustizia mostrano che i diritti sono inestricabilmente collegati alle responsabilit\u00e0. Una rafforzata integrazione dell\u2019Eurozona dovr\u00e0 andare di pari passo con un aumento della convergenza tra i Paesi attraverso riforme strutturali.<\/p>\n<p>Tali riforme potranno essere attuate tramite un sistema di incentivi economici sostenuti da un bilancio dell\u2019Eurozona, gestito a tutti gli effetti da un ministro delle Finanze europeo. Per quanto riguarda la Pesco, essa non potr\u00e0 funzionare senza chiari e duraturi impegni dei Paesi partecipanti ad aumentare le risorse destinate alla difesa, gli investimenti nella ricerca, e dimostrandosi pronti ad intervenire con le forze comuni quando necessario.<\/p>\n<p>Anche in questo caso, occorre prevedere incentivi finanziari adeguati, ad esempio attraverso il nuovo Fondo europeo per la Difesa della Commissione europea. Allo stesso modo, la libert\u00e0 di movimento dovr\u00e0 essere legata a doppio filo con un\u2019ampia cooperazione fra gli Stati in materia di polizia e di sicurezza e a una riforma del sistema di Dublino, il quale dovrebbe provvedere un effettivo sostegno finanziario ed operativo a quei paesi dell\u2019Unione che sono in prima linea nella gestione dei flussi migratori.<\/p>\n<p><b>Inclusivit\u00e0 e ruolo delle istituzioni Ue<\/b><br \/>\nIl principio della solidariet\u00e0 sancito dai Trattati dovr\u00e0 essere il collante che sosterr\u00e0 l\u2019architettura di un\u2019Unione differenziata. \u00c8 auspicabile che questo processo sia il pi\u00f9 inclusivo possibile, e allo stesso tempo guidato da un adeguato livello di ambizione, puntando a esperimenti di integrazione permanenti.<\/p>\n<p>Una strategia di attuazione dovr\u00e0 prevedere una serie di obiettivi per il gruppo di testa di Paesi da raggiungere entro il 2025 &#8211; come indicato dalla Commissione europea nel suo recente\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3844\" target=\"blank\"><b><u>Libro Bianco<\/u><\/b><\/a>\u00a0&#8211; mentre dei meccanismi transitori di avvicinamento possono essere previsti per quegli Stati che vorranno unirsi successivamente.<\/p>\n<p>La maggior parte dei cambiamenti necessari potr\u00e0 essere attuata utilizzando le basi e gli strumenti legali gi\u00e0 contenuti all\u2019interno dei Trattati (come ad esempio la cooperazione rafforzata), ma una riforma dei Trattati sar\u00e0 necessaria nel medio periodo. Esperimenti di integrazione differenziata al di fuori dei Trattati (come \u00e8 stato fatto per lo Strumento europeo di Stabilit\u00e0 o per il Fiscal Compact) dovrebbero avere invece carattere transitorio, in vista di un&#8217;incorporazione nella cornice giuridica dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>Il raggiungimento di questi risultati sar\u00e0 (come sempre) nelle mani dei Paesi membri, i quali si muoveranno rispettando le loro identit\u00e0, calibrando i loro interessi e valutando gli incentivi. Ciononostante, la salvaguardia delle istituzioni e del metodo comunitario sar\u00e0 indispensabile per evitare la frammentazione sia all\u2019interno dei diversi progetti di integrazione differenziata, sia nell\u2019architettura istituzionale complessiva.<\/p>\n<p>Elementi di differenziazione potranno trovare posto nel Consiglio dell\u2019Ue &#8211; sul modello dell\u2019Eurogruppo &#8211; mentre va tutelato, se non rafforzato, il ruolo della Commissione, in qualit\u00e0 di garante dei trattati (de iure) e proponente politico (de facto), e quello del Parlamento europeo, a cui spetta il controllo democratico.<\/p>\n<p><b>Spazio pubblico europeo \u2026 cercasi<\/b><br \/>\nInfine, l\u2019integrazione differenziata pone delle serie questioni riguardanti la legittimit\u00e0 democratica e la possibilit\u00e0 per i cittadini europei di incidere sulle scelte dell\u2019Unione, in quanto questo processo comporter\u00e0 necessariamente un aumento della complessit\u00e0 del processo di integrazione.<\/p>\n<p>Le garanzie di democraticit\u00e0 del processo decisionale europeo offerte dal Parlamento europeo e dai parlamenti nazionali rischiano di diminuire e dovranno essere necessariamente compensate da adeguati meccanismi istituzionali, sotto forma, ad esempio, di commissioni inter-parlamentari con poteri accresciuti in specifici settori di integrazione.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che \u00e8 certo, \u00e8 che questo non baster\u00e0 a restituire fiducia ai cittadini se queste innovazioni non saranno accompagnate da un netto cambio di passo dei governi e delle istituzioni verso buone e pi\u00f9 diffuse pratiche di informazione e dialogo tese a sostenere la creazione di uno spazio pubblico europeo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un\u2019occasione unica di bilancio e &#8211; ci si augura &#8211; anche di rilancio del processo di integrazione in uno dei momenti pi\u00f9 difficili per la storia europea dal secondo conflitto mondiale. 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