{"id":65233,"date":"2017-03-19T09:57:10","date_gmt":"2017-03-19T08:57:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65233"},"modified":"2017-11-03T15:12:52","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:52","slug":"francia-le-ricette-dei-candidati-sulla-sicurezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/03\/francia-le-ricette-dei-candidati-sulla-sicurezza\/","title":{"rendered":"Francia: le ricette dei candidati sulla sicurezza"},"content":{"rendered":"<p>Ancora paura in Francia. Questa volta allo scalo parigino di Orly, dove sabato mattina un uomo noto all\u2019intelligence francese ha attaccato un gruppo di militari dell\u2019operazione anti-terrorismo \u2018Sentinelle\u2019. Questo episodio s\u2019inserisce immediatamente nel teso clima elettorale: occasione colta al volo da Marine Le Pen in un comizio a Metz, dove ha bollato il governo come \u201cdisorientato e paralizzato\u201d sulla questione sicurezza.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 a cinque settimane dalle elezioni presidenziali, il cui esito \u00e8 molto incerto anche a causa delle inchieste giudiziarie che coinvolgono vari candidati: c\u2019\u00e8 lo scenario di una coabitazione tra presidente e maggioranza parlamentare di segno opposto. Comunque vada, sar\u00e0 un appuntamento decisivo per l\u2019Europa tutta, con la sicurezza che resta inevitabilmente al centro del dibattito.<\/p>\n<p>In questi anni, il governo francese ha risposto al terrorismo con una serie di misure e leggi ad hoc, in particolare nel novembre 2014, nel luglio 2015 e nel giugno 2016. Sul fronte militare, la reazione francese si \u00e8 invece concretizzata con le Operazioni Barkhane, lanciata nel 2014 nella regione sahelo-sahariana, Chammal, dal 2014 in Iraq e in Siria, e la gi\u00e0 citata Sentinelle dal gennaio 2015 sul territorio francese.<\/p>\n<p>La\u00a0<i>grandeur de la France<\/i>\u00a0fatica a convivere con queste minacce: i candidati alla presidenza lo sanno bene. Ma se l\u2019obiettivo sicurezza \u00e8 chiaro a tutti, le ricette proposte dai tre candidati pi\u00f9 forti divergono decisamente, raccontando visioni del Paese a dire poco contrastanti.<\/p>\n<p><b>Macron: l\u2019Europa cornice essenziale di una Francia forte<\/b><br \/>\nEmmanuel Macron \u00e8 un convinto europeista. Consapevole del carattere transnazionale delle sfide legate alla sicurezza del suo Paese, afferma che oggi l\u2019Europa \u00e8 il solo efficace mezzo per rinvigorire la Francia.<\/p>\n<p>Sostenitore di una difesa comune europea &#8211; discussa da tempo, ma mai propriamente realizzata -, intende creare due organi europei di coordinamento per accelerare il processo: un quartier generale permanente per pianificare e controllare le operazioni &#8211; nella scia di quanto\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3698\" target=\"blank\"><b><u>gi\u00e0 deciso a livello Ue<\/u><\/b><\/a>\u00a0&#8211; e un consiglio di sicurezza europeo per riunire i responsabili militari dei diversi Stati membri.<\/p>\n<p>Davanti al graduale disimpegno militare americano nel vicinato dell\u2019Ue (ancora pi\u00f9 verosimile con Donald Trump alla Casa Bianca), una risposta europea che vada al di l\u00e0 dell\u2019attuale politica di sicurezza comune sembra l\u2019unica via.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3852\" target=\"blank\"><b><u>Tranquillizzando anche gli alleati statunitensi<\/u><\/b><\/a>, Macron propone inoltre un aumento delle spese militari affinch\u00e9 la Francia rispetti il parametro del 2% del Pil, stabilito come obiettivo Nato.<\/p>\n<p>A poche ore dall\u2019attacco di Orly, annuncia poi la reintroduzione di un servizio militare obbligatorio &#8211; soppresso nel 1997 da Chirac &#8211; della durata di un mese per tutti i giovani della R\u00e9publique. Un progetto sicuramente costoso ma dalla forte valenza simbolica. In generale, Macron sta accelerando molto su questi temi, per mostrarsi agli occhi di tutti come un candidato rassicurante in tempi d\u2019emergenza.<\/p>\n<p>La gestione di coste e confini, sostiene il fondatore del movimento \u201cEn Marche\u201d, sar\u00e0 compito di una polizia di frontiera europea formata da 5.000 uomini, nell\u2019ambito di una rafforzata cooperazione regionale con la Turchia e con l\u2019area del Medio Oriente e Nord Africa.<\/p>\n<p>Macron ribadisce l\u2019impegno per un\u2019incisiva risposta alla violenza jihadista, con un pool anti-terrorismo che centralizzi la presenza delle singole unit\u00e0 sul territorio e con appositi centri di detenzione per i\u00a0<i>foreign fighters<\/i>, evitando cos\u00ec la radicalizzazione e il reclutamento in carcere di nuove leve terroriste. A garanzia dell\u2019ordine interno, promette inoltre ulteriori 10.000 uomini, tra poliziotti e gendarmi, nel prossimo quinquennio.<\/p>\n<p><b>Le Pen: integrazione? Quelle horreur!<\/b><br \/>\nDi tutt\u2019altro avviso Marine Le Pen, per la quale l\u2019Ue uccide la sovranit\u00e0 del Paese e ne mina la sicurezza. La leader del Front National minaccia l\u2019uscita della Francia dall\u2019 Unione e dal comando militare integrato Nato (punti 1 e 118 del suo programma), immaginando una difesa francese completamente autonoma nei mezzi e nella linea strategica.<\/p>\n<p>Il relativo budget &#8211; da fissare in Costituzione al 2% del Pil &#8211; \u00e8 previsto al 3% entro il 2022: stessa promessa fatta dal candidato socialista Hamon, e di difficile realizzazione visti i limiti strutturali di bilancio. Queste spese aggiuntive serviranno, secondo la candidata presidente, a finanziare moderni equipaggiamenti e a reintrodurre gradualmente un servizio militare obbligatorio di tre mesi.<\/p>\n<p>La sua politica di chiusura prevede naturalmente l\u2019abbandono di Schengen. Il comodo leitmotiv della campagna elettorale del Front National, per cui immigrazione e terrorismo sono intimamente legati, trova riscontro nelle linee programmatiche: riduzione del numero degli arrivi, sospensione dell\u2019automatismo dei ricongiungimenti familiari e dell\u2019acquisizione della nazionalit\u00e0 francese, eliminazione dello\u00a0<i>ius soli\u00a0<\/i>e della doppia nazionalit\u00e0 extra-europea, inasprimento delle disposizioni sul culto islamico.<\/p>\n<p>La lotta al terrorismo passa anche attraverso un\u2019agenzia unica di intelligence incaricata dell\u2019analisi delle minacce e collegata direttamente al primo ministro. A garanzia dell\u2019ordine interno, la Le Pen promette inoltre un massiccio aumento di uomini e mezzi su tutto il territorio.<\/p>\n<p><b>Fillon: una risposta a met\u00e0<\/b><br \/>\nAnche il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3729\" target=\"blank\"><b><u>conservatore Francois Fillon<\/u><\/b><\/a>\u00a0gioca la carta dell\u2019identit\u00e0 nazionale, ragionando s\u00ec di Europa ma anche di una Francia sovrana e attenta al proprio interesse. Si \u00e8 infatti schierato a favore di una messa in comune delle capacit\u00e0 militari, del consolidamento dell\u2019industria europea della difesa e della creazione di un fondo per finanziare le operazioni all\u2019 estero.<\/p>\n<p>Fillon tuttavia non parla esplicitamente di difesa integrata europea, tentando cos\u00ec di sottrarre voti euroscettici al Front National. Promette inoltre ulteriori 10 miliardi al bilancio della difesa francese, auspicando una rinnovata e pi\u00f9 risolutiva leadership Nato, soprattutto a sud dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>Per la lotta al terrorismo propone procedure giudiziarie pi\u00f9 veloci ed efficaci, l\u2019espulsione immediata degli stranieri pericolosi per la nazione, qualche misura simile &#8211; ma meno drastica &#8211; rispetto a quelle del Front National sul culto musulmano e la creazione di una sorta di super procura anti-terrorismo.<\/p>\n<p><b>Le due velocit\u00e0 Hollande-Hamon<\/b><br \/>\nUn Paese dal peso politico importante come la Francia influenza senza dubbio la direzione dell\u2019Ue nella delicata materia della sicurezza e difesa. Nel recente vertice di Versailles con Gentiloni, Merkel e Rajoy, il presidente uscente Hollande ha accelerato a favore di un\u2019Europa a pi\u00f9 velocit\u00e0, anche e soprattutto nella difesa. L\u2019idea cio\u00e8 di un nocciolo duro di Stati pi\u00f9 ambiziosi che possano avanzare insieme senza che altri membri dell\u2019Ue blocchino il processo, come abbozzato in qualche modo anche nel\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3844\" target=\"blank\"><b><u>Libro Bianco sul Futuro dell\u2019Europa<\/u><\/b><\/a>\u00a0da poco presentato dalla Commissione europea.<\/p>\n<p>Questo disegno per\u00f2 non convince tutti a sinistra, a partire dal candidato del Front de Gauche Jean-Luc Melenchon. Beno\u00eet Hamon, socialista in corsa per l\u2019Eliseo per succedere al compagno di partito Hollande, rallenta sull\u2019Europa della difesa, vista come orizzonte di lungo periodo, puntando piuttosto nel breve termine ad un hub europeo a sostegno delle operazioni militari francesi all\u2019estero. Infatti, secondo Hamon, con la Brexit la Francia sar\u00e0 di fatto il garante della sicurezza europea.<\/p>\n<p>Le crisi, sosteneva Jean Monnet, offrono stimoli per unirsi, e in questo senso Trump potrebbe essere d\u2019aiuto. La storia per\u00f2 ci ricorda che nel 1954 fu proprio un voto francese a bloccare la Comunit\u00e0 Europea di Difesa. Storia che rischia di ripetersi ora.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora paura in Francia. Questa volta allo scalo parigino di Orly, dove sabato mattina un uomo noto all\u2019intelligence francese ha attaccato un gruppo di militari dell\u2019operazione anti-terrorismo \u2018Sentinelle\u2019. 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