{"id":65236,"date":"2017-03-20T09:59:33","date_gmt":"2017-03-20T08:59:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65236"},"modified":"2017-11-03T15:12:52","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:52","slug":"ue-turchia-crisi-prevedibile-inevitabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/03\/ue-turchia-crisi-prevedibile-inevitabile\/","title":{"rendered":"Ue-Turchia: una crisi prevedibile ma inevitabile?"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019innesco dell\u2019attuale crisi diplomatica fra Europa e Turchia sembra essere stato nel ritiro, da parte dei Paesi Bassi, dell\u2019autorizzazione precedentemente concessa ad alcuni ministri turchi per tenere dei comizi elettorali in vista del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3829\" target=\"blank\"><b><u>referendum turco<\/u><\/b><\/a>. Nel momento in cui tali ministri hanno tentato di entrare in Olanda, si sono dunque visti negare l\u2019ingresso per \u201cragioni di sicurezza ed ordine pubblico\u201d.<\/p>\n<p>Questo rifiuto ha infiammato l\u2019ira dei turchi, soprattutto del presidente Erdo?an, il quale si \u00e8 lanciato in un crescendo di offese, arrivando a paragonare gli olandesi ai nazisti e attribuendo loro la responsabilit\u00e0 del massacro di Srebrenica, fino a minacciare la rottura dell\u2019accordo Ue-Turchia.<\/p>\n<p>Il presidente turco si \u00e8 poi spinto oltre il confine del ridicolo rescindendo il gemellaggio Istanbul-Rotterdam ed invitando i cittadini turchi in Europa a fare cinque figli a coppia \u201ccome risposta all\u2019ingiustizia subita\u201d.<\/p>\n<p>Una crisi diplomatica che pare trovare pretesto nel tentativo di salvataggio di due situazioni politiche nazionali critiche, che hanno visto da un lato, il neo-rieletto premier olandese Marc Rutte non volere perdere troppo terreno a favore di Geert Wilders e delle sue posizioni anti-Islam in occasione delle\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3862\" target=\"blank\"><b><u>elezioni olandesi<\/u><\/b><\/a>, dall\u2019altro il presidente Erdo?an in cerca di consensi nella diaspora turca in Europa onde favorire il s\u00ec all\u2019imminente referendum.<\/p>\n<p>Sono infatti 2,5 milioni i cittadini turchi in Europa che potranno votare alla consultazione del 16 aprile e, con i sondaggi che indicano un leggero vantaggio del no, pare che Erdo?an stia utilizzando la vecchia strategia della creazione di un nemico comune per rafforzare la propria posizione: sembra avere sempre questo scopo la sua dichiarazione sulla recente sentenza della Corte di Giustizia europea che consente ai datori di lavoro di stabilire norme interne di \u2018neutralit\u00e0\u2019, vietando qualsiasi simbolo religioso. Erdo?an ha commentato che tale sentenza aprir\u00e0 \u201cuna guerra fra religioni\u201d in Europa.<\/p>\n<p>Ma questa crisi diplomatica rappresenta veramente un colpo di scena inaspettato oppure gli ultimi sviluppi sono solo la goccia che ha fatto traboccare un vaso gi\u00e0 colmo di insoddisfazione, mancanza di fiducia e promesse vuote?<\/p>\n<p><b>Uno scontento reciproco covato a lungo<\/b><br \/>\nLe radici di tale scontento sono da cercare molto prima dei recenti fatti. La Turchia \u00e8 da sempre un \u2018ponte fra Ovest e Est\u2019, con un\u2019identit\u00e0 frammentata e alla continua ricerca di un difficile equilibrio fra culture ed ideologie diverse.<\/p>\n<p>\u00c8 per\u00f2 la scelta di una rinnovata stagione di cooperazione nel 2015 che maggiormente influenza i fatti accaduti negli ultimi giorni. Tale cooperazione pone al centro la dimensione migratoria con il patto Ue-Turchia e la promessa europea non solo di notevoli fondi, ma anche della liberalizzazione dei visti e del rinvigorimento del procedimento di adesione.<\/p>\n<p>Promesse irrealistiche e infatti mai realizzatesi: se ad oggi solo 750 milioni sui tre miliardi pattuiti sono stati effettivamente erogati, la liberalizzazione dei visti, ma soprattutto l\u2019adesione, \u00e8 un miraggio lontano.<\/p>\n<p>La negoziazione di adesione della Turchia ha sempre rappresentato un caso unico, trascinatosi da pi\u00f9 di un decennio, con solo 16 capitoli aperti su 35, spesso riportata in vita senza vere prospettive di successo e invero con dubbia convinzione da entrambi i lati.<\/p>\n<p>Se questo da un lato ha contribuito ad una forte delusione e perdita di fiducia in Turchia nei confronti dell\u2019Unione, dall\u2019altro lato la conclusione dell\u2019accordo Ue-Turchia ha posto l\u2019Unione in una posizione debole e di ricatto, alla ricerca di accordi esterni in alternativa alla fallita cooperazione infra-Ue e con la disponibilit\u00e0 a soprassedere su aspetti umanitari, ai fini di ottenere una riduzione dei flussi che minava l\u2019equilibrio politico interno. Una politica poco lungimirante, un pericolo da cui organizzazioni umanitarie ed esperti avevano subito messo in guardia.<\/p>\n<p>Parallelamente ai passi falsi dell\u2019Unione, in Turchia la stagione di autoritarismo, in costante crescita da alcuni anni, ha trovato il suo apice nelle purghe successive al fallito golpe dell\u2019estate 2016, con attacchi mirati all\u2019opposizione e alla stampa.<\/p>\n<p>Questo periodo \u00e8 stato segnato da un forte raffreddamento delle relazioni diplomatiche, con la Turchia che accusava l\u2019Europa di non aver condannato adeguatamente il tentato golpe e l\u2019Unione che, seppur non con molta forza, rimproverava la violazione di fondamentali libert\u00e0 individuali.<\/p>\n<p><b>Quali possibili passi per il futuro?<\/b><br \/>\nQuesto impasse pone l\u2019Europa nuovamente davanti alla domanda cruciale su quale approccio scegliere nelle relazioni con Paesi terzi \u2018difficili\u2019. Infatti, se tagliare completamente i rapporti o lasciar passare gravi fatti senza reazione sono entrambe opzioni non percorribili, la ricerca di un difficile equilibrio che consenta il mantenimento delle relazioni diplomatiche, pur difendendo i propri valori fondamentali, \u00e8 tutt\u2019ora aperta.<\/p>\n<p>La Turchia, soprattutto per la sua posizione geografica, ma anche per la sua cultura, \u00e8 e sempre sar\u00e0 un ponte cruciale fra l\u2019Europa e il Medio Oriente. Ci\u00f2 nonostante \u00e8 importante ricordare che se la Turchia rappresenta un partner fondamentale per l\u2019Unione, in particolare in ambito geopolitico, l\u2019Unione \u00e8 il primo partner commerciale di Ankara. Trovare un punto d\u2019incontro \u00e8 quindi imperativo.<\/p>\n<p>Ma soprattutto \u00e8 fondamentale chiedersi se l\u2019Unione voglia voltare le spalle alla Turchia proprio in un momento cos\u00ec delicato, con un paese polarizzato in vista di un referendum che potrebbe sconvolgere il sistema di governo attuale, nonch\u00e9 in prolungato stato di emergenza (che prevede, fra altro, la sospensione della Cedu), o se voglia piuttosto tentare di utilizzare tutti i propri mezzi diplomatici per favorire un ravvicinamento.<\/p>\n<p>In un\u2019analisi a lungo termine, una Turchia politicamente sempre pi\u00f9 isolata rappresenta un pericolo. La domanda \u00e8 quindi se la strategia migliore sia veramente quella di reagire alle provocazioni di Erdo?an con toni simili aumentando ulteriormente le distanze, oppure se sia necessario piuttosto tentare il dialogo su altri aspetti.<\/p>\n<p>Particolarmente urgente \u00e8 insistere sulla necessit\u00e0 che la consultazione referendaria possa svolgersi in un clima politico meno teso e soprattutto che sia garantito un voto democratico. \u00c8 tardi per assicurare che il referendum avvenga in condizioni di libert\u00e0 di stampa e di opposizione, ma, quantomeno, l\u2019Unione pu\u00f2 tentare di mostrarsi compatta nella difesa dei valori che dovrebbero renderla un esempio, non solo per la Turchia, ma per il mondo intero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019innesco dell\u2019attuale crisi diplomatica fra Europa e Turchia sembra essere stato nel ritiro, da parte dei Paesi Bassi, dell\u2019autorizzazione precedentemente concessa ad alcuni ministri turchi per tenere dei comizi elettorali in vista del\u00a0referendum turco. 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