{"id":65240,"date":"2017-03-22T10:06:07","date_gmt":"2017-03-22T09:06:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65240"},"modified":"2017-11-03T15:12:51","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:51","slug":"scudi-missilistici-crisi-politica-corea-sud-park","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/03\/scudi-missilistici-crisi-politica-corea-sud-park\/","title":{"rendered":"Scudi missilistici e crisi politica: Corea Sud dopo Park"},"content":{"rendered":"<p>Si \u00e8 conclusa con quasi dieci mesi di anticipo rispetto alla naturale scadenza del mandato la presidenza di Park Geun-hye, figlia dell\u2019ex-dittatore Park Chung-hee e prima donna alla guida della Corea del Sud.<\/p>\n<p>Il 10 marzo, dopo quattro mesi dallo scandalo che aveva portato la presidentessa alla messa in stato d\u2019accusa, la Corte costituzionale sudcoreana ha confermato con voto unanime le accuse mosse nei confronti della Park, obbligandola di fatto a rassegnare le proprie dimissioni.<\/p>\n<p>La Park era stata sospesa dall\u2019incarico nel dicembre dello scorso anno a seguito del presunto coinvolgimento nel caso di corruzione che aveva portato all\u2019arresto di Choi Soo Sil, sua amica d\u2019infanzia. Dalle indagini era emerso che la Choi, vera e propria eminenza grigia dell\u2019amministrazione Park, aveva avuto regolare accesso a documenti governativi riservati ed era accusata di aver influenzato le scelte della presidentessa: una circostanza che aveva messo in discussione l\u2019integrit\u00e0 e l\u2019affidabilit\u00e0 della pi\u00f9 alta carica dello Stato.<\/p>\n<p>Il vuoto di potere generato dalla crisi di governo apre ora un periodo delicato per la Corea del Sud. Se il rallentamento della crescita economica e la necessit\u00e0 di riformare le chaebol (i conglomerati industriali che dominano l\u2019economia sudcoreana) rappresentano i due temi di politica interna di maggior urgenza, \u00e8 tuttavia dal punto di vista internazionale che il prossimo presidente dovr\u00e0 scegliere con cautela la propria strategia. In un clima globale particolarmente teso, il primo ministro e presidente ad interim Hwang Kyo-ahn avr\u00e0 di fronte a s\u00e9 60 giorni per condurre il Paese alle elezioni anticipate.<\/p>\n<p><b>Equilibri nella penisola<\/b><br \/>\nDal punto di vista internazionale, Seoul si ritrova in una situazione geopolitica particolarmente critica, marcata dalle crescenti tensioni con la Corea del Nord e dalle scelte in possibile rotta di collisione con la Cina del presidente statunitense Donald Trump.<\/p>\n<p>Il 6 marzo, quattro missili sono stati lanciati simultaneamente dal sito militare di Tongchang-ri in Corea del Nord: tre di questi sono ammarati nel Mar del Giappone, all\u2019interno della zona economica esclusiva (Zee) di Tokyo. Il lancio \u00e8 avvenuto in risposta all\u2019inizio delle annuali esercitazioni militari congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud, che da quarant\u2019anni si tengono solitamente in questo periodo e che Pyongyang vede come delle vere e proprie prove di invasione.<\/p>\n<p>L\u2019elezione di Trump, lo scorso novembre, aveva messo in discussione la cooperazione militare tra americani e sudcoreani, ma il presidente sembrerebbe essere tornato sui suoi passi riguardo la necessit\u00e0 per Washington di mantenere salda la propria presenza nella penisola, almeno per il momento.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, Usa e Corea del Sud hanno trovato un accordo per l\u2019installazione dello scudo missilistico Thaad (Terminal High Altitude Area Defense), che avr\u00e0 il compito di neutralizzare la minaccia missilistica nordcoreana. Il test simultaneo di inizio marzo ha accelerato i piani di dispiegamento, tanto che le prime componenti dello scudo missilistico sarebbero gi\u00e0 arrivate in Corea poco dopo.<\/p>\n<p><b>Seoul fra Cina e Usa<\/b><br \/>\nEd \u00e8 proprio sulla questione dell\u2019installazione del Thaad che nelle settimane passate le relazioni tra Pechino e Seoul si sono fatte sempre pi\u00f9 tese. Nonostante la Cina abbia recentemente riconosciuto la necessit\u00e0 per la Corea del Sud di far fronte alla crescente minaccia nordcoreana, dal suo punto di vista lo scudo missilistico americano rappresenterebbe pi\u00f9 una manovra di contenimento nei confronti del Paese del Dragone che un sistema di difesa per Seoul.<\/p>\n<p>Il raggio d\u2019azione dello scudo si estenderebbe, infatti, ben oltre la penisola coreana e, se integrato con nuove installazioni nelle Filippine ed in Giappone, rappresenterebbe una seria minaccia ai crescenti interessi della Cina nella regione.<\/p>\n<p>Pechino ha minacciato ritorsioni economiche nei confronti di aziende sudcoreane: nel corso dell\u2019ultima settimana, una campagna di boicottaggio ha preso di mira la catena di supermercati Lotte, dopo la notizia che il gruppo sudcoreano avrebbe concesso al governo di Seoul alcuni terreni di sua propriet\u00e0 per ospitare il Thaad.<\/p>\n<p>Le crescenti tensioni diplomatiche rischiano di mettere in seria discussione non solo i rapporti commerciali e finanziari tra i due Paesi ma anche di trascinare la Cina verso un\u2019ulteriore corsa agli armamenti. Alle parole del ministro degli Esteri cinese WangYi (secondo il quale Seoul e Washington \u201cdovranno rispondere di tutte le conseguenze\u201d che scaturiranno dalle loro \u201cscelte sbagliate\u201d) hanno fatto seguito i preoccupati editoriali pubblicati dal\u00a0<i>Global Times<\/i>\u00a0e dall\u2019agenzia cinese\u00a0<i>Xinhua<\/i>, nei quali si invitava Pechino a incrementare il proprio arsenale militare per controbilanciare l\u2019egemonia militare statunitense.<\/p>\n<p><b>I candidati alla successione<\/b><br \/>\nCome prevedibile, l\u2019impeachment della presidentessa Park ha riportato gran parte del consenso dell\u2019elettorato sudcoreano verso l\u2019attuale forza di opposizione, il Democratic Party of Korea (Dpk), per il quale ora si presenta una grande occasione per riconquistare la presidenza dopo i due mandati consecutivi del partito conservatore.<\/p>\n<p>Stando alle ultime proiezioni rilasciate dall\u2019agenzia Realmeter, la breve campagna elettorale non dovrebbe riservare grandi sorprese: i due candidati favoriti sono entrambi del Democratic Party e hanno un distacco percentuale che gli avversari potranno difficilmente recuperare. In testa ai sondaggi, con il 32% delle preferenze, \u00e8 Moon Jae-in, sessantaquattrenne ex parlamentare del Dpk, l\u2019avversario sconfitto dalla Park nel 2012 con uno scarto di appena il 3%.<\/p>\n<p>In politica estera, Moon si discosta profondamente dall\u2019amministrazione uscente: \u00e8 a favore di un approccio pi\u00f9 flessibile con Pyongyang ed ha anche promesso di rivedere la decisione di dispiegare il Thaad alla luce della reazione cinese.<\/p>\n<p>Il candidato che potrebbe maggiormente insidiare Moon \u00e8 An Hee-jung, anch\u2019egli proveniente dall\u2019ala di centrosinistra: secondo le rilevazioni, \u00e8 dato al 17%. Come Moon, An suggerisce di rivedere la strategia nazionale nei confronti della Corea del Nord, ma senza rinunciare allo sviluppo del Thaad. Con la sua posizione pi\u00f9 moderata, An ha intenzione di creare una grande coalizione, cercando di attirare i voti non solo dell\u2019elettorato centrista ma anche dei conservatori delusi dalla Park.<\/p>\n<p>Fra le fila del centrodestra, attualmente al minimo storico dei consensi, potrebbe emergere la candidatura del presidente ad interim Hwang Kyo-ahn, considerato uno dei fedelissimi della Park e fermo sostenitore della sua politica estera. Dalla sua parte sarebbe al momento il 9% dell\u2019elettorato. Hwang, che ha promesso di portare a termine l\u2019istallazione dello scudo missilistico prima delle elezioni, potrebbe sfruttare questi ultimi due mesi prima del voto per raccogliere consensi tra i sostenitori della presidentessa delusi dalla decisione della Corte costituzionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 conclusa con quasi dieci mesi di anticipo rispetto alla naturale scadenza del mandato la presidenza di Park Geun-hye, figlia dell\u2019ex-dittatore Park Chung-hee e prima donna alla guida della Corea del Sud. 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