{"id":65241,"date":"2017-03-22T10:07:45","date_gmt":"2017-03-22T09:07:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65241"},"modified":"2017-11-03T15:12:51","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:51","slug":"25-marzo-stallo-rilancio-del-progetto-europeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/03\/25-marzo-stallo-rilancio-del-progetto-europeo\/","title":{"rendered":"25 Marzo: stallo o rilancio del progetto europeo"},"content":{"rendered":"<p>Anche se le circostanze non sono fra le pi\u00f9 favorevoli e il quadro complessivo \u00e8 incerto e instabile, c\u2019\u00e8 davvero da augurarsi che le celebrazioni del 60\u00b0 anniversario della firma dei Trattati di Roma siano un\u2019occasione per riaffermare una volont\u00e0 condivisa di rilanciare il progetto europeo.<\/p>\n<p><b>Il momento di ricordare i risultati acquisiti<\/b><br \/>\nSar\u00e0 sicuramente necessario ricordare gli straordinari risultati acquisiti dall\u2019Europa, dai suoi Stati membri e dai cittadini europei, in questi ultimi sessanta anni di storia di un continente, che nella prima met\u00e0 del Novecento aveva conosciuto tutti i guasti di un nazionalismo esasperato che aveva prodotto guerre devastanti.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 necessario ricordare che, grazie all\u2019intuizione felice di un ristretto gruppo di politici illuminati (e grazie anche a un contesto politico ed economico sicuramente pi\u00f9 favorevole di quello attuale), l\u2019Europa aveva saputo trasformarsi in un\u2019area di pace, di progresso economico e di diffusione del welfare, di garanzia dei diritti fondamentali e di consolidamento della democrazia.<\/p>\n<p>E sar\u00e0 necessario che questa narrativa si faccia sentire con autorevolezza e convinzione, non come esercizio retorico, ma proprio perch\u00e9 in questa congiuntura si ha l\u2019impressione diffusa che nelle nostre opinioni pubbliche si tenda, con troppa facilit\u00e0 e superficialit\u00e0, a dimenticare quali straordinari vantaggi abbia comportato per i cittadini europei il progetto comune europeo.<\/p>\n<p>E proprio perch\u00e9 con altrettanta leggerezza si invoca da pi\u00f9 parti un improbabile ritorno al prevalente ruolo degli Stati nazionali, quale unica fonte di legittimit\u00e0 democratica, in un contesto in cui gli Stati nazionali non sono pi\u00f9 in grado di garantire risposte adeguate alla sfide di un mondo sempre pi\u00f9 globalizzato.<\/p>\n<p><b>L\u2019occasione per tracciare un percorso<\/b><br \/>\nOltre per\u00f2 a ricordare il passato e a celebrare i risultati dei primi sessanta anni di vita di un progetto unico di integrazione a livello regionale, occorrer\u00e0 che le celebrazioni del 25 Marzo siano anche un\u2019occasione per tracciare un percorso che consenta all\u2019Unione europea, Ue di ritrovare vitalit\u00e0 e dinamismo e soprattutto di recuperare quel consenso delle opinioni nazionali che oggi sembra in preoccupante calo. E questa \u00e8 sicuramente la parte pi\u00f9 difficile da realizzare.<\/p>\n<p>Esiste infatti una analisi sufficientemente condivisa delle debolezze della costruzione europea e dei fattori di crisi che caratterizzano la fase attuale del processo di integrazione in Europa: gli effetti della crisi economica e una ripresa ancora insufficiente dopo la grave depressione del 2008\/2009; un senso diffuso di insicurezza; la minaccia del terrorismo di matrice islamica; flussi migratori destinati a diventare un fenomeno strutturale; la riduzione del peso specifico dell\u2019Europa misurato sia in termini demografici sia in termini di Pil prodotto; un contesto internazionale instabile e preoccupante con minacce dirette all\u2019Europa sia da est che da sud; un\u2019Amministrazione americana indifferente se non addirittura ostile al progetto europeo; la diffusione di forze politiche nazionaliste, sovraniste e sostanzialmente anti-europee.<\/p>\n<p><b>D\u2019accordo sull\u2019analisi, divisi sull\u2019azione<\/b><br \/>\nMa manca ancora un progetto altrettanto condiviso di rilancio della costruzione europea. E ancora fin troppo evidenti appaiono le divisioni fra gli Stati membri sulla direzione di marcia da intraprendere per restituire fiducia nell\u2019Ue e nelle sue istituzioni.<\/p>\n<p>Una situazione che ha di fatto costretto troppo spesso il Consiglio europeo a limitarsi a faticosi compromessi ispirati dalla necessit\u00e0 di attestarsi sul minimo comune denominatore (sul governo dell\u2019economia, sulle migrazioni, sulla sicurezza, sulla difesa, ecc,). Una situazionedi incertezza che ha indotto la Commissione (con il recente Libro Bianco) a limitarsi a presentare scenari alternativi piuttosto che prospettare idee e progetti concreti di rilancio.<\/p>\n<p>Per questi motivi l\u2019Istituto Affari Internazionali ha presentato nei giorni scorsi, in occasione di un convegno internazionale svoltosi al Ministero degli Esteri, un policy paper che riprende e approfondisce il tema delle integrazioni differenziate. La proposta dello IAI (della quale hanno parlato pi\u00f9 diffusamente Nicoletta Pirozzi, Lorenzo Vai e Piero Tortola in un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3863\" target=\"blank\"><b><u>precedente articolo<\/u><\/b><\/a>\u00a0di\u00a0<i>AffarInternazionali<\/i>) parte dal presupposto che in queste ultime settimane l\u2019argomento \u00e8 stato evocato a pi\u00f9 riprese, non solo in articoli e editoriali di specialisti della materia, ma anche da autorevoli policy makers, \u00e8 stato discusso in incontri al pi\u00f9 alto livello politico, ed \u00e8 entrato ormai nel dibattito politico sul futuro dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>E muove dalla constatazione che l\u2019Europa a pi\u00f9 velocit\u00e0 \u00e8 da anni una realt\u00e0, dal riconoscimento che la Brexit sollecita una riflessione approfondita su come procedere in un contesto di differenti sensibilit\u00e0 nazionali e dal convincimento che la chiave per avanzare nel processo di integrazione sta nel riconoscimento di queste diversit\u00e0, anche se nel rispetto dell\u2019unitariet\u00e0 del progetto comune.<\/p>\n<p><b>La proposta dello IAI e lo stimolo al dibattito<\/b><br \/>\nIl nostro documento si propone di stimolare un dibattito sul tema delle integrazioni differenziate, ma soprattutto offrire ai decisori politici alcuni suggerimenti molto concreti e operativi su come tradurre questo principio in decisioni e misure concrete in particolare in tre aree: il governo dell\u2019economia, la difesa comune, le politiche in materia di libert\u00e0 giustizia e sicurezza.<\/p>\n<p>Nessuna pretesa di avere detto l\u2019ultima parola sul tema (fin troppo dibattuto) dell\u2019Europa a pi\u00f9 velocit\u00e0; e piena consapevolezza delle complessit\u00e0 da affrontare in particolare per quanto attiene al ruolo delle istituzioni comuni, alla necessit\u00e0 di evitare di frammentare pi\u00f9 del necessario il quadro comune e rimettere in gioco la solidariet\u00e0 fra tutti gli Stati membri, alla delicata questione delle legittimit\u00e0 democratica dei processi decisionali.<\/p>\n<p>Ma un tentativo di indicare una strada intermedia, e soprattutto praticabile nell\u2019attuale contesto politico, che consenta di superare lo stallo tra la conservazione dello status quo, o il consueto ma ormai insufficiente \u201cmuddling through\u201d, e i pi\u00f9 ambiziosi, ma poco realistici, progetti di riforma istituzionale, che necessiterebbero inevitabilmente una riforma dei Trattati per la quale oggi non sussistono le condizioni politiche.<\/p>\n<p>In un anno di importanti scadenze elettorali non possiamo aspettarci miracoli dalla giornata del 25 Marzo. Sarebbe gi\u00e0 un risultato importante se i 27 si mettessero d\u2019accordo sul riconoscimento degli straordinari meriti del progetto di integrazione realizzato in Europa (dando cos\u00ec un messaggio forte e chiaro a quelle forze politiche che oggi attribuiscono all\u2019Ue tutte le responsabilit\u00e0 per tutto quello che non funziona nei rispettivi Paesi); se riuscissero a condividere l\u2019analisi delle cause e origini delle crisi di questa congiuntura; e soprattutto se riuscissero concordare un percorso per restituire dinamismo e sostegno popolare alla costruzione europea.<\/p>\n<p>Magari riconoscendo anche la possibilit\u00e0 e il diritto di procedere pi\u00f9 velocemente nella realizzazione di alcune politiche comuni a quei Paesi che lo vogliano e ne abbiano le capacit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche se le circostanze non sono fra le pi\u00f9 favorevoli e il quadro complessivo \u00e8 incerto e instabile, c\u2019\u00e8 davvero da augurarsi che le celebrazioni del 60\u00b0 anniversario della firma dei Trattati di Roma siano un\u2019occasione per riaffermare una volont\u00e0 condivisa di rilanciare il progetto europeo. 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