{"id":65243,"date":"2017-03-23T10:08:52","date_gmt":"2017-03-23T09:08:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65243"},"modified":"2017-11-03T15:12:50","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:50","slug":"difesa-europea-forse-la-volta-buona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/03\/difesa-europea-forse-la-volta-buona\/","title":{"rendered":"Difesa europea, forse \u00e8 la volta buona"},"content":{"rendered":"<p>A 60 anni, l&#8217;Unione europea, Ue potrebbe finalmente decidere di occuparsi seriamente della propria difesa, con un gruppo di Paesi membri che si impegnano a fare di pi\u00f9 e meglio insieme alle istituzioni europee ed in coordinamento con la Nato. Oppure, il vertice Ue di Roma potrebbe adottare l&#8217;ennesima dichiarazione solenne e gattopardesca, per cui tutto deve cambiare mentre nulla cambia davvero.<\/p>\n<p><b>La soluzione dell&#8217;integrazione differenziata\u00a0<\/b><br \/>\nIl 60o dei Trattati di Roma vede infatti le istituzioni Ue ed i governi europei discutere sull&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3863\" target=\"blank\"><b><u>integrazione differenziata<\/u><\/b><\/a>, ovvero su come gruppi pi\u00f9 o meno ristretti di Stati membri possano approfondire l&#8217;integrazione in determinati ambiti politici, lasciando agli altri la possibilit\u00e0 di aderire in futuro. Un modo pragmatico per reagire all&#8217;attuale situazione in cui l&#8217;Unione non sembra in grado di rispondere alla domanda politica dei cittadini europei, dall&#8217;economia all&#8217;immigrazione, alla sicurezza e alla difesa.<\/p>\n<p>Proprio in quest&#8217;ultimo campo il referendum sulla Brexit e l&#8217;elezione di Donald Trump hanno portato ad una accelerazione, in particolare riguardo la cooperazione strutturata permanente (<i>Permanent Structured Cooperation<\/i>, PeSCo). Sulla PeSCo hanno puntato sia l&#8217;Ue, con i documenti e le\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3698\" target=\"blank\"><b><u>decisioni dei mesi scorsi<\/u><\/b><\/a>, sia un gruppo di Stati membri, tra cui Francia, Germania, Italia e Spagna.<\/p>\n<p>La PeSCo \u00e8 prevista dal Trattato di Lisbona. Per la prima volta in otto anni c&#8217;\u00e8 la reale opportunit\u00e0 di lanciarla nei prossimi mesi \u2013 sempre che Marine Le Pen non vinca le presidenziali francesi. Ma c&#8217;\u00e8 anche il rischio di avviare una PeSCo irrilevante in termini politici e militari, che esister\u00e0 sulla carta ma non verr\u00e0 davvero utilizzata dagli Stati memrbi \u2013 un po&#8217; come avvenuto finora per i BattleGroups.<\/p>\n<p><b>Come fare sul serio la difesa europea<\/b><br \/>\nUn\u00a0<a href=\"http:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/pesco-ace-hand-european-defence\" target=\"blank\"><b><u>documento<\/u><\/b><\/a>\u00a0IAI presenta alcune proposte concrete su come realizzare una PeSCo seria, in grado di rispondere alle esigenze di sicurezza dei suoi Stati membri, che sia efficace e rilevante per i governi, le forze armate e i cittadini europei.<\/p>\n<p>In primo luogo, la PeSCo non dovrebbe essere un mero contenitore di progetti realizzati da diversi gruppi di Stati membri scarsamente coordinati tra loro. \u00c8 necessario garantire una forte coesione interna assicurando che la maggioranza dei Paesi partecipanti alla PeSCo contribuisca a gran parte delle attivit\u00e0 attuate, assicurando al tempo stesso un certo grado di flessibilit\u00e0 attraverso un approccio modulare.<\/p>\n<p>Per garantire coerenza, la governance della PeSCo dovrebbe essere collegata alle istituzioni Ue: l\u2019iniziativa dovrebbe essere presieduta dall\u2019Alto Rappresentante \/ vice presidente e supportata dalla Agenzia europea per la Difesa.<\/p>\n<p>Potenziali progetti di sviluppo di capacit\u00e0 militari da lanciare in ambito PeSCo comprendono: un\u00a0<i>hub\u00a0<\/i>logistico e di supporto, un comando medico, addestramento avanzato, aeromobili a pilotaggio remoto, operazioni di ricerca e soccorso in ambiente ostile, sorveglianza strategica delle frontiere dell\u2019Ue, accesso condiviso alle immagini satellitari, capacit\u00e0 per contrastare minacce nucleari, biologiche, chimiche e radiologiche.<\/p>\n<p>Per garantire l\u2019efficacia della PeSCo anche in termini operativi, gli Stati partecipanti dovrebbero costituire l\u2019avanguardia per la costituzione di un Quartier Generale operativo Ue, che consenta la conduzione di attuali e future operazioni nel quadro della Politica di sicurezza e di difesa comune.<\/p>\n<p>Le capacit\u00e0 sviluppate e\/o condivise attraverso la PeSCo dovrebbero essere rese disponibili per le operazioni condotte dagli Stati membri partecipanti alla stessa PeSCo attraverso l\u2019introduzione di una \u201cgaranzia di disponibilit\u00e0\u201d. Al tempo stesso, dovrebbero essere sviluppati maggiore coordinamento e cooperazione con la Nato.<\/p>\n<p>Una PeSCo cos\u00ec costituita richiederebbe un impegno consistente ai Paesi partecipanti, sia in termini politici che militari, perci\u00f2 dovrebbe essere sostenuta da una serie di incentivi che includano ma non si limitino a quelli gi\u00e0 forniti dall\u2019<i>European Defence Action Plan\u00a0<\/i>della Commissione europea.<\/p>\n<p><b>PeSCo: partire subito con chi ci sta<\/b><br \/>\nUna PeSCo seria dovrebbe essere inclusiva verso tutti gli Stati membri \u201cvolenterosi e capaci\u201d di rispettare i criteri stabiliti dal Trattato di Lisbona e relativo protocollo. Criteri attuabili in termini di\u00a0<i>input<\/i>, quali il raggiungimento della soglia del 20% di spesa militare per il\u00a0<i>procurement<\/i>, di cui il 35% a programmi europei; e in termini di\u00a0<i>output<\/i>, ossia di operativit\u00e0, dispiegabilit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 delle forze armate.<\/p>\n<p>Un&#8217;attuazione tempestiva ed efficace della PeSCo implicherebbe l\u2019inserimento di un paragrafo ad hoc all\u2019interno della dichiarazione a 27 per l&#8217;anniversario dei Trattati di Roma, che dovrebbe sostenere l\u2019idea di integrazione differenziata nel settore della difesa. In secondo luogo, dopo le elezioni francesi e prima dell\u2019estate il Consiglio Affari esteri dovrebbe adottare la decisione di lanciare la PeSCo, da attivarsi poi entro 3 mesi.<\/p>\n<p>La PeSCo \u00e8 attualmente l&#8217;unica via, per gli Stati membri, per l\u2019acquisizione e l\u2019utilizzo delle capacit\u00e0 militari necessarie a realizzare una politica di difesa coordinata, e collegata alle istituzioni Ue. Se non sar\u00e0\u00a0<i>permanente\u00a0<\/i>per un nucleo di Stati membri,\u00a0<i>strutturata\u00a0<\/i>attraverso un insieme coerente di progetti di sviluppo di capacit\u00e0 congiunte, e in grado di concretizzare una\u00a0<i>cooperazione\u00a0<\/i>sia politica che operativa, allora non potr\u00e0 dirsi PeSCo.<\/p>\n<p>Infatti, solo rispettando questi requisiti la PeSCo consentir\u00e0 di costituire, attraverso l\u2019integrazione differenziata, una difesa europea efficace al servizio dei suoi cittadini. Altrimenti, una PeSCo che non cambi la realt\u00e0 politico-militare europea sarebbe non solo l&#8217;ennesima occasione persa, ma un altro duro colpo all&#8217;utilit\u00e0 politica dell&#8217;Ue per i suoi cittadini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A 60 anni, l&#8217;Unione europea, Ue potrebbe finalmente decidere di occuparsi seriamente della propria difesa, con un gruppo di Paesi membri che si impegnano a fare di pi\u00f9 e meglio insieme alle istituzioni europee ed in coordinamento con la Nato. 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