{"id":65253,"date":"2017-03-24T10:38:33","date_gmt":"2017-03-24T09:38:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65253"},"modified":"2017-11-03T15:12:48","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:48","slug":"g7-verso-taormina-oltre-roadmap","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/03\/g7-verso-taormina-oltre-roadmap\/","title":{"rendered":"G7: verso Taormina e oltre, una roadmap"},"content":{"rendered":"<p>La riunione dei capi di Stato e di governo dei Grandi, programmata per il 26 maggio a Taormina, sar\u00e0 il punto culminante del G7 sotto presidenza italiana.<\/p>\n<p>Gli spunti di interesse che essa racchiude non sono pochi, sia da un punto vista politico che economico: il Vertice sar\u00e0 il primo evento di questa portata a cui parteciper\u00e0 il presidente Usa Donald Trump &#8211; e segner\u00e0 pure l\u2019esordio di Theresa May e del nuovo presidente francese, oltre che di Paolo Gentiloni &#8211; e potrebbe essere l\u2019ultimo cui prender\u00e0 parte Angela Merkel, attesa alle elezioni di settembre dopo dodici anni di governo.<\/p>\n<p>Inoltre, per quella data, sar\u00e0 stato formalmente avviato il processo che porter\u00e0 alla fuoriuscita della Gran Bretagna dall\u2019Unione europea, Ue.<\/p>\n<p>A questi sommovimenti politici si somma una situazione economica che richiede azioni decise che non possono pi\u00f9 essere rimandate. L\u2019ultima parte del 2016 e l\u2019inizio del 2017 hanno fornito alcuni segnali positivi, confermando la ripresa in atto in diverse economie mondiali. Tuttavia, a quasi dieci anni dallo scoppio della crisi finanziaria globale, la crescita permane fragile e le previsioni sul futuro non sono delle pi\u00f9 rosee.<\/p>\n<p>Questo si riflette su un livello di consumi e investimenti ancora insoddisfacente, che non aiuta alla risoluzione di problemi che rischiano di divenire ormai strutturali in alcune delle economie pi\u00f9 mature, come una crescita sempre pi\u00f9 anemica della produttivit\u00e0 o un elevato tasso di disoccupazione.<\/p>\n<p>Nonostante tutto ci\u00f2, la riunione del gruppo dei Sette sotto presidenza italiana non sta ricevendo la dovuta attenzione. La\u00a0<a href=\"http:\/\/www.iai.it\/it\/news\/g7-ruolo-economia-globale-una-due-giorni-iai\" target=\"blank\"><b><u>conferenza internazionale<\/u><\/b><\/a>\u00a0organizzata a Roma dallo IAI per il 27-28 marzo,che rappresenta il punto culminante del progetto di ricerca sul ruolo del G7 guidato dall\u2019Istituto e svolto in collaborazione con i pi\u00f9 importanti centri di ricerca dei sette Paesi membri, vuole invertire questa tendenza.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 un occasione per individuare quelli che dovrebbero essere i temi e le iniziative specifiche su cui i leader dei Sette dovrebbero concentrarsi nel prossimo Vertice, cercando di massimizzare l\u2019impatto di queste riunioni risultate troppo spesso poco efficaci in passato.<\/p>\n<p><b>Necessit\u00e0 di coordinare di pi\u00f9 le politiche macroeconomiche<\/b><br \/>\nDalla grande recessione del 2009 ad oggi l\u2019onere dello stimolo dell\u2019attivit\u00e0 economica nei Paesi membri \u00e8 ricaduto interamente sulla politica monetaria, limitando al minimo lo spazio di manovra delle Banche centrali nell\u2019eventualit\u00e0 dell\u2019occorrenza di un nuovo shock negativo e rischiando di creare squilibri e bolle.<\/p>\n<p>Considerando che negli ultimi anni lo spazio di manovra fiscale in alcuni dei Paesi pi\u00f9 sviluppati \u00e8 andato crescendo e che i fattori che caratterizzano la presente congiuntura economica massimizzano l\u2019efficienza delle misure espansive di tipo fiscale, sembra sempre pi\u00f9 opportuno un ricorso a queste ultime.<\/p>\n<p>Inoltre, \u00e8 necessario che le riforme strutturali di cui molti Paesi hanno bisogno vengano completate al pi\u00f9 presto. C\u2019\u00e8 bisogno dunque di un policy mix pi\u00f9 equilibrato a livello interno che utilizzi tutti gli strumenti a disposizione e permetta di sfruttare le sinergie positive tra essi.<\/p>\n<p>\u00c8 asupicabile per\u00f2 che il coordinamento delle politiche economiche non rimanga solo a livello interno ma che abbia anche una dimensione internazionale. Coordinare le strategie macroeconomiche tra le principali economie mondiali permetterebbe di sfruttare al meglio i reciproci effetti di spillover positivi e minimizzare gli effetti destabilizzanti.<\/p>\n<p>Un esempio di azione specifica sulla quale i Sette potrebbero accordarsi \u00e8 la lotta ai paradisi fiscali e alla gara al ribasso nell\u2019imposizione fiscale, perseguibile solo con un approccio condiviso a livello internazionale. Ci\u00f2 permetterebbe di recuperare risorse ingenti per l\u2019erario delle economie pi\u00f9 avanzate che potrebbero essere destinate alla lotta della crescente disuguaglianza che mina sempre pi\u00f9 la stabilit\u00e0 economica e politica dei Paesi pi\u00f9 sviluppati.<\/p>\n<p><b>Governare la globalizzazione per resistere al protezionismo<\/b><br \/>\nLa vittoria di Trump e del \u201cleave\u201d al referendum britannico sono solo due dei segnali pi\u00f9 eclatanti di un crescente malcontento verso la globalizzazione diffusosi nella classe media delle economie pi\u00f9 mature. Questo ha alimentato ulteriormente una spinta protezionistica gi\u00e0 diffusasi dopo la crisi del 2009.<\/p>\n<p>Occorre che il G7, nonostante le posizioni americane, respinga con energia ogni tipo di tentazione protezionistica e crei le basi non per rifiutare o cancellare un processo ormai irreversibile come la globalizzazione, ma per governarla e migliorarla.<\/p>\n<p>\u00c8 vero infatti che la crescente apertura dei mercati internazionali registratasi negli ultimi 60 anni ha comportato enormi vantaggi a livello globale, ma questi vantaggi, oltre a non essere ben comunicati, sono stati distribuiti in maniera iniqua, non preoccupandosi di tutelare le classi pi\u00f9 colpite da questi processi di globalizzazione.<\/p>\n<p>In tal senso la ratifica di accordi internazionali di nuova generazione, quale quello gi\u00e0 firmato tra Ue e Canada o quello in fase avanzata di negoziazione tra Ue e Giappone, pu\u00f2 risultare decisiva dato che tali accordi non mirano solo a favorire i flussi commerciali, ma anche ad assicurare alti livelli di standard qualitativi e a formare un base regolamentare che contribuisca a governare il processo di globalizzazione.<\/p>\n<p><b>Stabilizzare la regolamentazione per garantire la stabilit\u00e0 finanziaria<\/b><br \/>\nA ci\u00f2 per\u00f2 \u00e8 necessario che si affianchi uno sforzo dei singoli Stati nell\u2019attuare politiche redistributive e di sostegno attivo all\u2019occupazione e alla ricollocazione che vadano a eliminare le cause del malcontento.<\/p>\n<p>I Paesi del G7 dovrebbero impegnarsi per completare il processo di riforma della regolamentazione finanziaria iniziato dopo la crisi del 2009. \u00c8 opportuno per\u00f2 che il quadro normativo internazionale venga al pi\u00f9 presto stabilizzato, dando cos\u00ec maggiore stabilit\u00e0 ed evitando incertezza, in modo da facilitare l\u2019erogazione di credito al settore reale.<\/p>\n<p>A questo tipo di sforzo va aggiunta la necessit\u00e0 di trovare un accordo in merito a una strategia internazionale efficace di gestione dei flussi finanziari internazionali, con l\u2019obiettivo di orientare i mercati finanziari globali verso una maggiore stabilit\u00e0 monetaria e finanziaria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La riunione dei capi di Stato e di governo dei Grandi, programmata per il 26 maggio a Taormina, sar\u00e0 il punto culminante del G7 sotto presidenza italiana. 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