{"id":65260,"date":"2017-03-27T10:55:57","date_gmt":"2017-03-27T08:55:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65260"},"modified":"2017-11-03T15:12:47","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:47","slug":"macedonia-senza-governo-crisi-istituzionale-etnica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/03\/macedonia-senza-governo-crisi-istituzionale-etnica\/","title":{"rendered":"Macedonia senza governo: crisi istituzionale e etnica"},"content":{"rendered":"<p>Sono passati quattro mesi da quando si sono tenute le elezioni parlamentari anticipate in Macedonia, ma il nuovo governo non \u00e8 stato ancora formato. Mentre la crisi istituzionale si aggrava sempre pi\u00f9, i partiti perdono tempo in negoziati segreti, incitando proteste e rilasciando affermazioni contraddittorie.<\/p>\n<p>Il tempo previsto dalla Costituzione per creare una nuova maggioranza parlamentare \u00e8 terminato e non vi \u00e8 alcun segno che l\u2019impasse possa essere presto sbloccata. Sono quindi possibili diversi esiti: dalla formazione di un governo guidato dall\u2019opposizione ad un&#8217;ulteriore polarizzazione politica che potrebbe portare allo scontro etnico.<\/p>\n<p>Le elezioni del dicembre scorso hanno dato 51 seggi al Vmro-Dpmne, il partito conservatore al governo dal 2006; 49, invece, al maggior partito d\u2019opposizione, il socialdemocratico Sdsm, mentre 10 sono andati al Dui (partner di coalizione del Vmro dal 2008).<\/p>\n<p>Vmro e Dui sono quindi riusciti a confermare la maggioranza uscente, ma di appena un seggio, conquistandone 61 sui 120 del Parlamento di Skopje. Nikola Gruevski, leader del Vmro, ha ricevuto un mandato dal presidente Gjorge Ivanov (anch\u2019egli conservatore) per provare a formare un nuovo governo. I negoziati a porte chiuse con il Dui di Ali Ahmeti sono per\u00f2 falliti.<\/p>\n<p><b>La Piattaforma di Tirana<\/b><br \/>\nSecondo la Costituzione, Ivanov avrebbe quindi dovuto dare un mandato esplorativo al secondo partito maggiormente rappresentato in Parlamento, l\u2019Sdsm. Questo, tuttavia, non \u00e8 mai avvenuto e, a partire dal 29 gennaio scorso, il Paese vive un nuovo stallo politico e istituzionale.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019insuccesso del Vmro, Ivanov ha chiesto a Zoran Zaev, a capo dei socialdemocratici, di presentare almeno 61 firme di parlamentari come prova dell\u2019esistenza di una maggioranza in Parlamento; condizione che, tuttavia, il capo dello Stato non aveva precedentemente posto a Gruevski.<\/p>\n<p>E quando l&#8217;Sdsm ha presentato le firme richieste, Ivanov ha posto nuovi paletti: Zaev avrebbe dovuto ripudiare la cosiddetta \u201cPiattaforma di Tirana\u201d, che si era nel frattempo costituita, accusata di essere incostituzionale e di mettere a rischio la natura unitaria dello Stato.<\/p>\n<p>Il 7 gennaio, giorno del Natale Ortodosso, infatti, tutti i partiti etnici albanesi rappresentati in Parlamento &#8211; guidati dal Dui e coordinati da Tirana e Pristina &#8211; avevano reso pubblica una piattaforma politica congiunta capace di trasformare la natura dell&#8217;attuale crisi da politico-istituzionale a etnica. La piattaforma \u00e8 stata posta come condizione necessaria dai leader dei partiti albanesi per entrare a fare parte della nuova coalizione di governo.<\/p>\n<p>La situazione \u00e8 per\u00f2 diventata presto ancora pi\u00f9 ingarbugliata: dopo il fallimento dei negoziati tra Vmro e Dui e l&#8217;apertura di quelli tra Sdsm e Dui, l\u2019iniziativa civica \u201cPer una Macedonia Unita\u201d ha iniziato una protesta davanti al Parlamento e in tutto il Paese.<\/p>\n<p>Lo scopo dichiarato delle manifestazioni di piazza \u00e8 preservare l\u2019unit\u00e0 della Macedonia: ogni notte, in un\u2019atmosfera tesa, migliaia di persone protestano contro il miliardario statunitense George Soros, la Piattaforma di Tirana e coloro che sono percepiti come nemici dello Stato. Tra le prime vittime della rabbia, anche giornalisti noti per essere voci dissenzienti.<\/p>\n<p>In un\u2019atmosfera surriscaldata, Zaev ha dovuto trovare un modo per distanziarsi dalla Piattaforma, focalizzando l&#8217;attenzione su altri punti del suo programma. Il leader socialdemocratico ha inoltre dichiarato di essere pronto a dialogare su qualsiasi questione, ma che non andr\u00e0 contro la Costituzione: ha accettato la richiesta di un maggiore uso della lingua albanese, ma rifiutato (nonostante il parere contrario del Dui) l\u2019introduzione di insegne o banconote bilingui.<\/p>\n<p>E nonostante abbia nuovamente chiesto di poter formare un esecutivo, dal gabinetto di Ivanov hanno risposto che il presidente non consegner\u00e0 un mandato a chi \u201cintende, o ha nel suo programma, di creare una piattaforma che mini la sovranit\u00e0, l&#8217;integrit\u00e0 territoriale e l&#8217;indipendenza della Macedonia\u201d.<\/p>\n<p><b>Reazioni di Ue e Russia<\/b><br \/>\nLa comunit\u00e0 internazionale ha iniziato a spingere per una rapida soluzione della crisi, temendo che questa possa dar vita a un conflitto etnico. Dopo aver visitato Skopje a inizio marzo, l&#8217;Alto rappresentante Ue per la politica estera e la sicurezza Federica Mogherini ha di fatto dato il via libera ad una possibile maggioranza tra socialdemocratici e partiti albanesi.<\/p>\n<p>La Mogherini ha infatti dichiarato che Ivanov dovrebbe riconsiderare la propria decisione e consegnare il mandato per formare un governo al leader che pu\u00f2 garantire una maggioranza in Parlamento; mentre da Bruxelles si ventila anche il ricorso alle sanzioni contro i responsabili dello stallo istituzionale.<\/p>\n<p>La Russia ha, da par suo, utilizzato l&#8217;occasione per opporsi agli interessi Ue, sostenendo la narrativa del Vmro. \u201cLe interferenze esterne negli affari interni della Macedonia stanno prendendo forme sempre pi\u00f9 oltraggiose\u201d, recita un comunicato del ministero degli Esteri di Mosca.<\/p>\n<p>Vi sono poi state altre dichiarazioni pubbliche che hanno ulteriormente riscaldato il clima. Un parlamentare albanese della maggioranzaha dichiarato in pi\u00f9 occasioni che \u201cla Macedonia non esiste e che non \u00e8 altro che un\u2019antica provincia albanese\u201d, chiamando gli albanesi macedoni a prendere il destino nelle proprie mani. Frasi che hanno spinto la Mogherini a chiedere ai politici di \u201cplacare la loro retorica e non permettere a questa crisi di trasformarsi in un conflitto geopolitico buttando benzina sul fuoco\u201d.<\/p>\n<p><b>Fuori l\u2019Sdsm<\/b><br \/>\nVladimir Gligorov, analista e figlio dell&#8217;ex presidente macedone Kiro, ha sottolineato che l\u2019obiettivo del Vmro \u00e8 di delegittimare l\u2019Sdsm su basi patriottiche, per accreditarsi cos\u00ec come l\u2019unico rappresentante dei macedoni etnici: \u201cOgni modifica della Costituzione richiede una maggioranza dei due terzi in Parlamento, soglia difficile da raggiungere data la divisione politica macedone tra due partiti principali contrapposti. \u00c8 quindi chiaro che tutto ci\u00f2 che sta accadendo mira a tenere l\u2019Sdsm fuori dal gioco politico e la Vmro al potere. Non si tratta di conflitto etnico\u201d.<\/p>\n<p>I partiti albanesi,sostenuti dallo stesso premier di Tirana Edi Rama, stanno per\u00f2 paradossalmente giocando a favore di Gruevski, allo stesso modo in cui\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3866\" target=\"blank\"><b><u>Erdo?an ha condizionato il voto in Olanda<\/u><\/b><\/a>\u00a0a favore dei partiti di governo. Anche Rama ha infatti il suo piccolo interesse di breve periodo da inseguire, giocando la carta del nazionalismo in vista delle\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3864\" target=\"blank\"><b><u>legislative di giugno in Albania<\/u><\/b><\/a>. Se non ci fosse stata alcuna Piattaforma di Tirana, Ivanov non avrebbe avuto scuse per non consegnare un mandato di governo ai socialdemocratici.<\/p>\n<p><i><span style=\"font-size: xx-small;\">Questo articolo \u00e8 frutto di una collaborazione editoriale tra Istituto Affari Internazionali e Osservatorio Balcani e Caucaso<\/span>.<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono passati quattro mesi da quando si sono tenute le elezioni parlamentari anticipate in Macedonia, ma il nuovo governo non \u00e8 stato ancora formato. Mentre la crisi istituzionale si aggrava sempre pi\u00f9, i partiti perdono tempo in negoziati segreti, incitando proteste e rilasciando affermazioni contraddittorie. 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