{"id":65267,"date":"2017-03-28T11:01:41","date_gmt":"2017-03-28T09:01:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65267"},"modified":"2017-11-03T15:12:45","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:45","slug":"le-cinque-sfide-leonardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/03\/le-cinque-sfide-leonardo\/","title":{"rendered":"Le cinque sfide di Leonardo"},"content":{"rendered":"<p>Leonardo rappresenta il principale gruppo italiano nel campo delle alte tecnologie ed \u00e8, quindi, un vero e proprio &#8220;campione nazionale&#8221;. L&#8217;azienda ha un vasto patrimonio di know how tecnologico e umano, prodotti strategici, stabilimenti impiantanti sul territorio che fungono da catalizzatori della ricerca e della formazione, un ruolo di traino per l&#8217;intero comparto delle Pmi.<\/p>\n<p>La rilevanza strategica si ritrova anche nelle produzioni che esprimono una capacit\u00e0 di proiezione internazionale dell&#8217;Italia, grazie alla padronanza di tecnologie che sono contenute nelle piattaforme (elicotteri, aerei, satelliti) oppure nei sistemi Ict. Tutto ci\u00f2 in un\u2019epoca in cui, pi\u00f9 che mai, il dominio tecnologico rappresenta un elemento fondamentale per la strategia del sistema-paese che si deve poi confrontare con le nazioni pi\u00f9 avanzate.<\/p>\n<p><b>Un mercato che evolve tra Ue e Usa e altrove<\/b><br \/>\nLeonardo si muove in un mercato internazionale che in questi anni sta cambiando in modo significativo. All\u2019interno dell\u2019Unione europea, le istituzioni, e in particolare la Commissione, si stanno impegnando per favorire l\u2019integrazione del mercato europeo della difesa e della sicurezza attraverso una politica di incentivi.<\/p>\n<p>Di qui la previsione di lanciare un programma europeo di ricerca nella difesa con una dotazione di 3,5 miliardi di euro, di cofinanziare la fase di sviluppo dei nuovi programmi di collaborazione europea e di incentivare i relativi investimenti nazionali.<\/p>\n<p>In un modo o nell\u2019altro la difesa uscir\u00e0, quindi, dai confini delle attivit\u00e0 intergovernative e si allargher\u00e0 alle attivit\u00e0 comunitarie. Nel contempo l\u2019Unione perder\u00e0 un pezzo importante, il Regno Unito (molto rilevante per l\u2019Italia, nei programmi aeronautici, elettronici e missilistici, e per Leonardo, vista la sua forte presenza industriale).<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti hanno deciso di avviare un nuovo ciclo di investimenti militari, ma hanno scelto di accentuare la chiusura del loro mercato verso i competitori esteri. I gruppi industriali europei gi\u00e0 presenti nel mercato americano potranno trarne vantaggi finanziari, ma con limitate prospettive di ritorno tecnologico.<\/p>\n<p>Sul mercato internazionale la competizione si far\u00e0 ancora pi\u00f9 feroce in quanto il ciclo di rinnovamento dei maggiori equipaggiamenti da parte degli Stati economicamente forti \u00e8 in parte gi\u00e0 stato avviato e le commesse assegnate, i Paesi produttori di petrolio scontano la caduta del suo prezzo, i vecchi (Russia) e i nuovi fornitori (Brasile, Israele, Cina, Giappone) si fanno strada, gli equipaggiamenti usati ma relativamente nuovi sono largamente disponibili, molti clienti pretendono un coinvolgimento industriale.<\/p>\n<p><b>Le sfide che restano dopo riorganizzazione e riduzione costi<\/b><br \/>\nLeonardo \u00e8 stata molto concentrata in questi anni sulla sua riorganizzazione e sulla riduzione dei costi. I risultati potranno essere valutati solo nell\u2019arco dei prossimi anni, ma, inevitabilmente, le energie assorbite da questo sforzo interno sono andate a discapito dello sforzo esterno sia in termini di proiezione sul mercato internazionale, sia di innovazione. Anche di qui le sfide con cui si dovr\u00e0 misurare il nuovo vertice aziendale.<\/p>\n<p>1) La prima sfida da affrontare \u00e8 quella di rafforzare il portafoglio ordini. Bisogna investire sulla rete commerciale diretta e indiretta, con la consapevolezza che per portare a casa nuovi contratti non baster\u00e0 il crescente impegno della diplomazia, ma sar\u00e0 necessario mettere in campo i propri uomini e trovare alleati sul posto. Gli accordi Governo &#8211; (come avvenuto per Kuwait e Qatar) sono utili, ma non possono risolvere tutto. Questo rilancio dovr\u00e0 comunque essere coordinato con il Governo e con il Ministero della Difesa che stanno gi\u00e0 sostenendo la proiezione internazionale dell\u2019industria italiana, ma che, in un clima di rinnovata collaborazione, lo potranno fare pi\u00f9 sistematicamente.<\/p>\n<p>2) La seconda sfida \u00e8 quella di assicurare ai clienti un pi\u00f9 efficiente supporto logistico. Leonardo sconta colpe del passato, ma non basta cambiare logo per fare dimenticare l\u2019insoddisfazione di alcuni acquirenti. Tempi lunghi ed incerti, un sistema di autorizzazioni all\u2019export complicato e a volte incomprensibile, disattenzione e costi elevati riducono la disponibilit\u00e0 dei mezzi in servizio e rischiano di fare cattiva pubblicit\u00e0 al gruppo.<\/p>\n<p><b>L\u2019innovazione e la dirigenza<\/b><br \/>\n3) La terza sfida riguarda la necessit\u00e0 di concentrare le proprie capacit\u00e0 su un numero minore di linee di prodotto. Nessun altro gruppo industriale internazionale ha un ventaglio cos\u00ec grande di prodotti, pur avendo fatturati superiori. Questo comporta che le risorse umane (manageriali, tecniche, commerciali) e quelle finanziarie (ricerca, investimenti) sono distribuite in troppe direzioni e che in ciascuna area si ha una massa critica inferiore a quella dei competitori. In questa razionalizzazione si potrebbero, inoltre, cercare occasioni di integrazione internazionale, attuando una pi\u00f9 efficace strategia di alleanze.<\/p>\n<p>4) La quarta sfida tocca l\u2019innovazione ed \u00e8 legata a quella precedente. Selezionando il portafoglio, le limitate risorse che il Paese pu\u00f2 mettere a disposizione per la ricerca tecnologica potranno raggiungere livelli pi\u00f9 adeguati, soprattutto se indirizzate a migliorare il posizionamento per partecipare a futuri finanziamenti europei. La definizione di una pi\u00f9 chiara ed efficace strategia tecnologica potr\u00e0 cos\u00ec raccordarsi con la Strategia Tecnologica e Industriale della Difesa, avviata dalla direzione nazionale degli Armamenti come previsto dal Libro Bianco della sicurezza internazionale e della difesa. La sinergia fra Industria e Difesa potr\u00e0 cos\u00ec rappresentare un&#8217;utile contributo anche al processo di ammodernamento del sistema &#8211; Paese.<\/p>\n<p>5) La quinta sfida riguarda la dirigenza di Leonardo. \u00c8 una delle parti pi\u00f9 importanti del patrimonio aziendale e deve essere valorizzata. Percorsi di selezione e di crescita basati esclusivamente sulle capacit\u00e0 e sui risultati, assegnazione di incarichi diversi ma coerenti, ringiovanimento dei dirigenti, dovrebbero essere scontati per una societ\u00e0 che vuole fare dell\u2019innovazione il suo tratto distintivo.<\/p>\n<p>I tempi per questa rivitalizzazione sono per\u00f2 strettissimi. Su questo si gioca il futuro del principale gruppo italiano nel settore delle alte tecnologie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Leonardo rappresenta il principale gruppo italiano nel campo delle alte tecnologie ed \u00e8, quindi, un vero e proprio &#8220;campione nazionale&#8221;. L&#8217;azienda ha un vasto patrimonio di know how tecnologico e umano, prodotti strategici, stabilimenti impiantanti sul territorio che fungono da catalizzatori della ricerca e della formazione, un ruolo di traino per l&#8217;intero comparto delle Pmi. 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