{"id":65285,"date":"2017-04-03T14:21:58","date_gmt":"2017-04-03T12:21:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65285"},"modified":"2017-11-03T15:12:42","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:42","slug":"brexit-qualcosa-si-muove","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/04\/brexit-qualcosa-si-muove\/","title":{"rendered":"Brexit, qualcosa si muove"},"content":{"rendered":"<p>Le linee guida del Consiglio europeo sui negoziati, un White Paper su come trasformare la legislazione europea in britannica e, soprattutto, l\u2019attivazione formale del processo di separazione dall\u2019Unione: dopo mesi di confusione e inerzia, sembra che qualcosa si stia effettivamente muovendo per la Brexit.<\/p>\n<p>Non a caso, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha\u00a0<a href=\"https:\/\/twitter.com\/eucopresident\/status\/847047933405093892\" target=\"blank\"><b><u>commentato<\/u><\/b><\/a>\u00a0su Twitter con humor quasi britannico:\u201cAfter nine months the UK has delivered. #Brexit\u201d.<\/p>\n<p>Tutto questo rischia per\u00f2 di essere uno shakespeariano tanto rumore per nulla, con Theresa May decisa nell\u2019apparenza e in confusione sulla sostanza, l\u2019Unione europea, Ue ancora inflessibile su punti chiave delle trattative e, di conseguenza, un destino incerto su temi centrali, dai termini della relazione GB-Ue dopo la Brexit fino alla possibilit\u00e0, sempre pi\u00f9 reale, dell\u2019indipendenza scozzese. Tutto questo con il rischio che i due anni di negoziati si concludano senza un accordo.<\/p>\n<p><b>La posizione dell\u2019Ue<\/b><br \/>\nDopo mesi di silenzio, la risposta del Consiglio europeo all\u2019attivazione dell\u2019articolo 50 non si \u00e8 fatta attendere; due giorni dopo aver ricevuto la notifica, Donald Tusk ha inoltrato ai 27 Stati membri le\u00a0<a href=\"http:\/\/g8fip1kplyr33r3krz5b97d1.wpengine.netdna-cdn.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/FullText.pdf\" target=\"blank\"><b><u>linee guida<\/u><\/b><\/a>\u00a0per le trattative, sottolineando posizioni gi\u00e0 note, ma con qualche novit\u00e0.<\/p>\n<p>Il punto fondamentale \u00e8 la conferma dell\u2019impossibilit\u00e0 di un approccio \u2018<i>cherry picking<\/i>\u2019, in cui cio\u00e8 il Regno Unito possa scegliere su quali settori collaborare con l\u2019Ue e su quali mantenere le proprie prerogative.<\/p>\n<p>Un desiderio gi\u00e0 espresso da TheresaMay in numerose occasioni, come nel\u00a0<a href=\"http:\/\/www.telegraph.co.uk\/news\/2017\/01\/17\/theresa-mays-brexit-speech-full\/\" target=\"blank\"><b><u>discorso<\/u><\/b><\/a>\u00a0di gennaio in cui parlava di contribuzioni ad hoc al budget europeo, ma inaccettabile per l\u2019Ue: le linee guida ribadiscono che il libero commercio non possa essere svincolato dalla libera circolazione delle persone e che l\u2019accordo non possa riguardare solo alcuni settori selezionati.<\/p>\n<p>Il documento va per\u00f2 oltre, sostenendo che non ci sar\u00e0 nessun accordo sulla posizione del Regno Unito rispetto all\u2019Ue finch\u00e9 non sar\u00e0 raggiunto \u201c<i>sufficient progress<\/i>\u201d sul processo di uscita; in altre parole, nessun accordo sul commercio finch\u00e9 i termini di uscita non saranno concordati in maniera soddisfacente, con l\u2019Ue a 27 per giudicare se essere soddisfatta o meno.<\/p>\n<p><b>L\u2019incertezza del Regno Unito<\/b><br \/>\nDi fronte alla decisione europea, il governo britannico soffre ancora di grande insicurezza, incapace di trovare un compromesso tra garantire un accordo negli interessi del Regno Unito, per cui dovrebbe avvicinarsi all\u2019Ue, e tenere una posizione solida di fronte all\u2019elettorato britannico.<\/p>\n<p>Se Donald Tusk parla di\u00a0<i>damage control\u00a0<\/i>nel processo della Brexit, la retorica della May evita invece di presentare la Brexit come un errore, indicandola piuttosto come un\u2019occasione per il Regno Unito.<\/p>\n<p>Dal lato britannico, il cuore del processo di separazione \u00e8 il\u00a0<i>Great Repeal Bill<\/i>, approfondito in un White Paper presentato la scorsa settimana e che dovrebbe garantire la transizione dalla legislazione europea a quella britannica.<\/p>\n<p>Gli oltre 12mila regolamenti europei in vigore nel Regno Unito richiederebbero per\u00f2 un processo di integrazione mastodontico e anni di lavoro; il\u00a0<i>Great Repeal Bill\u00a0<\/i>rischia cos\u00ec o di essere un\u00a0<i>Great Conversion Bill<\/i>, in cui il corpus europeo verr\u00e0 semplicemente incorporato in maniera quasi integrale, o di seguire un processo di selezione della legislazione arbitrario e in cui il Parlamento non verr\u00e0 coinvolto.<\/p>\n<p>Theresa May intende infatti utilizzare i poteri conferiti al governo dallo \u201cStatute of Proclamations\u201d del 1539, per cui il governo pu\u00f2 legiferare (in maniera limitata) al di fuori nel normale processo di scrutinio parlamentare.<\/p>\n<p><b>I nodi da sciogliere<\/b><br \/>\nSe non \u00e8 chiaro quale sar\u00e0 il risultato del\u00a0<i>Great Repeal Bill<\/i>, difficile \u00e8 anche definire in che modo il Regno Unito affronter\u00e0 altri punti chiave della questione Brexit. Se Ue e GB hanno concordato che Londra dovr\u00e0 pagare un exit bill per l\u2019uscita dall\u2019Unione, \u00e8 difficile dire se e quanto si avviciner\u00e0 ai 60 miliardi di euro di cui si parla a Bruxelles.<\/p>\n<p>Inoltre, secondo un report del governo britannico rivelato dal\u00a0<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/politics\/2016\/oct\/18\/theresa-may-given-stark-warning-about-leaving-customs-union\" target=\"blank\"><b><u>Guardian<\/u><\/b><\/a>, l\u2019alternativa all\u2019impossibilit\u00e0 di un accordo sul commercio con l\u2019Ue dovrebbe essere l\u2019aumento del 37% del commercio con gli altri partner in 13 anni &#8211; una missione difficile, se non impossibile.<\/p>\n<p>I problemi principali sono per\u00f2 legati alle questioni interne al Regno Unito, soprattutto ai governi regionali. Con questi la May ha infatti mancato la possibilit\u00e0 di costruire un dialogo fruttuoso, piuttosto suscitando preoccupazioni in Irlanda del Nord e scatenando la decisione del primo ministro scozzese Nicholas Sturgeon di chiedere formalmente un secondo referendum per l\u2019indipendenza, approvato dal parlamento scozzese ma, al momento, rifiutato dal governo britannico.<\/p>\n<p>\u00c8 la Scozia cos\u00ec la vera spada di Damocle per Londra. Il rifiuto da parte di Theresa May di concedere un secondo referendum nei prossimi anni (sicuramente non prima del termine delle trattative) evita da un lato l\u2019esposizione del governo su un ulteriore fronte politico, ma concede un significativo vantaggio alla Scozia e all\u2019Ue: offre tempo per potere costruire sostegno al referendum, per ora non particolarmente forte in Scozia, lavorando proprio sull\u2019opposizione di Londra a quella che \u00e8 la volont\u00e0 del popolo scozzese, espressa tramite il parlamento di Edimburgo.<\/p>\n<p>Una minaccia che Bruxelles non ha aspettato ad utilizzare, con la recente conferma da parte del ministro degli Esteri spagnolo che Madrid non porr\u00e0 il veto ad un\u2019eventuale domanda di adesione alll\u2019Ue da parte di una Scozia indipendente. cambiamento di linea probabilmente garantito dal sostegno Ue alla posizione spagnola su Gibilterra, espresso anche nelle linee guida di Tusk.<\/p>\n<p>Il Regno Unito si trova cos\u00ec di fronte a una serie di minacce, a cui si aggiunge quella di non concludere nessun accordo: una possibilit\u00e0 reale visti i tempi stretti e le materie da discutere. Con il rischio conseguente di vedere la City lentamente abbandonata a favore delle piazze europee, la Scozia indipendente e l\u2019Irlanda del Nord di nuovo sotto assedio, Londra dovr\u00e0 quindi forse trovare il coraggio di mettere da parte la retorica degli ultimi mesi e rassegnarsi al dialogo con l\u2019Unione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le linee guida del Consiglio europeo sui negoziati, un White Paper su come trasformare la legislazione europea in britannica e, soprattutto, l\u2019attivazione formale del processo di separazione dall\u2019Unione: dopo mesi di confusione e inerzia, sembra che qualcosa si stia effettivamente muovendo per la Brexit. 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