{"id":65293,"date":"2017-04-05T14:37:11","date_gmt":"2017-04-05T12:37:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65293"},"modified":"2017-11-03T15:12:42","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:42","slug":"armenia-elezioni-scelta-continuita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/04\/armenia-elezioni-scelta-continuita\/","title":{"rendered":"Armenia: elezioni, una scelta di continuit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Pur fra molte contraddizioni e polemiche, le elezioni parlamentari del 2 aprile hanno sancito una scelta di continuit\u00e0 politica per l\u2019Armenia. Il Partito repubblicano del presidente Serzh Sargsyan si conferma saldamente al potere, candidandosi cos\u00ec a guidare la fase di transizione istituzionale inaugurata dal referendum costituzionale del dicembre 2015 e che si concluder\u00e0 nel 2018.<\/p>\n<p>Una conferma che stride con la disaffezione sempre pi\u00f9 profonda di un segmento crescente della societ\u00e0 armena e che molti analisti e membri dell\u2019opposizione temono sia preludio a una deriva autoritaria destinata a spazzare via le basi democratiche della repubblica caucasica. Presto per dirlo; certo \u00e8 che continue le pressioni nei confronti degli elettori e dei media indipendenti, nonch\u00e9 le ripetute denunce di compravendita di voti, non lasciano ben sperare in tal senso.<\/p>\n<p><b>Un voto formalmente corretto<\/b><br \/>\nEppure, per diversi aspetti le elezioni di domenica si sono svolte in modo formalmente corretto \u2013 come riportato nel rapporto preliminare della delegazioneOsce \u2013 e rispettando molte delle libert\u00e0 fondamentali.<\/p>\n<p>Fra i punti positivi, si segnalano l\u2019utilizzo inedito di nuove tecnologie e di telecamere ai seggi, oltre che una maggiore rappresentanza per le donne e le minoranze. In crescita anche il numero degli osservatori locali e internazionali, con un importante supporto offerto da esponenti autorevoli della diaspora armena.<\/p>\n<p>Innovazioni che non sono bastate a mettere in crisi pratiche consolidate quale la compravendita dei voti, piuttosto diffusa e soprattutto il sistema di pressioni esercitato su base clientelare da un sistema politico che si sovrappone in larga parte all\u2019esigua classe di oligarchi che ha il monopolio esclusivo dell\u2019economia del Paese.<\/p>\n<p>Pratiche gi\u00e0 note agli esperti che, in concomitanza con la stagnazione economica degli ultimi anni, hanno prodotto una stagione di proteste senza precedenti nei confronti di un governo capace ancora di vincere, ma forse non pi\u00f9 di convincere \u2013 soprattutto i pi\u00f9 giovani.<\/p>\n<p><b>Pressioni sui media indipendenti<\/b><br \/>\nDa segnalare anche le pressioni esercitate nei confronti dei media indipendenti. Ancora una volta, niente di nuovo all\u2019ombra dell\u2019Ararat. Inedito semmai \u00e8 stato il ricorso ai social media da parte di troll in lingua russa per la diffusione di\u00a0<i>fake news<\/i>complottistiche contro l\u2019opposizione e l\u2019intimidazione di alcune delle voci pi\u00f9 autorevoli del Paese.<\/p>\n<p>Attacchi coordinati che hanno portato anche alla sospensione momentanea, alla vigilia delle elezioni, dei profili Twitter di alcuni giornalisti, analisti e portali di informazione indipendenti. Un astio nei confronti dei media testimoniato anche dagli attacchi subiti ai seggi da due reporter che investigavano casi di corruzione in un distretto della capitale Yerevan.<\/p>\n<p>Quanto ai risultati, come detto, si \u00e8 trattato di una vittoria schiacciante del Partito Repubblicano, che ha ottenuto il 49.15% dei voti, corrispondenti ai 55 seggi in Parlamento. Al secondo posto, staccata di molto, la coalizione guidata dall\u2019oligarca Tsarukyan con il 27.37% e 30 seggi, con un risultato che \u00e8 stato di gran lunga inferiore rispetto alle aspettative.<\/p>\n<p>Non \u00e8 da escludersi un\u2019alleanza di governo fra queste due forze, come anche con lo storico partito della Dashank, fermo al 6.58% e con 7 seggi in parlamento. Si manterr\u00e0 di sicuro all\u2019opposizione invece la coalizione denominata Yelq, che ha portato a casa un discreto 7.78% e 9 seggi.<\/p>\n<p><b>Gestire la transizione<\/b><br \/>\nEppure, per molti aspetti, la pi\u00f9 grande sfida del Partito Repubblicano inizia proprio adesso, a elezioni concluse, e sar\u00e0 quella di gestire la transizione istituzionale in corso evitando lo scontro diretto con la societ\u00e0 civile, gi\u00e0 profilatosi negli ultimi anni.<\/p>\n<p>Una lotta per l\u2019egemonia che sar\u00e0 fondamentale per determinare il futuro del Paese e delle sue istituzioni democratiche, anche in rapporto all\u2019alleanza politica e militare con la Russia, fondamentale negli equilibri del conflitto in Nagorno-Karabakh e della regione, ma sempre pi\u00f9 impopolare fra l\u2019elettorato armeno.<\/p>\n<p>Da quanto si profiler\u00e0 nei prossimi mesi, sar\u00e0 possibile vedere se l\u2019Armenia sar\u00e0 capace di mantenere un equilibrio di potere tale da garantire forme anche minime di pluralismo, o se sar\u00e0 destinata a sprofondare in forme di potere autoritarie che, a un quarto di secolo dalla fine dell\u2019Urss, sembrano ancora dominanti in questa parte del mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pur fra molte contraddizioni e polemiche, le elezioni parlamentari del 2 aprile hanno sancito una scelta di continuit\u00e0 politica per l\u2019Armenia. 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