{"id":65297,"date":"2017-04-06T14:39:30","date_gmt":"2017-04-06T12:39:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65297"},"modified":"2017-11-03T15:12:41","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:41","slug":"hong-kong-la-preferita-pechino-sul-trono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/04\/hong-kong-la-preferita-pechino-sul-trono\/","title":{"rendered":"Hong Kong: la preferita di Pechino sul trono"},"content":{"rendered":"<p>Pechino dorme sonni tranquilli da quando, a fine marzo, la filocinese Carrie Lam Cheng Yuet-ngor \u00e8 stata eletta nuova leader di Hong Kong. Grazie al sostegno del Partito comunista cinese, Lam &#8211; prima\u00a0<i>chief executive\u00a0<\/i>donna della Regione amministrativa speciale &#8211; ha ottenuto 777 voti dal comitato elettorale (su 1.163 dichiarati validi), sconfiggendo il principale sfidante John TsangChun-wan che, tuttavia, gode di maggiore popolarit\u00e0 tra gli hongkonghesi.<\/p>\n<p>La Cam afferrer\u00e0 il timone della \u201cribelle\u201d Hong Kong il prossimo 1\u00b0 luglio, nel giorno del ventesimo anniversario del ritorno dell\u2019ex colonia britannica alla Cina. E in quella data, sono gi\u00e0 in programma le proteste dei leader della rivoluzione degli ombrelli del 2014.<\/p>\n<p><b>Un voto a met\u00e0<\/b><br \/>\nL\u2019attuale sistema di voto \u00e8 regolamentato dalla Hong Kong Basic Law, la carta costituzionale formata sulla base dei punti sanciti dalla Dichiarazione sino-britannica del 1984, che nel 1997 ha regolamentato il ritorno dell\u2019ex colonia sotto la giurisdizione di Pechino.<\/p>\n<p>L\u2019amministrazione della citt\u00e0 \u00e8 affidata a chi riceve la maggioranza dei voti del Comitato elettorale, a sua volta formato da esponenti della vita sociale, civile, politica, economica, agricola e culturale di Hong Kong: su circa 3 milioni e 800 mila aventi diritto, appena 1.194 membri votano direttamente la massima dirigenza.<\/p>\n<p>La composizione del collegio elettorale appare per\u00f2 non proporzionale:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.elections.gov.hk\/ecss2016\/eng\/results.html?1491339054505\" target=\"blank\"><b><u>gli elettori<\/u><\/b><\/a>\u00a0che rappresentano il settore agricolo e la pesca, per esempio, hanno 60 seggi (nonostante siano appena lo 0,1% della forza economica di Hong Kong); gli esponenti del mondo finanziario ed assicurativo, invece, totalizzano solo 47 posizioni.<\/p>\n<p>Non sorprende se la natura del Comitato elettorale \u00e8 stata pi\u00f9 volte &#8211; ed \u00e8 tuttora &#8211; motivo di protesta delle diverse frange politiche, con quella indipendentista e filodemocratica in testa.<\/p>\n<p><b>Suffragio universale al palo<\/b><br \/>\nDal ritrasferimento della sovranit\u00e0 nel 1997 (e fino al 2047), l\u2019ex colonia britannica \u00e8 amministrata dalla Cina attraverso la formula \u201cun Paese, due sistemi\u201d, secondo cui Hong Kong gode di un alto grado di autonomia e mantiene il proprio presidio militare sul territorio, mentre il governo centrale non interferisce nelle politiche interne della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Le prospettive di cambiamento del sistema elettorale erano divenute pi\u00f9 limpide sul finire del 2007, a seguito della decisione del Comitato permanente dell\u2019Assemblea nazionale del popolo cinese che prevedeva l\u2019elezione diretta del\u00a0<i>chief executive\u00a0<\/i>di Hong Kong a partire dal 2017, cos\u00ec come il suffragio universale per le votazioni dei membri del\u00a0<i>Legislative Council<\/i>, il Parlamento dell\u2019ex colonia.<\/p>\n<p>L\u2019articolato percorso democratico ha per\u00f2 fatto fatica ad imporsi per via di un contrordine arrivato da Pechino il 31 agosto 2014, quando il governo cinese ha pubblicato un\u00a0<i>white paper\u00a0<\/i>dal messaggio chiaro. Hong Kong, si leggeva nel documento, non ha completa giurisdizione sul territorio, ma \u00e8 obbligata a seguire le direttive del governo centrale; e, soprattutto, il\u00a0<i>chief executive<\/i>, anche se eletto a suffragio universale, deve ricevere il via libera dal Partito comunista cinese. Si trattava comunque di un\u2019evoluzione rispetto allo schema attualmente in vigore, e risalente ai tempi del dominio coloniale britannico.<\/p>\n<p>La pubblicazione del testo ufficiale ha per\u00f2 animato il sentimento di rivalsa degli hongkonghesi, e la risposta non si \u00e8 fatta attendere. Fra settembre e dicembre 2014, le strade di Hong Kong sono state occupate dai\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2832\" target=\"blank\"><b><u>manifestanti del movimento degli ombrelli<\/u><\/b><\/a>, che hanno protestato in nome della democrazia e del rispetto del principio di non ingerenza cinese nell\u2019amministrazione della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Fu proprio in quei 79 giorni di malcontento militante che Carrie Lam, allora\u00a0<i>chief secretary\u00a0<\/i>dell\u2019amministrazione in carica, cerc\u00f2 di gettare le basi per un dialogo con i manifestanti, sempre pi\u00f9 diffidenti verso Pechino e l\u2019allora leader di Hong Kong CY Leung.<\/p>\n<p>I disordini e gli scontri durante la rivoluzione degli ombrelli hanno di conseguenza intensificato la pressione dell\u2019establishment cinese su Hong Kong, e gli elettori hanno visto svanire la speranza dell\u2019istituzione di un suffragio universale.<\/p>\n<p><b>Le sfide per la nuova leader<\/b><br \/>\nDurante l\u2019intensa campagna elettorale, combattuta tra palinsesti televisivi ed arterie cittadine, Carrie Lam non ha mai ottenuto il consenso popolare (conquistato dall\u2019antagonista e filodemocratico John Tsang), ma ha tuttavia goduto dell\u2019appoggio della dirigenza cinese. Secondo indiscrezioni rilasciate ai media locali dai membri del Parlamento, il\u00a0<i>China Liaison Office\u00a0<\/i>(organo del Partito comunista cinese con sede a Hong Kong) avrebbe effettuato numerose chiamate a sostegno della candidata filo-Pechino.<\/p>\n<p>Alle critiche per l\u2019atteggiamento antidemocratico della Cina \u00e8 giunto il commento lapidario del Paese del Dragone: le elezioni si sono svolte in un clima corretto, chiaro ed aperto, riflettendo le scelte di tutto il corpo elettorale.<\/p>\n<p>Cattolica come 600mila hongkonghesi, Lam, conosciuto il responso delle urne, si \u00e8 impegnata a sostenere le giovani generazioni in cerca di lavoro e ad attivare finanziamenti in innovazione, tecnologia, ricerca e sviluppo, cui si aggiungerebbe un piano economico per raffreddare la speculazione immobiliare.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, la preferita di Pechino tenta di nascondere l\u2019ormai ampia forbice di diseguaglianza sociale ed economica, cercando di guadagnare i favori delle giovani generazioni, zoccolo duro dell\u2019odierna societ\u00e0 hongkonghese. L\u2019opinione pubblica di Hong Kong \u00e8 ormai spaccata fra giovani, che covano mire separatiste dalla Cina ravvivate dalla rivoluzione degli ombrelli, e anziani, che vivono ancora nella memoria dei privilegi del boom economico di vent\u2019anni fa, dopo il ritorno sotto Pechino.<\/p>\n<p>Carrie Lam dovr\u00e0 redigere un piano concreto per garantire il reale rispetto della formula \u201cun Paese, due sistemi\u201d se vuole evitare di subire gli effetti del bassissimo consenso popolare dei Millenians, che si preparano a manifestazioni di dissenso proprio il giorno della cerimonia di insediamento presieduta dal presidente cinese Xi Jinping.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pechino dorme sonni tranquilli da quando, a fine marzo, la filocinese Carrie Lam Cheng Yuet-ngor \u00e8 stata eletta nuova leader di Hong Kong. Grazie al sostegno del Partito comunista cinese, Lam &#8211; prima\u00a0chief executive\u00a0donna della Regione amministrativa speciale &#8211; ha ottenuto 777 voti dal comitato elettorale (su 1.163 dichiarati validi), sconfiggendo il principale sfidante John [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[73,77],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65297"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65297"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65297\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":65299,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65297\/revisions\/65299"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65297"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65297"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65297"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}