{"id":65302,"date":"2017-04-08T14:42:46","date_gmt":"2017-04-08T12:42:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65302"},"modified":"2017-11-03T15:12:40","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:40","slug":"trump-un-presidente-divenire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/04\/trump-un-presidente-divenire\/","title":{"rendered":"Trump, un Presidente in divenire"},"content":{"rendered":"<p>Una rondine non fa primavera e un bombardamento, per quanto spettacolare, non fa una politica estera. Certo, questa azione contro Bashar al Assad e la sua strategia sembra contraddire precedenti affermazioni di Donald Trump e di esponenti della sua Amministrazione (come la sua rappresentante alle Nazioni Unite), ma la realt\u00e0 \u00e8 che il nuovo Presidente americano sta scoprendo ora le gioie, i dolori e soprattutto la complessit\u00e0 della politica estera, in particolare di quella della superpotenza americana.<\/p>\n<p>Egli era arrivato alla Casa Bianca con poche idee semplici (e risposte molto semplicistiche): difendere il commercio americano, bloccare l\u2019immigrazione clandestina, combattere il terrorismo, specie quello di matrice islamica, e rilanciare un accordo con la Russia di Vladimir Putin. In quest\u2019ultimo caso probabilmente l\u2019idea era che in tal modo egli avrebbe potuto diminuire l\u2019impegno americano in Europa e in Medio Oriente, Ma la realt\u00e0 \u00e8 una dura maestra.<\/p>\n<p>Le martellanti rivelazioni sugli indebiti contatti tra membri del suo staff e la Russia, gi\u00e0 durante il periodo elettorale, e soprattutto il sospetto non infondato che Putin abbia cercato di influire sull\u2019andamento delle elezioni presidenziali americane, hanno bruciato, almeno per ora, la prospettiva di un rapido accordo con Mosca, che comunque era tutt\u2019altro che facile.<\/p>\n<p>La decisione di stracciare il Tpp (il trattato commerciale con paesi dell\u2019Asia-Pacifico) si \u00e8 rapidamente rivelata un boomerang, finendo per apparire come un gratuito regalo alla Cina, che da quell\u2019accordo era stata esclusa, e che ha rapidamente sposato la causa del libero commercio per attrarre nel suo cerchio le grandi potenze economiche filo-americane. Vedremo nei prossimi giorni se l\u2019incontro con il Presidente cinese a Mar-a-Lago avr\u00e0 permesso a Trump di recuperare il terreno perduto.<\/p>\n<p>Ora, la decisione di Assad di usare nuovamente le armi chimiche (che forse \u00e8 stata presa anche per vedere quale sarebbe stata la reazione di Washington) ha costretto Trump a mostrare i muscoli, preannunciando anche un possibile uso della forza contro la Corea del Nord se la diplomazia cinese si mostrasse troppo poco cooperativa o comunque impotente a controllare quel regime.<\/p>\n<p>In altri termini, Trump sembra riscoprire il solco tradizionale della politica americana, forse resa pi\u00f9 scabrosa da una punta in pi\u00f9 di improvvisazione e di sfida. Come dicevamo per\u00f2 questa non \u00e8 ancora una politica estera compiuta e coerente.<\/p>\n<p>Nello scacchiere siriano la mossa di Trump ha ottenuto il sostegno europeo e soprattutto ha portato al recupero della Turchia, mettendo in forse la prosecuzione del processo negoziale di pace di Astana, a guida russo-iraniana. Ma non sappiamo ancora quale sar\u00e0, e se ci sar\u00e0, un\u2019alternativa. Ritorniamo ai negoziati in ambito Onu, pi\u00f9 volte falliti, oppure puntiamo ad un quadro diverso?<\/p>\n<p>Idem per la Russia, che cerca di intimidire Washington sospendendo l\u2019applicazione degli accordi per evitare incidenti tra aerei militari in azione sulla Siria. Vedremo il tentativo di negoziare un nuovo accordo tra Mosca e Washington oppure un ritorno al muro contro muro di obamiana memoria?<\/p>\n<p>Il bombardamento della base aerea siriana ci rivela un Trump diverso da quello della campagna elettora e, un \u201cPresident in the making\u201d, ma quale sar\u00e0 alla fine il Trump Presidente?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una rondine non fa primavera e un bombardamento, per quanto spettacolare, non fa una politica estera. 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