{"id":65307,"date":"2017-04-10T14:46:03","date_gmt":"2017-04-10T12:46:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65307"},"modified":"2017-11-03T15:12:40","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:40","slug":"lintervento-usa-la-legalita-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/04\/lintervento-usa-la-legalita-internazionale\/","title":{"rendered":"L\u2019intervento Usa e la legalit\u00e0 internazionale"},"content":{"rendered":"<p>Il lancio di missili americani contro la Siria del 7 aprile ha sollevato numerosi commenti, che tuttavia non hanno affrontato il problema della legalit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>Taluni hanno visto nell\u2019intervento la fine della politica isolazionista pi\u00f9 volte enunciata da Trump e un riposizionamento della politica americana nei confronti della Siria. Altri hanno addirittura salutato l\u2019intervento come benefico, poich\u00e9 avrebbe rimesso in moto i negoziati. Concorde, almeno tra gli occidentali, \u00e8 il giudizio secondo cui gli Stati Uniti sono finalmente rientrati nel gioco siriano, che era diventato appannaggio della sola Russia.<\/p>\n<p>Nessuno, almeno nella grande stampa, s\u2019\u00e8 chiesto se lo strike Usa fosse conforme al diritto internazionale. Probabilmente il quesito \u00e8 stato considerato non meritevole di approfondimento e lasciato alle elucubrazioni dei siti specializzati, dove si esercitano i giuristi, le cui opinioni sono tenute in considerazione, spiace dirlo, solo quando fanno comodo per avvalorare calcoli e ragionamenti esclusivamente politici.<\/p>\n<p>Ma cos\u00ec facendo si trascurano i principi della legalit\u00e0 internazionale, che dovrebbero guidare l\u2019azione politica, e si finisce per sminuire l\u2019opera delle Nazioni Unite che, finch\u00e9 esistono, dovrebbero costituire il fondamento del multilateralismo e dell\u2019ordine mondiale.<\/p>\n<p><b>Le giustificazioni degli Stati Uniti<\/b><br \/>\nQuale giustificazione hanno dato gli Stati Uniti? Si \u00e8 trattato di una reazione all\u2019uso, secondo loro provato, di armi chimiche da parte di Assad in occasione del bombardamento, il 4 aprile, della localit\u00e0 di Khan Shaykun in mano ai ribelli siriani. Il bombardamento ha fatto numerose vittime, tra cui molti bambini, suscitando lo sdegno e l\u2019emozione del presidente americano. Di regola quando si usa la forza, la giustificazione viene data con una lettera al Consiglio di Sicurezza (CdS) o al segretario generale delle Nazioni Unite, da cui si evince la motivazione giuridica dell\u2019intervento.<\/p>\n<p>Questa volta le motivazioni sono desumibili dalla lettera di Trump al Congresso. Si afferma che quando la comunit\u00e0 internazionale viene meno al suo dovere di agire collettivamente, gli Stati sono obbligati ad agire. Un intervento individuale diventa quindi legittimo. L\u2019azione degli Usa \u00e8 stata incondizionatamente condivisa dagli alleati europei. Non solo dal Regno Unito, ma anche da Francia e Germania. La Germania ha quindi abbandonato la sua cautela che, nel 2003, l\u2019aveva portata ad esprimersi contro l\u2019intervento in Iraq. Quanto all\u2019Italia, il premier Gentiloni ha dichiarato che si \u00e8 trattato di \u201cuna risposta motivata a un crimine di guerra\u201d.<\/p>\n<p><b>Quali sono le regole del diritto internazionale<\/b><br \/>\nIl diritto internazionale, attraverso la Carta delle Nazioni Unite e il suo art. 2, par. 4, proibisce l\u2019uso della forza armata. Il ricorso alla coercizione militare \u00e8 ammesso solo in due ipotesi: in caso di legittima difesa contro un attacco armato oppure qualora esso sia autorizzato dal CdS. Si discute se l\u2019uso della forza armata sia ammissibile in caso di intervento d\u2019umanit\u00e0, cio\u00e8 per far fronte a trattamento inumani e degradanti della sua popolazione da parte dello Stato contro cui s\u2019interviene.<\/p>\n<p>Ma l\u2019intervento d\u2019umanit\u00e0, se non autorizzato dalle Nazioni Unite, non \u00e8 giuridicamente giustificabile secondo la maggior parte dei giuristi. In secondo luogo, come \u00e8 stato sottolineato, un\u2019azione limitata quale quella degli Stati Uniti non pu\u00f2 essere considerata per la sua portata circoscritta come un intervento umanitario (si pensi all\u2019intervento in Kossovo nel 1999). Piuttosto lo strike Usa pu\u00f2 essere inquadrato nel novero delle rappresaglie armate, essendo volto allo scopo, come hanno detto gli Usa, di degradare la capacit\u00e0 militare siriana di effettuare ulteriori attacchi chimici e di dissuadere il regime siriano all\u2019uso della proliferazione chimica.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti non hanno subito direttamente il bombardamento chimico. Tuttavia si tratta di una violazione di un obbligo internazionale posto a tutela di tutti gli Stati membri della comunit\u00e0 internazionale. Ciascuno \u00e8 abilitato ad adottare una contromisura, ma essa non pu\u00f2 consistere nell\u2019uso della forza armata.<\/p>\n<p><b>La violazione della Convenzione sul disarmo chimico<\/b><br \/>\nLa Siria \u00e8 divenuta parte della Convenzione sul disarmo chimico del 1993 solo nel 2013, essendo stata praticamente costretta ad aderire da una pressione congiunta di Russia e Stati Uniti, in seguito agli orrori suscitati dal ricorso dell\u2019esercito siriano alle armi chimiche. La risoluzione 2118 (2013) del CdS detta un piano per la distruzione delle armi chimiche e l\u2019eliminazione delle fabbriche per la loro produzione.<\/p>\n<p>L\u2019arsenale chimico siriano \u00e8 stato in larga parte distrutto, con l\u2019attiva partecipazione di Danimarca, Norvegia, Italia e soprattutto Stati Uniti. Ci sono stati dei ritardi dovuti alla guerra civile e, come dimostrano i recenti episodi di uso di armi chimiche, non tutti gli stock sono stati distrutti. La responsabilit\u00e0 \u00e8 di volta in volta attribuita al governo costituito, ai ribelli ed ai gruppi terroristici.<\/p>\n<p>La Convenzione sul disarmo chimico prevede strumenti molto perfezionati per la verifica dell\u2019esistenza di armi chimiche, su iniziativa degli stati parti e con l\u2019invio di missioni indipendenti che fanno capo all\u2019Organizzazione per il disarmo chimico, missioni che possono essere svolte nel territorio dello stato sospettato.<\/p>\n<p>Altri strumenti e procedure sono previsti in caso di violazione, ma mai il ricorso alla forza armata, tranne che questo sia ovviamente autorizzato dal CdS o si versi in un\u2019ipotesi di legittima difesa. Uno spiraglio \u00e8 aperto dalla risoluzione 2118, il cui par. 21 stabilisce che in caso di uso di armi chimiche in Siria possono essere prese misure previste dal Capitolo VII della Carta?<\/p>\n<p>Probabilmente s\u00ec, ma tali misure, che potrebbero comportare l\u2019uso della forza, devono essere prese dal CdS. Sta di fatto che gli Usa non ne hanno fatto cenno, neppure in occasione del dibattito in CdS subito dopo l\u2019intervento contro la Siria. Stesse considerazioni valgono per quella parte della risoluzione 2118, dove si afferma che coloro che fanno uso di armi chimiche saranno tenuti personalmente responsabili. La commissione di crimini di guerra non giustifica l\u2019uso della forza armata.<\/p>\n<p><b>Conclusioni: difficilmente giustificabile<\/b><br \/>\nL\u2019intervento Usa \u00e8 difficilmente giustificabile sotto il profilo del diritto internazionale, tranne che non si vogliano ammettere ipotesi strampalate, come quella secondo cui gli Usa avrebbero agito in legittima difesa a favore delle vittime colpite dalle armi chimiche. Anche lo slogan dell\u2019intervento \u201cillegale, ma legittimo\u201d, coniato a proposito dell\u2019intervento in Kossovo, non aiuta molto.<\/p>\n<p>Chi voglia salvaguardare in qualche modo l\u2019azione degli Stati Uniti, sempre sanabile in virt\u00f9 di una successiva risoluzione del CdS per ora impensabile, deve porsi in un\u2019ottica diversa: ad esempio ammettere che si \u00e8 trattato di una minore violazione del diritto internazionale, che non costituisce aggressione e che, in quanto tale, non consentirebbe alla Russia di reagire in legittima difesa. Tanto pi\u00f9 che essa era stata avvertita dell\u2019imminenza dell\u2019attacco. Ma ognuno vede come si tratti di un percorso irto di ostacoli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il lancio di missili americani contro la Siria del 7 aprile ha sollevato numerosi commenti, che tuttavia non hanno affrontato il problema della legalit\u00e0 internazionale. 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