{"id":65311,"date":"2017-04-11T14:52:53","date_gmt":"2017-04-11T12:52:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65311"},"modified":"2017-11-03T15:12:39","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:39","slug":"iraq-le-ambizioni-sulla-pipeline-bassora-aqaba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/04\/iraq-le-ambizioni-sulla-pipeline-bassora-aqaba\/","title":{"rendered":"Iraq: le ambizioni sulla pipeline Bassora-Aqaba"},"content":{"rendered":"<p>Dopo una fase preparatoria durata oltre quattro anni, il progetto per la costruzione della\u00a0<i>pipeline\u00a0<\/i>Bassora-Aqaba sembra essere entrato nella fase di attuazione.<\/p>\n<p>A dicembre 2016 il governo iracheno ha invitato le dodici compagnie e<i>\u00a0joint ventures\u00a0<\/i>preselezionate nel 2013 a far pervenire le offerte per il finanziamento e la costruzione del primo segmento della linea di trasmissione, che si estender\u00e0 per 350 Km da cinque nuovi giacimenti localizzati nell\u2019area di Bassora a un\u00a0<i>hub\u00a0<\/i>di collegamento e smistamento a Najaf. La linea di trasmissione si comporr\u00e0 di un oleodotto e di un gasdotto e, originariamente, doveva essere divisa in due tronconi principali.<\/p>\n<p><b>Mutamenti di percorso dettati dalla sicurezza<\/b><br \/>\nIl primo troncone, di circa 680 Km, avrebbe dovuto collegare i campi petroliferi meridionali alla stazione di Haditha, nel nord del Governatorato di Al-Anbar, e avereuna capacit\u00e0 di trasmissione pari a 2,25 milioni di barili di greggio e oltre 100 milioni di metri cubi di gas al giorno.<\/p>\n<p>Il secondo troncone, di oltre 1000 Km, avrebbe dovuto congiungere la stazione di Haditha al porto giordano di Aqaba e, tramite la derivata D, alla raffineria giordana di Zarqa e avere una capacit\u00e0 di trasmissione pari a un milione di barili di greggio e oltre 100 milioni di metri cubi di gas al giorno.<\/p>\n<p>Tuttavia, i persistenti problemi di sicurezza nel Governatorato di Al-Anbar, la grande regione orientale a maggioranza sunnita che doveva essere attraversata dalla condotta, sembrano avere dirottato il percorso della\u00a0<i>pipeline\u00a0<\/i>verso Sud. Attualmente, il progetto prevedrebbe un accorciamento del primo troncone, che dovrebbe arrestarsi a Najaf senza proseguire verso Nord, e un allungamento del secondo, che costeggiando i confini sauditi dovrebbe raggiungere quelli giordani.<\/p>\n<p>Mentre la prima sezione del progetto sar\u00e0 finanziata tramite uno schema di Engineering, Procurement and Construction Management (EPC), la seconda sar\u00e0 data in concessione tramite uno schema di Build, Own, Operate and Transfer (BOOT). La stima iniziale del costo complessivo dell\u2019infrastruttura era di oltre 18 miliardi di dollari, ma s\u2019\u00e8 ora ridimensionata a sei.Non sono esclusi ulteriori aggiustamenti. L\u2019inizio dei lavori \u00e8 programmato per la seconda met\u00e0 del 2017.<\/p>\n<p><b>Un disegno ambizioso e articolato<\/b><br \/>\nIl progetto appare particolarmente ambizioso tanto sotto il profilo tattico, quanto sotto quello strategico. La scelta di limitare la prima gara d\u2019appalto al segmento Bassora-Najaf, invece di procedere sino a Haditha, \u00e8 evidentemente legata all\u2019attuale instabilit\u00e0 regionale. Ma la decisione di mantenere la capacit\u00e0 del primo troncone a 2,25 milioni di barili testimonia l\u2019intento del governo iracheno di ristabilire rapidamente il controllo su tutto il Paese e, quindi, ripristinare il collegamento tra gli impianti settentrionali e quelli meridionali.<\/p>\n<p>Per quasi 20 anni, dal 1975 al 1990\/1991, \u00e8 stata la Strategic Pipeline, una doppia condotta\u00a0<i>reversible\u00a0<\/i>da 1,4 milioni di barili al giorno, a garantireil collegamento tra i giacimenti dell\u2019area di Kirkuk e la Penisola araba, assicurando quindi la possibilit\u00e0 di indirizzare alternativamente i flussi petroliferi verso la Turchia, i\u00a0<i>terminals\u00a0<\/i>nel Golfo Persico o le raffinerie nel cuore del Paese. La Prima Guerra del Golfo ha per\u00f2 gravemente danneggiato la linea di trasmissione, che non \u00e8 mai pi\u00f9 tornata alla capacit\u00e0 iniziale.<\/p>\n<p>Attualmente, dopo oltre un decennio di sconvolgimenti, l\u2019Iraq appare in fase di stabilizzazione, la produzione petrolifera procede a ritmi forzati verso la meta degli otto milioni di barili al giorno fissata dal Governo per il 2020 e lo sviluppo infrastrutturale colma rapidamente le lacune del comparto petrolifero iracheno.<\/p>\n<p>L\u2019aumento della produzione ha reso prioritario e render\u00e0 sempre pi\u00f9 necessario nell\u2019immediato futuro il potenziamento delle infrastrutture logistiche, al fine di diversificare i mercati di sbocco. Al momento, infatti, le esportazioni sono veicolate quasi integralmente dai terminal marittimi meridionali.<\/p>\n<p>La capacit\u00e0 della prima sezione di 2,25 milioni di barili al giorno, eccedente di oltre un milione di barili rispetto alle necessit\u00e0 della seconda sezione, testimonia perci\u00f2 l\u2019intenzione di ricollegare i giacimenti meridionali quantomeno con il polo petrolchimico situato nell\u2019area della Capitale, mentre le dichiarazioni del Governo di voler ripristinare la Strategic Pipeline sembrerebbero indicare l\u2019intenzione di riattivare in tutta la sua lunghezza la direttrice Nord-Sud. Progetto su cui per\u00f2 evidentemente pesa l\u2019incognita politica dei rapporti con la realt\u00e0 curda.<\/p>\n<p><b>\u201cTra i due litiganti, il terzo gode\u201d<\/b><br \/>\nD\u2019altronde, solo allargando lo sguardo allo scacchiere regionale \u00e8 possibile comprendere a fondo la valenza strategica dell\u2019iniziativa. Il progetto si inserisce in una fase molto delicata della\u00a0<i>proxy war\u00a0<\/i>che contrappone l\u2019Arabia saudita e l\u2019Iran in Medio Oriente, segue di poco meno di un anno la nomina dell\u2019Iraq a vicepresidente del summit dei Paesi Non Allineati, si interpone nelle trattative tra Tel Aviv e Amman per le forniture di metano israeliano alla Giordania e risponde, indirettamente, al taglio delle forniture petrolifere saudite all\u2019Egitto.<\/p>\n<p>Il costante aumento dell\u2019<i>output\u00a0<\/i>di greggio sta garantendo al Governo iracheno un crescente afflusso di risorse con cui stabilizzare il Paese e ricostruire una rete di rapporti privilegiati nella regione attraverso la diplomazia energetica.<\/p>\n<p>Lo scontro tra le due maggiori potenze islamiche della regione, infatti, si traduce in crescenti ingerenze nelle scelte strategiche degli alleati e dei\u00a0<i>clientes<\/i>, e le forniture energetiche sono gli strumenti di pressione abituali con cui si consuma questo condizionamento. Creando le condizioni ideali perch\u00e9 l\u2019Iraq possa cogliere i frutti di una postura sostanzialmente equidistante tra i due contendenti mettendo nuovamente a frutto, economicamente e politicamente, le proprie straordinarie risorse naturali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo una fase preparatoria durata oltre quattro anni, il progetto per la costruzione della\u00a0pipeline\u00a0Bassora-Aqaba sembra essere entrato nella fase di attuazione. 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