{"id":65317,"date":"2017-06-09T15:08:55","date_gmt":"2017-06-09T13:08:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65317"},"modified":"2017-11-03T15:12:10","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:10","slug":"gb-la-hybris-della-may-lavanzata-corbyn","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/gb-la-hybris-della-may-lavanzata-corbyn\/","title":{"rendered":"GB: la hybris della May, l\u2019avanzata di Corbyn"},"content":{"rendered":"<p>Jeremy Corbyn ha quasi fatto un miracolo; il leader del partito laburista britannico \u00e8 riuscito a cambiare il risultato di un\u2019elezione anticipata indetta a sorpresa dal primo ministro conservatore Theresa May lo scorso 18 aprile.<\/p>\n<p>Nei primi sondaggi, c\u2019era un distacco di oltre venti punti tra il suo partito e quello conservatore. I risultati finali, danno ai laburisti solo una cinquantina di seggi in meno rispetto ai tories e i numeri per potere fare addirittura un governo con l\u2019eventuale supporto del partito nazionale scozzese, l\u2019Snp, in netto calo, e dei liberal-democratici. La May sperava di riuscire quasi a spazzare via i laburisti da Westminster e, invece, Corbyn e i suoi ne escono rafforzati.<\/p>\n<p>Se il quadro \u00e8 positivo per Corbyn, la situazione rimane complessa per il Regno Unito in generale. Il risultato che emerge \u00e8 un\u00a0<i>hung parliament<\/i>, cio\u00e8 una composizione del Parlamento in cui nessun partito ha la maggioranza e bisogna quindi ricorrere ad una coalizione di governo, oppure ad alleanze ad hoc su questioni centrali come il budget. E sussiste la possibilit\u00e0 di ulteriori elezioni, nel caso in cui n\u00e9 la May n\u00e9 Corbyn fossero in grado di formare un governo con la fiducia dalla Camera dei Comuni.<\/p>\n<p>L\u2019incertezza pi\u00f9 grande riguarda i negoziati per la Brexit, che dovrebbero iniziare il 19 giugno. Il risultato paradossale di queste elezioni \u00e8 cos\u00ec quello di lasciare il Regno Unito senza una chiara guida nelle trattative per l\u2019uscita dall\u2019Unione, nonostante il voto fosse stato indetto alla ricerca appunto d\u2019una\u00a0<i>strong and stable leadership\u00a0<\/i>perch\u00e9 la May voleva avere una mano forte nella Brexit.<\/p>\n<p><b>I risultati sorprendenti<\/b><br \/>\nPer una volta, il risultato finale ha rispettato gli exit poll, con i conservatori in maggioranza, ma in calo rispetto ai risultati delle elezioni nel 2015. Il partito di Corbyn ha guadagnato una trentina di seggi, i tories ne hanno persi una dozzina. Un risultato che conferma anche l\u2019andamento dei sondaggi nei giorni immediatamente precedenti il voto.<\/p>\n<p>L\u2019arretramento dei conservatori era iniziato a met\u00e0 maggio, quando i laburisti avevano iniziato a eroderne il vantaggio di oltre venti punti; guadagnando posizioni anche in Scozia sull\u2019Snp, i laburisti erano riusciti ad arrivare a un distacco del 5\/7%: a conti fatti, \u00e8 stato appena del 2%.<\/p>\n<p>I sondaggi sono stati confermati anche dagli altri partiti; l\u2019Snp perde un numero abbastanza significativo di seggi (18, arrivando a 34), i liberal-democratici ne guadagnano invece una manciata, per a 12. Il primo, quindi, non replica il successo del 2015, ottenuto sull\u2019onda del referendum per l\u2019indipendenza, mentre i secondi non riescono a fare risorgere il partito, come sperato da molti (<i>Economist\u00a0<\/i>incluso).<\/p>\n<p>Interessante \u00e8 vedere la mappa del voto, che da un lato ricalca quella della Brexit, dall\u2019altra presenta alcune novit\u00e0. Se infatti la campagna per una<i>\u00a0hard Brexit\u00a0<\/i>conferma le riserve delle grandi citt\u00e0 britanniche, Londra principalmente, rispetto alla linea dei conservatori (sono le aree urbane che avevano largamente votato per il\u00a0<i>Remain<\/i>), alcune zone dove<i>\u00a0Leave<\/i>\u00a0aveva ottenuto un netto favore tornano, invece, sotto il controllo dei laburisti: tra queste, il Galles, il Nord Inghilterra e le ex aree industriali intorno a Liverpool e Leeds.<\/p>\n<p>L\u2019elezione, infine, lascia alcuni caduti sul campo; perdono infatti il proprio seggio personaggi storici della politica britannica come Nick Clegg, l\u2019ex leader dei liberal-democratici, Angus Robertson, una delle figure pi\u00f9 rilevanti dell\u2019Snp a Westminster, e Alex Salmond, l\u2019ex primo ministro scozzese, che aveva guidato il partito nel referendum per l\u2019indipendenza del 2014.<\/p>\n<p><b>La campagna elettorale<\/b><br \/>\nDifficile dire quali siano stati gli elementi decisivi per giungere a questo risultato perch\u00e9 i fattori in campo sono molteplici. C\u2019\u00e8 stata per\u00f2 una grande evoluzione dei discorsi elettorali nel corso delle ultime settimane, e non solo sul tema della sicurezza.<\/p>\n<p>Al momento della decisione della May di tenere le elezioni anticipate, il tema centrale era infatti la Brexit: questo era il campo di battaglia scelto del primo ministro, che contava di riuscire ad ottenere una forte leadership politica anche sul fronte interno, proponendosi come il leader adeguato a condurre il Paese nel processo di uscita dall\u2019Ue.<\/p>\n<p>L\u2019idea era quella di portare ai Tories i voti del<i>\u00a0Leave<\/i>\u00a0del referendum del giugno 2016, e in generale quei quattro milioni di voti dati allo Ukip nelle elezioni del 2015 che, con l\u2019uscita di scena del leader Nigel Farage, erano disponibili &#8211; infatti, lo Ukip \u00e8 praticamente sparito.<\/p>\n<p>Nel corso delle settimane, per\u00f2, il tema dell\u2019Ue si \u00e8 fatto man mano da parte, per lasciare posto ad un discorso pi\u00f9 ampio su argomenti chiave come tassazione, sistema sanitario nazionale, sicurezza. Non a caso, lo slogan\u00a0<i>strong and stable<\/i>\u00a0usato dai conservatori all\u2019inizio della campagna \u00e8 scomparso nelle ultime battute e non \u00e8 mai stato usato durante il dibattito televisivo tra la May e Corbyn del 29 maggio.<\/p>\n<p>Corbyn \u00e8 cos\u00ec riuscito a capitalizzare voti su una maggiore solidit\u00e0 nelle argomentazioni e su una debolezza sui temi chiave da parte della May: sono costati cari alla May, che proponeva una stretta contro il terrorismo, i tagli alle forze di polizia di cui lei \u00e8 stata responsabile da ministro dell\u2019Interno.<\/p>\n<p><b>Un fragile futuro<\/b><br \/>\nLe opzioni per il Regno Unito sono diverse, quelle funzionali sono poche. Il primo ministro britannico potrebbe rassegnare le dimissioni: convocare queste elezioni \u00e8 stato un azzardo che molti non hanno gradito, anche all\u2019interno dei Tories, soprattutto per la ricerca di legittimazione politica personale che molti hanno percepito come una delle ragioni chiave (considerando che i conservatori avevano gi\u00e0 una maggioranza netta in Parlamento).<\/p>\n<p>La corsa al nuovo leader del partito sarebbe aperta, con il ministro degli Esteri e noto Brexiter Boris Johnson in cima alla lista, insieme all\u2019<i>Home Secretary<\/i>\u00a0Amber Rudd e al ministro per la Brexit David Davis.<\/p>\n<p>Chiunque sia il leader conservatore, il futuro del Regno Unito \u00e8 probabilmente quello di un governo di coalizione, in cui iTories non avranno vita facile: i Liberal-democratici hanno gi\u00e0 escluso una collaborazione con i conservatori, impossibile anche quella con altri partiti, l\u2019Snp in primis.<\/p>\n<p>\u00c8 quindi da ipotizzare una difficile coabitazione con i laburisti. Esiste per\u00f2 la possibilit\u00e0 che venga presentato un governo di coalizione di minoranza proprio da Corbyn, visto che i numeri lo consentono e considerando il supporto che ha gi\u00e0 ricevuto da Snp e Lib-dem. Quella che la May ha chiamato la \u201cCoalition of Chaos\u201d diventerebbe cos\u00ec realt\u00e0.<\/p>\n<p>Esiste infine la possibilit\u00e0 di nuove elezioni, nel caso in cui non si riesca a formare un governo; un\u2019opzione forse interessante nell\u2019ottica di avere un governo stabile per affrontare i negoziati sulla Brexit (quello che cercava la May e che queste elezioni invece le hanno negato), ma che ridurrebbe ulteriormente il gi\u00e0 poco tempo a disposizione (ormai meno di due anni) per concordare l\u2019uscita con l\u2019Ue.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Jeremy Corbyn ha quasi fatto un miracolo; il leader del partito laburista britannico \u00e8 riuscito a cambiare il risultato di un\u2019elezione anticipata indetta a sorpresa dal primo ministro conservatore Theresa May lo scorso 18 aprile. Nei primi sondaggi, c\u2019era un distacco di oltre venti punti tra il suo partito e quello conservatore. 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