{"id":65321,"date":"2017-06-08T15:11:18","date_gmt":"2017-06-08T13:11:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65321"},"modified":"2017-11-03T15:12:11","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:11","slug":"francia-voto-maggioranza-sopravvivenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/francia-voto-maggioranza-sopravvivenza\/","title":{"rendered":"Francia: voto tra maggioranza e sopravvivenza"},"content":{"rendered":"<p>Lo chiamano le troisi\u00e8me tour: pi\u00f9 che un appuntamento elettorale a s\u00e9, un vero e proprio terzo turno delle elezioni presidenziali. In effetti il voto per il rinnovo dell\u2019Assemblea nazionale non solo \u00e8 strettamente legato a quello per l\u2019elezione del presidente, ma \u00e8, solitamente, nient\u2019altro che la conferma del risultato della precedente consultazione.<\/p>\n<p>In un sistema bipolare com\u2019\u00e8 &#8211; o meglio com\u2019era, fino alla vittoria il 7 maggio di Emmanuel Macron &#8211; quello francese, gli elettori tendono a risintonizzarsi sulle stesse frequenze politiche del mese prima e la maggioranza dei seggi finisce per essere occupata da deputati allineati con il presidente. Ora che il bipolarismo \u00e8 saltato, le cose non sono pi\u00f9 cos\u00ec scontate.<\/p>\n<p>L\u2019incognita \u00e8 soprattutto legata alla velocit\u00e0 con cui si \u00e8 realizzata la svolta centrista dell\u2019elettorato francese. Macron \u00e8 s\u00ec riuscito a mettere ai margini la destra e la sinistra storiche, ma con un partito che \u00e8 ancora allo stadio di debuttante: La R\u00e9publique en marche &#8211; con cui si presenta alle legislative &#8211; \u00e8 il figlio, con appena un mese di vita, di un movimento che ha da poco compiuto un anno. Senza contare che la meteora Macron si \u00e8 accesa cos\u00ec velocemente anche grazie alla spinta anti-LePen che ha caratterizzato gli ultimi mesi della campagna elettorale.<\/p>\n<p>Il rischio, qualora non confluissero sufficienti voti su La R\u00e9publique en marche, \u00e8 la cosiddetta coabitazione, come si definisce la situazione in cui maggioranza parlamentare e capo di Stato in carica appartengono a schieramenti opposti.<\/p>\n<p>Si verific\u00f2 sotto la presidenza di Fran\u00e7ois Mitterand nel 1986 e nel 1993, e con quella di Jacques Chirac nel 1997; oppure, un\u2019inedita, per la Francia, coalizione.Stando ai sondaggi, per\u00f2, Macron dovrebbe seguire piuttosto il modello De Gaulle: le intenzioni di voto suggeriscono che il presidente otterr\u00e0 una maggioranza simile a quella del padre della Quinta Repubblica nel 1968.<\/p>\n<p><b>Presidenziali \u201cmignon\u201d<\/b><br \/>\nCome per l\u2019elezione del presidente, il voto per il rinnovo dell\u2019Assemblea Nazionale si distribuisce su due turni, il primo l\u201911 giugno, il secondo il 18. I seggi da occupare sono 577, cos\u00ec come i collegi uninominali in cui \u00e8 diviso il territorio francese. Se nessun candidato raggiunge il 50%, la sfida si sposta al secondo turno, tra i due o pi\u00f9 candidati che hanno ottenuto almeno il 12,5% degli aventi diritto al voto.<\/p>\n<p>La possibilit\u00e0 di uno scontro a tre o a quattro \u00e8 l\u2019unica grande differenza tra legislative e presidenziali. Ed esattamente come per l\u2019elezione del presidente, pu\u00f2 succedere che al ballottaggio gli elettori che hanno visto sconfitto il proprio candidato decidano di utilizzare il loro voto pi\u00f9 che per favorire la loro seconda scelta per sfavorire la terza.<\/p>\n<p>Per questo l\u2019estrema destra di Marine Le Pen, che oggi rappresenta almeno il 25% dell\u2019elettorato, difficilmente potr\u00e0 ottenere una percentuale equivalente di seggi alle legislative: \u00e8 pi\u00f9 probabile che gli altri partiti e rispettivi elettori si coalizzino, come per il ballottaggio con Macron, contro il Front National. Come nel 2012, quando il 13% di voti conquistati dal partito alle legislative non riusc\u00ec a tradursi in pi\u00f9 di due seggi.<\/p>\n<p>Per avere la maggioranza, Macron dovrebbe vedere vincere il proprio partito in almeno 289 collegi. Un capo di Stato che non sia sostenuto dall\u2019Assemblea nazionale, in Francia, conserva il potere di decidere la politica estera e di difesa, ma non quello &#8211; da negoziare con gli altri partiti &#8211; di definire l\u2019agenda di politica interna.<\/p>\n<p><b>La R\u00e9publique en marche e l\u2019alleanza con MoDem<\/b><br \/>\nUn\u2019ex torera professionista, un pilota intervenuto in Siria, un eccentrico studioso della matematica: sono solo alcuni tra i profili pi\u00f9 caratteristici dei 526 candidati presentata da Emmanuel Macron. La vera originalit\u00e0 sta per\u00f2 nel fatto che si tratta &#8211; come nel 77% dei nomi scelti dal presidente &#8211; di personaggi estranei alla politica, o che non esercitano alcun incarico pubblico.<\/p>\n<p>L\u2019et\u00e0 media dei candidati \u00e8 poi di 46 anni &#8211; contro i 60 dei deputati uscenti &#8211; a testimoniare che sull\u2019idea di rinnovare il panorama politico francese Macron fa sul serio. \u00c8 con questa squadra che il presidente spera di portare avanti la sua politica europeista e il suo programma di riforma del lavoro, sul quale &#8211; ha annunciato &#8211; ha gi\u00e0 in mente di procedere per decreti, con l\u2019obiettivo di superare entro la fine dell\u2019estate un sistema che ad oggi \u201cnon crea occupazione n\u00e9 attrae investitori\u201d.<\/p>\n<p>Alleato de La R\u00e9publique en marche, dopo qualche iniziale difficolt\u00e0, \u00e8 il Movimento Democratico di Fran\u00e7ois Bayrou, che ha ottenuto di presentare un centinaio di candidati nella stessa lista. Le circoscrizioni lasciate senza candidato non sono casuali: l\u2019alleanza presidenziale non concorrer\u00e0 dove sono schierate personalit\u00e0 gi\u00e0 favorevoli a una collaborazione in Assemblea.<\/p>\n<p><b>Marine Le Pen, \u201cVoglio essere sola\u201d<\/b><br \/>\nConsapevole di non avere il favore di altri partiti, il Front National corre da solo e schiera ben 571 candidati, quasi uno per ogni circoscrizione. Tra questi c\u2019\u00e8 la stessa Marine Le Pen: riluttante in un primo momento, la leader euroscettica si \u00e8 infine decisa a concorrere per il seggio di Nord Pas di Calais, regione che le ha consegnato il 58% delle preferenze al secondo turno delle presidenziali. In generale, anche il Front National presenta una lista di giovani &#8211; et\u00e0 media 47 anni -,l\u201980% dei quali, tuttavia, gi\u00e0 detentori di un incarico politico a livello locale.<\/p>\n<p>C\u2019era, inizialmente, una prospettiva di alleanza con il partito sovranista Debout la France, guidato da Nicolas Dupont-Aignan, ma l\u2019accordo \u00e8 stato presto sospeso. Quanto al programma, per il Fn la riforma del lavoro non sembra essere una priorit\u00e0 &#8211; almeno non quanto l\u2019uscita dall\u2019Unione europea e dall\u2019Euro &#8211; e la proposta di Macron di realizzarla attraverso decreti sarebbe invece un tentativo di \u201ccolpo di Stato\u201d al servizio delle grandi aziende.<\/p>\n<p><b>La Destra in agitazione: Repubblicani e Udi<\/b><br \/>\n481 candidati, pi\u00f9 i 146 dell\u2019Unione dei Democratici e degli Indipendentisti, non bastano a rassicurare i Repubblicani, messi all\u2019angolo dal ciclone Macron alle presidenziali e ora di fronte a un bivio: rivendicare l\u2019identit\u00e0 di destra o scendere a patti con il presidente, che nel frattempo li ha attratti a s\u00e9 nominando \u00c9douard Philippe primo ministro e affidando a Bruno Le Maire e G\u00e9rald Darmanin i dicasteri dell\u2019Economia e dei Conti pubblici. Fran\u00e7ois Baroin, a capo della campagna repubblicana per le legislative, pende senz\u2019altro per la prima ipotesi ed \u00e8 anzi determinato a imporre a Macron una coabitazione con la \u201csua\u201d destra.<\/p>\n<p>Leggermente ritoccato il programma originario dell\u2019ex candidato presidenziale, Fran\u00e7ois Fillon. Resta la proposta di eliminare le 35 ore di lavoro settimanali e di riformare la tassa sul patrimonio, ma cambiano le posizioni su alcuni temi: tagli alla spesa pubblica pi\u00f9 graduali, minore apertura verso i matrimoni gay, priorit\u00e0 alla creazione di\u201cuna vera Unione politica europea\u201d.<\/p>\n<p><b>La sinistra ambiziosa di M\u00e9lenchon<\/b><br \/>\nPer i sondaggi \u00e8 ormai l\u2019unica sinistra, sempre pi\u00f9 avanti rispetto al Partito Socialista. Del resto \u00e8 proprio l\u2019obiettivo del leader della France Insoumise, Jean-Luc M\u00e9lenchon: diventare il punto di riferimento della sinistra a spese del vecchio, storico, partito, cui ha gi\u00e0 sottratto un\u2019ampia fetta di elettorato nella corsa all\u2019Eliseo.<\/p>\n<p>Anche la sua Francia ribelle fa il pieno di circoscrizioni, con una lista dicandidati giovani &#8211; ce n\u2019e\u00e8 uno di 19 anni -, per il 60% provenienti dalla societ\u00e0 civile. Dovevano farne parte anche alcuni nomi del Partito Comunista, ma i rapporti tra le due sinistre sono andati deteriorandosi nel corso della campagna elettorale, fino al disfacimento dell\u2019accordo.<\/p>\n<p>Invariato il programma politico: garantire un salario minimo che favorisca i meno abbienti, abbassare l\u2019et\u00e0 pensionabile, introdurre nuove misure a tutela dell\u2019ambiente, rinegoziare i Trattati con l\u2019Unione europea.Lo stesso M\u00e9lenchon \u00e8 candidato a Bouches-du-Rh\u00f4ne, in Provenza, dove ha gi\u00e0 riscosso un discreto successo alle presidenziali: neanche a dirlo, un vecchio bastione socialista.<\/p>\n<p><b>Socialisti in crisi, ancora<\/b><br \/>\nSpinto sempre pi\u00f9 al largo dall\u2019estrema sinistra, la sua priorit\u00e0 ora \u00e8 essenzialmente quella di sopravvivere. Il Partito socialista, in coda nei sondaggi, ha presentato oltre 400 candidature, lasciando le restanti circoscrizioni ai suoi alleati &#8211; i Verdi, l\u2019Unione dei Democratici ed Ecologisti e il Partito Radicale di sinistra.<\/p>\n<p>L\u2019attuale programma politico abbandona alcune delle proposte dell\u2019ex candidato presidenziale Beno\u00eet Hamon &#8211; come l\u2019uscita dal nucleare &#8211; e si oppone, come gi\u00e0 altri programmi avversari, all\u2019idea del presidente Macron di riformare le regole del lavoro attraverso una serie di decreti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo chiamano le troisi\u00e8me tour: pi\u00f9 che un appuntamento elettorale a s\u00e9, un vero e proprio terzo turno delle elezioni presidenziali. 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